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16 novembre 2011

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Ragazzi, io ci credo! Questo è un governo con le palle!


Ecco il vero salvatore della patria,
ha un nome: Rosario Fiorello!

Neppure sapevo dello spettacolo di lunedì sera,
ho sentito il giorno dopo l’esultanza della Rai
per lo share ottenuto: quasi dieci milioni di ascolti
per l’esordio de “Il più grande spettacolo dopo il week end”.

Pensate: era su Ra1!
Chissà come Minzolini avrà reagito alle battute su Berlusconi!
Ma quando si tratta di far soldi,
e soprattutto quando il dittatore se n’è andato,
si può anche ridere sul regime!

Non è la Rai che ora m’interessa
(anche se, prima o poi, bisognerà fare piazza pulita
di tutto quel marciume che ha ridotto il servizio pubblico
a servire le prepotenze di un Porco e di un Criminale!).

M’interessa questo popolo coglione – gli italiani! –
che, anche nelle situazioni più drammatiche,
appena può si rifugia nei comici per riderci sopra.

Prima si rideva sulle barzellette del Demente,
ed ora si ride sul Demente disarcionato,
come se bastasse ridere per toglierci dal dramma.

E gli italiani forse non si sono ancora resi conto
che si è nel baratro infernale, reso ancora più grave
da una serie di concomitanze che in realtà non sono casuali.

Anche i disastri ambientali dovrebbero farci riflettere,
e non penso che sia opportuna una battuta comica
per risollevarci l’animo.

E perché dovremmo oggi ricorrere ai comici
per addolcire una crisi economico-sociale-politica
che dovrebbe invece farci incazzare ad ogni istante,
non per deprimerci ulteriormente,
ma per la gran voglia di uscirne al più presto?

Vedete: ci sono comici e comici,
e la differenza sta nel dare alla comicità
una certa punta di satira sferzante,
e la satira fa ridere e fa riflettere.

Rosario Fiorello appartiene ai comici a-settici,
fanno ridere e basta.
Fiorello non fa pensare!
Ci strappa la risata del momento,
ma l’amaro nel cuore rimane, più di prima.

Ad esempio, Maurizio Crozza e Roberto Benigni
non sono solo comici: fanno satira!
Chi più chi meno, fanno riflettere!
Certo, neppure loro ci risolvono i problemi,
anche perché certi problemi sono di carattere psichiatrico.

Ma gli italiani preferiscono comici alla Fiorello,
che fanno trascorrere una serata nell’evasione dalla realtà,
ma il guaio è che questi comici a-settici toccano la realtà
con tale superficialità da rendere simpatici perfino i mostri.

Questi comici “opportunisti” (non sai da che parte stanno)
fanno battute sul mostro vivo e fanno battute sul mostro morto,
ma senza dire che è un mostro:
per loro è un oggetto che può rendere in comicità consensuale,
meglio se rende anche economicamente.

Gli italiani hanno creato il mostro – Silvio Berlusconi –
si sono rispecchiati nel mostro,
si sono auto-erotizzati nel mostro,
da ogni punto di vista e da ogni buco,
ma l‘orgasmo interrotto li ha resi ora depressi:
per uscirne l’orgasmo deve continuare nella comicità,
ovvero in quel desiderio di rivivere quel mostro-pene
che soprattutto per le baldracche è una manna sempre appetibile.

Per salvarmi da questa orrenda scena di italiani incollati
alla tv statale erotizzata ed erotizzante ad ogni evenienza,
non faccio che rifugiarmi nel grande Genio
che ha permesso finora alla nostra Nazione
di tenere ancora alto il suo Nome.

Perché l’Italia ha prodotto Geni nel passato,
e oggi vive di stupidotti nanerottoli
o di serpentelli velenosi?

E poi si ha il coraggio di dire che per uscire da questa crisi,
economico-sociale e politica,
bisogna fidarsi di politici? Ma di quali politici?

Oggi in Italia non esiste il Politico con la P maiuscola:
esistono solo politicanti, mestieranti, arrivisti, carrieristi,
amanti della poltrona d’oro, per nulla interessati al Bene comune.

Una squadra, diciamo un branco di ladri, farabutti,
collusi con la mafia, con la finanza più sporca,
e poi sento dire che non va bene un governo tecnico,
ovvero un governo fatto di persone preparate,
che sappiano di economia,
naturalmente con un incarico determinato:
ovvero fino a quando non usciremo da questa crisi.

Usciti dal baratro, allora e solo allora
che entri in gioco la Politica!

Ho detto: Politica con la P maiuscola.

Dovrà passare del tempo prima di uscire dal baratro,
e passerà del tempo prima di restituire alla nostra Nazione
la Meta-politica, come direbbe Raimon Panikkar.

Ma gli italiani di nuovo non capiranno,
non hanno nemmeno la capacità di capire
che cos’è la Meta-politica.

Andate a dire a un padano che cos’è la Meta-politica:
vi chiederà se è qualcosa da mangiare!
Analfabeti e rozzi come sono,
non sanno vedere oltre il loro tubo digerente!

E oggi siamo ancora qui a subire le castronerie
di caproni o montoni come Bossi, Calderoli, Maroni
- cito tre nomi dell’armata “barbara” -
ciechi e ottusi, nanerottoli e mostriciattoli,
politicamente parlando,
che puzzano di merda ad ogni loro respiro.

Meta-politica: la Politica dell’oltre l’immediato,
la Politica del Meglio che è la Saggezza,
la Politica delle grandi Idee che attingono all’Umanità,
- qualcuno ancora mi chiede che cosa sono queste Idee:
poveretto, bisogna anche fargli capire che è un essere umano! -,
la Politica che impegna la qualità della vita,
la Politica che va oltre il pezzetto di cielo di casa,
la Politica che ci fa sentire un tutt’uno con l’Universo.

Utopia?

