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14 maggio 2012

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Aborto, corteo e polemiche


Ho ricevuto la seguente e-mail
 

Dato che non riesco a scriverle sul suo guestbook le scrivo qua, mi chiedevo come fa anche sulla manifestazione contro l'aborto a mettersi a fare il solito controcanto.
Per fino nei confronti delle posizioni più importanti e tradizionali della Chiesa ha voluto sottolineare un certo distacco, mi pare evidente che qualsiasi Prete dovrebbe senza e senza ma sostenere la battaglia  chiara e netta contro l'aborto con un minimo di fervore, se non le viene in questo momento provi a pensare al numero di vite spezzate a causa dell'aborto solamente in Italia.
Lo so perché si ostina a fare il prete alternativo, non vuole deludere i suoi affezionati lettori progressisti, lei si è imposto di essere una personalità ostinatamente ribelle e polemica nei confronti delle posizioni più tradizionalistiche della Chiesa, ma stavolta è diverso, dovrebbe prendere una posizione chiara, o con la blasfema e omicida società moderna, o contro.
Sul tema dell'aborto non può dire che la Chiesa usa un linguaggio incomprensibile, fortunatamente ha intrapreso una battaglia con un linguaggio chiaro e diretto ai propri fedeli e alla società civile.
Inoltre voglio soffermarmi su una sua frase: "Queste manifestazioni creano solo tensioni e divisioni!". Ma come? Proprio lei mi viene a fare il diplomatico, lei che ripete sempre che la Chiesa deve fare scelte nette, che anche Cristo venne per dividere? Abbia il coraggio (che tutti evidentemente le hanno sempre riconosciuto) di prendere una posizione chiara e netta contro l'aborto come hanno fatto quelle persone a Roma ieri
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Giulio


da Lettera 43

 

MANIFESTAZIONE

 

Aborto, corteo e polemiche


A Roma slogan contro i «genocidi silenziosi». C'era Alemanno. La sinistra: «Un affronto alla Capitale».


In prima fila, con tanto di fascia tricolore. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha sfilato la mattina di domenica 13 maggio in testa al corteo denominato 'Marcia per la vita’, nel centro della capitale. Una manifestazione e un'adesione, quella di Alemanno, che hanno scatenato un vespaio di polemiche definita dal Pd romano «un affronto alla Capitale».
«Il messaggio è che nessuna famiglia o donna deve essere costretta a rinunciare a un figlio» ha affermato il sindaco. «Roma è mobilitata da sempre per la famiglia e a tutti quelli che si sono risentiti noi replichiamo: cercate almeno di applicare tutta la legge 194, legata alla prevenzione che troppo facilmente viene dimenticata».
I DISTINGUO SULLE 'ASSASSINE'. Il primo cittadino non si è sentito in difficoltà, incalzato da chi sosteneva che aveva marciato al fianco di chi urlava slogan nei quali venivano definite 'assassine' le donne che hanno fatto ricorso all'aborto: «Queste sono affermazioni che appartengono agli organizzatori. Io sono qui soltanto a dire che noi siamo per i valori della vita. Questa manifestazione è nata dal basso, senza nessuna sponsorizzazione politica, è veramente l’espressione di una domanda di vita».
LE POLEMICHE DEI COSTI. Infine a chi gli ha chiesto se presenterà il «conto» agli organizzatori della marcia, così come ha fatto con i sindacati per il Primo Maggio, Alemanno ha risposto: «Faremo tutte quelle che sono le necessità reali dal punto di vista del servizio».
SLOGAN DURI TRA I PARTECIPANTI. Tra le migliaia di partecipanti alla manifestazione, provenienti non solo da Roma, ma anche dal resto d'Italia e dall'Europa, non sono mancati motti oltranzisti come «L’aborto è violenza, è omicidio», «Basta genocidi silenziosi», «194: già 5 milioni di morti» (guarda la gallery
). «Una nazione che uccide i propri figli è una nazione senza futuro. L’Italia si deve svegliare perché la legge 194 non è altro che uno sterminio di Stato. È ora di dire basta all’aborto» ha affermato un giovane camminando su via dei Fori Imperiali mano nella mano con la sua fidanzata. Poco distante una madre con la sua bambina piccola mostrava un cartello con una fotografia di un feto morto e insanguinato e la scritta «Questa è verità, assassinii di Stato».


