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13 luglio 2011

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Biotestamento, la Camera approva. Englaro: "È una legge incostituzionale"


da La Repubblica

IL VOTO

Biotestamento, la Camera approva
Englaro: "È una legge incostituzionale"

Votazione favorevole a Montecitorio per ddl che regolamenta il testamento biologico. Una stretta sulle Dat, le dichiarazioni anticipate di trattamento. L'opposizione respinge compatta. Le volontà del malato diventano "orientamenti". Dopo il Senato, probabile raccolta di firme per il referendum

ROMA - Dopo cinque mesi di dibattito, la maggioranza approva il disegno di legge sul testamento biologico. E lo fa tra le "necessità di legiferare" evidenziate dal centrodestra, e tra le polemiche espresse da tutta l'opposizione. La Camera ha dato il via libera, con alcune modifiche, al provvedimento licenziato dal Senato nel marzo del 2009. E' ora necessario un ultimo passaggio a palazzo Madama, prevedibilmente in autunno in cui l'iter del ddl non dovrebbe comunque incontrare difficoltà. Ma dal Pd ai radicali, l'opinione sul ddl è univoca e negativa 1. Tredici deputati Pd non hanno partecipato alla votazione, perché sulla materia "è sbagliato legiferare". E il commento di Beppino Englaro, papà di Eluana, è emblematico: "Si tratta di una legge incostituzionale", dice Englaro, "che va nella direzione opposta rispetto ai principi costituzionali. L'autodeterminazione terapeutica non può incontrare un limite anche se ne consegue la morte, che non ha niente a che vedere con l'eutanasia. Nessuno, nè lo Stato nè un medico può disporre della salute di un cittadino".

LA SCHEDA: LA LEGGE ARTICOLO PER ARTICOLO

LE INTERVISTE: UNA BATTAGLIA DI CIVILTA'

Maggioranza convinta. Il senatore Raffaele Calabrò, relatore del testamento biologico al Senato, è soddisfatto: "L'ampio consenso intorno all'art. 3 del ddl sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, fulcro del provvedimento in esame, dimostra che il paese e chi lo rappresenta conviene sulla necessità e sulla bontà della legge". Prosegue Calabrò: "E' evidente che i numeri non danno ragione a chi licenzia la legge come un'imposizione di una minoranza clericale, di una maggioranza illiberale distante dalla società civile. Resiste quel nocciolo di valori, che sono quelli della tutela della vita, del no all'eutanasia e all'accanimento terapeutico, di cui il Pdl si è fatto fermo paladino, e intorno al quale si riconosce la maggioranza degli italiani, dall'udc alla lega passando per una minoranza del Pd".Il Sottosegretario alla salute Eugenia Roccella critica un'opposizione definita "ideologica: "Si è voluta dare l'idea di un disegno di legge imposto al Parlamento e di un testo immodificabile, senza attenzione ai contenuti reali della legge. E invece è stato un provvedimento di iniziativa parlamentare, molto aperto al dibattito, modificato più volte e approvato da una maggioranza trasversale". Ma anche nella maggioranza e zone limitrofe, qualche voce dissidente si fa sentire. Come quella di Daniele Capezzone, che dice: "Non l'avrei votata". Chiara Moroni di Futuro e Libertà definisce la legge "truffaldina". Rocco Buttiglione, in polemica con Ignazio Marino, dice: ""Sarebbe stato meglio non fare questa legge, la responsabilità tocca il Pd, i radicali e la magistratura che è intervenuta in modo brutale".

Turco: "Un ddl autoritario". "La legge della destra sul fine vita è arcigna, autoritaria e proibizionista. Nel dibattito oggi alla camera la Maggioranza ha gettato la maschera ed è chiaro a tutti che siamo davanti a un imbroglio per i cittadini e i medici". Così Livia Turco, componente Pd in commissione affari sociali. Turco sottolinea che il ddl "Colpisce l'alleanza terapeutica medico-paziente e vieta, di fatto, il testamento biologico; nelle Dt si potrà infatti scrivere solo nome, cognome e che non si vuole essere sottoposti ad accanimento terapeutico, cosa che nessun medico farebbe".

