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10 novembre 2011

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Vorrei citare davanti al Tribunale della Storia la Chiesa vaticana e Comunione e liberazione


Metto subito la mia firma.

Alla chiesa-istituzione-religione interessa solo
il pene e la vagina nella loro funzione puramente riproduttiva.

Guai a chi li tocca per auto-godimento!
 
E poi è successo che si è taciuto per secoli
sulla criminalità della pedofilia dei preti e delle suore.

E poi è successo che si è taciuto ultimamente
sul più corrotto capo di governo italiano
che ha maciullato una Nazione
tra interessi personali e criminalità d’ogni genere,
compiacenti il vaticano, la chiesa italiana in genere,
i vescovi, i preti, le suore, i conventi, i movimenti ecclesiali:

mi sarei aspettato che di fronte alle sue porcate
ci si sentisse almeno a disagio!

No! Tutto ok!

Ma alla chiesa-istituzione-religione interessa
il pene e la vagina dei poveri cristi e criste,
minacciando il castigo eterno a chi violasse
i “diritti religiosi” sulla loro gestione fisica;

e alla chiesa interessa ancora di più il potere come potere,
- purché prometta denaro, tanto denaro,
e lo promette ma in cambio di consensi elettorali -
giustificando il tutto in nome di valori cosiddetti “cattolici”
che, guarda guarda, parlano di vita embrionale e a oltranza,
di salvaguardia del matrimonio canonico,
dei diritti dei cosiddetti “normali” (sessualmente parlando)…

Che cazzo di coerenza è mai questa!

Ma il discorso si fa ben più ampio, ed è qui
che la mia rabbia si fa ancor più feroce.

Non mi accontenterei certo se oggi la chiesa-struttura-religione
alzasse un po’ la voce in difesa della morale istituzionale,
visto che è di dominio pubblico e senza più scusanti
il comportamento di un leader politico che ha strapazzato
ogni virgola del Decalogo:

ciò che mi spaventa è l’ostinazione con cui la chiesa
si allea col potere, non importa se corrotto o no,
per difendere la sua stessa struttura “religiosa”.

Si sa: la religione ha sempre avuto un concetto strano
dell’autorità in genere,
anche qui forse e senza forse per difendere se stessa.

- L’autorità viene da Dio! Il volere divino!

E con queste balle si è cercato di inculcare tra i sudditi
rispetto, venerazione, obbedienza!

- Anche l’autorità civile è sacra! Va rispettata!

E così si è giustificato ogni regime,
pur contrastandolo ma solo nel caso in cui
mettesse a rischio i diritti della chiesa sulla vita nascente,
sul matrimonio e sui valori “cattolici”.

In questi anni in cui il berlusconismo ha fatto strage
della coscienza e dei diritti umani,
la chiesa ha taciuto dando casomai la colpa
a tutta una serie di circostanze,
oltre il caso specifico di un Balordo,
ritenuto vittima del sistema socio-politico generale.

Ora qui non interessa analizzare a fondo
tutte le responsabilità precedenti l’entrata in politica di Berlusconi,
il quale - dovrebbe essere riconosciuto da tutti! -
ha saputo comunque “opportunisticamente”, pro domo sua,
cavalcare la situazione ”provvidenziale”;

chiedo una risposta chiara:
qual è la responsabilità della chiesa-istituzione-religione?

I casi sono due:
o la chiesa ha fallito nella sua missione evangelizzatrice,
ed era da vedere appena gli argini della struttura-religione
sono saltati al primo urto con la modernità,
o la chiesa ha voluto continuare nella sua cecità
appoggiandosi di nuovo al potere per non affondare.

Sto parlando della chiesa italiana,
ma è chiaro che dietro c’è il vaticano,
quindi i problemi riguardano tutta la chiesa nel mondo.

La responsabilità della attuale situazione politica italiana,
e di conseguenza della situazione di un intero Paese
ricade in grande parte sulla chiesa locale.

Poteva aprire gli occhi, e non li ha aperti:
poteva convertirsi, ma ha voluto continuare la sua strada,
senza comprendere - forse di proposito! -
che questo era il momento “provvidenziale” per cambiare.

Ora la catastrofe è sotto gli occhi di tutti,
ma la chiesa di nuovo si è chiusa in se stessa,
salvandosi dietro le inferriate della struttura-religione.

