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4 gennaio 2012

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Beppe Grillo non ha torto: dietro agli attentati o alle pallottole inviate ci sono delle buone ragioni!


Perché prendersela con Beppe Grillo? Non ha detto che una cosa ovvia: dietro a certi attentati ci possono essere delle buone ragioni. Lui si riferiva al caso specifico di Equitalia: «Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze». Sì, sono parole ovvie quelle di Grillo. Perché farne un’inutile polemica? 

E, a proposito di pallottole, ormai è un vezzo spedirne alcune in tutta Italia, con i più disparati indirizzi: ai delinquenti o ai giusti rompiscatole, ai criminali o agli onesti coraggiosi. Perché preoccuparsi se è un vezzo? Avvertimenti? Può darsi: ridiamoci su.

Anche a me sono state inviate due pallottole da Cagliari. Subito bloccate. Mittente: Comunione e liberazione con sede a Roma. Probabilmente si tratta di un pazzoide che ce l’ha con me. Nulla di più. Non vorrei pensare che dietro ci sia lo stesso Movimento: certo, un  fanatico del Movimento ciellino! Nemmeno i carabinieri della zona dove risiedo ne hanno dato importanza. Non mi hanno neppure avvertito. Hanno ben altro da fare. Tutti i giorni devono rincorrere i ladri di appartamenti. Qui, da noi, in questa bella Brianza, non c‘è casa che non sia stata visitata dai ladri. Altro che preoccuparsi se un prete riceve delle pallottole! È ormai un vezzo. Di nessuna importanza. Se poi il prete è quello di Monte, sono affari suoi: le rogne se le cerca lui!

NotaBene.
Beppe Grillo ha ragione: anche nel mio caso, dietro al gesto intimidatorio ci sono delle buone ragioni. Non so da quale parte pendano di più. Io ho le mie, chi mi contesta ha le sue. Capisco quelli di Comunione e liberazione che si sentono sotto attacco ogni giorno, e che perciò sono tentati di contrattaccare. Quando dico che Cl è il cancro della Chiesa e che Cdo è la piovra affaristica, non tutti hanno l’umiltà di fare un esame di coscienza, e si ribellano. Ognuno a modo suo. C’è chi sceglie il silenzio, c’è chi fa finta di nulla, e c’è chi reagisce male, minacciando. Già anni fa quelli di Comunione e liberazione (allora non si trattava di un mitomane!) volevano processarmi. Per fortuna erano intervenuti i miei superiori a salvarmi. Quando mi sento minacciato, non mi chiudo in casa, anzi, incoraggiato dal fatto di colpire nel giusto, insisto ancora di più nel denunciare ciò che ritengo sia il vero marcio di una Chiesa in balìa di fondamentalisti e di blasfemi affaristi. Basterà una eventuale canonizzazione di don Luigi Giussani a purificare l’oscenità? Si augura che lui possa compiere un grande miracolo: tagliare la testa al mostro, al mostro da lui partorito! Se allora, prima di generarlo, avesse usato almeno il preservativo!       

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