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16 dicembre 2011

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Sabato una manifestazione contro il razzismo. Firenze, la Chiesa sia accanto ai migranti


da Nigrizia

Sabato una manifestazione contro il razzismo
Firenze, la Chiesa sia accanto ai migranti

da Firenze, p. Daniele Frigerio

Sabato 17 dicembre si tornerà in piazza, a Firenze, per ricordare la strage dei due cittadini senegalesi, uccisi a sangue freddo in piazza Dalmazia, martedì. Una grande manifestazione indetta dalla comunità senegalese. L’intervento di padre Daniele Frigerio, missionario comboniano.

Dopo Castelvolturno, Rosarno, Lampedusa, Firenze diventa a sua volta teatro di una gravissima ferita non solo alla dignità e ai diritti dei nostri fratelli e sorelle immigrati, ma anche alla coscienza umana e civile del nostro paese.  L'assassinio, martedì, dei due ambulanti senegalesi e il ferimento di altri tre ha profondamente scosso la città.

La comunità senegalese ha reagito immediatamente scendendo in strada, accompagnata da un dispiegamento impressionante di mezzi e uomini di polizia in tenuta antisommossa. Momenti di tensione che per fortuna non sono degenerati in fatti più gravi. Tutto ciò in gran parte per merito della stessa comunità senegalese, con i suoi leaders storici, e dell'Imam di Firenze, che hanno saputo contenere dolore e legittima rabbia di fronte ad un attacco senza precedenti.

Determinante sicuramente anche l'intervento del Presidente della Regione Enrico Rossi che ha avuto la forza morale di scendere in piazza per dialogare direttamente con i manifestanti, che in un primo tempo non gli hanno certo risparmiato "complimenti".

Colpisce la brutalità del gesto, che ha come autore un comune cittadino, impregnato di odio razziale, frutto di una cultura politica che è stata lasciata crescere. L'esecrazione che questo fatto criminale sta suscitando in tutta l'Italia è segno che non si può più andare avanti così. Certe cose vanno chiamate col loro nome e fermate, prima di tutto nella coscienza delle persone.

In questo anche la Chiesa ha un dovere importante da assumere, oltre le dichiarazioni di circostanza: scendere in piazza insieme agli altri uomini e donne migranti, nuovi e vecchi cittadini per fare causa comune e far capire a chi tra i suoi membri esita o, in qualche modo e per qualsiasi ragione, giustifica o pratica atteggiamenti e linguaggi di esclusione e rifiuto, che questa non è la strada del vangelo, che Dio, lì, sicuramente non c'è, anche se si alza il crocifisso come una bandiera. "Se non ora quando"?

Sabato 17 è prevista, per iniziativa della comunità senegalese, una manifestazione che inizierà alle 15.00 e che si terrà, se non ci sono cambiamenti, sempre in piazza Dalmazia, dove sono caduti Diop Mor e Samb Modou. Non ci metterà molto a diventare un evento di carattere nazionale, che dovrà segnare un momento importante nel rifiuto del razzismo, che in questi anni ha avvelenato la vita del nostro paese. C'è da augurarsi che sia l'avvio di un cammino, anche legislativo, che inverta la tendenza culturale razzista di questi anni che sicuramente ha creato il terreno ideale perché fatti come questo trovino spazio.

Nigrizia - 15/12/2011

 

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