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3 agosto 2011

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CASO PENATI: LA FERITA DEL PD


da Cado in piedi
 

CASO PENATI: LA FERITA DEL PD

di Gianni Barbacetto - 3 Agosto 2011

La vicenda che coinvolge l'ex Presidente della Provincia di Milano è un colpo al cuore del Nord rosso. Lo scenario non è ancora definito, ma è plausibile pensare che i soldi non siano serviti solo per arricchimenti personali, ma per finanziare in modo illecito un pezzo della politica

Quale scenario disegnano le indagini che riguardano l'ex Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati?
 
"La vicenda Penati è una vicenda dirompente perché, se è vero quello che raccontano alcuni testimoni, è una storia di corruzione e di concussione, di tangenti, di grandissime tangenti che durano da almeno 10 anni e che coinvolgono un personaggio, un leader del centro-sinistra milanese, Filippo Penati. E' dunque una ferita proprio inferta nel cuore del nord rosso di quell'isola rimasta di sinistra, restata sempre di sinistra, la ex Stalingrado d'Italia Sesto San Giovanni, che ai tempi era una roccaforte del Partito Comunista, città operaia, la città delle fabbriche e che oggi, se sarà confermato tutto quello che viene raccontato in questi giorni dall'inchiesta, diventa il simbolo della corruzione che dilaga anche a sinistra. Cosa raccontano i testimoni?
Ci sono due imprenditori che si chiamano Giuseppe Pasini e Piero Di Caterinaentrambi di Sesto San Giovanni che dicono di avere pagato tangenti per 10 anni a Filippo Penati e non solo a lui. Filippo Penati era Sindaco di Sesto San Giovanni, poi divenne Presidente della Provincia di Milano, dai DS entrò nel PD e oggi è un leader del PD a Milano, è stato per un periodo fino a qualche mese fa anche il portavoce di Pierluigi Bersani, il Segretario del Partito Democratico. E' una storia complicata quella che viene raccontata da Pasini e Di Caterina, perché riguarda molte vicende che si intrecciano tra di loro, di cui la più rilevante è quella delle aree FalckSesto San Giovanni è sempre stata una città industriale, è stata una delle capitali delle fabbriche del nord, quando si è passati da dall'era industriale all'era terziaria, quando cioè molte fabbriche hanno chiuso, per esempio le acciaierie Falck, le grandi aree occupate dagli insediamenti industriali sono diventate aree dismesse, gli imprenditori e i politici hanno cercato di ricollocarle, di rimpiegarle, di trovare un altro utilizzo. Non solo la grande area Falck, ma anche quella vicina della Ercole Marelli, è diventata un'area dove poter costruire, dove poter fare operazioni immobiliari, e dunque molti soldi.
Il primo proprietario di questa area acquistata dai Falck e cioè Giuseppe Pasini, ha riferito: "Se volevo costruire su questa area, avrei dovuto pagare una tangente di 20 miliardi di lire, ne ho pagate 5, già a partire dal 2001". Tangenti che sono andate, sostiene sempre Pasini, a Filippo Penati per il tramite di due intermediari, uno è Giordano Vimercati, braccio destro di Penati e l'altro è Piero Di Caterina, imprenditore, amico allora molto vicino a Penati.
Poi ci sono altre vicende, altre storie, una contabilità complicatissima, scambi di soldi, di denari, di favori a cui Penati replica: "non è vero niente, qui ci sono tangenti con l'elastico, soldi che vanno e poi vengono, soldi che prima mi danno e poi dovrei restituire a Di Caterina, non è vero niente, l'inchiesta lo stabilirà". Certo è che movimenti per far diventare edificabili queste aree, per avere l'aumento delle volumetrie da costruire su queste aree, sono indizi pesanti. Di Caterina e Pasini raccontano anche che in questa vicenda fin dall'inizio sono arrivate anche le Coop rosse; si fa vivo Omar Degli Esposti, 
Vicepresidente della più grande cooperativa di costruttori italiani, la Bolognese CC, e dice: "dovete far lavorare due miei consulenti che vi manderò". Penati conferma: "sì arriveranno da voi anche le Coop, dovete sistemarvi anche con loro". Arrivano questi due consulenti che in effetti fanno 4 fatture alle loro società per una bella cifretta miliardaria ma queste consulenze- come dicono gli accusatori e come sembrano confermare anche i magistrati- sono consulenze fittizie, in realtà sono soldi che vengono pagati alle cooperative, non si sa per chi, forse per un livello politico superiore. Forse qualcosa di queste tangenti, molti soldi che vengono pagati attorno alle aree Falck e non solo, finiscono non soltanto nelle nelle casse di Penati a Milano, ma forse anche qualcosa chissà arriva a Roma. Questo è lo stato iniziale, le indagini ora andranno avanti e si cercherà di capire se quello che dicono i due grandi accusatori di Penati, sono tutte fandonie, oppure c'è qualcosa di vero."