La sinistra contro Alemanno: «Sfila a fianco di razzisti e omofobi»


Il patrocinio del Campidoglio alla marcia ha acceso la polemica già nei giorni precedenti alla manifestazione: «Il Comune ha dato il patrocinio a un corteo di integralisti, negazionisti, razzisti e omofobi, cui parteciperanno Forza Nuova e Militia Christi. Il sindaco di Roma ha aderito alla manifestazione e parteciperà rappresentando la nostra città. È un affronto alla Capitale», aveva dichiarato il consigliere capitolino Pd Dario Nanni.
PSI: «ORDINARIA FOLLIA». Non meno aspra la reazione di Atlantide Di Tommaso, segretario del Psi romano: «Patrocinio di ordinaria follia. La città è costretta a subire sempre più le scorribande di frange dell'estremismo di destra. Roma vive il rischio reale di un ritorno a un passato, buio e criminale. Alemanno non trova di meglio che marciare, a nome dell'intera città, al fianco degli integralisti, negazionisti, razzisti e omofobi di Forza Nuova e Militia Christi, e addirittura concede il patrocinio alla 'Marcia per la vita' che ha come prima rivendicazione la negazione del diritto delle donne, conquistato e ratificato da un consenso referendario che è legge dello stato (la 194) per una maternità condivisa e responsabile».
Domenica, 13 Maggio 2012

 

 

da MicroMega

Integralismo cattolico e neofascisti

in marcia su Roma

 

di Maria Mantello

 

Sono calati su Roma il giorno della festa della mamma, per riportare le donne al ruolo di donna fattrice, facendo così di una funzione fisiologica straordinaria, l’essere madre, un burqa mentale di ancilla Domini nell’accettazione della vita “dono indisponibile di Dio”, come proclama il programma di questa manifestazione promossa dal cattolicissimo “movimento per la vita”.

 

L’attacco è diretto all’autodeterminazione delle donne. Alla legge 194/1978 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza. Ma non solo, perché quell’indisponibilità della vita-dono-divino (idea rispettabilissima, se chi crede in essa non pretende che sia legge di Stato) è un affondo contro il diritto umano ad essere padroni ciascuno della propria vita.

 

Contro questo diritto, i pro-vita hanno marciato su Roma. Per riportare, come dichiarano nel programma, la “società smarrita” all’Ordine cattolico e invitando “alla mobilitazione i cattolici e gli uomini di buona volontà”.

 

Davvero una bella compagnia di uomini di buona volontà, che secondo il miglior integralismo cattolico la croce la vogliano gettare sugli altri, invece di prenderla solo su di sé (e se lo vogliono) come pur insegna la dottrina a cui dicono d’ispirarsi.

 

Scontate le sigle che si rifanno a Cristo, all’Immacolata, ai Santi. Interessanti (o forse interessate?) quelle dei camici bianchi cattolici (medici, infermieri, psicologi, psichiatri), che la croce la gettano sulle donne col boicottaggio della 194 negli ospedali pubblici. Non mancano neppure i farmacisti cattolici, a cui il papa nell’ottobre del 2007 si era rivolto direttamente perché diventassero una sorta di persuasori da banco per dissuadere il cliente dall’acquisto degli anticoncezionali. «Il farmacista – recitava l’appello di Benedetto XVI – deve invitare ciascuno a un sussulto di umanità perché la vita umana sia difesa dal concepimento alla morte naturale».

 

Non ebbe gli effetti auspicati, anche perché non è scontato il nesso tra carrierismo farmaceutico e fede cattolica, al contrario di quanto purtroppo sembra accadere per i medici obiettori, che per altro, come ogni tanto si scopre dalla cronaca nera, accade che gli aborti li pratichino nelle segrete e costose stanze di centri privati.

 

Ma quello che conta è la buona volontà nella bella compagnia integralista di questa marcia su cui aleggiano esaltazioni sacrificali, come quella proposta dall’associazione Catholic.net che l’8 maggio lanciava lo spirito della marcia con questo eccellente esempio di coppia pro-vita: «Chiara e Enrico, una coppia di sposi romani, hanno testimoniato stamani a Benedetto XVI cosa significa appartenere alla generazione Wojtyła. Sono cresciuti in parrocchia e con una spiritualità francescana. Hanno scelto di dare la vita a due bambini nonostante le analisi prenatali avessero diagnosticato malattie incurabili. Così hanno accolto Maria, affetta da anencefalia, e l’hanno accompagnata nei suoi trenta minuti di vita. Con lo stesso spirito di fede hanno accolto anche Davide, privo delle gambe e con malformazioni viscerali, standogli accanto nelle poche ore della sua esistenza terrena».

 

Una bella compagnia della buona volontà in marcia all’insegna dell’obbedienza e dell’osservanza nel miglior spirito tridentino. Ecco allora spiccare l’adesione dei Legionari di Cristo… E che importa se proprio tanto buon esempio nella cura della vita di giovani e giovanissimi non sembrerebbero darla per via di quegli abusi sessuali che non paiono esaurirsi nel fondatore, il fu Marcial Maciel!

 

Una compagnia di volenterosi a cui non manca l’adesione della Fondazione Lepanto, che sogna il ritorno alla teocratica ed ha nostalgia dell’ultimo papa re Pio IX. Il papa del Sillabo e delle condanne a morte di chi della vita aveva un’idea difforme dalla sua … e per giunta – come Monti e Tognetti – voleva pure Roma annessa all’Italia!

 

Volenterosi tra cui inquietano le sigle di Militia Christi e di Forza Nuova che certo non spiccano per spirito democratico. Ma forse questa marcia più che di vita odora di aspersorio clerico-fascista.

(14 maggio 2012)

 

 

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