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6 dicembre 2011

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Un popolo di coglioni: prima ama i porci, poi pretende i santi!


Mi trovo inaspettatamente a dovermi difendere dall’accusa di essere passato dalla parte di tecnici burocrati immischiati nel mondo della finanza, quando finora non avevo fatto che impegnarmi a lottare contro la destra stramaledetta del Porco d’Arcore e contro un partito barbaro, quello della Lega, e contro blasfemi cattolici compiacenti e conniventi, vedi Comunione e liberazione, con-cause di un disastro non solo economico, ma morale e soprattutto democratico.

Quelli stessi che fino a ieri hanno taciuto, ora entrano in scena a dettare legge a tutti.

Ho creduto e tuttora credo, più di prima, in una Democrazia, i cui valori vanno ben al di là di un fattore economico, anche perché l’economia se non rispetta la dignità dell’essere umano, nel suo contesto direi cosmico, sarà sempre fallimentare, pronta prima o poi a trascinare nel baratro la società. Ma noi no, non lo capiamo. Tanto meno capiamo il rapporto inscindibile tra individuo, società e cosmo. Per noi tutto è singolo, neppure nelle sue relazioni interiori: come possiamo se siamo alienati? Fuori di noi! Dove? Non lo so. In un mondo probabilmente di evasioni. D’ogni tipo, purché evasioni.

L’Italia intera s’è svegliata solo ora, quando s’è trovata di colpo in una crisi che spaventa i nostri risparmi. Sacrosanto, mancherebbe altro, tenerci cari i nostri soldi, guadagnati con  lavoro, fatica e sangue. Quanta poesia, e quanta enfasi! Non ho mai sento come in questi giorni ripetere questa frase: ci stanno rubando anni di duri sacrifici! E poi, guardo in giro, e constato: però, te li sei anche goduti talora in modo dissennato! Alienato che non sei altro!

Sono stato se non il primo, uno tra i primi, pur nel mio piccolo, anche se poi le polemiche allargheranno la mia pur modesta protesta, a prevedere quell’Astro illusionista che avrebbe tenuto il nostro Paese sotto ricatto per decenni e decenni d’anni, in una morsa maledetta. “Io sono l’unico, senza di me non potete nulla!”, ripeteva quel Coso ad ogni comizio televisivo, e il popolo ci ha creduto, anima e corpo, fino a farne il super-eroe, il mago, auto-godendosi nelle sue peggiori maniacali perversioni. Per quanti anni ce lo siamo tenuti? Per quanti? Vacca d’una puttana! Ed ora ce ne siamo dimenticati?

Quel Mostro di dis-Umanità, comunque, non è sparito, lavora ancora dietro le quinte. Ma a noi non importa, ora ce la prendiamo con il presente, dimenticando la vera causa di questo presente. E… tutti addosso a questo governo di tecnici… capitalisti! Talora basta un nome, o due, per fare di un governo una masnada di capitalisti, e poi ci siamo dimenticati che abbiamo ancora un parlamento che da anni è composto di ladri, farabutti, capitalisti. Certo non tutti, qualche eccezione c’è sempre che conferma la regola!

Almeno diciamolo: quando parla Mario Monti ci sembra di vedere un’altra faccia, non quella di un Porco maledetto!

Almeno diciamolo: non sentiamo più parlare come responsabile di un Paese gente stupida, ignorante, strafottente, rozza, barbara, mafiosa, incompetente, arrivista, puttanesca, cogliona, comica, indegna di rappresentarci in quel Genio che ha fatto grande l’Italia nel passato.

Siamo caduti nel baratro, con il nostro consenso! Ma tutto appariva bello, affascinante, con le promesse di un Istrione che tra barzellette e orge d’ogni tipo ci ha presi per il culo facendoci godere ogni giorno l’orgasmo di… desideri passionali.

Sì, con il consenso di un intero popolo! Anche con il tuo! Ed ora che non hai più gli orgasmi di desideri sfrenati, ecco che te la prendi con quanti tentano di toglierci dal baratro.

- No, noi abbiamo partecipato a manifestazioni di piazza, abbiamo gridato slogan, abbiamo fatto qui abbiamo fatto là…

Si vede che cosa avete ottenuto, e non ditemi che il Porco se n’è andato a causa delle vostre manifestazioni! Se n’è andato perché la misura era colma… Dico sempre una cosa: prima o poi arriva per tutti la fine, per una legge biologica. 

