prima pagina
25 dicembre 2011

Proponi su: | | | | . |
Nigeria, terrore contro i cristiani


da Lettera 43

LA STRAGE

 Nigeria, terrore contro i cristiani

Attentati coordinati in quattro città. Almeno 27 morti. Responsabili gli islamici di Boko Haram.

La violenza non dà tregua alla Nigeria, il più popoloso Paese africano, con 160 milioni di abitanti divisi tra la fede islamica nel nord e quella cristiano-cattolica al sud.
Il giorno di Natale è stato segnato da un serie di attentati coordinati contro i fedeli riuniti per le funzioni religiose. La prima bomba è infatti detonata nella capitale Abuja durante la messa; a seguire, sono arrivati gli attacchi a Jos, nel nord-est, nella regione nota come Middle belt e cioè cintura tra la zona settentrionale e quella meridionale;  quindi a Gadaka, nello stato settentrionale di Yobe, l'ultimo, infine, a Damaturu, sempre nel Nord Est del Paese.
Il bilancio, provvisorio e destinato certamente a crescere con l'aumentare delle ore e l'arrivo di maggiori dettagli, è di 27 morti e decine di feriti, ma si temono centinaia di vittime.

L'escalation del terrore in quattro città

La prima esplosione, nella capitale, è avvenuta nella chiesa di Santa Teresa, nel quartiere popoloso di Madalla. Testimoni e soccorritori sul luogo della tragedia hanno contato almeno una ventina di corpi privi di vita, ma qualcuno ha ipotizzato che le vittime possano essere anche un centinaio.
Il colpo è stato fortissimo: alcune persone poco distanti hanno riferito di aver sentito tremare i vetri delle loro case e di aver poi visto auto distrutte e corpi dilaniati.
«In queste tre ambulanze ci sono 15 cadaveri», ha riferito uno dei soccorritori esprimendo il timore che il bilancio possa salire ancora.
MANCANO LE AMBULANZE. Il portavoce dell'agenzia nigeriana dei servizi di sicurezza, Yushau Shuaibu, ha confermato l'esplosione e la presenza di vittime, ma senza fornire dati precisi. «Stiamo cercando di portare fuori i morti e i feriti, ma non abbiamo abbastanza ambulanze, perché la maggior parte stanno operando sulle autostrade del Paese», ha detto alla Reuters.
L'agenzia nigeriana per le emergenze ha infatti lanciato un allarme sulla precarietà dei soccorsi necessari: mancano i mezzi per evacuare il gran numero di morti e feriti dalla chiesa.
ATTACCO A JOS. Pochi minuti dopo, è giunta la notizia del secondo attentato a Jos. «C'è stata un'esplosione nella zona di Rikkos, a Jos, vicino ad una chiesa dove dei fedeli stavano assistendo ad una messa per Natale», ha raccontato al telefono un abitante della città.
Secondo le prime testimonianze, un poliziotto di sorveglianza è morto e tre veicoli sono stati dati alle fiamme.
La rivendicazione di Boko Haram: cancellare le festività natalizie
Il caos regna sovrano al momento e le informazioni sono scarse. Con una telefonata, però,il gruppo terrorista Boko Haram 
(che significa: l'educazione occidentale è peccato) ha rivendicato gli attentati.
I sospetti si erano addensati sugli estremisti islamici fin dai primi istanti, poiché attentati simili nei mesi scorsi  - l'ultimo lo scorso 26 agosto 
contro il quartier generale delle Nazioni Unite - hanno sempre portato la firma del gruppo.
60 VITTIME IN TRE GIORNI. I ribelli vogliono l'instaurazione di un regime islamico e, con questo obiettivo, alimentano le violenze nel nord-est della Paese. Solo tra sabato 24 e domenica 25 dicembre, con l'obiettivo di spazzare via le celebrazioni natalizie, le azioni del gruppo hanno provocato circa 60 vittime, tra soldati e civili. Gli scontri a fuoco si sono verificati nelle città di Damaturu e Potiskum, nello stato di Yobe, e a Maiduguri, capitale del vicino stato di Borno. E Boko Haram ha promesso che l'escalation del terrore non è finita.
«Siamo noi i responsabili di tutti gli attacchi dei giorni scorsi e compreso quello contro la chiesa di Madalla. Continueremo a lanciare simili attacchi nel nord del Paese nei prossimi giorni», ha infatti detto l'uomo che, chiamando l'agenzia Afp, ha rivendicato gli attacchi.

