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15 luglio 2011

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MINA WELBY: Legge 2350, uno schiaffo ai cittadini


Devo sempre essere grato alla signora Mina Welby per avermi dimostrato - tra le prime - sincera solidarietà quando ero stato vituperato e minacciato dopo le mie dichiarazioni contro i militari in Afghanistan, da me bollati come “mercenari”. Come è strano il nostro Paese! Muore un altro mercenario, e l’Italia non se ne accorge neppure: il ministro La Russa - proprio lui, quel tale che allora avevo definito “La Russa del cazzo”, un epiteto ritenuto così offensivo da far intervenire un avvocatello della Curia di Milano per farmi togliere l’articolo, acuendo comunque il mio risentimento - durante il funerale dell’ultima vittima di questa guerra sbagliata è arrivato in ritardo. Povero Paese! Che Paese del caz…!
Ed ora il Parlamento italiano - sempre gli stessi, sempre quelli, sempre i medesimi: puttanieri, puttanelle, ladri di lusso e ladruncoli, diabolicamente grotteschi, pseudo-cattolici, dementi, bugiardi, ignoranti, farabutti ecc. - deciderà sul fine vita di ogni italiano. Un Parlamento che vuole impormi “come” devo morire! Di più: pretende che io viva da morto in un Paese che loro hanno già fatto abortire da anni! Porci!
- Ma cosa dici don Giorgio? E perché usi parolacce?
La colpa non la do tutta a questa gentaglia maledetta che ogni giorno specula sulla nostra esistenza, riducendola a brandelli, facendoci sudare sangue: loro i soldi se li tengono, e a noi li estorcono “in nome del bene del Paese”! Coglioni! Bastardi!
- Oh, c’è stato un miracolo!
Avrebbe detto Giorgio Napolitano! Miracolo?
E il miracolo sarebbe che la destra e la sinistra si sarebbero accordati per far affondare la nave?
- Scusa, don Giorgio, però… Bersani ha assicurato che lunedì dirà a Berlusconi di dare le dimissioni!
Qui siamo alle comiche finali!
A proposito, mister Coglio dov’è andato a finire? In un convento di suore? Annoiato delle puttane, ora vuole godersi le anime caste! Non ha partecipato neppure ai funerali dell’ultimo militare morto in Afghanistan! Ah, mi dicono che è riapparso, e si è giustificato dicendo la solita panzana! Andrà a farsi consolare dal dottor Zangrillo! Ricordate? Sì, proprio lui, quello che in una domenica di fine luglio di qualche anno fa durante la messa mi aveva dato del terrorista!

Signora Mina, mi scusi il linguaggio, mi scusi l’irruenza, mi scusi la mia sincerità nuda e cruda! So che Lei vorrebbe aggiungere qualcos’altro. È la sua grande fede in Dio (pochi sanno che Lei è una grande credente, non certo sul piano della beghina Binetti!) a ispirarmi qualche altro strale: la Chiesa ancora tace?

No, non tace, sta lavorando dietro le quinte, nei segreti dei corridoi vaticani, sta influenzando e manipolando politici e politichese perché si comperino la “nostra” vita, il nostro “diritto” a vivere secondo quelle leggi naturali che non siamo certo noi a stabilire, ma, come credenti, Dio stesso. E Dio non puoi sfidarlo costringendolo a tappare il naso assistendo alle malefatte di una Chiesa che ha perso perfino il pudore di arrossire.

- Vita! Vita! Vita!

Proprio tu, Chiesa, vieni a strimpellare “W la vita”, e poi ti dimentichi di tutto un tuo passato di violenze e di morti, tu che hai taciuto sullo scempio di corpi di bambini e bambine violentate dalle perversioni dei tuoi ministri! Che senso hai della vita? Un senso davvero dis-umano se pretendi che qualcuno prolunghi il mio non-vivere oltre i limiti che Dio stesso ha stabilito. Anche Cristo si è scelto la sua Ora! E noi no? Togliti la maschera di quella religione - il cristianesimo, te lo ricordo, non è una religione! – che fa di tutto per renderci schiavi di un sistema che stabilisce lui come vivere, e come morire! Sarebbe più esatto dire: il sistema stabilisce lui come io debba ogni giorno morire dandomi la parvenza di vivere.

Cristiani, tiriamo fuori la testa dalla sabbia di un deserto ormai cotto. Usciamo allo scoperto. Riprendiamoci la nostra vita, la nostra dignità di vivere. Diamo il massimo delle nostre energie vitali. Per una società che ha diritto a vivere, e non a vegetare in uno stato  comatoso.

