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9 gennaio 2012

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LEGA NORD: più merda di così non si può!


dal sito Cado in piedi

LEGA NORD OFF SHORE

di Leonardo Facco - 9 Gennaio 2012

Il partito di Bossi reinveste i soldi dei rimborsi elettorali (soldi dei contribuenti) in titoli di Stato fra Cipro e Tanzania. Chi ha deciso l'investimento? La società Pontida Fin o la base del partito? La militanza che crede ancora nella storia del partito rivoluzionario continua a "prendere bastonate"

In queste ore è esploso il caso Lega Nord in TanzaniaGià, propri così, anche se sembra strano a dirsi. Eppure in dicembre la Lega ha investito in 7,7 milioni in corone norvegesi, in 1,2 milioni di euro nel fondo Krispa Enterprise Ltd di Cipro e ha collocato 4,5 milioni di euro in Tanzania. Sul tema abbiamo sentito lo scrittore Leonardo Facco.

Se non fosse un partito politico, se non fosse che i soldi che hanno investito (come ha sottolineato lo stesso Belsitosegretario della Lega) arrivano da soldi dei contribuenti, perché sono soldi del contributo pubblico, non ci sarebbe nulla da dire. Qui non ci domandiamo se l'operazione è legittima o meno. Tutt'altro. Il discorso è politico. Questa operazione fatta dalla Lega Nord ha del vergognoso, perché il partito di Bossi ha reinvestito in titoli di stato stranieri, soldi pubblici, soldi dei contribuenti.
In sostanza credo che questa storia abbia dell'assurdo, trattandosi della Lega. E' un vero e proprio controsenso per loro. Perché i finanziamenti pubblici ai partiti vennero aboliti
con un referendum voluto dai Radicali e appoggiato fortemente proprio dalla Lega. Questo accadeva a metà degli anni '90.
In quegli anni la Lega diceva "no" ai soldi per i partiti.
Ma la storia non finisce qui.

C'è da aggiungere che in seguito è stata ancora la Lega a reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti, attraverso una legge del suo segretario amministrativo (che non è Belsito, quello attuale, ma il precedente Balocchi). Una legge a mio avviso vergognosa sotto ogni aspetto. Una legge che ha moltiplicato i soldi che vanno ai partiti. Basti pensare al fatto che la Lega, dopo le ultime regionali del 2010 ha speso 3 milioni di euro per la campagna elettorale e ne incasserà (per i prossimi cinque anni) qualcosa come 70 milioni di euro. Questo a causa del meccanismo diabolico del rimborso elettorale.
Per questo ritengo che la Lega sia doppiamente colpevole. E in tutto ciò, escono fuori storie assurde, come segretari territoriali con problemi economici che non sanno come mandare avanti la sede territoriale. Il punto, allora, è: la Lega ha tanti soldi ma non li investe, come invece vorrebbe far credere, sul territorio. Personalmente sono totalmente d'accordo all'abolizione dei rimborsi elettorali. Bisogna dire basta coi soldi ai partiti. Non se ne può più. Qui ci troviamo difronte a 5 manovre nell'arco di 9 mesi, firmate dal Governo italiano, che creeranno grossi problemi alle famiglie. E vedere che da parte della casta c'è solo ed esclusivamente spreco e nessun taglio, credo sia a dir poco vergognoso. E' una situazione kafkiana.
Sulla questione dei soldi della Lega, vorrei concludere con alcuni dubbi: ma dove inseriti questi soldi? E soprattutto: di chi sono questi soldi? Sono i soldi di un partito? Mi chiedo questo perché la più nota società finanziaria della Lega, che si chiama Pontida Fin, ha come soci di riferimento Umberto Bossi, sua moglie e altri due/tre elementi. E quindi, questi soldi qui chi ha deciso di spenderli e investirli? La Pontida Fin oppure è una scelta del partito che, tra l'altro, non fa congressi da una vita? Sono domande che bisogna porsi, perché la militanza attiva che ancora crede alla Lega come partito riformista e rivoluzionario, continua a prendere bastonate.