Certo che è Utopia, ma nel senso che è un Ideale
che non si realizza nel banale, nell’efficiente, nell’effimero
di una politica fatta da gente dal cervello corto,
che promette benessere fasullo, che fa divertire,
ma che non punta all’essere, ma solo all’apparenza.

Ma la politica dal corto respiro
non è che l’espressione di un popolo de-mente,
che non vuole elevarsi al di sopra delle proprie piccinerie.

Oggi tutti contestiamo la crisi economica,
ma solo perché ci ha ridotto alla essenzialità,
anche se – non posso negarlo –
in molti casi, che stanno aumentando,
si può parlare di precarietà ridotta al limite della sopravvivenza.

Ma questa crisi, che chiamerei “provvidenziale”,
non ci aprirà ancora gli occhi:
in fondo tutti vorremmo tornare come prima,
quando potevamo comperarci tutto ciò che volevamo,
permettendoci il lusso, oltre l’essenziale.

Usciremo dalla crisi, e poi…?

Allora non basterà un governo di tecnici,
che ritengo oggi indispensabile,
se nel frattempo non prepareremo una classe politica
che attinga alla Politica.

Non basterà eliminare le puttanelle dal Parlamento,
non basterà eliminare i criminali d’ogni genere,
non basterà fare piazza pulita di tutto il marciume:

bisogna puntare alla Meta-politica!

Utopia?

Sì, Utopia!

Ma perché non rischiare di scommettere
su qualcosa di extra-ordinario
che potrebbe aprirci una strada nuova?

Scommettiamo rischiando perfino la vita 
per qualcosa di poco conto,
rischiamo almeno per qualcosa di Grande! 

 


Ora basta con le ministre-puttane, con i ministri-mafiosi,
con i ministri-barbari, con i ministri fasulli.
BASTA! BASTA! BASTA! Siamo stufi! È ora di cambiare pagina.

Già si respira un’altra aria. Era ORA!
Peccato che il Parlamento sia ancora quello.
Bisognerebbe toglierlo di mezzo.
Ora la politica, questa politica, deve farsi da parte.

Questo nuovo governo deve rimanere in carica
tutto il tempo necessario per sanare un Paese distrutto
dal Porco, dal Maledetto, dal Criminale e dai suoi alleati.

Nessuno deve parlare di elezioni anticipate.
Non siamo pronti a votare. Io non saprei chi votare.
Non esiste la Politica e i Politici che meritano la nostra fiducia.

Nel frattempo speriamo nei volti nuovi.
IO CI CREDO!


da Lettera 43

Facce da ministro

MONTI AD INTERIM ALL'ECONOMIA. CATRICALÀ SOTTOSEGRETARIO. TRE DONNE NELLA SQUADRA DI GOVERNO.

Il nuovo governo guidato da Mario Monti è stato finalmente presentato. Mercoledì 16 novembre, il presidente del Consiglio incaricato ha svelato la tanto attesa lista dei componenti della sua squadra (12 con portafoglio, cinque senza), fra cui spiccano i nomi di Corrado Passera a Sviluppo economico e Infrastrutture e quello di Anna Maria Cancellieri all'Interno.
È stato inoltre confermato l'interim dello stesso Monti al dicastero dell'Economia. I ministri senza portafoglio sono Enzo Moavero Milanesi, Piero Gnudi, Fabrizio Barca, Piero Giarda e Andrea Riccardi. Vediamo, uno per uno, chi sono le nuove personalità a cui è affidato il compito di risollevare le sorti dell'Italia.

ANTONIO CATRICALÀ SOTTOSEGRETARIO

Il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, è tornato a Palazzo Chigi dove è già stato segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri. Sposato, due figlie, Catricalà è stato fino a oggi presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ruolo ricoperto dal 9 marzo 2005.
Il suo incarico all'antitrust sarebbe terminato a marzo 2012, momento in cui, secondo le sue stesse parole, avrebbe puntato a 'rindossare la toga', tornando quindi alla sua lunga carriera di magistrato e giurista.
LA LODE IN LEGGE. Nato a Catanzaro il 7 febbraio 1952, a 22 anni si è laureato con lode in legge a Roma ed è stato nominato, a seguito di concorso, assistente di Pietro Rescigno (La Sapienza - Facoltà di Giurisprudenza), di cui era stato studente. Per due anni ha studiato economia, sociologia, storia e scienza dell'amministrazione presso l'Istituto Luigi Sturzo di Roma, dove è stato allievo di Federico Caffé. A 24 anni ha vinto il concorso in magistratura ordinaria e ha superato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense. Ha vinto i concorsi per procuratore dello Stato e, a 27 anni, per avvocato dello Stato. Nel 1982 ha vinto il concorso per consigliere di Stato.
CAPO DI GABINETTO E CONSIGLIERE GIURIDICO. Dal 2006 è presidente di sezione del Consiglio di Stato in posizione di fuori ruolo. Presidente e componente di collegi amministrativi, ha collaborato con l'Ufficio legislativo della presidenza del Consiglio dei ministri ed è stato Capo di Gabinetto e consigliere giuridico nei ministeri. È stato segretario generale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il 18 novembre 2010 è stato designato dal consiglio dei ministri presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, carica alla quale ha rinunciato nove giorni dopo, prima che le Commissioni parlamentari esprimessero il parere sulla sua nomina.