Il Vaticano: «Nessun rispetto per la vita umana»

L'attentato, proprio nel giorno di Natale, ha scatenato immediata la dura condanna della Santa Sede. 
Padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, ha commentato la vicenda come «la manifestazione della crudeltà di un odio cieco e assurdo che non ha alcun rispetto per la vita umana e cerca di suscitare e alimentare altro odio e confusione».
LA CONDANNA DI TERZI: «EPISODI ORRENDI». Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, fortemente toccati dalle drammatiche notizie riguardanti la Nigeria, ha commentato: «Si tratta di episodi orrendi. Esprimo la più ferma condanna per questi vili attentati che rappresentano un attacco ai principi universali di civiltà. L'Italia, da sempre in prima linea nella difesa della libertà di fede e nella promozione del dialogo e della tolleranza interreligiosi, continuerà ad assicurare il proprio massimo impegno, anche nel quadro dell'azione dell'Unione europea , affinché in Nigeria come altrove i principi della convivenza interreligiosa e del rispetto della libertà di culto vengano rispettati e difesi attivamente». Un impegno forte del governo italiano e dello stesso ministro che ha avuto occasione di discutere nei giorni precedenti alle festività nell'incontro bilaterale con Monsignor Mamberti. «Al profondo dolore per le vittime e le loro famiglie», ha proseguito Terzi, «si accompagna l'auspicio che le autorità della Nigeria, un Paese partner di cui riconosciamo pienamente il ruolo in Africa e sul piano globale, sapranno fare pienamente luce sui responsabili di questi episodi di violenza e garantire nel paese un clima di rispetto per tutte le identità religiose».
Domenica, 25 Dicembre 2011

da l’Unità

Chi sono gli islamisti nigeriani di Boko Haram

La setta islamica di Boko Haram, che oggi ha rivendicato «tutti gli attacchi degli ultimi giorni» in Nigeria, compreso l'attentato sferrato nel giorno di Natale contro una chiesa cattolica di Madalla, situata in prossimità della capitale Abuja e che ha causato almeno 27 morti, è un gruppo fondamentalista che si richiama ai talebani dell'Afghanistan, legato anche alla branca maghrebina di al Qaida (Aqmi).

Composto prevalentemente da studenti che hanno abbandonato gli studi, il movimento nasce nel 2002 a Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, nel nord est del Paese. Ma è nel gennaio 2004 che si fa conoscere, installando la sua base nel villaggio di Kanamma, nello Stato di Yobe, alla frontiera con il Niger. Nel 2009, Boko Haram lancia una insurrezione sotto la guida dell'ex leader Mohammed Yusuf a Maiduguri la cui brutale repressione da parte dell'esercito nigeriano provoca 800 morti. Da allora non si conosce più la base del movimento. Inizialmente contava circa 200 membri, fra cui due donne, ma al momento non sono note neanche le sue dimensioni attuali.

Come l'ex regime talebano in Afghanistan, i «taliban» della Nigeria - così vengono chiamati - mirano a instaurare uno Stato «islamico puro» nel nord del Paese. Dal 2010, la setta ha esteso il suo campo d'azione. Attiva essenzialmente nel nord del Paese - a maggioranza musulmana - è attiva ormai in altre regioni, come la capitale federale Abuja, dove a giugno ha compiuto un attacco contro il quartier generale della polizia e ad agosto contro la sede delle Nazioni unite. Boko Haram significa in lingua haoussa «l'educazione occidentale è un peccato».

I legami della setta superano ormai le frontiere della Nigeria. Il 15 giugno, il movimento in un comunicato ha annunciato che alcuni suoi membri erano stati addestrati militarmente in Somalia, Paese ancora in parte controllato dagli Shebab, combattenti islamisti legati ad al Qaida.

 

REGOLAMENTO DEI COMMENTI
Il sito dongiorgio.it uno spazio aperto a vostra disposizione, creato per confrontarsi direttamente. I commenti sono soggetti ad approvazione, non assicuriamo l'immediata pubblicazione del vostro commento. Si prega gentilmente di non inviare messaggi doppi. L'utilit del sito dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili dei vostri commenti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post, per questi ultimi usare il guestbook
- messaggi pubblicitari, propagandistici e spam
- messaggi dal contenuto offensivo, razzista sessista o sessuale
- messaggi il cui contenuto costituisca violazione alle leggi italiane

Postando il vostro commento, acconsentite implicitamente a queste regole.
Lascia un Commento

S, inviatemi una e-mail quando un nuovo commento viene pubblicato.

Dillo ad un amico:  
<<indietro