Ignazio Marino del Pd guarda già oltre il secondo passaggio al Senato: "Se il ddl sul biotestamento che sarà approvato oggi alla camera sarà licenziato in via definitiva, partirà una raccolta firme per arrivare a un referendum che abroghi una legge inaccettabile", dice.  Rosy Bindi, presidente del Pd, aggiunge con polemica: "Se prima le Dat non erano regolate, adesso sono impedite". Sottolineando che "gli emendamenti estratti come un coniglio dal cappello all'ultimo minuto" hanno "vanificato i lavori di due anni in commissione".

Vendola: "Legge disumana".  Netto il giudizio di Sinistra e libertà, affidato alle parole del leader Nichi Vendola: "L'obbligo di soffrire per legge non è umano, non è dignitoso.  E' una legge che sottrae agli italiani la libertà di decidere sulla propria vita, che chiede ai medici non di curare, ma di costringere alle cure", dice Vendola. "E' una legge violenta", prosegue il leader di Sel, "che invade un terreno dove lo Stato deve rispettare, non imporre".

Idv: "Una legge contro le Dat". Antonio Palagiano, responsabile sanità dell'Italia dei Valori e relatore di minoranza del provvedimento, non usa mezzi termini: "Il governo ha gettato definitivamente la maschera e con l'emendamento al comma 6 dell'articolo 3 restringe il campo di applicazione delle Dichiarazioni anticipate di trattamento. E' evidente, quindi, che questa legge va contro le Dat". Spiega Palagiano: "Con gli emendamenti approvati sarà infatti difficile se non impossibile stabilire quando avranno rilievo le Dat, poichè sarà necessaria una risonanza magnetico-nucleare per accertare lo stato vegetativo del paziente. Nei piccoli ospedali, ad esempio, sarà difficilissimo effettuarla e sarà impossibile, quindi, applicare la legge. Legge che perde definitivamente di senso e dimostra, ancora una volta, la sua inutilità", conclude Palagiano.

Staderini: "Ci rubano la morte". Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani è convinto che "se il Senato confermerà il provvedimento della Camera, non sarà più possibile decidere della propria vita. Per tutti noi hanno deciso Udc, Lega e Pdl, meschine comparse di un film scritto in Vaticano". Dichiara il segretario: "Con la legge 40 hanno rubato la vita e la libertà di ricerca scientifica, con la legge Calabrò ci rubano anche la morte. Questi moderni aguzzini vogliono, attraverso il sondino di Stato imposto per legge, disinnescare le conquiste di libertà che Piergiorgio Welby e la famiglia Englaro hanno assicurato agli italiani con la loro lotta". La deputata radicale Maria Antonietta  Coscioni, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, parla apertamente di "legge schifezza": "E' l'unica definizione", dice, "che si può dare a un provvedimento che non trova riscontro in alcun paese occidentale".


(12 luglio 2011

SCHEDA
Un documento non vincolante

Ladri di testamento

di Guglielmo Pepe

Altro che Testamento biologico. Il voto alla Camera sancisce:
1) che la volontà della persona non conta;
2) che il cittadino non può disporre della propria vita, anche se una patologia terminale irreversibile impedisce al corpo e alla testa qualsiasi attività umana (o degna di questo nome);
3) che alimentazione e idratazione artificiali non sono atti sanitari;
4) che il medico deve applicare le norme, anche contro il parere del paziente che non è vincolante.
Bene, bravi, bis.
La legge, dopo le modifiche peggiorative della Camera, deve comunque tornare al Senato. Anche se probabilmente se ne riparlerà settembre. Ma è invece improbabile che possa essere nuovamente modificata. Sta di fatto che così si stravolge il ruolo dei camici bianchi, si annienta la libertà delle persone, si vanifica qualsiasi tentativo di mediazione, si falsifica la realtà sostenendo che idratazione e alimentazione artificiali siano interventi “naturali”, si costringono i malati a subire un vero accanimento terapeutico.
Non basta dire che è una legge ingiusta: è soprattutto sbagliata. E se il Senato non la cambierà sostanzialmente, la Corte Costituzionale la smonterà pezzo dopo pezzo.
Ma il primo effetto sarà forse un altro: i cittadini la rifiuteranno. Chi firmerà, chi accetterà le Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento) che annullano il diritto delle persone di decidere sulla propria vita? Chi è disposto a siglare un Testamento che va contro i propri desideri?