CORRADO PASSERA A INFRASTRUTTURE E SVILUPPO ECONOMICO

Comasco classe '54, Corrado Passera è un banchiere e manager che ha ricoperto nella sua carriera numerosi incarichi di responsabilità in diversi settori industriali, dei servizi e della finanza. Il nuovo ministro delle Infrastrutture e trasporti e dello Sviluppo economico è noto ai più per il suo ruolo di consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, una delle principali banche europee. Si è laureato alla Bocconi e ha conseguito un master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia.
LA COLLABORAZIONE CON DE BENEDETTI. Poco dopo la fine degli studi ha iniziato il suo percorso professionale. Nel 1980 è entrato in McKinsey dove è rimasto per cinque anni. Successivamente ha intrapreso una lunga collaborazione con il gruppo di Carlo De Benedetti che lo ha inizialmente impegnato in CIR, la holding del Gruppo, dove ha ricoperto la carica di direttore generale fino al 1990. Nel 1991 è diventato direttore generale di Arnoldo Mondadori Editore e, a seguire, del Gruppo Editoriale L'Espresso.
DA MONDADORI A OLIVETTI. Sempre nel corso della collaborazione con il Gruppo CIR, Passera è stato anche co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti (da settembre 1992 a luglio 1996), periodo durante il quale l'azienda ha ristrutturato drasticamente il settore informatico e si è ampliata nel settore telecomunicazioni con la creazione di Omnitel e Infostrada.
Nel 1996 è stato nominato amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto, alla cui guida fra l'altro ha portato a termine la prima grande operazione di consolidamento bancario con Cariplo, uno dei più importanti istituti bancari italiani.
NEL '98 LA NOMINA IN POSTA ITALIANE. Nel 1998 il Governo lo ha nominato amministratore delegato delle Poste Italiane. Sotto la sua gestione le Poste sono entrate nei servizi finanziari attraverso la costituzione di Banco Posta. Il piano d'Impresa 1998-2002 ha previsto anche il taglio di oltre 20 mila posti di lavoro. Nel 2002 l'azienda ha registrato il primo utile di bilancio.
Nel 2002 Passera ha lasciato l'incarico alle Poste ed è stato chiamato a ricoprire la carica di amministratore delegato di Banca Intesa, nata nel 1998 dall'integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto. Qui Passera ha varato un piano industriale con gli obiettivi di recuperare l'efficienza, riorganizzare il business, ridurre i costi, ristrutturare l'offerta e rilanciare l'immagine della banca.
LA NASCITA DI INTESA SANPAOLO. Nel 2006 Corrado Passera è stato tra gli artefici del processo che ha portato all'integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi dando vita a Intesa Sanpaolo. La nuova banca è diventata numero uno in Italia per numero di sportelli e ha una forte presenza internazionale focalizzata nell'Europa centro-orientale e nel bacino del Mediterraneo. Il neo ministro e consigliere delegato di Intesa SanPaolo ha lasciato il suo incarico e i suoi poteri come da statuta, passano a Marco Morelli, attuale direttore generale vicario.

FRANCESCO PROFUMO ALL'ISTRUZIONE

Francesco Profumo è entrato nella squadra di governo dopo una lunga carriera accademica. Ligure (è nato a Savona il 3 maggio del '53), Profumo, ingegnere e docente universitario, dallo scorso 13 agosto è presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche. Sposato, tre figli, ha iniziato la carriera nel 1978 in Ansaldo a Genova come ingegnere progettista.
Nel 1985 si è trasferito a Torino dove ha intrapreso la carriera di ricercatore universitario e nel 1995 è diventato professore ordinario di Macchine e Azionamenti Elettrici nello stesso Ateneo. Ha quindi assunto la carica di presidente della prima facoltà di Ingegneria del Politecnico dal 2003 al 2005; dal primo ottobre del 2005 è diventato rettore dello stesso ateneo (scadenza del mandato a settembre 2013).
UN RETTORE APERTO ALL'INFORMATICA. Il suo rettorato è stato caratterizzato da una forte spinta verso la collaborazione con diverse aziende internazionali (come Microsoft, Motorola) e con una apertura della didattica verso l'Estero.
È stato 'Visiting Professor' al dipartimento di Ingegneria Elettrica dell'University of Wisconsin-Madison (Usa) nel periodo 1986-88, al dipartimento di Ingegneria Elettrica della Nagasaki University (Giappone) nel periodo 1996-97, al dipartimento di Ingegneria Elettrica della Czech Technical University-Prague (Repubblica Ceca) nel 1999 e alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Cordoba (Argentina) nel 2004 e nel 2005.
LA CANDIDATURA A SINDACO DI TORINO. Accanto alla carriera nella propria Università, Profumo è stato molto attivo in molti gruppi di lavoro internazionali, con numerosi riconoscimenti in tutto il mondo e tante pubblicazioni. Nel 2011 ha dato la sua disponibilità alla candidatura di sindaco di Torino per il Partito democratico, ma in seguito ha ritirato la candidatura. Presidente di Columbus, del Forum Torino ha fatto anche parte di un panel del comitato di Indirizzo per la ricerca (Civr) del ministero dell'Istruzione. Già membro del consiglio di amministrazione di Reply, di Fidia SpA, Unicredit private bank, il 12 aprile 2011 è stato nominato membro del consiglio di amministrazione di Telecom Italia e ha svolto ruolo di consigliere per Il Sole 24 Ore e per Pirelli.

