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30 agosto 2011

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Nel territorio di Rovagnate (Lecco): bastardi criminali abbandonano una settantina di lastre di eternit


Chi pensa che i cittadini si siano resi conto del gravissimo pericolo per la salute che può costituire la presenza anche solo di una lastra di eternit-amianto è un illuso. La lotta all’amianto è solo all’inizio. Eppure c’è gente che è già morta a causa del mesotelioma, terribile tumore causato dall’amianto, e c’è gente che sta morendo. I numeri non si contano più.
Ma ciò che veramente fa incazzare è l’indifferenza delle istituzioni pubbliche, la cui unica preoccupazione sembra quella del “come” reperire i soldi per lo smaltimento. A parte la burocrazia, i vari permessi e le poche discariche autorizzate, c’è effettivamente un discorso economico. Ma mi chiedo come possa un sindaco tergiversare su una cosa così grave. La salute dei cittadini che posto occupa nel bilancio comunale?
E infine c’è anche un problema culturale: sensibilizzare la gente su certi rischi sociali che meriterebbero una maggiore conoscenza anche tramite una informazione più capillare, a partire dalle scuole.
Esiste uno studio serio sulla tipologia dei tumori delle nostre zone, per trovarne eventualmente le cause? È stato stampato qualche opuscolo? Non c’è nessun medico della zona che potrebbe impegnarsi in questo senso? Se qualcuno fosse disponibile, avrebbe tutto il mio appoggio.

da Merateonline

Rovagnate: rinvenute una settantina di lastre d’amianto in un terreno di via Zerbine. L’ennesimo caso di smaltimento abusivo

Altro amianto. Ancora smaltito fuori dalle prescrizioni di legge. L'ennesimo episodio di abbandono di lastre del "materiale killer" è stato segnalato, nei giorni scorsi, sul territorio comunale di Rovagnate, in via Zerbine per la precisione. Nell'area agricola al confine con Castello Brianza, balzata già agli onori della cronaca in quanto sede prescelta per la realizzazione del discusso Salumificio Beretta, sono infatti state ritrovate numerose lastre, all'incirca una settantina, tutte della stessa dimensione. Gli ondulati, gettati in corrispondenza dell'argine del torrente Molgora all'interno di un campo poco lontano dalla strada sterrata che attraversa la piana, tra appezzamenti incolti e piantagioni di granoturco, sono stati notati da un uomo che ha poi allertato gli organi competenti.

"La legge prevede che la rimozione venga eseguita da una ditta specializzata, informando anche l'Asl" ci ha spiegato il dr. Luciano Tovazzi, dirigente dell'ufficio Ambiente della Provincia di Lecco. "Se la quantità è notevole, la rimozione sarà anche piuttosto costosa, con una procedura tutta da seguire. Anche trovare una discarica autorizzata non sarà semplice in quanto ce ne sono pochissime. In ogni caso, l'ente di competenza è il comune che interviene se il luogo del ritrovamento non è di proprietà di nessuno, altrimenti tocca al legittimo proprietario". In casi come quello di Rovagnate, in cui, l'area non essendo recintata è liberamente accessibile a tutti, l'attribuzione delle spese per il corretto stoccaggio delle lastre sarà leggermente più complicata. Probabilmente, infatti, a mettere mano al portafoglio sarà l'amministrazione guidata dal sindaco Marco Panzeri: "Se il comune ha delle difficoltà, in questi casi, si può pensare a un intervento della Provincia. Ci stiamo già occupando della tematica, particolarmente sentita dall'assessore. La Regione, poi, fino a qualche anno fa, concedeva un contributo ma riservato a privati e per piccole quantità".

Da tener presente, poi, come sottolineato anche dal dirigente dello staff dell'assessore Carlo Signorelli, lo stato in cui i lavorati in amianto si trovano: "Se le lastre sono ben conservate, non ci sono rischi. Le problematiche si presentano in caso di sbriciolamento".Il materiale rinvenuto a Rovagnate, sembrerebbe apparentemente integro ma, ovviamente, non potrà rimane a lungo nel piccolo rettangolo verde a ridosso del torrente. L'iter per la sua rimozione e il corretto smaltimento è così già stato avviato.
A.M.

 

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