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6 febbraio 2012

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19 – Gli uomini violenti fanno strage di donne e bambini!


da Femminismo a Sud

Sono 19 le vittime di violenza maschile per il 2012. Sono 19 perché noi contiamo anche le vittime di strage familiare, quelle in cui l’uomo si vendica sulla ex moglie ammazzandole il figlio e quel figlio è vittima della stessa violenza. Così come lo sono le donne, conviventi, mogli, ex, madri, che vengono ammazzate da un familiare sempre malato, sempre depresso, o troppo stanco ed egoista per prendersi cura di loro. Vittime, di tanti tipi e tutte uguali nella sorte perché alla fine condividono quell’ultimo respiro, l’ultimo sguardo su un uomo violento che le ha bruciate vive, le ha strangolate, accoltellate, buttate vie come immondizia. Sono vittime di qualunque età e in ogni caso.

In pochi giorni dall’ultima donna ammazzata dal suo ex fidanzato, la quindicesima per il 2012, eccone ancora, una lista interminabile, e c’è quell’uomo che allo stesso modo del protagonista del film “Un giorno perfetto” ha voluto privare la ex moglie di suo figlio. L’ha preso e l’ha lanciato nel Tevere, un bimbo di 16 mesi, mai più trovato. Ovviamente tra i quotidiani è Libero che ha accolto la versione della lobby dei padri separati per cui quel gesto sarebbe stato spinto dalla rabbia per non aver potuto ottenere l’affido del bambino. Tutta colpa delle femministe, tuonano nelle pagine facebook gestite da chi giusto per questa nostra attenzione nei confronti delle vittime di violenza maschile invoca il Tso nei nostri confronti e pianifica da tempo di azzerare la nostra opinione e di ridurci al silenzio, tutta colpa delle leggi femministe. Invece loro promuovono l’affido condiviso anche per dare un figlio in affido ad un uomo così, certamente poco equilibrato, certamente non adatto, certamente violento, certamente uno stronzo assassino. Quindi come al solito la costante non è “povero figlio”, povero bambino indifeso che ha pagato per la miserabile legittimazione che un uomo del genere aveva ottenuto chissà dove e chissà come, convinto di far bene in quel suo piano di vendetta. Siamo al “povero padre”, povero lui, povero egli che sarebbe stato “costretto” a prendere la vita di un bambino di 16 mesi e a buttarla nel cesso. Ma si, e cosa aspettarci di più se siamo in mano a questi integralisti autoritari che invocano le false malattie psichiatriche per mettere spalle al muro le madri che vogliono difendere i bambini da uomini del genere.

Poi a Palermo hanno trovato il corpo di una donna uccisa, una straniera, una di cui non si conosce il nome, una che non possiamo neppure conteggiare tra le vittime di femminicidio giacché nessuno ne parla perché non interessa. Che se si dice chi l’ha uccisa allora siamo a 20.

E a Milano c’è un tale che ha preso a forbiciate l’ex moglie. Lei è gravissima. Speriamo sopravviva. Poi c’è l’anziano che ha strangolato l’anziana moglie e queste vicende, tante, in Italia, vengono archiviate sotto la voce “dramma del dolore”. Ché poi è una cosa che non vuol dire un cazzo. Sono tutti drammi del dolore e non si capisce perché il dramma debba sempre prodursi nel fatto che è lei a morire ammazzata.

Un’altra donna bruciata viva dal convivente a dicembre è stata fino ad oggi a patire dolore ed è morta adesso, perché quelle sopravvissute lì per lì alla fine, certe volte, muoiono e nel frattempo restano dimenticate in una stanza di ospedale senza che vi sia un solo individuo che vada lì a fare marcette di rispetto, a definire la resistenza di quelle vittime, a sancire definitivamente che si tratta di cadute in guerra. Non una dedica, due parole, due pensieri. Niente di niente.

E chiude la classifica il figliolo che si libera della madre perché sono tanti i figli che ammazzano le madri anziane. L’anno scorso quasi una ventina e ora chi lo sa. Tutti depressi, malati, disoccupati o che, comunque sono le donne a pagare il prezzo sociale di qualunque disagio e di questo il ministro Fornero o Monti se ne fregano perché tanto, tra un licenziamento e l’altro, sempre che questa sia una ragione di cui tenere conto giacchè le donne disoccupate non mi risulta che vadano poi a sterminare la famiglia, c’è qualche donna che fa da palliativo sociale, che si prende “cura” e ci resta secca in questo ruolo.

Diciamo che per oggi è tutto (spero!). E ora posso andare a vomitare.

 

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