Se non ci fosse stata questa crisi economica, prodotta da una serie di con-cause, tra cui l’incapacità di un precedente governo demente, saremmo qui ancora a divertirci di orgasmi berlusconiani. Non so fino a quando… ma certamente l’Astro illusionista avrebbe brillato ancora a lungo, e noi a goderci nel farci sodomizzare. Porco lui, porci noi!

E non diamo tutta la colpa a quella parte d’Italia che votava Berlusconi. L’intero popolo ha fatto poco o nulla per uscire dalla prigione. La prigione in fondo ci piaceva. Eravamo protetti, ci sentivamo protetti. Tra illusioni. Nel buio della realtà. Il lettone di Putin era il sogno degli italiani!

Ora l’Astro si è spento. Così sembra. E tutti abbiamo aperto gli occhi! Ma… in che modo? Ci lamentiamo non perché ci hanno tolto la Democrazia, ma perché ci portano via i soldi. Cazzo! Questi sono importanti: i nostri risparmi. Solo questi! Vacca d’una troia!

Tutto il problema oggi dell’Italia è la crisi di tipo economico. Siamo rimasti ancora quelli di prima: coglioni. Ma chissenefrega! Coglioni o no, non ci devono portar via i soldi! Tutto il problema è questo: soldi!

Usciremo dalla crisi - ne sono sicuro - ma torneremo a votare di nuovo il primo Pirla che ci prometterà ancora il paradiso terrestre. Cambieremo anche bandiera - votando magari a sinistra: gli italiani sono un popolo che si prostituisce facilmente! -, e la sinistra farà né più né meno ciò che ha fatto finora la destra. E se la destra ha potuto fare ciò che ha fatto è anche perché la sinistra glielo ha permesso, anzi l’ha favorita, assecondata, ispirata.

L’Italia da tempo ha perso la strada della Sinistra: se n’è allontanata, tanto da confondere i confini tra la destra reale e la sinistra storica.

Ma oggi, dopo Berlusconi, tutti sembrano di sinistra, ben pochi confessano di aver votato Berlusconi. E tutti addosso al governo di Mario Monti! In nome di… che cosa? Della Democrazia? No, per i nostri risparmi, o talora per salvare quel mondo di superfluo che ci siamo costruiti, alienati in un mondo di apparenze.

Ah, bisognerebbe fare “questo” tipo di manovra, la vera alternativa è “quest'altra”, e poi… quale sia la vera alternativa, oltre le belle parole, nessuno l’ha mai capito. Si parla di Sogni, di Utopie… e poi, se leggete bene gli articoli che appaiono su giornali o riviste, si arriva sempre al solito punto: dove si devono fare i tagli di tipo economico? No, non si doveva taglia qui, ma là… Sempre nel solito circolo vizioso!

So che c’è qualcuno che tenta nel concreto altre soluzioni alternative di tipo qualitativo, e non tanto quantitativo... Nel piccolo è più facile tentare qualcosa di nuovo, ma come posso di colpo affidare una Nazione nelle mani di un sindaco virtuoso, tanto più che, trattandosi di una grave emergenza, le migliori Idee si confondono, e si è presi dall’emergenza? 

Ecco perché sostengo, e insisto: in questo momento particolare di emergenza, del resto creata da una politica precedente dissennata, sostenuta dalla maggioranza degli italiani, connivente la sinistra-ombra e una Chiesa compiacente, mettiamo da parte per un momento l’Alternativa, e aggrappiamoci al primo che ci può salvare.

Non possiamo ora mettere a capo di un governo un poeta, o un idealista, o uno con tante belle idee in testa: non è il momento delle persone “oneste”. Ci vogliono persone "competenti", che sappiano di economia. Nel nostro attuale mondo politico non vedo uno che sia in grado di fare una manovra finanziaria d’emergenza. 

Sia ben chiaro. Non tradisco le mie convinzioni precedenti, anzi queste aumentano al pensiero che fra poco – speriamo non a breve – entrerà di nuovo la politica a governare il nostro Paese. E qui non farò sconti a nessuno. Sarò il più estremista tra gli estremisti. Nel frattempo, mentre sosteniamo questo governo perché faccia nel migliore dei modi ciò deve fare, ovvero salvarci dal baratro economico, pur tra limiti e difetti, che sono del resto comprensibili, dobbiamo fare un’azione educativa, a partire dal basso, in vista della Politica che i giusti sognano. I Sogni devono tradursi nella realtà, le Utopie dettare le sue leggi in una società ormai spenta, anche per colpa nostra: di un popolo che prima ama i Porci, e poi pretende i Santi.  

 

 

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