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30 novembre 2011

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Mario Monti, il suo governo di tecnici e l'ICI



Qualcuno si sarà chiesto come mai non ho esultato poi così tanto quando è caduto il governo Berlusconi e della sua cricca di malaffare. Forse ci si aspettava che avessi fatto suonare le campane a festa o fatto cantare un Te Deum di ringraziamento in chiesa. Niente di tutto questo. Sì, ho esultato nel mio cuore come una liberazione da un mostro tentacolare: quel giorno le porte e le finestre si sono aperte per lasciare entrare un po’ di sole e d’aria fresca, il mio fegato ha cessato di soffrire.

Ma… diciamola tutta. Berlusconi è stato quello che è stato: il più grande lurido bastardo capo di governo che la storia italiana abbia mai conosciuto, un criminale della democrazia… la litania sarebbe lunga fino alla fine dei secoli. Ma che dire di tutta la sua ciurma o ciurmaglia che lo ha sostenuto per anni e anni? Che dire della Destra che, comunque la si pensi, può avere il diritto di esistere ma che, fatta proprio dal Porco, ha perso ogni ritegno, ogni pudore, ogni senso civile? Che dire della Lega che si è venduta anima e corpo, dimenticando le sue origini, le sue iniziali battaglie, le sue legittime aspirazioni in difesa delle esigenze della base? Che dire di quei cattolici maledetti (ciellini, in prima fila) che, ancora oggi, nonostante tutto, continuano a santificare l’Osceno del villaggio? Ora, tutta questa gentaglia vigliaccamente, opportunisticamente  si tira fuori dalle polemiche, dalle critiche, dal giudizio di una storia che  - noi italiani lo dovremmo sapere per esperienza - prima o poi si vendica, ribaltando le situazioni, rovesciando i potenti dai troni per ridurli in polvere.

Almeno, fare un minimo tentativo di recitare un mea culpa. No! La Lega è passata all’opposizione: ed ora che fa? È allo sbando, cerca di tirare i remi in barca, ma la barca fa acqua da tutti i fori, vorrebbe salvare la faccia di fronte ai suoi elettori che, pur stupidi, pur idioti, pur analfabeti, pur ignorantotti e rozzi, un po’ di cervello ce l’hanno sempre, e stanno capendo qualcosa: ovvero che i loro caproni li hanno traditi.

Giorgio Napolitano come ha risolto la grave situazione di stallo istituzionale? Con un bel colpo a sorpresa: prima nomina senatore a vita Mario Monti e poi gli affida il nuovo governo. Sì, un bel colpo stavolta provvidenziale. Ci voleva, diamine! Un governo di tecnici, e che tecnici, tutti preparati, professionalmente competenti. Ci voleva una squadra di professionisti di alto livello  dopo un governo di idioti incompetenti! Col solito mio fiuto che non mi tradisce mai ho subito pensato: è l’ora del riscatto, è l’ora della salvezza, è l’ora della rinascita! L’Italia può ora alzare la testa, senza più vergognarsi di essere derisa dal mondo intero. Eravamo diventati lo zimbello di tutti. Ora possiamo girare all’estero dicendo di essere orgogliosamente italiani.

Ma… come sempre capita, anche perché noi italiani, purtroppo, siamo fatti così, subito c’è stata una marea di critiche, anche subdole, sul nuovo governo, e si è cercato come al solito il pelo nell’uovo in questo o in quell’altro neo ministro, a parte il duro giudizio sulla stessa persona di Mario Monti. Un governo di banchieri, di finanzieri, e via di questo tono… E si sono cercate ombre d’ogni tipo. Ora, io mi chiedo: di ogni persona si cerca sempre di pescare nel suo passato, e questo lo facciamo anche nel nostro piccolo. Chi di noi potrebbe salvarsi? Nessuno, neppure i santi erano perfetti: tutti più o meno hanno avuto chiari e scuri, difetti d’ogni tipo. Perché tu non hai mai rubato una matita o una gomma sul lavoro? Certo, c’è una bella differenza tra il rubare un piccolo oggetto e un pezzo di terra o qualche milione di euro. Ma io non giudico dalla quantità del furto, ma dal desiderio di rubare. Se tu potessi, non ruberesti forse come un ricco prepotente? Altro che un pezzo di terra, forse, se potessimo, ruberemmo il mondo intero. Quanti scheletri nei nostri armadi!

