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16 agosto 2011

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Se il Meeting diventa rebus


Tutti gli anni siamo alle solite, ovvero assistiamo allo scandalo osceno di una manifestazione di massa che di Cristianesimo non ha più nulla.
Pensate già al fatto che i maggiori sostenitori economici, diciamo i sponsorizzatori della kermesse mondana sono banche cosiddette armate, aziende produttrici di armi, gente dunque che ha le mani sporche di sangue.
E si parla di dio, di infinito, di bellezza, di certezza: di proposito non ho messo le iniziali al maiuscolo, sì, perché Comunione e Liberazione ha tolto alle parole la loro pienezza di Valori, ha ridotto tutto a mercato, lurido mercato.
Andate all’inferno!
Le parole volano quando hanno un’anima, ma voi, mentecatti dello spirito mondano, le avete agganciate a palle di piombo.
Le vostre parole sono dei boomerang che vi uccideranno. Che dico? Siete già morti!
Non vi sopporto più, traditori di quel Vangelo che non può allearsi col potere più corrotto, che voi avete sostenuto, ma in nome di quale dio? Del vitello d’oro! Luridi bastardi!
Parlate di cielo, di infinito, di certezza! Certo, avete sporcato anche il firmamento, chiudete i vostri adepti in una prigione di certezze fasulle, di ideali senz’ali.
Al pensiero che arriverà a Milano come cardinale un ciellino sto male, e ho incubi che mi tolgono serenità.
Al diavolo tutti quanti!
Non vogliamo più sentir parlare di Movimenti che hanno fatto della religione una casa di povera gente a cui è stato lavato il cervello.
Non salvo nessuno, nemmeno la buona fede, sì perché la buona fede finora è stata usata dalla religione per mandare in malora proprio quel mondo che Cristo è venuto a salvare.
Vi odio con tutto il cuore, fino a quando non capirete di essere vittime proprio di quel demonio che nella Chiesa, proprio nella Chiesa, trova i suoi migliori alleati.
Scola, o abiuri, o mi guarderò bene dal prenderti in considerazione.
  
   
da Lettera 43

FEDE

Se il Meeting diventa rebus

Galleria dei titoli più bizzarri della kermesse riminese di Cl.

di Lino Ventura

«E l’esistenza diventa una immensa certezza». Questo il titolo del Meeting 2011 di Comunione e liberazione, il movimento cattolico fondato da don Luigi Giussani nel 1954,  in programma a Rimini dal 20 al 28 agosto. Una scelta criptica per molti, ciellini compresi.  Anche se, secondo gli organizzatori, il significato «parte da una constatazione, semplice e al tempo stesso drammatica» perchè «nella mentalità più diffusa ai nostri giorni, nella coscienza con cui ciascuno di noi affronta le sfide e le fatiche del vivere, sembra che non sia più possibile alcuna vera certezza».
NIENTE REVIVAL RINASCIMENTALE. Un pensiero poco originale, visto che Lorenzo il Magnifico, con la Canzona di Bacco («Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza»), ci aveva già pensato in epoca rinascimentale. Ma il popolo ciellino, in realtà, vorrebbe andare oltre.
Secondo i fedeli di don Giussani, «quello che è in gioco oggi, in un'epoca attraversata dalla grande ombra del nichilismo, è qualcosa di più radicale, e di conseguenza più incisiva è la sfida che essa ci pone: gli uomini non sarebbero più capaci di certezza. E anzi, ogni certezza alla fine non è altro che una grande illusione». Un pensiero che,  però, resta oscuro a numerosi ciellini. Tanto che alcuni di loro, a microfoni spenti, rimpiangono i vecchi titoli. «All'inizio i temi erano comprensibili» dicono in coro. «Nel 1983, per esempio, tema della kermesse riminese era: 'Uomini, scimmie, robot'. Nel 1984: 'America americhe: l' impossibile tolleranza?'».
QUEL VENTO CHE GIUNGE DA EST. Poi, dal 1994, con la discesa in politica di Silvio Berlusconi, la difficoltà di comprensione ha preso d'improvviso il sopravvento. Basti dire che il tema all'epoca era «E il popolo esiliato continuò il suo cammino». L'anno dopo: «Mille anni sono come un turno di guardia nella notte». Nel '96, poi, si è raggiunto l'apice con: «Si levò un vento impetuoso da Est e, sicuri della loro guida, navigarono sino ai confini della terra». Più che il titolo di un evento, un microtesto a cui però alcuni hanno trovato persono una spiegazione: «Sul filo di un viaggio niente affatto immaginario sino ai confini della terra a quei confini che l' umana ragione può possedere, si sviluppa il percorso di questo grande appuntamento culturale estivo, a partire da un punto determinato dell'orbe, l' Est, la terra dell'elezione del popolo di Israele, nel suo diffondersi fra la gente, sino ai confini della terra». Insomma, poche idee e ben confuse.

La scelta della tematica anno per anno

A partorire simili titoli sono due docenti delle scuole superiori. In genere lo fanno al termine della manifestazione dell'anno precedente. E in qualche modo nella cripticità del titolo di quest'anno, sembrano aver colto l'incomprensibilità dell'attuale momento politico ed economico nazionale, in bilico fra le Borse a picco e il prodotto interno lordo al palo.
NAPOLITANO GUEST STAR. Ora non resta che aspettare i discorsi che faranno sul palco riminese, i quattro ministri che hanno già confermato la loro partecipazione: Giulio Tremonti (Economia), Paolo Romani (Sviluppo economico) e i due leghisti, Roberto Calderoli (Semplificazione) e Roberto Maroni (Interno).
E l'ospite d'onore, Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica che aprirà domenica 21 agosto la mostra su “I 150 anni di Sussidiarietà” in linea con l'anniversario dell'Unità d'Italia. Tirerà un sospiro di sollievo, invece, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, che è passato da queste parti tre volte, nel 1994, nel 2004 e nel 2006. Ma quest'anno pare abbia dato forfait.
Martedì, 16 Agosto 2011

 

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