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21 dicembre 2011

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Sono prete al servizio non di una religione, ma dell’Umanità! Mi sta a cuore tutto ciò che è Umano!


Ho ricevuto recentemente (la prima risale a metà novembre, la seconda a qualche giorno fa) due lettere (la prima per via mail, anonima, si firma “amareggiata”; la seconda è un commento sul mio sito, firmata Angelo) che meritano una particolare riflessione.
Si nota subito dal testo delle due lettere una dura reazione a quanto avevo scritto sulla vicenda Cava no Cornizzolo: per essere più chiaro, vorrei subito riportare l’articolo che è datato 8 novembre 2011.

Non ho alcuna pretesa di far rinsavire quelli della Holcim. So che a loro non interessa nemmeno discutere di salute, di ambiente, di rispetto per le bellezze naturali e artistiche. Ragionano con la testa del profitto, e da lì, dal profitto, non li schioda nessuno, neanche se si promettesse loro il paradiso eterno. Di mestiere fanno il sensale: comperano e vendono i prodotti, e non guardano per il sottile: ogni carne è buona, anche quella umana, quella animale e quella vegetale. Tutto da macellare, purché si guadagni bene. Ogni metodo è lecito, in base al principio machiavellico: il fine giustifica i mezzi. E i mezzi usati dalla Ditta Holcim per acquistare i terreni - una manna per raggiungere lo scopo prefisso -, non sono stati certamente trasparenti, e questo grida vendetta al cospetto di Dio. Ma si sa: Dio ha certe volte tempi lunghi per la sua giustizia, e nel frattempo prevale la prepotenza dei ricchi. A questi basta, per il momento, fare qualche opera buona, tanto per tenersi buoni quei credenti che, ancora una volta, brillano per la loro assenza nel difendere quel Creato che, loro, i credenti, dovrebbero sapere che è opera meravigliosa di Dio.
Ma è altrettanto arduo far ragionare la gente comune, la quale, talora, si fa comperare con mille promesse, e con belle parole che, ancor più efficaci di quelle di un mago stregone, vogliono garantire una perfetta guarigione per le ferite all’ambiente, procurate allo scopo di sanare l’economia, l’eterna ammalata, il solito alibi per fare i cazzi propri.
Ditemi pure che non è vero. Tanto non ci casco. Non mi farei commuovere nemmeno da milioni di cassintegrati alla ricerca disperata di un posto di lavoro, e che avrebbero la possibilità di mangiare qualora si sventrasse una montagna. Non sarebbe meglio tirare un po’ la cinghia, piuttosto che essere maledetti un domani dai nostri ragazzi?
Buttare tutto in questo gioco al massacro - lavoro o ambiente? - non sarà una partita vincente per nessuno: l’operaio di nuovo sarà fregato, senza una vera casa, che è l’habitat naturale.
Dài, avanti, continuate a dire bugie, a illudere la gente, a promettere fumo! Prima o poi, vi cadrà addosso la maledizione di una giustizia che quando arriva non risparmia nessuno.