Perché non valutare la situazione attuale che è di emergenza? Faccio un esempio, magari del tutto elementare. Se sto per annegare, e uno mi vuole aiutare, afferro subito la mano, senza prima chiedergli: Scusi sa, Lei di che partito è? Va in chiesa o è un ateo? Ha forse rubato qualcosa o ucciso qualcuno? Non m’interessa chi sia il soccorritore: gli prendo la mano perché mi salvi. E poi, una volta fuori dal pericolo, gli dico: Grazie!, e ognuno a casa sua. Così dovrà fare questo governo di tecnici: salvarci dalla situazione di grave emergenza in cui ci troviamo, e, usciti da questa emergenza, diremo loro: Grazie!, e ognuno a casa sua.

C’è un’altra pretesa: ripeto, siamo italiani, e facciamo di tutto per metterci in maggiore difficoltà. Stiamo per annegare? Calma, c’è ancora tempo prima che l’ultima onda ci mandi sott’acqua. Questo governo non ha detto nulla su questo o su quello: sull’ambiente, sul lavoro, sulla salute, sulla scuola, sull’arte ecc. ecc. Che pretese! Che devo fare ora: un’azione politica o un’azione tecnica? È chiaro che ogni azione anche tecnica ha risvolti politici, ma non dobbiamo pretendere che occupi lo spazio della politica. Che strani noi italiani! Prima ce la prendiamo perché il governo di tecnici ha sostituto un governo di politici, e adesso pretendiamo che i tecnici diventino politici! Assurdo!

Ci devono salvare dalla situazione di grave emergenza economica, e poi, a casa loro! Nel frattempo, è chiaro, che la politica dovrà prepararsi per prendersi il suo legittimo spazio. Ma ce la farà? Parlo di Politica, e non di politica di basso livello a cui siamo stati abituati in questi ultimi decenni, e da cui siamo stati penalizzati fino al tracollo istituzionale.

La Politica! Dov’è oggi in Italia? E si ha ancora il coraggio di sostenere che bisogna andare subito a votare? Tu cosa voteresti oggi? Hai le idee chiare? Io no! Non trovo un vero Politico, non trovo un partito Politico. Non esistono, almeno io non li vedo. Sarò cieco, ma non li vedo.

Mentre il governo di tecnici farà il proprio dovere di salvarci dalla crisi economica, nel frattempo si dovrà fare un duro lavoro di riconquista della Politica. Non so se in questo frattempo ce la faremo. Ho qualche perplessità, perché qui non si tratta di ricomporre schieramenti politici da una parte e dall’altra, per vincere le elezioni. E poi? Cosa succederà? Occorre puntare in alto. Con un disegno “politico” che esca dalle solite contrapposizioni e dalle solite logiche: il Bene comune esige la Politica intesa nel senso più nobile del termine. Certo, entrano in gioco Valori quali la salute, l’ambiente, i diritti umani, la vita, la libertà di pensiero, ma tutti questi valori e altri dovranno costituire quell’Ideale di democrazia che comprende la persona umana e l’universo, armonizzandoli. Prima di parlare di impegno democratico, bisognerebbe chiederci che concetto abbiamo di Democrazia.

Il governo Monti ha subito messo in gioco il problema dell’Ici sulla prima casa, che era stata tolta dal governo Berlusconi. Dico subito che l’Ici è una tassa doverosa, non tanto perché è indispensabile per le casse comunali, ma per un motivo di fondo. In breve, è la tassa per l’affitto del terreno su cui è stata costruita la casa. La terra è di tutti ed è di nessuno. La sua destinazione universale fa sì che ognuno possa avere un pezzetto non come proprietà, ma solo come amministrazione. La terra è di per sé invendibile. Nessuno può dire: questo pezzetto è mio perché l’ho comperato. Se questo pezzetto di terra su cui ho costruito la casa non è di mia proprietà, devo pagare la tassa d’affitto. Ecco l’Ici. Non vado oltre.   

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