Quando una nave affonda, affondano tutti:
cittadini credenti e cittadini non credenti!

Ma io, cittadino credente, avrò sulla coscienza
il delitto di aver taciuto:
come potevo tacere proprio io che credo nella Parola-luce
che tutto vede e tutto prevede?

Ma la chiesa ha fatto tacere le voci libere,
le voci della Coscienza, le voci della Profezia,
e ci è riuscita col consenso di comunità cristiane,
pecorume di un gregge agli ordini di cani rognosi.

Anche la chiesa-istituzione-religione è responsabile,
e dunque colpevole dello stato attuale di un Paese
in balia del caos, del disordine istituzionale,
nelle mani di farabutti, ladri, criminali, dementi,
alcuni dei quali spudoratamente si nascondono
dietro a sigle cattoliche,
fanno parte di associazioni e di movimenti ecclesiali:

questa è la più oscena blasfemia
che la Storia fulminerà riducendoli in polvere!

Che la chiesa sia responsabile per omertà,
passi pure, ma come posso accettare
la connivenza attiva di Movimenti ecclesiali
che hanno sostenuto un governo
di ladri, di farabutti, di criminali, di corrotti?

Questo è veramente insopportabile,
grida vendetta al cospetto di quel Dio
che loro, i Movimenti ecclesiali, dicono di onorare,
ma con la bocca, e non con il cuore,
come direbbero i profeti dell’Antico Testamento.

Qui è veramente il caso di dire
che, se la Chiesa di Cristo non è ancora crollata,
è perché c’è la presenza dello Spirito santo,
e lo Spirito santo agisce anche nei suoi Profeti:
donne e uomini che sfidano anche la chiesa-struttura-religione
pur di salvare l’Umanità.

Altra cosa è la Chiesa radicale del Cristo radicale:
ed è in nome di questa Chiesa che cito
davanti al tribunale di Dio
la Chiesa-istituzione-religione e tutti gli organismi
che ciecamente la servano nella sua dis-Umanità.

Cito davanti al tribunale di Dio  in particolare
Comunione e liberazione + Compagnia delle Opere,
veri complici della disfatta della nostra Nazione!

Non hanno scuse neppure gli adepti in buona fede:
non è più l’ora delle buone intenzioni!
Ogni cecità è colpevole!

Neppure salvo la buona intenzione del cardinale di Milano:
è o non è ancora ciellino?

Perché non abiura davanti all’intera diocesi?

Sto aspettando il suo discorso di sant’Ambrogio:
che cosa dirà? toccherà qualche problema esistenziale?

Sa parlare anche bene del Cristo incarnato:
ma che significa Cristo “incarnato”?

Non si sente responsabile, in quanto ciellino,
di una politica, quella ciellina, vergognosamente connivente
col potere più corrotto che esista in questo mondo?

Mi dimostri che Comunione e liberazione sia solo al servizio
della vera Chiesa di Cristo, e che perciò sia esente
da ogni connivenza col potere criminale!

Perché non denuncia apertamente, ufficialmente, pastoralmente
Comunione e liberazione come il cancro
che sta dilaniando in particolare la diocesi milanese?

I preti milanesi – tanto per rimanere sul posto –
che ne pensano?

Perché fanno finta di nulla,
immergendo la testa in una pastorale fallimentare?

Nessuna dichiarazione, nessun documento,
nessuna presa di posizione?

Preferiscono stare nel loro brodo,
come se fosse una questione estranea alla fede?

E il Paese va a rotoli, ma il Paese è la mia comunità:
perché ce ne freghiamo?

E noi preti, pastori di anime belanti agli ordini dei superiori,
siamo preoccupati della prima confessione dei bambini:

che peccati hanno?

Forse dovremmo istituire una giornata per chiedere loro
perdono delle malefatte di una chiesa-istituzione-religione
che non solo li ha traditi approfittando del loro corpo,
ma, anche in quella parte che si crede innocente,
ha tolto loro la possibilità di un futuro migliore:

come si può oggi educare questi ragazzi ai valori della vita,
- i valori dell’Umanità tanto per intenderci –
quando sosteniamo la politica dell’avere,
dietro l’etichetta religiosa con cui si vorrebbe
nascondere il nostro machiavellismo più blasfemo:
il fine giustifica i mezzi?

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