Che cosa avrei detto di sbagliato? Confermo tutto quanto ho scritto. Dico di più. Capisco la reazione degli operai: loro guardano al “loro” posto di lavoro, ma non accetto che il posto di lavoro sia difeso a tutti i costi, anche rischiando la propria salute, e mettendo in pericolo l’ambiente, che fa parte del nostro habitat naturale. Ci sono ditte che hanno prodotto materiale cancerogeno (vedi Eternit di Casale Monferrato) e sono state chiuse. Troppo in ritardo, procurando così un danno ancora oggi incalcolabile. Muoiono ogni anno centinaia di persone  per mesotelioma, il cancro dell’amianto. E i ritardi sono stati in parte favoriti anche dalla miopia dei lavoratori che, pur di difendere il posto di lavoro, hanno ostacolato coloro che, appena accortosi del pericolo reale, avevano tentato di far chiudere la fabbrica. Colpevoli anche quei sindacati che non capisci mai da che parte stanno: più che mettere stanghe tra le ruote non fanno altro, senza avere idee chiare in fatto di economia e tanto meno in fatto di valori umani e ambientali.
Oggi a Casale Monferrato tutti piangono (tranne il Sindaco e la sua amministrazione pidiellina e leghista), ma forse bisognava prima avere il coraggio di rischiare anche un posto di lavoro, ma di salvare la propria vita, e quella degli altri. Gli operai non sanno, o non vogliono sapere, che a pagarla per gli effetti deleteri di ciò che producono non sono soltanto loro, ma anche gli innocenti. A Casale Monferrato sono morti di cancro e stanno morendo parenti o gente del posto, che non lavoravano nella fabbrica.
Dalle due lettere appare evidente quell’egoismo di chi dice: io penso al mio posto di lavoro, tutto il resto non mi interessa. Io non so, e nemmeno vorrei creare un dubbio, se il cemento sia o no cancerogeno. Non vorrei neanche pensarlo. So solo una cosa: bisogna assolutamente tener conto anche dell’ambiente, perché senza l’ambiente non possiamo vivere. Il problema della cava sul Cornizzolo non va disgiunto dal problema Holcim che la vuole aprire a tutti i costi. Non si tratta solo di salvare una basilica, ma di salvare l’ambiente: questo è la cosa importante. Dire “basta cementificare” non significa dire “chiudiamo tutte le fabbriche del cemento”. Significa: porre un limite! E soprattutto, fabbrica del cemento o non fabbrica del cemento, la priorità va data alla persona umana e al suo contesto ambientale.
Infine, c’è l’altro punto. Che io sia prete o non sia prete, ciò che ho detto non cambia. Se notate dalle due lettere, il problema di fondo non è affrontato. Mi si attacca solo per il fatto che il prete non deve dire la verità al di fuori della sacrestia. E la sacrestia deve avere le finestre chiuse. Dalla mia finestra, vedo il Belvedere, un angolo di paradiso di Monte, dove abito. E quando lo vedo, sto male al pensiero che un domani potrebbe essere cementificato. Secondo gli autori delle lettere, io dovrei chiudere gli occhi, e pensare a santificare le anime dei miei parrocchiani, non importa se moriranno di cancro, o se non potranno più respirare aria pulita.
Il Cristianesimo non è solo pensare alle anime: Cristo si è incarnato per assumere tutto dell’Umanità. Certo, se fosse qui oggi, difenderebbe il posto di lavoro, ma si batterebbe anche per l’ambiente, e soprattutto per la dignità della persona umana. Il lavoro non è tutto, prima c’è la persona umana e prima c’è l’ambiente. Questo è Cristianesimo.
Se la signora “amareggiata” e il signor Angelo hanno un’idea diversa, sono affari loro, ma non devono imporre a nessuno il loro punto di vista. Io non impongo niente a nessuno: dico la mia, e la dico da prete, ministro di quella Umanità per la quale Cristo si è immolato.
Non mi spaventate con le vostre minacce. Anzi le minacce mi convincono ancora di più nella mia idea: d’ora in poi mi batterò con più forza, lotterò contro speculazioni e scempi ambientali, farò chiudere le fabbriche inquinanti…
Scrivete pure al Papa. E chissenefraga?
   

Ecco le due lettere:

Ma, ho letto ciò che ha scritto in merito alla cava del Cornizzolo, mi dà molto fastidio che un prete usi la sua veste per fare politica e scrivere cose, usando anche un linguaggio poco adatto al suo ruolo. Ma si è fatto un esame di coscienza?? Proprio voi sacerdoti, che vivete in appartamenti, ops, in ville con 5 6 locali, costruite con il contributo dei fedeli che abilmente convincete, nessuno di voi vive come ha predicato Gesù,ma vivete nel lusso non vi manca nulla, puntate sempre il dito sugli altri. Va bene Holcim adotta una schifosa politica solo per interessi dei ricchi bla bla bla, ok facciamola chiudere, deturpa il paesaggio, prende in giro la gente tutto è solo per arricchire i pochi. Cominci lei a trovare lavoro a quanti sono dipendenti della Holcim, apra le porte della sua casa dia lei gli stipendi,ci sono poi altre persone quelle non direttamente dipendenti dellaa holcim, ma che comunque vivono e lavorano e mantengono anche voi preti sempre a caccia di soldi per questo e per quello. Le ricordo che proprio il vaticano in un tempo molto recente ha sfrattato persone che da anni coltivavano i terreni di proprietà della curia, per farci cosa?? ma qui non ci sono interessi??? Cominci lei ad andare a vivere non sotto un ponte, perché è fatto di cemento, ma dentro una grotta con un fuocherello per scaldarsi! si vergogni di ciò che dice, pensi a fare il prete e a salvare le anime non il portafoglio e rifletta. Gesù è nato in una grotta è vissuto in povertà ed è morto sulla croce. Lei non ha fatto e non sa fare nulla di queste cose. SI VERGOGNI!!!!
Amareggiata
***
Sono un papà di 3 figli e lavoro in holcim -- al di la di tutto al di la di quello che sta succedendo -- da cristiano ....un po' meno credente dopo aver letto quello che un DON ha scritto farò di tutto per mandare al vescovo della diocesi di milano quello che Lei ha scritto e se serve anche al santo Padre ,la sua bella frase --- il solito alibi per fare i cazzi propri. -- mi faccia un piacere grande signor don , se il suo linguaggio è questo, se ne vada dalla casa del padre -- pubblicherò tutto sui giornali, sono veramente sconcertato per questa frase detta da chi dovrebbe avere parole d'oro -- sono cattolico ma lei,..........si vergogni.....si vergogni.....si vergogni --600 famiglie potrebbero perdere il posto di lavoro e lei si prende cura dei suoi parrocchiani che sicuramente non lavorano in holcim -- peppone e don camillo sono tempi davvero lontani -- non so se andrò ancora a messa -- si vergogni--
Angelo
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