da Il Fatto Quotidiano

Politica & Palazzo | di Alessandro Madron | 9 gennaio 2012

I soldi della Lega Nord?
Finiscono investiti in Tanzania

Un articolo del Secolo XIX ricostruisce gli investimenti del Carroccio. Norvegia, Cipro e anche il continente nero la destinazione del denaro, movimentato dal tesoriere Belsito. Polemiche della base nel partito che oggi riunisce la segreteria. Salvini: "Le sezioni fanno fatica a pagare l'affitto. Mi auguro che ci sarà una spiegazione per ogni quattrino"
C’è aria di burrasca nella Lega Nord dopo la diffusione delle notizie sui giri di denaro che hanno interessato i conti del partito, documentati con dovizia di particolari in un articolo pubblicato domenica sul Secolo XIX. Di questi soldi, provenienti dai rimborsi elettorali, tanti nel movimento non sapevano nulla e probabilmente sarà la segreteria politica in programma per oggi nella sede milanese del Carroccio a chiarire la faccenda.

Negli ultimi giorni dell’anno appena concluso un conto da 10 milioni di euro, gestito direttamente dal segretario amministrativo federale del Carroccio Francesco Belsito, è stato letteralmente prosciugato e i soldi sono stati investiti in gran parte all’estero tra Norvegia, Cipro e Tanzania. Stando alla ricostruzione del quotidiano genovese, i movimenti-base dei soldi leghisti verrebbero gestiti attraverso diversi conti correnti ordinari nelle varie filiali del Banco popolare, i movimenti straordinari sarebbero invece coordinati da Banca Aletti.

“I movimenti-base – si legge nell’articolo di Mari – sono vistosi spostamenti, in entrata e in uscita: nell’ultimo semestre dai soli conti liguri sono stati trasferiti almeno 700 mila euro ad altri conti della Lega Nord, sono stati emessi almeno 450 mila euro in assegni circolari e lo stesso Belsito ha ritirato in contanti almeno 50 mila euro”.

Per quanto riguarda invece il fitto programma di investimenti leghisti andato in scena tra il 15 e il 30 dicembre scorsi le cifre sono ancora più corpose. Il primo movimento porta dritti a Cipro: “1,2 milioni di euro dalla Lega Nord per l’acquisto di quote del fondo “Krispa Enterprise ltd”. Il fondo è basato a Larnaca, città turistica della costa meridionale, vicina al confine con Cipro Nord”. Passa qualche giorno e un’altra parte dei fondi del partito di Bossi partono alla volta del nord Europa: “7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per sei mesi a un interesse del 3,5%”. L’ultimo spostamento di danaro ordinato da Genova è quello per “il collocamento dei 4,5 milioni di euro per un’operazione in Tanzania”. Quest’ultimo investimento, sempre stando alla ricostruzione del Secolo XIX, coinvolgerebbe anche il consulente finanziario Stefano Bonet, il cui nome è legato anche ad un rocambolesco fallimento societario risalente al 2010, oltre ad essere in affari con l’ex ministro Aldo Brancher (che si è dimesso dopo 17 giorni perché indagato sulle scalate ad Antonveneta).

Francesco Belsito, plenipotenziario tesoriere del Carroccio legato con un filo diretto al Capo, Umberto Bossi, ha puntualizzato che “queste informazioni sono una grave violazione della privacy e delle regole bancarie”, spiegando di non conoscere nel dettaglio le operazioni, perché, dice, “noi ci affidiamo a banche e promotori di cui ci fidiamo. Non sono operazioni in paradisi fiscali ma investimenti alla luce del sole. Noi investiamo con concretezza, ci fidiamo dei nostri consulenti e scegliamo le cose migliori”.

Inutile dire che la notizia non è stata accolta con entusiasmo in casa leghista dove c’è già chi auspica una spiegazione, come l’eurodeputato Matteo Salvini, che ricorda: “Ci sono diverse sezioni che chiedono 100 euro ai militanti per pagare l’affitto a fine mese. La Padania, il nostro quotidiano, versa in difficoltà economiche che tutti conoscono. E poi leggiamo della Tanzania… Spero, per rispetto dei militanti, che ci sarà una spiegazione per ogni quattrino speso”.

 

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