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2 agosto 2011

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Non tacerò!


- A che serve prendersela?
Tanto, ciò che è deciso è deciso!

Deciso da chi?

Ogni giorno mi rendo conto che
qualcosa veramente non funzioni,
e che l’ultimo da tirare in ballo sia proprio Dio
con tutto quel suo volere, fattosi manufatto umano,
per di più manipolabile a piacere.

Ci hanno rotto le palle con la solita frase:
- È volere di Dio!

Quale volere?

E poi si ha la spudoratezza di professare
una fede encomiabile nel primato della coscienza!

Ma quale coscienza?

Strano, paradossale, grottesco:
- La coscienza retta è il volere di Dio!

E siamo al punto di partenza!
Quale coscienza “retta”?
Retta in base a quale criterio, a quale confronto?

Restituiamo alla Coscienza il suo primato!

Chissà perché la coscienza e l’obiezione di coscienza
le tiriamo fuori, e con determinazione,
quasi con violenza psicologica,
quando da difendere ci sono i valori cosiddetti cattolici?

I valori cosiddetti “cattolici”!
Quei valori che di Cristianesimo hanno ben poco
per cui valga la pena spendere energie, tempo e la stessa vita.  

La Coscienza, se c’è, s’impone sempre e ovunque,
quando da salvaguardare c’è un bene Umano.

Non mancano forti testimonianze di chi ha dato la vita
in nome di una scelta di Coscienza
per difendere la libertà, la giustizia, la democrazia.

Che dire di quel gruppo denominato “La Rosa Bianca”,
composto di cinque giovani universitari tedeschi e di un professore,
tutti cristiani - vorrei sottolinearlo! -
che in modo non violento si sono ribellati al regime nazista?

In nome di che cosa?

Proprio in nome della Coscienza che ha fatto scattare in loro
l’obbligo morale di ribellarsi a Hitler.

- «Noi non taceremo, noi siamo la vostra cattiva coscienza.
 La Rosa Bianca non vi darà pace».

Così termina il quarto dei sei volantini
con cui il gruppo invitava i tedeschi a ingaggiare
la resistenza passiva contro il regime.

In nome della Coscienza!

E per aver obbedito alla Coscienza
furono tutti processati e uccisi!

E noi siamo ancora qui a obbedire all’ordine o struttura
di una religione o di uno stato che mortificano la Coscienza
fino a renderla punibile di condanna:
o all’inferno o in prigione!

“Noi non taceremo!”.

Sì, dobbiamo essere voce della cattiva coscienza
di chi, regolato il cervello sull’orologio della struttura,
- il quale segna i passi di un regime che
omologa il pensiero e la coscienza di un popolo,
civile o religioso che sia -
vi si adegua passivamente, o per opportunismo,
o per rassegnazione di fronte allo strapotere
della religione e dello stato.

“Noi non taceremo!”.

Fa ancora paura, e non ci si rende ancora conto,
- eppure sembrava che i tempi fossero cambiati! –
quel servilismo che prima infetta il mondo dei dotti
(sempre proni a riverire il potere)
e poi una massa popolare che, in quanto massa,
ha nel suo dna la virtù o il vizio della sudditanza;
sì, anche virtù se per sudditanza s’intende
quel quieto vivere che ci auto-protegge
nel nostro piccolo spazio di coglioneria.

In fondo, siamo onesti:
obbedire al potere costa di meno che
obbedire alla propria coscienza.

Se gli studenti della Rosa Bianca avessero taciuto
facendo finta di nulla,
senza ascoltare la voce della Coscienza,
probabilmente sarebbero vivi ancora oggi.

No, hanno parlato, urlato la loro rabbia,
hanno voluto scuotere una Nazione,
e li hanno uccisi!

Hanno ucciso il loro corpo,
ma non la voce della loro Coscienza
che è poi la Coscienza universale,
quella Coscienza che non cesserà mai
di provocare, di stimolare, di scuotere.

E oggi, leggendo i loro sei volantini,
non possiamo restare indifferenti,
e neppure inerti.

Dobbiamo pur far qualcosa,
oltre che a sentirci incazzati dentro:
tanto più che, se leggete i volantini,
sembra che quegli studenti parlino anche a noi!

“Noi non taceremo!”.

Non taceremo
urlando contro la politica corrotta,
e contro una religione ridotta ad una
impalcatura che sta per crollarci addosso.

Non taceremo
anche semplicemente esponendo i nostri dubbi,
tutte le nostre riserve, le nostre perplessità:
non chiedetemi sempre delle prove,
la prova sta in una società allo sbando
e in una Chiesa travolta dalla sua stessa cecità.

Non taceremo,
esponendo i panni sporchi al davanzale,
perché tutti sappiano ciò che succede in casa.

Quando anni fa si cercava di togliere le fette di salame
dagli occhi dei comunisti nostrani
su ciò che realmente capitava in Russia,
ci si meravigliava della loro ottusità;
ed ora non capita forse la stessa cosa
per ciò che sta succedendo nel nostro Paese
e nella stessa Chiesa?

Eppure siamo qui, in casa,
e potremmo constatare sul posto:
i comunisti di allora erano lontani dalla Russia
e potevano illudersi dicendo
che tutto era propaganda capitalista!

Ciechi in casa!
Ottusi in casa!

Diamine, basterebbe aprire un po’ gli occhi,
e far girare un po’ il cervello!

Non taceremo,
senza la pretesa di convertire nessuno:
ognuno si goda il proprio credo,
ma la Democrazia non è proprietà di nessuno,
e va garantita per il bene di tutti.

Non taceremo,
ma con l’unico intento di difendere i diritti della Verità,
e la Verità non è mia e non è tua,
ma è la sete dell’Umanità.

Non taceremo,
anche col rischio di sanzioni canoniche:
chissenefrega!
La Coscienza è iscritta nell’Umanità,
e non è codificabile da nessun potere,
tanto meno da quello ecclesiastico.

La Coscienza non si attiene a nessun codice morale:
non ha legami né col potere di stato né con la religione.

E non tacerò come ministro di quel Cristo
che ha lanciato quel terribili “guai”
ad un potere religioso che aveva ridotto l’Uomo
a pura funzione di una religione dis-umana.

È ora di dire: Basta!

È ora di prendere per il collo una Chiesa
che ha messo una corda al collo a Dio stesso!

È ora di dire ai preti diocesani milanesi:
Uscite allo scoperto! Fate sentire la vostra voce!
La voce della Coscienza!

Sono sicuro che c’è tanto malumore in Diocesi,
sono convinto che c’è disagio profondo,
ma, purtroppo, tutto è trattenuto nel cuore,
forse per paura di ritorsioni,
forse per quel timore riverenziale
dovuto ad una deformazione ecclesiastica:

perché almeno non far capire
- usate pure i vostri metodi più composti! –
che siamo al servizio di Cristo
e non di giochi “politici” di una Chiesa
che ragiona troppo “opportunisticamente”?

La Coscienza vi dice forse di tacere?

Io non tacerò, evitando possibilmente
di dare ogni pur minima occasione
al signor Diritto Canonico di prendere carta e penna
e deferirmi al Vaticano!

Non tacerò!

 

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