Cara Signora Mina, ciò che non riesco proprio a sopportare è questa grottesca situazione: Stato e Chiesa fanno di tutto per lasciarci morire giorno dopo giorno - non sto qui ad elencare tutte le ingiustizie, le leggi sbagliate, gli attentati al bene comune e all’ambiente, le risorse tolte alla salute e alla scuola, al lavoro e alle previdenze sociali - e pretendono, a modo loro, in-coscienza e in non-scienza, di prolungare questa agonia oltre i limiti di una morte che, certe volte, diciamolo schiettamente, è come una grazia di liberazione.

E allora? Fuori le armi, quelle della riscossa, della auto-determinazione, della ri-conquista degli spazi di libertà, al di sopra di ogni ideologia, di ogni partito, di ogni fede. Ognuno può avere il suo o la sua, ma quando si devono difendere i Valori umani, allora non c’è partito che tenga, non c’è fede che tenga. Ognuno dia il meglio per il meglio di una vita che deve chiedere il parere a nessuno per chiamarsi ancora vita.

NotaBene.
Non è grottesco, per non dire paradossale, per non dire altro che la Chiesa ufficiale non abbia difeso come avrebbe dovuto l’acqua durante l’ultimo referendum (ci sono stati preti che addirittura non ne hanno parlato come se fosse cosa politica, perciò da evitare), e poi sostiene che l’idratazione è un sostegno vitale e non una cura medica, imponendola perciò a chi ormai è in uno stato puramente vegetativo? È il colmo della ipocrisia e della contraddizione!

da MicroMega  

Legge 2350, uno schiaffo ai cittadini

di Mina Welby, da www.imille.org

La legge sulle Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate è uno schiaffo ai medici e giuristi, protagonisti di innumerevoli audizioni alla Commissione Affari Sociali ma lo è innanzitutto per i cittadini italiani.

Il testo è un collage di emendamenti con cui si è riusciti a peggiorare una proposta di legge che già faceva schifo (parola sgradevole, ma in questo caso assolutamente opportuna).

L’atteggiamento delle famiglie italiane non è quello che dice la sottosegretaria Roccella, il rifiuto dell’eutanasia, bensì la richiesta di presa in carico del malato, accompagnandolo, senza imporre terapie inutili e futili e anzi, il 70% è a favore dell’eutanasia.

Il nostro diritto all’autodeterminazione, riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale ci viene negato.

La volontà di contrastare quanto stabilito dai giudici durante il “caso Englaro” ha spinto la maggioranza parlamentare a fare degli emendamenti fantasiosi e antiscientifici, come quello che dà la possibilità di attuare le direttive anticipate in “accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale” cioè quando il paziente è morto; se non fosse una legge dello stato ci sarebbe da ridere della futilità della disposizione.

Ricapitoliamo: Se venisse approvato il testo licenziato ieri dalla Camera, i medici potranno smettere di curare le persone morte! Strane idee deve avere questa maggioranza parlamentare su quel che avviene quotidianemente negli ospedali italiani.

Con questa legge – ci potrebbe dire il Sottosegretario Roccella – cittadino lascia ogni speranza nel vedere rispettato quel che hai scritto nelle direttive anticipate di trattamento perchè sarà il medico e solo lui a decidere, in (non-)scienza e (in)coscienza, questo Parlamento ti vuole bene non vuol lasciarti morire anche nel caso tu fossi in stato vegetativo.

Guardati bene di avere una famiglia regolare, perchè un convivente non può essere il tuo fiduciario e se tu morissi senza parenti? Attenzione, perchè non è chiaro chi possa sostuirli nel dare esecuzione, o meglio suggerimenti al medico, circa quel che avresti voluto. La legge ipocritamente prevede che le intenzioni del malato in ogni caso non devono essere orientate a cagionare la morte e perciò non vincolanti per il medico.

Quest’ultimo aspetto apre ad altre incriminazioni dei medici coscienziosi come è capitato al dott. Riccio. Ci saranno altri medici coraggiosi come lui che, subito regolare processo penale, incontrino giudici che, costituzione alla mano, li assolvano come fece Zaira Secchi rispetto alla morte di mio marito?

A questo punto il mio Piergiorgio ci suggerirebbe di aver pazienza e aspettare e studiare come ovviare a questa legge che vieta anzichè preservare il nostro diritto di autodeterminazione, che insulta la vera vita e la mortifica.