Questa vicenda può essere la punta dell'iceberg per la sinistra?

"Noi non sappiamo se questa sia una vicenda separata, unica, oppure se c'è un sistema di soldi che fa finanziare anche in maniera illegale i partiti di centro-sinistra. Certo sappiamo che l'area Falck è una delle più grandi operazioni immobiliari del nord e quindi è evidente che attorno a questa grandissima operazione, ricchissima, miliardaria, si siano scatenati gli appetiti più vari. Oltretutto, in questi ultimi 10/15 anni l'area è passata dai Falck a Pasini, poi Pasini non ce l'ha fatta a realizzare quello che doveva realizzare e l'ha passata a Zuninoaltro grande immobiliarista. Poi Zunino anche lui è fallito e ora l'ha passato a una cordata di tal Davide Bizzi che sta cercando finalmente di realizzarla. Il sospetto è che cambiano i protagonisti, ma che i politici, gli amministratori attorno a questa vicenda, abbiano sempre preteso di riscuotere tangenti."

Bersani anziché prendere le distanze dalla vicenda, ha parlato di macchina del fango...

"Aspetterei naturalmente che le indagini vadano fino in fondo per riuscire a capire cosa è successo davvero e quanto è coinvolto il singolo esponente politico Penati o non magari anche un sistema di finanziamento del partito. Questo ancora non è chiaro, certamente è pensabile che questi soldi siano serviti non soltanto per degli arricchimenti personali, ma per finanziare un pezzo della politica, in questo caso la politica di centro-sinistra, ma non solo perché poi in queste varie epoche che si sono stratificate nella storia dell'area Falck , Pasini, Zunino, Bizzi con anche attorno vari personaggi che sono girati intorno a questa vicenda, probabilmente le ruote da ungere potevano essere dei più vari colori, magari non soltanto a sinistra."

Il timore di Bersani è quello di finire lui stesso in questa macchina del fango?

"Non sappiamo se si tratta di macchina del fango, cioè di due imprenditori che raccontano cose false a carico di Penati oppure se ci sono, come sembra che ci siano, riscontri sufficienti per dire: "ma che fango, qui ci sono versamenti, soldi che sono usciti!" Penati è coinvolto in questa vicenda che in qualche modo coinvolge anche Bersani per almeno 2 motivi: 1) perché Penati ha fatto la sua carriera da sindaco di Sesto San Giovanni, fino a diventare il portavoce di Pierluigi Bersani, proprio negli anni in cui sarebbe diventato, secondo le accuse, grande collettore di tangenti; 2) poi c'è la gestione Serravalle, l'autostrada Milano - Serravalle, anche lì una partita strana che coinvolge Penati, quando ricopriva la carica di Presidente della Provincia. In quella veste, Penati compra a carissimo prezzo il 15% delle azioni dell'autostrada Milano - Genova che già erano in mani pubbliche, Provincia, Comune di Milano, pagandole circa 9 ad azione all'imprenditore Marcellino Gavio, il quale solo 18 mesi prima, le aveva comperate a 2 per azione, quindi regalando una grande plusvalenza a Gavio.
C'è il sospetto, segnalato già da vari commentatori quando l'operazione fu fatta nel 2005 ma anche dall'allora Sindaco di Milano, Gabriele Albertini, 
che dietro questa operazione ci fosse un regalo con delle contropartite. Gavio avrebbe dovuto dare qualcosa in cambio a questo grosso regalo che Penati, Presidente della Provincia di Milano, avrebbe fatto acquistando a così caro prezzo le azioni della Milano - Serravalle. Ci sono nelle carte di questa inchiesta un paio di miliardi che ballano e che sarebbero stati dati da Bruno Binasco, braccio destro di Marcellino Gavio quando era vivo e uomo forte del gruppo Gavio, sempre a Di Caterina che è uomo chiave, ex amico di Penati, oggi grande accusatore di Penati in questa vicenda. Ci sono molti elementi, una grande storia di cui dobbiamo aspettare gli sviluppi."

 

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