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16 novembre 2011

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Posizione dei paesi ALBA sulla conferenza del clima di DURBAN


dal Blog  di  Annalisa Melandri

Posizione dei paesi ALBA
sulla conferenza del clima di DURBAN

25 novembre 2011

I ministri degli esteri e dell’ambiente dei paesi appartenenti all’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) in riunione questa settimana a Santa Cruz in  Bolivia, hanno informato della decisione di prendere accordi con gli altri paesi in via di sviluppo allo scopo di presentare una “forte posizione comune” nel vertice delle Nazioni Unite sul Cambio Climatico che si terrà a Durban in Sud Africa nel prossimo dicembre. Quello di Durban è il terzo vertice mondiale sul clima dopo quello del 2009 di Copenaghen e di Cancún del 2011, che si sono conclusi mettendo a nudo la mancanza di volontà da parte dei governi dei paesi più industrializzati (Cina e Stati Uniti soprattutto) di risolvere e mettere un freno a un disastro per la maggior parte proprio da questi causato.

L’obiettivo dei paesi membri dell’ALBA è che si riesca a rafforzare il protocollo di Kyoto che oggi sembra essere l’unico strumento a disposizione per la salvaguardia del pianeta dal punto di vista delle emissioni nocive, nonostante le reticenze che vengono proprio dai paesi maggiormente industrializzati.

Ribadiscono che “come conseguenza del cambio climatico, il riscaldamento globale, già lo viviamo a La Paz dove non abbiamo più il nostro ghiacciaio, stiamo parlando del Chacaltaya che non esiste più e quando sparisce un ghiacciaio già non c’è  più vita, per questo è necessario difendere la natura e la sua armonia e per questo siamo qui riuniti”.

I delegati hanno inoltre messo in risalto l’importanza del fatto che nelle trattative venga rispettata l’uguaglianza sovrana di tutti gli Stati, tramite processi aperti, trasparenti e non discriminatori.

I paesi dell’ALBA inoltre si oppongono al sistema di riduzione volontario proposto dai paesi più sviluppati, ribadendo la necessità di ottenere l’impegno dei paesi sviluppati di garantire contributi sufficienti tramite nuove risorse e aggiuntivi a quelli attualmente destinati all’ Aiuto Ufficiale per lo Sviluppo.

La Via Campesina, movimento contadino internazionale, ha diffuso un appello informando  sul fatto che il “44% di tutte le emissioni di gas serra sono generate dal sistema alimentare attuale. Contribuiscono a tutto questo il trasporto di alimenti che potrebbero essere prodotti localmente, l’uso eccessivo di petrolio e sostanze chimiche, le monoculture e la deforestazione”.

“Per questo Vía Campesina segnala che continuerà con azioni di rafforzamento dell’agroecologia e nella lotta per la riforma agraria, contro l’inclusione dell’agricoltura contadina nei meccanismi di finanziamento del carbonio”.

Leggi qui l’appello integrale di Via Campesina

Leggi qui la dichiarazione di A Sud

L'Alba di Durban

Alla vigilia della 17a Conferenza delle Parti sul Cambiamento climatico, in programma a Durban in Sudafrica dal prossimo 28 novembre, si scaldano i motori e gli animi, oltre che il clima. L'ALBA, l'Alleanza Bolivariana trainata da Venezuela e Bolivia è pronta a ritornare alla lotta. Per difendere Kyoto oramai agli sgoccioli.

di Alberto Zoratti - 24 novembre 2011

Ci avevano provato a Copenhagen nel 2009. Sono stati travolti dall'invadente consenso di Cancun al'ultima COP16. Ma a Durban hanno scelto di esserci e più in prima fila che mai. Sono i Governi dell'Alleanza Bolivariana (ALBA) che si sono riuniti lo scorso 17 e 18 novembre in Bolivia per coordinare il proprio piano di azione in vista della prossima Conferenza delle Parti Onu sul cambiamento climatico, che apre i battenti in Sudafrica la prossima settimana.

Antigua e Barbuda, Bolivia, Cuba, Dominica, Ecuador, Nicaragua, Saint Vincent e le Grenadines ed il Venezuela. Hanno scelto di ritornare sulla scena dopo la debacle di Cancun, in cui i Governi del mondo sono stati capaci di rimettere in piedi un negoziato ma derogando sui passi sostanziali e concreti di lotta al cambiamento climatico. Sul tavolo negoziale ci saranno le "riduzioni volontarie delle emissioni", proposte dai Paesi industrializzati, che metterebbero definitivamente la parola "fine" ad ogni speranza di rilancio del Protocollo di Kyoto e delle sue ambizioni di accordo vincolante. E questo a poco più di un anno dalla sua scadenza e con target di riduzione, nei fatti, non raggiunti a livello globale.

Secondo il Panel intergovernativo di scienziati dell'Onu (IPCC) i Paesi avanzati dovrebbero ridurre del 25-40% le emissioni rispetto al 1990 entro il 2020, arrivando a toccare l'80-95% entro il 2050.

Claudia Salerno, pasionaria capodelegazione del Governo venezuelano, aveva dichiarato nel summit di ottobre a Panama, che " tutti i Paesi sviluppati a Durban dovrebbero tappare due falle: quella della mitigazione con la riduzione delle emissioni secondo il Protocollo di Kyoto, e quello del finanziamento, offrendo supporto finanziario di lungo termine ai Paesi del Sud del mondo per una riduzione delle loro emissioni".

Una posizione che a Panama era stata fatta propria dalle delegazioni di più di 100 Governi comprendendo il blocco dell'Alba, l'Unione Africana e il blocco dei Paesi meno sviluppati.

Lo stesso caponegoziatore del Gruppo Africano, Tosi Mpanu Mpanu, aveva dichiarato che mentre i Paesi del Sud "stanno facendo la loro parte", è necessario che i Paesi industrializzati facciano passi avanti "sui temi del finanziamento e della riduzione delle emissioni" per poter definire Durban un successo.

Le richieste di finanziamento sono già state inviate, considerato che la Bolivia chiede che vengano stanziati 400 miliardi di dollari all'anno per adattamento e mitigazione. Sono più o meno gli stessi soldi che l'EBA, l'Euro Banking Association ha chiesto all'UE in un'unica soluzione per rifinanziare le banche in crisi e sono un terzo dello stanziamento del Governo Usa per sostenere le banche "too big to fail". Ancora una volta la finanza entra in collisione con le esigenze reali, questa volta dell'intero pianeta. Il rischio è che Durban possa essere l'ultima spiaggia dove si scontreranno questi interessi che, a quanto pare, sembrano essere inconciliabili.
 
Il portale dell'ALBA:
http://www.alianzabolivariana.org/
La COP17 di Durban: http://unfccc.int

 

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