ANNA MARIA CANCELLIERI ALL'INTERNO

Per la seconda volta dal 1861 a oggi una donna si è seduta sulla poltrona di ministro dell'Interno. La prima era stata Rosa Russo Iervolino (ottobre 1998-dicembre 1999, governo D'Alema). Ora è toccato ad Anna Maria Cancellieri, prefetto in pensione, dallo scorso 20 ottobre commissario straordinario al comune di Parma. Nata a Roma nel 1943, sposata e con due figli, nonna, laureata in Scienze politiche, giornalista pubblicista, Cancellieri ha iniziato nel 1972 la sua carriera direttiva al ministero dell'Interno.
RUOLO ATTIVO IN PREFETTURA. È stata nominata capo ufficio stampa e relazioni esterne della prefettura di Milano e responsabile del progetto Efficienza per la pubblica amministrazione. Ha continuato a svolgere diversi incarichi nella prefettura del capoluogo lombardo - dove ha casa - tra i quali quello di sub-commissario al Comune. Nel luglio del 1993 è stata nominata prefetto ed è tornata a Roma, alla Direzione centrale per la documentazione presso la Direzione generale per l'Amministrazione generale e per gli affari del personale.
IN PENSIONE DAL 2009. Nel 1994 è stata a Parma commissario straordinario del Comune. In seguito assume gli incarichi di prefetto di Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. Nel 2009 è andata in pensione. Ma a fare la nonna è rimasta per poco tempo. Nel novembre di quell'anno è stata, infatti, nominata commissario straordinario del Teatro Bellini di Catania. Nel febbraio 2010, il suo predecessore al Viminale, Roberto Maroni, l'ha chiamata a guidare - sempre nel ruolo di commissario - il comune di Bologna, in seguito alle dimissioni del sindaco Flavio Delbono, travolto dal cosiddetto Cinzia-gate.
COMMISSARIO DOPO IL CASO VIGNALI. È rimasta nel capoluogo emiliano fino alle elezioni del 2010, ottenendo grande popolarità nella città e riconoscimenti bipartisan. Fino alla proposta di una candidatura a sindaco da parte di una lista civica in seguito appoggiata dal centrodestra. Lei, dopo averci pensato qualche giorno, ha rifiutato per l''indisponibilità a essere espressione di qualsiasi schieramento politico nazionale o locale'. Rimasta quindi in stand-by per qualche mese, è tornata in pista ancora come commissario, sempre in Emilia, ma questa volta a Parma, dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali.
Dopo neanche un mese c'è stata la chiamata del duo Napolitano-Monti, a caccia di 'quote rosa' nel gabinetto tecnico guidato dal professore. Anche su questo il prefetto ha le idee molto chiare: «Io» ha detto «l'8 marzo l'abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte perché siamo molto meglio degli uomini».

RENATO BALDUZZI ALLA SALUTE

Renato Balduzzi, nuovo ministro della Salute, è un giurista esperto di Sanità e presidente dell'Agenas, l'agenzia per i servizi sanitari regionali e al ministero della Salute ha già lavorato nell'ufficio legislativo del ministro di allora Rosy Bindi.
Nato a Voghera, 56 anni, sposato con tre figli è professore ordinario di diritto costituzionale nell'Università del Piemonte orientale e professore invitato nell'Università di Paris-Val de Marne (Paris XII). Suo il contributo a scrivere importanti passaggi di leggi di riforma sanitaria varati durante il governo Prodi, come le norme sul lavoro in esclusiva dei medici del servizio pubblico.
DA SEMPRE NEL MONDO DELLA SANITÀ. Nella sua biografia sono comparsi anche numerose pubblicazioni sul diritto regionale, l'organizzazione sanitaria, il diritto degli enti locali, drafting legislativo e anche le biotecnologie, tutti temi che hanno fatto capo al dicastero che dovrà guidare. Consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992) e della Sanità (1996-2000). Capo dell'ufficio legislativo del ministero della Sanità dal 1997 al 1999; tra il 1997 e il 1999 ha presieduto la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria. Dal maggio 2006 è consigliere giuridico del ministro delle Politiche per la famiglia.

LORENZO ORNAGHI ALLA CULTURA

Lorenzo Ornaghi è arrivato nella squadra di governo dopo una lunga carriera accademica. Nato a Villasanta (Monza) il 25 ottobre del 1948, è dal 1 novembre 2002 rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Nello stesso Ateneo ha conseguito la laurea in Scienze politiche nel 1972 e dal 1990 è titolare della cattedra di Scienza politica. Sempre alla Cattolica, è stato allievo di uno dei 'padri' della Lega, lo storico Gianfranco Miglio.
Dal 1998 è membro del consiglio di amministrazione del quotidiano Avvenire, di cui dal 2002 è vicepresidente. È anche direttore della rivista Vita e Pensiero e componente del comitato scientifico di numerose riviste, tra cui Filosofia politica, Quaderni di scienza politica, Teoria politica.
CELIBE E SENZA FIGLI. Autore di numerosi volumi e saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali, Ornaghi, oltre che alle indagini sulle trasformazioni del sistema politico e sul concetto di rappresentanza e organizzazione degli interessi, si è dedicato allo studio dell'integrazione politico-istituzionale dell'Europa. Ornaghi, che non è sposato e non ha figli, nel 2005 ha ricevuto la laurea honoris causa in Giurisprudenza, conferita dall'Università Cattolica Pazmany Peter di Budapest. Dal 2001 al 2006 è stato il primo presidente dell'Agenzia per le Onlus. Dal 1996 è direttore dell'Alta scuola di Economia e relazioni internazionali (Aseri), destinata alla formazione post-universitaria di esperti di sistemi economici e politici globali.

