prima pagina
27 novembre 2011

Proponi su: | | | | . |
Obbedisco alla Coscienza, e a nessun altro potere né politico né religioso


Ci tengo a ripeterlo, magari fino alla noia:
non appartengo a nessun partito, né ad alcun movimento,
né ad alcuna religione.

Sì, sono cristiano, perché sono innamorato di Cristo,
e di nessun altro.

Sono ministro ma della Sua Chiesa,
e non di una Chiesa che si auto-esclude dall’Umanità.

Servo la Chiesa che serve l’Umanità!

È chiaro: appartengo alla Chiesa cattolica,
ma non per servirla in quanto religione-struttura,
ma in quanto ministra a sua volta dell’Umanità.

Tutto, nella Chiesa, andrebbe visto e ri-visto in questa funzionalità:
i dogmi, i sacramenti, le leggi ecclesiastiche o canoniche,
in ogni ambiente fisico e nei molteplici organismi.

C’è una gerarchia, che rispetto nei limiti
della sua funzionalità.

Funzionalità, in ogni caso, che sta nel servire
la dignità dell’essere umano in quanto tale,
e non limitatamente alle sue credenze,
alle sue culture e alle sue razze.

È anche il mio Sogno:
abbattere le barriere, ogni tipo di barriera,
per costruire insieme - credenti e non credenti -
la fratellanza umana, nell’Universo.

Premesso questo, ci tengo a mantenere
la mia libertà di pensiero e, di conseguenza,
il mio agire in ogni campo,
da quello religioso a quello socio-politico.

Non appartengo, dunque, a nessuno
nemmeno nel campo politico,
e perciò, pur dicendomi “di sinistra estrema”,
non intendo identificarmi in qualche partito,
per il semplicissimo motivo che non ne trovo uno
che rifletta in qualche modo le mie idee e aspirazioni.

Con l’espressione “di estrema sinistra”
vorrei esprimere la mia scelta, politica ed evangelica,
che è quella classica di parteggiare per i più deboli,
ma sempre in vista di quel Bene comune
che è la salvezza dell’essere umano.

Anche i poveri vanno salvati:
dall’invidia, dalla vendetta, dalle rivendicazioni
di pretese che vanno oltre la dignità umana,
e che li porterebbero nella stessa direzione dei ricchi.

Non sto dalla parte del benessere materiale ad ogni costo
che sia uguale per tutti:
questo significherebbe la fossa comune.

Non lotto perché i poveri abbiano le stesse cose dei ricchi,
casomai perché i ricchi non tolgano ai poveri
ciò che è a loro dovuto,
per vivere dignitosamente su questa terra.

Se è facile magari contestare il capitalismo,
forse non è altrettanto facile
sradicare la mentalità capitalista dalla mente dei poveri,
che sognano e vorrebbero quanto i ricchi,
anche se non arriveranno mai ad ottenerlo,
ed è per questo che il desiderio stressa più della realtà.

Non si riesce ancora a capire che il vero benessere
non sta nel di più a tutti i costi,
da raggiungere con tutti i mezzi,
ma risiede nella essenzialità:
che non è miseria,
che non è precarietà,
che non è incertezza del domani,
che non è vivere per forza sotto i ponti,
che non è dipendere dalla provvidenza altrui,
ma che consiste nel dare priorità ai Valori,
togliendo perciò tutto ciò che è inutile,
o almeno quell’accessorio che appesantisce
la serenità di una vita dignitosa.

Eravamo poveri, per non dire poverissimi,
- parlo di decine e decine di anni fa:
i giovani di oggi non hanno provato su di sé
la vera povertà e la vera sudditanza ai padroni! -
e poi, per fortuna, abbiamo raggiunto un certo benessere,
ma non ci siamo accontentati,
anche perché se prima, da poveri, eravamo sfruttati
per la nostra forza-lavoro,
ma tenendoci intatta la coscienza,
in seguito il capitalismo ci ha sfruttati nel nostro consumismo,
che ci ha consumato anche l’anima.

Prima, vittime per forza,
ora, vittime per scelta.

Ma di quale libertà si tratta,
se ci lasciamo condizionare
dal falso progresso,
che è andato al di fuori dei nostri sogni
che ci tenevano in vita, durante l’antico padronato?

Una volta, anni fa, ci si ribellava ai padroni,
e chi non poteva ribellarsi nutriva, dentro,
mantenendoli vivi, risentimenti e odio
verso il capitalismo che lo sfruttava,
e sognava tempi migliori.

