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17 novembre 2011

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Lecco: 1.132 euro la spesa pro capite per il ''gioco d’azzardo'', 73 persone in cura per la dipendenza, ma il 17% non guarisce


Non faccio commenti. Dico solo che nei nostri piccoli paesi del lecchese mancavano proprio le sale per giochi d’azzardo. Alla faccia della crisi! Si vorrebbe tentare la fortuna per superarla, oppure non si tratta di una vera malattia da curare?

da Merateonline

Lecco: 1.132 euro la spesa pro capite
per il ''gioco d’azzardo'',
73 persone in cura per la dipendenza,
ma il 17% non guarisce

L'industria del gioco d'azzardo non conosce crisi e incassa cifre spropositate. La responsabilità è solo della "connivenza" dello Stato o è anche collettiva ed individuale? Gli italiani sono vittime o complici di scommesse, slot machine, lotterie, bingo, gratta e vinci e Win for life...?

Carlotta Zavattiero, autrice de ‘Lo Stato bisca', edito da 'Ponte alle grazie', in libreria dal 18 novembre 2011, punta il dito contro la responsabilità collettiva in un mercato che presenta come una frode colossale: "Per questo ho scelto di intitolare il libro 'Lo Stato bisca' e non biscazziere come avevo pensato in un primo momento, per non creare un bersaglio definito dal momento che le responsabilità devono essere divise anche tra i giocatori. Lo Stato promuove abitudini allarmanti e spinge un crescente numero di persone a cercare la soluzione ai loro problemi nei video poker o nelle video lottery, settore dove si è inserita la criminalità organizzata (la' ndrangheta nel lecchese)".

Il libro è una potente inchiesta sulla gestione del gioco e la sua incentivazione da parte dello Stato, con testimonianze dei giocatori patologici, l'accento è posto sulle indagini processuali aperte a carico di molti soggetti ai vertici che fanno sospettare che il gioco legalizzato altro non sia che una maxi truffa.

I dati danno l'idea dell'entità del fenomeno: nei primi nove mesi del 2010 l'industria del gioco ha raccolto 44 milioni di euro, cifra che ha subito un incremento superiore al 25% nei primi nove mesi di quest'anno con incassi di 55 milioni di euro.

I dati, tratti da fonti AAMS (Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato), rivelano che gli incassi nazionali del settembre di quest'anno si aggirano intorno a 6,8 milioni di euro, provenienti regionalmente per 1,2 milioni dalla Lombardia, seguita da Campania e Lazio. Tra le province lombarde si colloca al primo posto Pavia, secondo posto per Como, ventitreesimo per Lecco con spesa pro capite annua di 1.132 euro.

Carlotta Zavattiero ha raccontato il sistema dal dentro: "Esiste una tassa per ogni gioco, chiamata PREU (Prelievo Erariale Unico) e un pay out (percentuale di vincita dei giocatori). Fonti Nomisma rilevano che sulle somme giocate al lotto il 28, 6% va allo Stato con pay out del 56%, per i grattaevinci la preu è del 19,7% e il pay out del 66%, per il bingo 20% è la preu, 58% il pay out".

Mentre il panorama del gioco d'azzardo si espande accedendo alle molteplici possibilità della rete telematica e si arricchiscono lo Stato e i concessionari (SNAI, lottomatica, intralot), sempre più persone entrano nella drammatica spirale del gioco patologico e dilapidano patrimoni, ipotecano case e finiscono nelle mani degli usurai.

"Il banco vince sempre" ha sottolineato la Zavattiero. "Le vincite milionarie non sono eccessive, il giocatore viene fidelizzato con vincite di poco conto e attratto con la filosofia del tutto e subito che propone un' illusoria soluzione ai problemi economici e non valorizza l'etica del lavoro. Nel gioco non c'è la svolta della vita, ma sempre più vite sono capovolte in parabole discendenti".

È intervenuto Giorgio Mazzoleni, educatore del Dipartimento Dipendenze dell'Asl di Lecco, dove è stato attivato dal 2009 uno spazio di cura per persone con problematiche legate al gioco d'azzardo.

Ad affiancare Mazzoleni in questo servizio di rieducazione, chiamato 'Psicoeducazione', un altro educatore: Angelo Castellani ed è stato recentemente accorpato all'organico uno psicologo.