GIULIO TERZI DI SANT'AGATA AGLI ESTERI

Dalla prestigiosa poltrona di ambasciatore italiano a Washington alla guida della Farnesina. L'ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata, chiamato mercoledì 16 novembre a far parte della squadra dell'esecutivo di Mario Monti, è il nuovo capo della diplomazia italiana, succedendo a Franco Frattini. Per Terzi, il 'ritorno' alla Farnesina da ministro ha rappresentato il coronamento di una lunga carriera diplomatica che lo ha visto ricoprire alcuni dei principali incarichi della diplomazia italiana. Bergamasco, classe 1946, Terzi è entrato in diplomazia nel 1973 dopo una laurea in giurisprudenza, specializzandosi in diritto internazionale.
CONSOLE A VANCOUVER '86. Tra i vari incarichi ricoperti quello di console generale a Vancouver durante l'Expo '86, dove ha promosso importanti eventi per il commercio e la cultura italiana. Nel 1987 è tornato a Roma per prestare servizio prima presso la direzione generale degli affari economici, dove si è occupato soprattutto di nuove tecnologie, e in seguito alla direzione generale del personale. Il suo successivo incarico all'estero è stato a Bruxelles, dove ha ricoperto la carica di consigliere politico presso la rappresentanza d'Italia presso la Nato, in un periodo particolarmente impegnativo segnato dalla fine della guerra fredda, dalla riunificazione della Germania e dalla prima guerra del Golfo. Dal 1993 al 1998 è stato a New York presso la rappresentanza d'Italia alle Nazioni Unite, dapprima come primo consigliere per gli affari politici, e successivamente come ministro e vice rappresentante permanente.
NEL MIRINO LA SICUREZZA INTERNAZIONALE. Ha anche prestato servizio presso il ministero degli Esteri a Roma come vice segretario generale, direttore generale per la cooperazione politica multilaterale e diritti umani e direttore politico, occupandosi principalmente di sicurezza internazionale e di questioni politiche, con particolare riferimento all'attività del consiglio di sicurezza, dell'assemblea generale e del consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite oltre che quella di organi quali il consiglio Europeo, la Nato, il G8 e l'Osce.
Ha assistito il ministro degli Esteri sui temi della sicurezza internazionale, in particolare relativamente ad aree geografiche quali i Balcani occidentali, il Medio Oriente, l'Afghanistan, l'Africa Orientale e a tematiche come la proliferazione nucleare, il terrorismo e i diritti umani.
AMBASCIATORE IN ISRAELE. Tra gli incarichi degli anni scorsi di particolare rilievo all'estero vi è stato quello di ambasciatore d'Italia in Israele tra il 2002 e il 2004, un periodo caratterizzato dallo scoppio della seconda Intifada, dal rafforzamento delle relazioni tra Unione europea e Israele e da un rinnovato impegno da parte delle autorità israeliane e palestinesi a sostegno della road map.
Dal 20 agosto 2008 al 30 settembre 2009, l'ambasciatore Terzi è stato rappresentante permanente d'Italia alle Nazioni Unite a New York dove ha guidato la delegazione italiana al Consiglio di Sicurezza durante l'ultimo periodo del biennio italiano come membro non permanente nel 2007-2008 concentrandosi in particolare su Afghanistan, questioni umanitarie e protezione dei civili nei conflitti. Per poi essere chiamato ad ottobre 2009 alla guida dell'ambasciata di Washington.

GIAMPAOLO DI PAOLA ALLA DIFESA

Un ammiraglio alla guida della Difesa. Giampaolo Di Paola, 67 anni, campano di Torre Annunziata e attuale presidente del comitato militare della Nato, è il nuovo ministro della Difesa: l'ultima volta che un militare ha ricoperto questo incarico è stato 16 anni fa, quando il generale Domenico Corcione entrò a far parte del governo Dini, dal gennaio '95 al maggio 1996. Di Paola indossa l'uniforme da circa 48 anni. Entrato all'Accademia navale nel 1963, è stato nominato guardiamarina nel 1966. Quindi una serie di promozioni, fino a quella di ammiraglio di Squadra, il primo gennaio 1999.
È UN SOMMERGIBILISTA. Dopo la specializzazione presso la Scuola sommergibili, infatti, dal 1968 al 1974 ha prestato servizio con vari incarichi a bordo dei sommergibili convenzionali 'Gazzana' e 'Piomata'. Ha poi comandato il 'Cappellini' e il 'Sauro' e, nel 1984-'85, anche la fregata 'Grecale'. Dopo la promozione a capitano di vascello ha comandato la portaerei Garibaldi, negli anni 1989-'90. Si tratta di un ufficiale dalla vasta esperienza internazionale.
Nel 1981 Di Paola ha frequentato il Nato Defence College a Roma; dall' '81 all' '84 ha prestato servizio a 'Saclant' (a Norfolk, in Virginia), nel settore della pianificazione di lungo termine, come ufficiale 'Asw' (guerra antisommergibile) e addetto al programma di guerra subacquea.
NEL '98, NOMINATO CAPO DI GABINETTO DELLA DIFESA. Nell'ambito dello Stato maggiore della Marina ha assunto diversi incarichi di rilievo, tra cui quello di capo del 3/o Reparto piani e operazioni (1992/94). Dal '94 al 1998 è passato allo Stato maggiore della Difesa, come capo del Reparto politica militare. Il 30 novembre 1998 è stato nominato capo di gabinetto del ministro della Difesa, all'epoca Carlo Scognamiglio. Un incarico che ha mantenuto anche con il ministro Sergio Mattarella.
Dal 26 marzo 2001 al 9 marzo 2004 Di Paola è stato Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, e su quella poltrona è rimasto fino al 10 marzo 2004, quando è stato nominato capo di Stato Maggiore della Difesa.
PIANIFICATORE DELLA MISSIONI IN IRAQ E AFGHANISTAN. In questa veste ha coordinato la pianificazione di tutte le più recenti missioni internazionali dell'Italia, dall'Iraq all'Afghanistan. Ed è proprio la capacità dimostrata nel gestire queste delicate operazioni 'fuori area' - con senso pratico, ma anche la necessaria diplomazia - che gli è valsa quel consenso senza cui il 26 giugno 2008 non sarebbe stato nominato presidente del comitato militare dell'Alleanza atlantica, posto ambito da diversi altri Paesi. L'incarico dell'ammiraglio sarebbe scaduto a fine giugno 2012, ma dovrà anticipare il rientro.

