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5 agosto 2011

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90 euro - il prezzo della salute


 

dal sito di Maria Rita D’Orsogna

Wednesday, August 3, 2011

90 euro - il prezzo della salute

Il governo italiano ha deciso di fare un po’ di elemosina ai lucani per farli stare zitti sul tema trivelle.

Invece di migliorare la qualità delle loro vite - con severi controlli, con multe a chi inquina, con moratorie su tutti i pozzi futuri - si decide di dargli una luccicante bonus card. Un parolone per dire che ti danno un buono benzina valido per un anno e dal valore di 90 euro, che in realtà sono 78 perché occorre andare in posta e pagare varie tasse e tassine.

In pratica loro ti regalano un pieno di benzina all'anno, mentre tu ogni giorno ti prendi il pieno di monnezza dei pozzi e dei centri oli nei tuoi polmoni e nelle tue budella. Uno scambio equo.

E perché la danno adesso questa bonus card dopo 15 anni di trivelle?

Perché la regione Basilicata di Vito De Filippo ha deciso di firmare un cosiddetto memorandum d'intesa, altro parolone che significa solo che la Basilicata accetta il raddoppio delle trivellazioni dal suo suolo e senza fiatare.

Si vede che la monnezza nei polmoni e nelle dighe non è sufficente e ce ne vuole di più.

Il ragionamento è questo: raddoppiamo le trivelle e per farli stare zitti gli diamo questa bonus card.

La storia sarebbe triste, scioccante e un po’ comica se finisse qui - triste per la scarsa considerazione che il governo ha dei lucani, scioccante perché con "tutto" quel petrolio non si riesce a spostare la Basilicata dalla casella della regione più povera d'Italia e non si pensa ad usare quei soldi per progetti lungimiranti, e comica per le scene dei disperati che si accalcano e fanno la fila alla posta per questo sconto, tanto che hanno dovuto aumentare il numero degli sportelli e gli orari di apertura come raccontato da Antonio di Matteo.

Il terzo mondo.

Ma ecco che arriva la regione Veneto, fra le più ricche d'Italia a dire "fermi tutti non è giusto! La vogliamo pure noi questa bonus card". Loro non ce li hanno i pozzi di petrolio - non ancora! - ma hanno un rigassificatore, e vogliono gli stessi soldi. Dicono che li devono dare pure a Marche, Liguria e Emilia Romagna, pure loro coi rigassificatori.

E non lo dicono così giusto per dire, lo dicono attraverso il presidente della regione Veneto, Marino Zorzato che addirittura fa ricorso al TAR del Lazio.

E allora via con le sparate dei politici di Basilicata:

disdire il Memorandum d’Intesa sul petrolio e rifiutarsi di avviare le trattative con il Governo fino a quando non sarà data certezza del ripristino della “card carburanti”

Egidio Digilio, senatore di FLI

tutti i lucani, hanno il diritto di partecipare ai benefici che lo sfruttamento delle risorse minerarie determinano per il fabbisogno energetico dell’intero Paese

Salvatore Latronico

perché i benefici del petrolio lucano devono essere distribuiti anche al Veneto che non estrae petrolio?

Ottavio Frammartino - Rifondazione Comunista


affermare un principio che è di legittimità ed equità a favore di una comunità che paga conseguenze altissime per la convivenza con l'attività petrolifere in cambio di benefici ancora troppo limitati

Giuseppe Potenza - DC-Libertas

La “card carburante”, al di là della risposta legale a tutela degli interessi lucani, impone non solo alla Giunta ma a tutto il centrosinistra una risposta politica perché non prevalgano veti e manovre dei leghisti contro una regione del Sud

Giannini Romaniello - Sinistra e Libertà

bisogna condurre una battaglia politico – istituzionale, coinvolgendo tutte le Regioni che si riconoscono non a parole nel federalismo solidale, per affermare non solo il principio della titolarità delle scelte che riguardano la gestione degli utili del petrolio lucano, risorsa energetica strategica per il Paese, quanto la determinazione del beneficio che in questo caso vale per la Basilicata (e non solo) ma su altre questioni riguarda altre Regioni

eh? boh, chi ci capisce è bravo - Antonio Autilio - IDV

un intralcio che risolveremo ... resta impregiudicato il diritto dei lucani ad ottenere il vantaggio della riduzione del prezzo del carburante

Guido Viceconte, sottosegretario alle attività produttive, Cosimo Latronico e Vincenzo Taddei, tutti del PDL

L'unico che invece ha capito il tutto - ma lo capiscono anche i bambini è Filippo Massaro che dice

Senza la card benzina – che per noi del Csail-Comitato promotore Indignati Lucani resta un’elemosina da rifiutare e rinviarla al mittente – con quale faccia lo “sprovveduto- Governatore-sceicco” si siederà al tavolo della Cabina di Regia per aprire il “ libro dei sogni e buoni propositi” (Memorandum)?

Come può continuare a difendere e tutelare il popolo lucano del petrolio?

Prenderà atto che poteri lobbistici delle compagnie e dei leghisti sono più forti o meglio che le sue armi innocue somigliano alla lancia spuntata utilizzata da Don Chisciotte ?

Ogni giorno che passa troviamo un motivo in più per essere indignati in nome e per conto di tutta quella gente che ha fatto la fila agli sportelli degli uffici postali, come di quella gente che è stata esclusa dalla card, dei giovani in attesa di una chiamata da società ed imprese subappaltatrici del settore petrolifero, dei malati che hanno contratto la malattia del secolo vivendo a contatto con i pozzi e con il Centro Oli di Viggiano.

La stoltezza sta qui. Tutti questi signorotti politici si indignano non per il memorandum e le sue conseguenze devastanti sulla Basilicata ma su un pieno di benzina!

Lo sanno che significa raddoppiare le trivelle in una regione già satura di attività petrolifera?

Questa gente non ha saputo dire "a" al governo nazionale, non ha saputo dire "signori miei, abbiamo già dato, basta ammazzare la Basilicata", non sa organizzare una class action contro l'ENI, scrivere all'Unione Europea, fare leggi regionali che vietino le trivelle future. Non sanno educare il loro popolo ad essere meno supini e più arrabbiati. Non sanno cioè fare quello per cui sono pagati: proteggere la gente e migliorare la Lucania.

E cosi, è più facile far finta che questo memorandum "che vuoi che sia", e nel frattempo dare del circensem alla gente - in questo caso una bonus card sulla benzina.

Così abbiamo anche una risposta alla domanda: ma quanto vale la salute di una persona? In Basilicata lo sappiamo: 90 euro all'anno.

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