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6 ottobre 2011

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Lui e solo lui non si smentisce mai


Il nostro Paese – già dire “nostro” ci costa fatica! – è senza fondo: l’idiozia o l’imbecillità sembra infinita!
Il premier Silvio ci ha abituati alle sorprese, che poi non sono sorprese: tutto continua nel circolo vizioso di una nullità senza fine.
Non si sa più da che parte iniziare per ricostruire un Paese che ha perso ogni latitudine e longitudine, nel campo morale e civile, nel campo socio-politico. È un circolo vizioso, e basta. “Vizioso” anche nel senso che ogni vizio è virtù!
Non basta che nel parlamento ci siano ladri, farabutti, inquisiti d’ogni genere, criminali, mafiosi, puttane e puttanieri. Gli italiani non si sono accorti! E non si accorgeranno che fra poco a governarci sarà il partito delle gnocche. Ben venga se servirà a tirar su di morale un popolo prostrato e depresso!


da Lettera 43
CONCORDIA

Silvio sogna Forza gnocca

Il Cav ripensa il Pdl, nega i litigi con Tremonti e attacca i pm.

di Roberto Carminati

Il nome del partito, cioè del Popolo della libertà, non lo convince più e quel che è peggio «non piace più alla gente», in pratica i sondaggi lo danno in calo, ma per fortuna il Cavalier Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio «a tempo perso» del quale è nota l'abitudine di riservare poco spazio al sonno, nottetempo deve averci pensato su escogitando una soluzione.
Chi l'avrebbe mai detto? «Il nome più gradito è Forza gnocca», ha ironizzato ricorrendo al suo humour britannico fatto più che altro di imprevedibili understatement meditando sull'auspicabile cambio all'anagrafe.
«ENTRO IL PRIMO NOVEMBRE LA NOMINA DEL GOVERNATORE». Ma il 6 ottobre, poco prima di esternare l'intenzione di proseguire in sella sino al termine della legislatura per completare «le riforme», Berlusconi ha annunciato anche l'intenzione di prendere una definitiva decisione circa la nomina ai vertici di Bankitalia entro il primo di novembre.
«Si tratta di una decisione che spetta al presidente del Consiglio, che deve fare un nome al Consiglio superiore di Bankitalia. Dato che queste sono prerogative del presidente del Consiglio, intendo metterle in pratica», ha detto riferendosi alle responsabilità della nomina del governatore di via Nazionale.
«SCHEGGE DELLA MAGISTRATURA SONO EVERSIVE». Immediatamente dopo, conversando con i cronisti nel Transatlantico di Montecitorio, il presidente del Consiglio è tornato a uno fra i suoi cavalli di battaglia: «Nella magistratura ci sono schegge impazzite che puntano all'eversione», ha detto.
«DEFINIRE SCANDALOSA LA GIUSTIZIA È DIRE POCO». E a quanti gli hanno chiesti chiarimenti circa una simile affermazione che ha già suscitato le reazioni del dipietrista Massimo Donadi («La sola scheggia impazzita è Berlusconi») e del futurista Italo Bocchino («Un'affermazione gravissima») il premier ha risposto: «Pensate a me: mi hanno tolto tutti i testimoni della difesa. Pensate a tutto quello che è successo a Napoli, al deputato Papa che rimane ancora in galera».
E ha aggiunto: «Vogliamo dire che è uno scandalo questo? È solo una espressione gentile di ciò che sta accadendo nella magistratura».
«IO E GIULIO LAVORIAMO IN ARMONIA A UNA MANOVRA DIFFICILE». Un commento è stato riservato anche alla tenuta del governo e alle circolanti ipotesi di un suo passo indietro e di una sua sostituzione: «Si parla di un nuovo governo? Mi fanno ridere», ha ironizzato commentando subito dopo: «Arriva un altro, ma poi cosa fa? Ma va'...».
Il Cav è giunto alla Buvette, dove ha salutato il segretario democratico Pierluigi Bersani con un gelido «auguri», in compagnia del ministro per l'Economia Giulio Tremonti, e qui ha poi parlato della manovra economica: «Con Tremonti stiamo lavorando insieme in assoluta concordia. Si tratta di una manovra non facile. Le manovre con i fichi secchi non si possono fare».

Ma per Tremonti il Cavaliere è «un problema»

E con queste parole ha di fatto archiviato e smentito le indiscrezioni rilanciate da organi di stampa come Repubblica circa un suo battibecco con il titolare di via XX settembre a seguito del declassamento del rating sul debito pubblico italiano da parte di Moody's e dlle dichiarazioni di Tremonti in Lussemburgo sui benefici del voto anticipato in Spagna: «Silvio», avrebbe retoricamente domandato un furibondo Tremonti, «ma ancora non l'hai capito? Il problema sei tu».
IL MINISTRO: «OPINIONI DIVERSE SOLO SUI SOLDI». «Sono favole, solo storie», ha aggiunto poi per silenziare definitivamente qualunque illazione e affermando: «Non posso certo pretendere che Tremonti abbia le stesse mie idee. Ma noi siamo legati da una amicizia trentennale» e, ha replicato invece sorridendo Tremonti, «abbiamo opinioni diverse solamente sui soldi».
IN AGENDA UN MEETING CON CICCHITTO E BOSSI. Tremonti e Berlusconi hanno in agenda il 6 novembre un incontro alla Camera cui sono attesi anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo della libertà (Pdl) alla Camera, Marco Reguzzoni, presidente dei deputati leghisti, ed Ettore Adalberto Albertoni, neoeletto al Consiglio superiore della magistratura (Csm). Ma è previsto anche l'arrivo del ministro delle Riforme e leader della Lega Nord Umberto Bossi.
«NESSUN GIUDIZIO SULLE STRATEGIE DI FIAT». Il presidente del Consiglio si è poi riservato una battuta anche sull'uscita di Fiat da Confindustria e sulle ricorrenti critiche della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, alla politica e alla politica economica del governo: «Non voglio dare giudizi», ha detto a proposito della decisione di Sergio Marchionne, mentre ai cronisti in cerca di commenti alle parole di Marchionne secondo il quale Confindustria fa troppa politica ha replicato solo: «La testa ce l'avete anche voi».
Giovedì, 06 Ottobre 2011

 

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