MARIO CATANIA ALL'AGRICOLTURA

Mario Catania, neoministro delle Politiche agricole, è un 'supertecnico' esperto di politiche comunitarie, con un bagaglio di importanti incarichi a Bruxelles. Attualmente responsabile del Dipartimento delle politiche europee e internazionali del dicastero delle Politiche agricole, è il dirigente che ha finora trattato per l'Italia la Pac, la proposta di politica agricola comune vera 'bestia nera' per l'intero mondo agricolo nazionale.
Romano, 59 anni, laureato in giurisprudenza, Catania è quindi il ministro in prima linea a Bruxelles nelle trattative per la messa a punto della Pac nei prossimi mesi, cercando di mettere argine ai tagli dei finanziamenti previsti per l'Italia.
DA SEMPRE IN VIA XX SETTEMBRE. Con l'ingresso nel 1978 al ministero, quella di Catania è stata una carriera tutta interna al dicastero di via XX settembre, stretto collaboratore degli ultimi tre ministri delle Politiche agricole. Nel settembre 1997 è stato nominato esperto presso la rappresentanza permanente a Bruxelles, nel 2008 è diventato direttore generale del ministero, nell'ottobre 2009 nominato nell'attuale incarico di capo del Dipartimento che cura le relazioni comunitarie e i rapporti internazionali in sede bilaterale e multilaterale, compresi i lavori dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in raccordo con il ministero degli Affari esteri.

PAOLA SEVERINO ALLA GIUSTIZIA

La prima donna ministro della Giustizia nella storia della Repubblica italiana è uno dei più noti avvocati penalisti. Sessantatré anni, napoletana, Paola Severino è arrivata al dicastero di Via Arenula con un curriculum di peso: prorettore vicario dell'Università Luiss Guido Carli, professore ordinario di diritto penale presso la stessa Università della Confindustria e, soprattutto, avvocato di clienti 'illustri'.
Ha difeso, tra gli altri, Romando Prodi nel processo sulla vendita della Cirio, il legale della Fininvest Giovanni Acampora nel processo Imi-Sir, Francesco Gaetano Caltagirone nell'inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi per il crac della Cirio, l'ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni nell'indagine sui fondi per la gestione della tenuta di Castelporziano.
LA COLLABORAZIONE CON ENI E TELECOM. Ha lavorato nello studio di Giovanni Maria Flick prima che il professore fosse nominato Guardasigilli del governo Prodi, ha rappresentato l'Unione delle comunità ebraiche nel processo al nazista Erich Priebke, e tra le società-colosso alle quali ha dato assistenza legale ci sono Eni e Telecom. Paola Severino si è laureata in Giurisprudenza all'Università di Roma La Sapienza nel 1971. Gli inizi della sua carriera universitaria sono al Cnr, vincitrice di una borsa di studio dal '72 al '75. Dal '75 all'87 ha ricoperto l'incarico di assistente ordinario presso la seconda cattedra di diritto penale dell'Università La Sapienza.
Poi il trasferimento all'ateneo di Perugia come professore ordinario di diritto penale commerciale alla facoltà di Economia. È titolare dell'insegnamento di diritto penale alla Scuola ufficiali carabinieri di Roma. Dal 30 luglio 1997 al 30 luglio del 2001 è stata - prima donna in assoluto anche in questo caso - vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura militare. Proprio mentre rivestiva quell'incarico ha vinto la classifica dei manager pubblici più ricchi: nel 1998 dichiarò infatti un reddito da 3,3 miliardi di vecchie lire.

CORRADO CLINI ALL'AMBIENTE

È il negoziatore climatico per l'Italia in campo internazionale (nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), ma è anche l'uomo che tiene insieme le aziende intorno all'idea di sviluppo sostenibile. Corrado Clini, neo ministro dell'Ambiente, si è spostato di pochi metri: il suo ufficio attuale da direttore generale del dicastero di Via Cristoforo Colombo è salito al piano nobile occupato precedentemente da Stefania Prestigiacomo.
Attualmente alla guida della direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia, Clini - 64 anni, laureato in medicina del lavoro e in igiene e sanità pubblica - è 'senior research fellow' a Harvard ed è autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche.
RUOLO ATTIVO NEL PROTOCOLO DI KYOTO. È coordinatore della Commissione tecnica del Cipe che ha elaborato il piano nazionale per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra; è stato presidente del comitato nazionale di gestione per le attività del protocollo di Kyoto (2005-2009); focal point del protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono; è stato membro del consiglio di amministrazione e vice commissario dell'Enea (2004-2007); membro del China Council for International Cooperation on Environment and Development; membro del board dell'Agenzia europea dell'ambiente.
HA COORDINATO OLTRE 900  PROGETTI. Tra il 2002 e il 2009 ha programmato e coordinato oltre 900 progetti, soprattutto sulla modellistica e sulla valutazione dei cambiamenti climatici, ricerca e sviluppo delle tecnologie a basso impatto ambientale. Di particolare rilievo, quelli nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Cina. Inoltre, ha avuto un ruolo fondamentale durante il G8 svoltosi in Italia nel 2009, nell'ambito del Forum sulle tecnologie a basso impatto di carbonio (Trieste e Bologna) e del vertice dei ministri dell'Ambiente a Siracusa. Ha ricoperto la carica di presidente della Global Bioenergy partnership (2005-2009), a cui hanno aderito 20 Paesi. Infine, da agosto è presidente del Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.

ELSA FORNERO A LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Una signora minuta e gentile con carattere di ferro: Elsa Fornero, neo ministro del Welfare, economista è una delle maggiori esperte di previdenza in Italia. Nata a San Carlo Canavese (Torino) nel 1948 è professore di Economia Politica presso l'Università di Torino.
Convinta sostenitrice di una riforma strutturale e non estemporanea della previdenza che comprenda l'estensione del metodo 'contributivo pro rata' per tutti Fornero ha sottolineato anche più volte la necessità di una fascia flessibile di uscita per uomini e donne tra i 63 e i 70 anni. Questo tipo di interventi oltre a essere equi e di prospettiva potrebbero portare risparmi consistenti.
Il calcolo dell'importo della pensione, nel caso di contributivo e di fascia flessibile di uscita, sarebbe a questo punto collegato ai contributi versati e al momento nel quale si decide di uscire dal lavoro.
«ELIMINARE OGNI PRIVILEGIO». Fornero ha inoltre ribadito più volte la necessità di un intervento 'universale' che elimini ogni sacca di privilegio. Vice presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa-Sanpaolo e coordinatore scientifico del CeRP (Center for Research on Pensions and Welfare Policies, Collegio Carlo Alberto, Fornero è membro del collegio docenti del dottorato in Scienze Economiche dell'Università di Torino e docente presso l'Università di Maastricht.
È componente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale del ministero del Welfare, editorialista de Il Sole 24 Ore e membro del consiglio di amministrazione Buzzi Unicem. Sposata con Mario Deaglio, economista ed editorialista de La Stampa ha due figli e tre nipoti.