"73 sono le persone curate tra il 2009 e il 2011, 22 tramite semplice counseling e 51 con gli incontri di Psicoeducazione. L'età media del dipendente da gioco nel lecchese è di 45 anni e nella nostra esperienza non confermiamo lo stereotipo secondo cui giocano prevalentemente uomini soli e con problematiche di alcolismo, ma si sono piuttosto rivolti a noi uomini sposati, con figli, che si giocano lo stipendio della moglie o la pensione della madre. Tra le 34 persone che hanno terminato la terapia, il 70% dichiara di aver smesso di giocare, il 17% di continuare a farlo e gli altri non rispondono alla domanda" ha riassunto Mazzoleni.

Tra quest'ultimo e la Zavattiero si è aperto un infuocato botta e risposta: l'indagine più sociologica dell'autrice ha svelato scenari dove alla dipendenza da gioco si accompagnano dipendenze quali alcolismo e tossicodipendenze da cui il soggetto non riesce a liberarsi, riscontro non confermato da Mazzoleni nel ridotto spaccato sulla realtà lecchese. Mazzoleni punta sul recupero del soggetto in base alla responsabilità individuale, la scrittrice insiste su come il gioco annienti a volte la cognizione temporale e la percezione della bassissima probabilità di vittoria.

Su una cosa i due, dopo tanto battibeccare, si sono forse trovati d'accordo e cioè sul motto della campagna di sensibilizzazione dell'Asl: 'Gioco a perdere'.

Ultimo a salire sul palco, Corrado Conti che ha ammesso la sconfitta politico- propagandistica sull'apertura della sala gioco a Calolzio. "Se lo Stato è biscazziere, non dà al cittadino gli strumenti per batterlo dal punto di vista legale. Bisogna condurre una battaglia che cambi le teste e faccia prendere coscienza del problema in termini di spreco di tempo, soldi, relazioni sociali".

Veronica Melesi


Lo Stato bisca

di Carlotta Zavattiero, edito da Ponte alle Grazie
Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci, scommesse, slot machine, poker online: dagli schermi dei computer alle tabaccherie, mai come oggi un’esuberante offerta di giochi d’azzardo ha invaso l’Italia. Ma quali sono le ricadute economiche e sociali di questa continua ricerca della fortuna? E qual è il ruolo dello Stato in quello che si configura come un affare colossale? In questo viaggio allucinante nel mondo del gioco si affrontano temi colpevolmente trascurati dalla nostra stampa: la gestione del gioco e la sua incentivazione da parte dello Stato, le drammatiche testimonianze dei giocatori d’azzardo patologici, l’infiltrazione della criminalità organizzata con il riciclaggio del denaro sporco e l’usura, la crescita senza freni del mercato dell’azzardo online. Un puntuale lavoro d’inchiesta della giornalista Carlotta Zavattiero che, scavando nel magma dei dati e delle cifre, senza tralasciare le dolorose vicende dei singoli, costruisce un quadro illuminante della situazione, con molte vittime e pochi carnefici. In questo libro si trova la risposta a una domanda che tutti, proprio tutti, dovremmo farci ogni giorno: siamo sicuri che grattare la striscia argentata di una lotteria istantanea sia un gesto innocuo come sembra?

Da Merateonline

Rovagnate: prossima apertura, in autunno, una nuova sala da gioco con slot e roulette
Mancano ancora alcune firme ma, a breve, questione di mesi, anche a Rovagnate potrebbe aprire una nuova sala giochi sulla scia dei locali dello stesso genere avviati a Olgiate, Cernusco, Casatenovo e Costa Masnaga, giusto per fare qualche esempio in un raggio di chilometri comunque ristretto. Decisamente in vista lo stabile scelto per ospitare l’attività commerciale che, presumibilmente, farà di slot e roulette i suoi punti di forza: l’ex risto-pub “La Casa dei Sapori” di via Statale 16, all’altezza dell’intersezione con via Cervino, sembrerebbe essere infatti il luogo prescelto. “Ci mancano ancora alcune autorizzazione e piccoli aggiustamenti” – ha spiegato il signor Pino del centralissimo Bar “La Pesa”, uno dei soci della nuova società (ancora da costituire) che si occuperà della gestione del locale da gioco – “Se tutto va per il verso giusto per metà settembre o inizio ottobre potremmo essere pronti ad aprire”. Anche Rovagnate  avrà così il suo “ mini - casinò nostrano” nel pieno rispetto del regolamento comunale in ambito di commercio: nulla vieta infatti l’apertura di attività imprenditoriali di questo tipo. Ai titolari verrà però chiesto, prima dell’apertura del locale, come prescritto dalla legge in materia, una “certificazione acustica” al fine di valutare l’impatto in termini di rumorosità dell’attività e di tutelare i residenti dell’area attigua. Ottenuti tutti i permessi necessari, passata l’estate, la sala giochi potrà così aprire i battenti per la felicità degli amanti di questo tipo di divertimento.

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