dal Corriere della Sera

IL DISPOSITIVO DEL DDL SUL TESTAMENTO BIOLOGICO

Otto articoli per evitare nuovi casi Eluana

La Dichiarazione anticipata di trattamento non permette di sospendere alimentazione e idratazione artificiali

MILANO - Dopo un iter di oltre due anni, la Camera ha approvato il disegno di legge sul testamento biologico, che ha avuto il primo via libera del Senato il 26 marzo 2009. Tra le modifiche principali rispetto al provvedimento uscito da Palazzo Madama, dove adesso il testo dovrà tornare in terza lettura, quella che prevede la sospensione solo in casi eccezionali e solo per i malati terminali di nutrizione e idratazione artificiale, limiti più stretti sul momento in cui si attiva la dichiarazione anticipata di trattamento, nella quale, tra l'altro, si potranno indicare «orientamenti» e non più volontà rispetto ai soli trattamenti che si desidera attivare e non anche che si vogliono rifiutare. Chi vorrà indicare quali trattamenti sanitari evitare qualora perda la capacità di intendere e di volere - dunque - può lasciare per iscritto una Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat) che si applicherà, però, solo in caso di stato vegetativo accertato e non permette, comunque, di sospendere alimentazione e idratazione artificiali. È stato confermato, così, il no all'eutanasia e il carattere non vincolante delle Dat. Scompare invece il collegio di medici chiamato a intervenire, in forma sempre non vincolante, in caso di controversia tra fiduciario e medico curante.
Ecco in sintesi il contenuto del testo che prende il nome di 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento, 8 articoli, e non più 9, perchè è stato soppresso l'intero articolo 8, che prevedeva il via libera del giudice tutelare in caso di divergenza tra familiari (in assenza del fiduciario) e medico curante: -

NUTRIZIONE: L'alimentazione e l'idratazione artificiali non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), ma potranno essere sospese in casi eccezionali, quando il paziente «in stato terminale» non è più in grado di assimilarle e quando «le medesime risultino non più efficaci»

PLATEA - La legge non è rivolta solo ai pazienti in stato vegetativo, ma anche appunto ai malati terminali. La Dat però assumerà valore solo nel momento in cui ci sarà «accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale»

SOLO DAT - Sarà valida solo la Dat espressa nelle forme previste dalla legge (con un registro telematico nazionale con un unico archivio, di cui sarà titolare il ministero della Salute). Escluse altre dichiarazioni che non potranno essere utilizzate per ricostruire le volontà della persona. Nelle Dat si potranno indicare solo i trattamenti che si desidera attivare (fatti salvi quelli sproporzionati o sperimentali cui ancora si può dire no)

LEA - Ai pazienti in stato vegetativo sarà garantita «l'assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare» prevedendola tra i livelli essenziali di assistenza

FIDUCIARIO - In assenza della nomina di un fiduciario, la Dat prevede che i suoi compiti saranno adempiuti dai familiari (a partire dai genitori, ndr) indicati dal Codice Civile

MEDICO - Le volontà espresse dal paziente nelle Dat rimangono non vincolanti per il medico curante.