PIERO GNUDI A TURISMO E SPORT

È un cursus honorum tutto legato al mondo dell'economia e della finanza quello di Piero Gnudi, neoministro del Turismo e dello Sport del governo Monti. Con una carriera decisamente di rilievo, segnata da incarichi di massima responsabilità in alcune delle società più importanti del nostro Paese, Gnudi, laureato in economia e commercio nel 1962 presso l'Università di Bologna, ha rivestito numerose cariche all'interno di consigli di amministrazione e di collegi sindacali di società come Stet, Eni, Enichem e Credito Italiano.
Tra il '95 e il '96 è stato consigliere economico del ministro dell'Industria; dal 1994 ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'Iri, con l'incarico dal 1997 al 1999 di sovrintendere alle privatizzazioni, e - dal 1999 al 2000 - nel ruolo di presidente e amministratore delegato; sempre presso l'Iri ha quindi svolto (dal 2000 al 2002) le funzioni di presidente del comitato dei liquidatori.
DA CONFINDUSTRIA A UNICREDIT. Membro del direttivo di Confindustria, della giunta direttiva di Assonime, del comitato di indirizzo strategico per lo sviluppo della Piazza Finanziaria Italiana, del comitato esecutivo dell'Aspen Institute, del comitato per la corporate governance delle società quotate, presidente onorario dell'Osservatorio Mediterraneo dell'Energia, ha ricoperto anche l'incarico di presidente del consiglio di amministrazione di Emittenti Titoli, nonché di consigliere di amministrazione di Unicredit, di Astaldi e de Il Sole 24 Ore. È stato infine presidente del consiglio di amministrazione dell'Enel e in quello di Unicredit.

FABRIZIO BARCA ALLA COESIONE TERRITORIALE

Fabrizio Barca, neo sottosegretario alla Coesione territoriale, è direttore generale presso il ministero dell'Economia e delle Finanze. È figlio di Luciano Barca, partigiano, deputato nelle fila del Pci, direttore dell'Unità ed economista. Fabrizio Barca è stato dirigente nel servizio studi della Banca d'Italia, capo del dipartimento per le politiche di Sviluppo e di coesione e presidente del comitato politiche territoriali dell'Ocse.
Dopo la laurea in Economia presso la Facoltà di Scienze statistiche e demografiche dell'Università di Roma e un master in 'Economics' presso l'Università di Cambridge, è stato Visiting Professor presso il Mit e la Stanford University.
PROFESSORE A MILANO, SIENA E ROMA. Ha tenuto corsi universitari sulle tematiche della teoria e dell'analisi empirica dell'impresa e del controllo societario, delle politiche di sviluppo e di storia economica dell'Italia nelle Università Bocconi di Milano, Siena, Modena, Roma (Tor Vergata), Urbino e Parigi (Scienze-Po).
È autore di numerosi saggi e volumi sull'impresa, sul governo societario, sul capitalismo italiano. Tra i lavori più recenti, Italia frenata. Paradossi e lezioni della politica per lo sviluppo (Donzelli, 2006;) Federalismo, equità, sviluppo. I risultati delle politiche pubbliche analizzati e misurati dai Conti Pubblici Territoriali (Il Mulino, 2006; con F. Cappiello). Nel 2009, Fabrizio Barca ha presentato in sede Ue un rapporto contenente una proposta strutturata di riforma della politica di coesione, basata su una analisi scientifica e su una valutazione approfondita della sua efficacia. Il 'Rapporto Barca' ha offerto un contributo importante alla discussione sul futuro della politica di coesione, argomento di grande rilievo nel dibattito europeo.

ANDREA RICCARDI ALLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Se l'obiettivo era quello di premiare l'esperienza, Andrea Riccardi, neoministro alla Cooperazione internazionale, è certamente l'uomo giusto al posto giusto. Fondatore della comunità di Sant'Egidio, diffusa in 73 paesi del mondo con larga presenza in Africa e America Latina, con progetti innovativi proprio nel campo della cooperazione internazionale, Riccardi gode di grande stima all'estero.
FACCIA DA TIME. Basti pensare che la rivista americana Time nel 2003 lo ha inserito nell'elenco dei 36 'eroi moderni' d'Europa, che si sono distinti per coraggio professionale e impegno umanitario.
Ma non solo: è stato uno dei pochi non politici a ricevere il prestigioso premio Carlo Magno, attribuito a chi si è distinto nella promozione di un'Europa Unita e nella diffusione di una cultura di pace e dialogo. Premio ottenuto negli anni da Alcide De Gasperi, Winston Churchill, Carlo Azeglio Ciampi e Angela Merkel.
Romano, classe 1950, professore di fama internazionale, oltre che uno dei laici più autorevoli nel panorama religioso, Riccardi è ordinario di Storia Contemporanea alla Terza Università degli Studi di Roma. È uno studioso della Chiesa in Età moderna e contemporanea, ma anche del fenomeno religioso nel suo complesso. Tra le sue più recenti pubblicazioni, la biografia di Giovanni Paolo II del 2010 per le edizioni San Paolo, poi tradotta in dieci lingue.
LA LOTTA PER I DIRITTI DEGLI ULTIMI. Con la comunità di Sant'Egidio, fondata insieme con un gruppo di studenti del liceo romano Virgilio, è stato sempre in prima linea per la giustizia sociale, i diritti degli ultimi, la pace, portando avanti in oltre 40 anni di impegno numerosi progetti di sviluppo per il sud del mondo.
Ha avuto un ruolo di mediazione in diversi conflitti e ha contribuito al raggiungimento della pace in alcuni paesi, tra cui il Mozambico, il Guatemala, la Costa d'Avorio. Schivo e riservato, (poche le interviste concesse negli ultimi anni) Riccardi ha firmato spesso articoli su giornali e settimanali.

