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29 gennaio 2012

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Il flop dei mentecatti fondamentalisti cattolici


È stato veramente un fiasco (appunto, un flop) ovvero un totale insuccesso il demente tentativo degli ultrà cattolici di boicottare lo spettacolo di Romeo Castellucci.

Ci ha dato però l’occasione per conoscere i siti, i gruppi, i gruppuscoli e le sette che come vipere agiscono ancora, purtroppo, nella Chiesa di Cristo. Giuda almeno si è impiccato per la vergogna! Questi tradizionalisti necrofili pregano, urlano, si dibattono come difensori della fede che di Fede non hanno nemmeno l’ombra.

Poveretti, a me fanno pena, e sono anche nauseato di prenderli in considerazione, ma c’è qualcosa che mi puzza, e questo qualcosa non vorrei che pesasse sul cammino della Chiesa di quel Cristo che non salva il mondo “senza di noi”. E il noi non è certo una massa di idioti, ma quel “resto” che rimane fedele al Vangelo autentico che per farsi seme di Profezia non ama strutture opprimenti o liturgie funebri o riti vuoti, ma Libertà nei cieli aperti al Nuovo che avanza.

C’è una Chiesa che è di ostacolo allo Spirito santo, che, appena si fa sentire – basterebbe pensare al Concilio Vaticano II –, subito viene mortificato da farneticanti bestemmiatori in nome di un dio ritagliato su misura di una religione che sembra odiare l’Umanità.

Ecco ciò che temo: la gramigna che si diffonde là dove può attecchire. Ed è difficile poi sradicarla. È vero che Cristo in una parabola ha detto che il contadino deve avere tanta pazienza e stare attento perché insieme alla gramigna non venga sradicato anche il buon grano. D’altronde sarà sempre difficile evitare che cresca con il buon grano anche la zizzania. Ma che si cerchi almeno chiarezza, che si chiami ogni realtà con il proprio nome, questo sì, questo è un dovere evangelico!

Ecco allora la domanda: qual è la vera Chiesa di Cristo? Dove sta? C’è un criterio per valutare ciò che è Parola di Cristo e ciò che non lo è?

Lo so: c’è di mezzo una struttura, e Cristo stesso in un certo senso l’ha voluta. L’ha voluta perché era realista, così realista da incarnarsi nella storia. Ma più volte non solo ha fatto capire ma esplicitamente ci ha avvertito di non farci condizionare dalla struttura. Il sabato è per l’uomo, e non viceversa! Dobbiamo essere servi dell’Umanità, e non della struttura. Ha così temuto la struttura che non ha voluto inventare una nuova religione. Il cristianesimo non è affatto una religione, anche se deve convivere in qualche modo con una struttura. Ma la struttura non deve vincolare il cristianesimo a tal punto da rivestirsi di religione per dare una parvenza che serve per salvare la faccia.

I tradizionalisti beceri agiscono nell’inganno: fanno credere che la Chiesa di Cristo sia una religione da onorare e difendere contro la Novità dello Spirito che loro definiscono l’avvento del demonio. Loro sono i migliori seguaci di satana!

Satana non preferisce come campo del suo agire i Profeti, ma si insinua in quella parte della Chiesa che sembra la più ortodossa, per far credere che questa sia la vera Chiesa. I peggiori nemici di Cristo sono tuttora “quelli di casa”. “I suoi non l’hanno accolto”. I “suoi” ancora oggi lo rifiutano. Ma pretendono di restare “in casa”, e fanno di tutto per buttar fuori quelli che secondo loro sarebbero degli “intrusi”.

Come al tempo di Cristo, gli scribi e i farisei in nome del dio della religione si erano talmente chiusi alla Profezia da rifiutare l’avvento del Profeta, così oggi i nuovi scribi e farisei salgono in cattedra per insegnare pseudo-dottrine, imponendo un “loro” dio, quel dio di pietra contro cui prima o poi si sfracelleranno dopo aver seminato ovunque zizzania e gramiglia.

Il demonio, dicevo, ha paura della eresia e si compiace dell’ortodossia, perché sa che nell’eresia c’è più verità che nella struttura stessa della Chiesa. L’inganno è l’arma più efficacia del maligno, e le prime vittime sono i più deboli psichicamente. Pretendere di dialogare con questa gente è una sfida direi impossibile. C’è un’altra via, ed è quella di risvegliare più coscienza tra l’umanità e nell’Umanità.

Non serve aprire gli occhi ai ciechi e la mente agli ottusi, il nostro compito consiste nell’educare i più giovani a respirare aria nuova, e l’aria nuova non può esistere nella prigione di una religione che ama il buio, ma i suoi spazi sono i campi aperti all’Infinito.

È ora di liberare la Chiesa di Cristo da questi pazzoidi fondamentalisti che la vorrebbero incatenare. Seminano Messe nere dappertutto, col rito funebre. Amano innalzare tombe sui Profeti dopo averli sgozzati. Si alleano con i bestemmiatori dello Spirito santo. Fanno di tutto per tarpare le ali alla Libertà di pensiero, alla Novità della Storia di Dio. Le loro preghiere non salgono al Dio dei cieli infiniti, ma scendono nel cuore dell’Inferno. Dio se ne frega di questa gentaglia, ma non se ne frega dell’Umanità che sta soffrendo per colpa di una Chiesa cieca e ottusa! La Chiesa di Cristo non può restare fuori dalla Storia che cammina coi passi dei tempi dello Spirito santo. Togliamo le catene che la bloccano ai ceppi di una fede nel dio frammentato nelle sette diaboliche. 

  

 
  

 

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