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28 settembre 2011

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India, nuovi ricchi alla fame


da Lettera 43
 
 
LA POLEMICA

 India, nuovi ricchi alla fame

La soglia di miseria è di mezzo euro al giorno per famiglia.

di Eva Perasso

da Mumbai

La soglia di povertà in India è un numero che ha del comico. La notizia è rimbalzata tra le redazioni dei quotidiani e magazine di Delhi e Mumbai, mentre su Twitter e Facebook è ormai fonte di scherno e battute amare. Eppure è tutto vero: l’indice dei consumi ha decretato che il confine della miseria, considerando i prezzi e i consumi del giugno 2011, è oggi pari a 31 rupie, 47 centesimi di euro. Tradotto: per sfamare una famiglia, vestirla, educare i figli, curarli se è il caso, basterebbe mezzo euro al giorno.
IL PARADOSSO INDIANO. Una cifra davvero irrisoria anche con i prezzi calmierati di riso e cipolle in terra indiana. Se queste rupie non ci sono, l’abitante urbano si trova sotto la linea di povertà. Ma se queste condizioni sussistono, oltre a non aver diritto ad alcun rimborso, buono pasto, servizio gratuito, l’indiano si troverà nella cerchia dei ricchi, quella dell'Above poverty line (Apl). Una strana e nuova categoria dunque, composta da persone che non hanno soldi per mangiare ma che, per lo Stato, risultano essere abbienti.
Per questa nuova classificazione, presente all'interno di un documento presentato alla Corte Suprema dalla Planning Commission che studia il welfare del Paese e come sostenere chi vive in condizioni di sussistenza, il primo ministro Mammohan Singh è stato criticato da più parti.
IL TAGLIO DEGLI AIUTI. Non solo per la definizione, comica e tragica insieme, del nuovo ricco indiano, ma soprattutto per la tempesta che si riverserà su coloro che - seppur indigenti - si troveranno d'ora in poi senza alcuna sovvenzione e aiuto.
Un paradosso che coinvolge una larga fetta di popolazione: secondo le stime di due anni fa in India una persona su tre è da considerarsi povera e il totale di indigenti supererebbe quello dell’Africa intera.

Al mese, la soglia di miseria è fissata a 58 euro per famiglia

Nello specifico l’indice di povertà e ricchezza ha il suo punto di svolta nelle 31 rupie al giorno per le famiglie urbane (47 centesimi) che scendono a 26 in quelle rurali (pari a 39 centesimi di euro).
Su scala mensile, una famiglia (sono state considerate quelle fino ai cinque componenti) invece risulta povera se ha a disposizione meno di 4.284 rupie (64 euro) in città, e 3.905 (58 euro) in campagna. Nel totale mensile sono considerati la retta per la scuola dei figli, quasi sempre privata, i trasporti, le spese mediche, il vestiario, l’affitto di casa, le bollette, fino al curry per cucinare.
LA COMMISSIONE TENDULKAR. Il paniere di beni è stato rivisto più volte negli anni. Recentemente è stato definito dall'economista indiano Suresh Tendulkar (scomparso lo scorso giugno), che dà il nome alla commissione incaricata di calcolare la nuova soglia di povertà anno per anno.
Fino al 2009, infatti, l’indigenza veniva misurata attraverso il consumo calorico delle persone (calcolato in media in 2.400 calorie per le campagne e 2.100 calorie per le città) che era collegato a un paniere di beni i cui prezzi, però, erano stati rilevati nel 1973-1974.
Con l’arrivo del metodo Tendulkar, invece, le spese per il cibo su base quotidiana (e non tanto il conto calorico) sono state prese in considerazione insieme con quelle di lungo periodo, anche su base annuale, come scuola e vestiario.
LE STIME DELLA BANCA MONDIALE. Ma anche la scelta dei canoni di spesa nei singoli settori, decisa dal comitato Tendulkar, ha creato qualche perplessità sull’indice e sulla nuova linea di demarcazione del povero e del ricco indiano.
Secondo diversi partiti politici, infatti, vi sono alcune voci i cui calcoli non possono corrispondere alla realtà: una rupia al giorno per le spese mediche per esempio non basterebbe nemmeno per procurarsi un’aspirina. Mentre altri critici hanno ricordato come la stessa Banca mondiale sostiene che la linea di povertà sia fissata in 1,25 dollari al giorno, pari a 92 centesimi di euro, o 61 rupie.
Il doppio rispetto ai calcoli del governo indiano.
Martedì, 27 Settembre 2011

 

 

 

 

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