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11 ottobre 2011

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Voi ancora credete che…


Voi ancora credete che a questo Paese
dilaniato per anni e anni da una politica di lestofanti
- non sono l’eccezione, ma la regola! -
sia possibile restituire la democrazia
con la democrazia?

Voi ancora credete che bastino le proteste di piazza
per rovesciare un regime
dove la parola è stata incatenata?

Voi ancora credete che firmare appelli
serva a qualcosa?

Voi ancora credete che i dibattiti televisivi
possano mettere un po’ d’ordine alle nostre idee confuse?

Voi ancora credete nella sincerità e correttezza
dei mass media italiani?
Se ne salva almeno uno? Almeno uno?

Voi ancora credete nell’attuale politica italiana?

Voi ancora credete che esista l’alternativa,
la cosiddetta sinistra che sembra l’ombra del nulla?

Voi ancora credete che sia possibile
ripartire dai giovani?

Voi ancora credete che un manipolo di giusti
riesca a fermare il tracollo istituzionale?

Voi ancora credete che sia possibile
far rinsavire un popolo del tutto rincoglionito?

Voi ancora credete che tutto il dolore
di una nazione all’estremo delle sue forze
sappia purificarla e redimerla?

Voi ancora credete alle fandonie
di chi promette un miracolo?

Voi ancora credete nella provvidenza divina?

Voi ancora credete che bastino tutti i sacramenti del mondo
a toglierci dall’inferno di adesso?

Voi ancora credete che la Chiesa cattolica
possa dirci almeno qualcosa di evangelico,
se non altro per restituirci quella Speranza
che ci è stata rubata?

Voi ancora credete in qualcosa o in qualcuno?

Il nostro Paese, nonostante tutto, non si è ancora auto-distrutto:
ciò vuol dire che crede in qualcosa o in qualcuno?

Il nostro Paese sembra assorbire qualsiasi veleno,
con antidoti forse riprodottisi lungo una storia millenaria
di poeti, artisti, filosofi, eroi e santi…

… forse…
 
Il genio a lungo andare si spegne
nell’inerzia, nel piacere, nella corruzione.

Ma l’istinto di sopravvivenza prevale sopra ogni vacuità:
se viene meno il genio, ci si aggrappa a tutto,
facendo tacere anzitutto la coscienza.

All’inizio di una nuova giornata,
neppure ci si chiede come mai il sole
abbia ancora voglia di illuminarci e di riscaldarci.

Ci si alza di malavoglia, ci si lava, si fa colazione in fretta,
e via di nuovo in attesa che arrivi sera.

Ogni giorno così, sempre così, come una fotocopia
tra mille sbadigli, e mille problemi, ma…
il vero problema forse siamo noi.

Si leggono i giornali: le solite cazzate!
Si apre la tv: le solite cazzate!

Il governo ne combina di tutti i colori?
I soliti commenti da bettola, e tutto finisce lì,
tra una risata e una minchiata.

Tutti borbottano, e ognuno se ne frega,
tutti si lamentano, e ognuno si arrangia come può,
tutti gridano allo scandalo, e ognuno fa la sua parte.

Il popolo italiano ha una grande capacità:
adattarsi a tutto, anche alle più oscene bestemmie sociali!

Noi siamo fatti così:
forse perché non abbiamo mai gustato la vera libertà.

Ma forse neppure la vogliamo:
non ci piacerebbe vivere in un Paese
dove lo spirito di libertà sia lo stimolo
per un vero progresso umano.

Voi ancora credete…

Perché porci domande provocatorie,
quando a noi bastano le solite banali risposte?

Ma voi credete che vi lasciamo dormire tranquilli?
Vi sbagliate!

Non so perché – non certo per voi coglioni –
ma non mi so adattare ad un tale regime
che ha tolto perfino la speranza di un riscatto.

Vi romperò le scatole, le orecchie, i vostri sonni,
ma non demorderò,
neppure all’estremo delle mie forze.

Se la politica è un branco di corrotti e di ignavi,
- un’accozzaglia di partiti di gnocche e di gnocconi -,
se la religione è un coacervo di simoniaci e di pazzoidi,
- visionari di madonne finte e leccaculo di potenti -,
non ci rimane che predicare l’anarchia e l’ateismo,
fino a che non ne usciremo, e allora
ci fideremo della Democrazia e dell’Infinito.

 

 

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