I tempi migliori sono arrivati, ma sono durati, come “migliori”,
per quel tempo che è bastato a gustare la libertà conquistata,
e poi… via verso un’altra schiavitù,
dapprima sotto forme illusorie, poi man mano denudata
dalle crisi prodotte dall’Opulenza mai sazia e vendicativa.

Che interessi hanno le multinazionali
a procurare le crisi economiche?
Non saprei rispondere.
Probabilmente il sistema monetario mondiale
sfugge anche alle multinazionali più potenti,
- l’essere umano non potrà mai competere con il Maligno –
e si auto-distrugge per la sua demente perversione.

Ma non voglio entrare in questo mistero,
non per nulla chiamato “misterium iniquitatis”,
dico solo che del perverso sistema economico mondiale
facciamo parte anche noi:
ne siamo contemporaneamente complici e vittime.

Sarebbe ipocrita sentircene fuori,
contestarlo come se non fosse cosa nostra.

Quando rifletto, mi dico: Sono un ingranaggio,
e non mi accorgo, anzi mi compiaccio stupidamente
quando mi oliano ben bene, perché tutto funzioni al meglio.

Una lunga parentesi che mi ha quasi portato lontano
dalle mie affermazioni iniziali.
Certo, ribadisco: non appartengo a nessuno,
ma nello stesso tempo mi sento impotente
in questa macchina di una struttura diabolica
che non si riesce mai a denudare nella sua perversione,
così da aprire gli occhi per sfuggire alle sue trame.

Una cosa però è certa:
il capitalismo è il braccio destro di questa perversione,
e ben pochi lo denunciano, in quella radice che
sostiene in vita il sistema economico mondiale.

I partiti politici vi attingono ben volentieri, chi più chi meno,
e nessuno di loro ha il coraggio di smascherarlo:
è l’economia che fa girare la politica,
perché, così si pensa, la Politica pura non esiste:
il lavoro volere o no dipende dall’economia,
perfino le opere sociali e assistenziali senza soldi
non potrebbero esistere:
la cosiddetta provvidenza dei santi consisteva
nei soldi di benefattori ricchi!

Forse non è giusto star fuori dai partiti,
forse non è giusto non parteggiare per una ideologia,
forse non è giusto dirsi “spiriti liberi”.

Bisogna pur lottare,
bisogna pur rimboccarsi le maniche e darsi da fare,
bisogna pur far qualcosa.

Forse per questo sostengo le buoni intenzioni,
forse per questo faccio le mie scelte anche politiche,
forse per questo valuto le situazioni, e poi dico la mia.

Ma con questo non mi vendo gli ideali,
non entro a far parte di alcuna organizzazione:
ci sono momenti in cui le scelte sono obbligatorie,
ma non cedo ad alcun ricatto,
e non mi do mai per vinto:
le idee devono sorreggere le scelte anche dolorose,
le idee devono aprire cieli nuovi
perché la nuova Politica possa, prima o poi, far presa
nell’animo dei cittadini di un Paese.

Se oggi sostengo un governo “tecnico”,
ciò non significa che sia il governo ideale:
è un governo di emergenza,
che non rientra affatto nei miei Sogni,
è solo di emergenza!

Nel frattempo, accelero i miei ideali
perché, cessata l’emergenza, ci si avvii
verso quella concezione della società
che non produca più emergenze.

Ed è in questi momenti d’emergenza
che la mia libertà di pensiero esce da ogni schema,
solitamente da quegli schemi che gli altri
mi hanno messo addosso.

Non sono né di destra né di sinistra
partiticamente parlando,
sono di “sinistra estrema” politicamente parlando.
Ma la Politica di riferimento non esiste nella realtà,
per questo mi sento ancora più libero.

E sono così libero che i giudizi degli altri
mi lasciano indifferente:
casomai sono gli altri a sentirsi un problema.

E talora mi diverto:
sono proprio vittime di pregiudizi feroci
se si scannano senza sapere il perché.

 

 

REGOLAMENTO DEI COMMENTI
Il sito dongiorgio.it è uno spazio aperto a vostra disposizione, creato per confrontarsi direttamente. I commenti sono soggetti ad approvazione, non assicuriamo l'immediata pubblicazione del vostro commento. Si prega gentilmente di non inviare messaggi doppi. L'utilità del sito dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili dei vostri commenti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post, per questi ultimi usare il guestbook
- messaggi pubblicitari, propagandistici e spam
- messaggi dal contenuto offensivo, razzista sessista o sessuale
- messaggi il cui contenuto costituisca violazione alle leggi italiane

Postando il vostro commento, acconsentite implicitamente a queste regole.
Lascia un Commento

Sì, inviatemi una e-mail quando un nuovo commento viene pubblicato.

Dillo ad un amico:  
<<indietro