12 luglio 2011 21:29

da MicroMega

Testamento biologico
Soffocati dal sondino oscurantista

di Maria Mantello

Si sta chiudendo il cerchio per negare il diritto ad essere proprietari della propria vita sempre. Il ddl Calabrò avanza a grandi tappe e per essere liberati dal sondino di Stato bisognerà che l'organismo sia definitivamente ‘andato’. E quindi non più in grado di assorbire alimentazione e aerazioni artificiali. Quelle che il ddl Calabrò, onde evitare altri fastidiosi casi Englaro, esclude dai trattamenti sanitari. Insomma il sondino sarà lo spettro che sovrasterà ognuno, perché tutti potremo trovarci nella condizione di diventare ostaggio di intubazioni e macchinari, costretti a sopravvivere in una condizione di tortura. Di non vita. Contro la nostra volontà. E a niente varranno le volontà anticipate sul fine vita, perché considerate “orientamenti” da prendere in considerazione per altro solo se si è in stato vegetativo irreversibile, fatto coincidere con “l’assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale”.

È questa la patente di ‘scientificità’ dell’emendamento passato alla Camera, che ribadisce sempre e comunque il fatto che la decisione se staccare il sondino spetta ad una terna di medici (anestesista, neurologo, specialista) “designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero”, con l’aggiunta del medico curante del paziente. Evidentemente in strutturale ruolo minoritario. E non c’è da dormire tranquilli per questo ruolo decisionale dato alle amministrazioni sanitarie dove si è ricoverati, se si pensa al fatto che ad occuparsi di lunghe degenze e di malati terminali sono per lo più le cliniche cattoliche, dove i dipendenti (medici compresi) per contratto devono aderire all’impostazione ideologica del loro datore di lavoro: il Vaticano.

Del resto è proprio la conferenza episcopale ad essere la più soddisfatta, come si legge dalle colonne del quotidiano dei vescovi: «La legge in corso di approvazione sottrae l’autodeterminazione del volere all’arbitrio eutanasico, rapportandola alle ragioni dell’intelligenza, che sono le ragioni del bene morale della vita e della sua inviolabilità». Non staremo qui a ricordare la vecchia riproposizione che una siffatta affermazione evidenzia nella pretesa di inglobare intelligenza – scelta – volontà nel confessionalismo di una chiesa che delle vite e sulle vite pretende di avere l’appalto. Ma abbiamo il dovere categorico (razionale) di denunciare con forza che questa è una legge che sacrifica al precetto il diritto dei cittadini alla propria autodeterminazione e mette sotto scacco la sovranità dello Stato, tradendone il valore laico e con esso il diritto umano non negoziabile di essere ognuno il proprietario dell’unica vita concreta che abbiamo a disposizione con certezza. E nella quale – proprio come la Costituzione repubblicana stabilisce – siamo anche liberi di scegliere a quali trattamenti sanitari sottoporci.

Berlusconi e la sua “maggioranza” parlamentare l’avevano promessa al Vaticano questa legge. L’avevano messa in sordina dopo le sconfitte alle amministrative e ai referendum. Ma ecco che proprio dopo quelle sconfitte, alla ricerca di benedizioni di riscatto e nel mercimonio delle assoluzioni, vogliono affrettarsi a concludere. Ecco allora la fretta di sfornarla dalla Camera questa legge. Prima della chiusura estiva. Così da poterla offrire sull’altare degli scambi simoniaci a settembre, quando finalmente tornerà al Senato, che già l’aveva approvata a prima botta.

Così, in autunno gli italiani, oltre ai problemi del lavoro, della scuola, della casa, si troveranno anche sfrattati nel proprio corpo da una legge anticostituzionale, ma in perfetta linea con la politica di un governo che proclama le libertà per le caste e le nega ai cittadini. Un governo che ha bisogno di sudditi e di controllori delle loro coscienze. Ma che deve fare i conti col fatto che i giochetti degli “Unti dal Signore”, forse, non fanno più presa. Soprattutto se gestiti da chi nomina il nome di Dio invano. O da chi in nome di questo Dio pretende di far credere ad esempio ad un malato di sla o di tumore, che vivere intubati è volontà di Dio.

(13 luglio 2011)

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