ENZO MOAVERO MILANESI AGLI AFFARI EUROPEI

Il neoministro agli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, è giudice presso la Corte europea di Giustizia di Lussemburgo. Avvocato, 57 anni, specializzato in antitrust, è stato fino al 2006 direttore generale del 'Bureau of European Policy Advisors' della Commissione europea. Vice segretario generale dell'esecutivo Ue dal 2002 al 2005, era stato in precedenza direttore del Servizio Antitrust (2000-2001), e capo di gabinetto dell'allora commissario Ue alla Concorrenza Mario Monti (1999-2000) e con lo stesso incarico aveva affiancato il neo premier anche quando era alla guida del Mercato Interno (1995-1999).
SPECIALIZZAZIONE ALLA UNIVERSITY OF TEXAS. Dopo la laurea in legge alla Sapienza nel 1977, e un tirocinio in uno studio legale di diritto internazionale, Moavero nel 1982 si è specializzato al noto College of Europe di Bruges. Un anno dopo, ecco un altro titolo di specializzazione in diritto internazionale presso la University of Texas, a Dallas. Fra 1992 e 1994 rientra spesso a Roma come consigliere dei governi Amato e Ciampi.

PIERO GIARDA AI RAPPORTI COL PARMAMENTO

Una posizione delicata quella che ricoprirà Piero Giarda che dovrà mediare i rapporti tra un governo tutto tecnico con il parlamento. Ma Giarda ha già esperienza in questo senso avendo passato, come sottosegretario al Tesoro, sei anni tra le aule e le commissioni parlamentari. Tra le ultime attività svolte da Giarda il coordinamento di uno dei tavoli di analisi sull'analisi della spesa pubblica all'interno della riforma del fisco. Laureato in economia e commercio nell'Università Cattolica di Milano nel 1962, - si legge sul sito de Lavoce.info con il quale collabora - ha studiato nelle Università di Princeton e Harvard nel periodo 1965-69; libero docente di Scienza delle finanze e diritto finanziario nel 1970.
CONSULENTE IN PIÙ GOVERNI. Ha insegnato all'Università Cattolica dal 1968 fino al 1976 in qualità di professore incaricato; dal 1976 al 2001 in qualità di professore ordinario di Scienza delle finanze. Ha insegnato anche alla Università degli Studi della Calabria dal 1972 al 1975 e all'Università di Harvard nel 1970. Tra le materie di insegnamento anche economia politica, politica economica e finanziaria, econometria.
È responsabile del laboratorio di analisi monetaria nell'Università Cattolica. Componente del comitato direttivo della scuola per il dottarato in economia e finanza delle amministrazioni pubbliche.
Ha svolto attività di consulenza alla presidenza del Consiglio e al ministero delle Finanze. È stato presidente della Commissione Tecnica per la Spesa pubblica presso il ministero del Tesoro dal 1986 al 1995. Poi sottosegretario al Tesoro dal 1995 al 2001 con i governi Amato, D'Alema (I e II), Prodi (I) e Dini (I).

CARLO MALINCONICO CASTRIOTA SCANDERBEG È PORTAVOCE DEL MINISTRO MONTI

Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, presidente della Federazione italiana editori giornali dal 9 luglio 2008, è nato a Roma il 31 maggio 1950. È Presidente onorario di sezione del consiglio di Stato e professore ordinario di diritto dell'Unione europea nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma 2, Tor Vergata. Dopo la maturità classica, ha studiato all'Università degli Studi di Milano, dove si è laureato nel 1972 in giurisprudenza. È Presidente di Audipress dal 28 ottobre 2010.
È stato, giovanissimo, Avvocato dello Stato (1976-1985) e poi Consigliere di Stato (1985-2002) per poi dedicarsi all’attività accademica.
ATTIVO AL MINISTERO DEL TESORO. Malinconico ha ricoperto prestigiosi incarichi e in particolare è stato capo dell'Ufficio legislativo del ministero delle Partecipazioni statali (1990-92) e del ministero del Tesoro (1995-96), capo del Dipartimento degli Affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio dei ministri (1996-01).
Sempre nelle istituzioni ha dato uno specifico contributo nei rapporti con la Comunità europea e nel campo del diritto pubblico dell'economia e delle liberalizzazioni. Per quanto riguarda il primo aspetto, è stato Coordinatore della struttura di missione della presidenza del Consiglio dei Ministri per speciali procedure contenziose con le istituzioni europee (2001-2002) e presidente della Commissione per il recepimento delle direttive comunitarie dal 1996 al 2001.
COMPETENTE DI DIRITTO PUBLBICO. Quanto al secondo profilo, ha acquisito una specifica competenza nel diritto pubblico dell’economia, fin da quando l'ordinamento italiano si è dato regole più attente al mercato: è stato componente della Commissione di studio per l'analisi dei problemi inerenti alla privatizzazione degli enti di gestione delle società del sistema delle partecipazioni statali (1990), nonché consigliere giuridico della autorità garante della concorrenza e del mercato (1992-97) e direttore generale dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas (2001-02).
Mercoledì, 16 Novembre 2011

 
 
 

 

 

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