Gli strumenti di “resistenza” civile e non violenta per scongiurare questo obbrobrio antistorico ed incostituzionale ci sono, possiamo moltiplicare il numero dei comuni che hanno istituito un registro dei testamenti biologici, possiamo depositare dai notai le nostre volonta etc.etc., ci riusciremo però solo se ciascuno di noi si attiverà in prima persona. Io lo sto facendo da sempre… tu cosa aspetti? Contattami attraverso il sito lucacoscioni.it

(14 luglio 2011)

LA LEGGE-TRUFFA SUL FINE VITA

di Paolo Farinella, prete

Genova 13-17 luglio 2011. – La vendetta è compiuta. Il parlamento al soldo di Bertone e, in questo caso anche della Cei, si è vendicata di Beppino Englaro e della sentenza della corte di cassazione che ha riconosciuto la liceità di porre fine ad un dramma disumano che vita non era perché essere un vegetale non è più vita da essere umano. Il parlamento ha votato una legge infame che obbliga il medico a staccare la spina solo se «è accertata assenza di attività cerebrale», cioè quando l’individuo ormai è morto. E’ un delirio da qualsiasi punto di vista la si guardi e gli pseudo-legislatori non se ne rendono conto, o, se se ne rendono conto, sono doppiamente colpevole perché la loro scelta, anzi «imposizione» è un atto di protervia, un sopruso, una violenza non solo della coscienza, ma anche di quella «legge naturale» con la quale tanto spesso fanno i gargarismi per placare gli spasmi della loro ingordigia ideologica. La legge è un atto contro la magistratura che viene esautorata completamente e senza una riforma costituzionale il parlamento venduto aggira e svuota  anche l’art. 32 della Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
Il card. Angelo Bagnasco ha detto che «la legge non è una legge “cattolica”, ma rappresenta un modo concreto per governare la realtà e non lasciarla in balia di sentenze che possono a propria discrezione emettere un verdetto di vita o di morte». Questa è la prova che essa è una prova di forza tra il potere religioso che agisce per interposto parlamento e un parlamento che non rappresenta più nessuno. In caso di referendum, questa legge-truffa verrebbe spazzata via all’unanimità.
Imporre la nutrizione e la idratazione forzate, a prescindere dalla volontà dell’individuo, significa non rispettare la natura la quale se non vi fosse accanimento meccanico, accompagnerebbe a morte naturale con più mitezza e più rispetto. In questo modo si prolunga all’infinito una sofferenza, anche disumana, fine a se stessa, altro che rispetto della vita. Se fosse rispetto della vita, allora tutti costoro che hanno firmato questa legge o che l’hanno voluta o che hanno contribuito ad averla, dovrebbero, se fossero coerenti, armarsi di borraccia e saccoccia e andare in Africa, in India, in Italia, in Cina … nel mondo e, testo alla mano, dovrebbero obbligare con la forza tutti coloro che muoiono di fame e di sete a lasciarsi nutrire e ad idratarsi.
Il diavolo è anche umoristico, a volte. La legge che impone di sospendere le cure quando uno è ormai morto, è stata varata quasi contemporaneamente all’approvazione della legge finanziaria, una vergognosa ammucchiata a tarallucci e vino tra maggioranza e opposizione. Questa legge uccide l’Italia, affama i pensionati, violenta i bambini, le donne, gli operai, i poveri, i malati, i vecchi e lo stesso governo fa varare una legge per  «difendere la vita». No, non c’è più religione, non vi sono nemmeno le stagioni e Dio se ne è andato nel deserto a squagliarsi al sole, sgomento da tanto cinismo omicida. I cardinali invece plaudono, beoti.
Se non fanno questo, vuol dire che quella legge vale solo per affermare chi comanda in Italia e non per salvare una sola vita. Senza tenere presente che volere costringere a restare in vita apparente, ad ogni costo, è anche un atto che contraddice, per i cristiani, la risurrezione e la vita oltre la morte. Se costoro che si trastullano con i principi cattolici fossero almeno religiosi, dovrebbero correre verso la morte che è «il luogo» dell’incontro con il Signore della vita, anche e specialmente oltre la morte. Se fossero religiosi dovrebbero pregare di morire, loro, perché il desiderio di Dio dovrebbe folgorarli. Invece prendiamo atto che vogliono imporre a tutti di piangere in questa valle di lacrime e vorrebbero pure che anche i non credenti vi piangano cantando.

 

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