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14 dicembre 2011

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Strage razzista a Firenze: fuori i fascisti da tutte le città!


da Femminismo a Sud

Strage razzista a Firenze:
fuori i fascisti da tutte le città!

Chi sono i senegalesi sterminati a Firenze dal nazista citato con tanto di nome e cognome,  affinché sia celebrato come un eroe dai suoi amichetti dell’estrema destra? Se lo chiede Baruda ma in generale ce lo chiediamo tutt*. Perché per i quotidiani questi invisibili continuano a non avere un nome? Condannati alla clandestinità e poi all’invisibilità pure da morti. Modou Samb, 40 anni, ucciso; Mor Diop, 54 anni, ucciso; Mustafa Dieng, 34 anni, in ospedale; Mor Soughou, 32 anni, in ospedale; Cheikh Mbengue, 42 anni, in ospedale; per la cronaca.

Un fascio razzista che frequenta Casapound, quell’organizzazione neofascista coccolata da sindaci e amministratori, come quelli che concedono loro di poter avere patrocini e aule e luoghi per poter divulgare l’espressione del fascismo.

Poi c’è quell’altra, forza nuova, che avete rotto tutti quanti con il vostro odio contro la gente perbene dato che oggi i fascisti vengono portati in un palmo di mano e gli antifascisti si fanno la galera o finiscono accoltellati o sprangati per le strade.

Poi c’è la Lega Nord, l’altro covo di bastardi razzisti che cominciarono a Firenze a fare i turni di sorveglianza con le camicie verdi in San Lorenzo dove i senegalesi facevano mercatino per vendere due cose che non disturbavano nessuno. Ma già che i bottegai della Firenze turistica gli stranieri li vogliono tutti a spacciare perché se invece investono in oneste attività, tipo aprire negozi di kebab, impongono restrizioni e veti ché è più importante la difesa della cultura locale.

Cultura un cazzo, io che Firenze la conosco di cultura ce n’è più niente salvo la mentalità bottegaia e nazista che fa nascere comitati di quartiere contro quella grande minaccia che è considerato l’immigrato. E l’abbiamo visto negli anni scorsi il Cioni, assessore alla sicurezza con Dominici allora sindaco, che con il suo regolamento contro il degrado urbano inseguiva tutto e tutti, dallo sterco di cavallo alla scorreggia priva di autorizzazione. E quei vigili impettiti nelle piazze che vanno all’inseguimento dei senegalesi che sono costretti a raccogliere la roba e scappare perché a vendere due stampe dei monumenti che ci ritroviamo sai che furto a danno dell’umanità.

Gran belle merde, tutti quanti. Ricordo quell’agosto che il movimento antirazzista aveva smollato per andare in vacanza, giusto quando i presìdi in solidarietà agli stranieri erano in pausa e allora partì il raid della polizia che fece rastrellamento fin dentro i telephon center, dove fermavano tutti e li deportavano al centro di identificazione ed espulsione di bologna.

Firenze dal volto umano che insegue i rom e li degrada agli angoli più oscuri dei dintorni della città e poi la cooperazione e il volontariato e cotanta sensibilità profusa che sembra solo tanto ipocrita business per fare denaro e pulirsi la bocca con termini quali “integrazione” e cose simili che poi nella pratica non vengono attuati.

E l’attuale sindaco, che polso fermo, che novità estrema, lui, il rottamatore che rottama tutti meno che la cultura nazista che permea tutta la città e che si respira ovunque.

L’odio genera odio e a Firenze l’odio contro i senegalesi nasce dai bottegai, dagli amministratori, da quelli che volevano avere consenso tra le masse ipocrite di imprenditori egoisti, quelli che ci vogliono a passeggio solo il turista americano o giapponese, quelli che lo straniero mai perché le mura di Firenze sono aperte ma in realtà i cervelli di certa gente che vive la città sono ancora chiusi.

Lo so perché la vedo, questa città provinciale e bigotta che nella sua speranza include solo di poter eccellere coi vini e con le cupole e poi se ne sbatte di investire sull’umanità. Ma quanti bei negozi che vedi lì a passeggio. Ma quanta indifferenza e quanto è disumano quello che è accaduto. Ed è bene che si interroghino tutti quanti su dove stanno le responsabilità di quanto accade perché Firenze è bella, i fiorentini sono gran persone ma se non fanno in fretta a espellere la merda che hanno in grembo non ne rimarrà più niente.

Bisogna andare in piazza, tutti quanti, assieme ai senegalesi e a tutte le persone offese perché quello sterminatore non è da solo ma è figlio di gente che fa schifo e che istiga quotidianamente all’odio contro le altre etnie.

Tutti in piazza, contro i fascisti, contro quelle fecce, contro chi odia e chi stermina e uccide. Contro quelli disumani che attizzano incendi nei campi rom e si mettono a sparare a caso contro uomini perché di un colore di pelle diverso dal proprio.

Fuori i fascisti da tutte le città.

Solidarietà a tutte le persone colpite da questo sterminio.

Ps: ovviamente la polizia immaginiamo al momento se ne freghi di andare a perquisire le sedi degli amici di estrema destra del terrorista. Piuttosto starà sorvegliando i senegalesi per caricarli nel caso esprimessero qualcosa di più visibile di un “cortese” pianto…

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