politica
18 marzo 2010

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Umberto Bossi: "Caro Berlusconi, lo Stato non sei tu: pensi solo alle tue tv e al potere personale"


da Arcoiris del 15 marzo 2010

Caro Berlusconi, lo Stato non sei tu:
pensi solo alle tue tv e al potere personale

di Umberto Bossi

"Il tuo governo non è il governo dei cambiamenti, ma un governo di conflitti con la magistratura e i sindacati; un governo del controllo dell’informazione. Con quali diritti pretendi di interpretare la Costituzione? Dopo di te non c’è il diluvio”. Parole di Bossi, quando fece cadere il governo Berlusconi. Perché 16 anni dopo ha cambiato idea?

21 dicembre 1994, discorso alla Camera di Umberto Bossi

Onorevole Presidente del Consiglio io parlerò di cose politiche. Ritengo che la sua esposizione meriti poca considerazione in quel senso; soprattutto il fatto che lei abbia consegnato alla stampa prima del dibattito parlamentare il suo intervento direi sottolinea quanto debole sia in lei il senso dello Stato e delle istituzioni…

Silvio BERLUSCONI Presidente del Consiglio dei Ministri. Sono stati gli uffici.

Umberto BOSSI. Ritengo quindi di dover fare riferimento al documento attraverso il quale abbiamo espresso sfiducia nei confronti dell’attuale Governo presieduto da lei, onorevole Berlusconi: una sfiducia che è il primo esempio di sfiducia costruttiva. Esso contiene una elencazione dei motivi politici ma anche economici e costituzionali che giustificano la sfiducia del gruppo della Lega e, nello stesso tempo, è un documento che predispone le strutture di un nuovo Governo. La Lega considera conclusa negativamente l’esperienza di questo Governo che, come fosse un suo feudo personale, l’onorevole Berlusconi, ha presieduto dal 16 maggio ad oggi.

Qualcuno potrebbe affermare, in polemica con il dissenso della Lega, che in sette mesi è difficile riedificare uno Stato italiano completamente nuovo e quindi quelle strutture politiche, economiche e sociali distrutte dal passato partitocratrico. Tuttavia, quando la Lega accettò di far parte della coalizione per garantire la governabilità, i patti che l’onorevole Berlusconi sottoscrisse furono molto chiari. La Lega decise di aderire al Governo Berlusconi, superando le legittime resistenze di suoi elettori e della totalità dei suoi militanti verso l’inquinante contiguità con la frangia fascista missina considerando prioritariamente l’esigenza di garantire la governabilità del paese.

La nostra fu una scelta che non era conseguente ad alcun accordo elettorale precedente. La Lega aveva sempre ribadito a Berlusconi che mai e poi mai avrebbe potuto governare con il trasformismo fascista, che mai e poi mai avrebbe stretto accordi elettorali con alleanza nazionale, onorevole Presidente, il partito neoassistenzialista e “democratico” (lo metto tra virgolette, considerando la vischiosità delle origini e l’oscurità del progredire di tale partito, direi del trasmutare di questi ultimi anni).

Noi abbiamo accettato di far parte di questa coalizione unicamente per il senso del dovere che abbiamo nei confronti del popolo italiano e dei nostri elettori che esigono governabilità. Quindi questo Governo è stato fin dall’inizio un Governo di numeri, la cui esistenza era subordinata solo e soltanto all’assoluto rispetto dei patti. E la Lega aveva posto sul tavolo gli itinerari programmatici che il Governo avrebbe dovuto seguire, sottolineando il suo ruolo di coscienza critica della coalizione per il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. Solo per questo patto postelettorale e pregovernativo la Lega, nonostante potesse chiedere al Capo dello Stato secondo la prassi costituzionale Palazzo Chigi, rinunciò a favore di Berlusconi in perfetta buona fede.

La Lega portava a Berlusconi la dote maggiore sul piano politico. La distruzione del sistema centralistico e partitocratrico: questa è la dote. Portava in dote la lotta di liberazione democratica che, avanzando a folate sotto una gragnuola di colpi del vecchio regime, aveva atterrato le oligarchie craxiane ed andreottiane, sollecitando e cavalcando la protesta nata dalle regioni trainanti del paese, dalla piccola e media borghesia imprenditoriale, dalle libere professioni. Una protesta che si era diffusa tra tutti coloro che hanno capacità, cuore, intelligenza, comprensione dell’Italia di oggi. Un atto di accusa che veniva da coloro che si sentivano stanchi e frustrati di essere considerati sudditi, pecore da tosare regolarmente per mantenere incapaci, furbi ed inetti. E siamo dilagati, svincolati da dogmi ed ideologie, basando la nostra azione politica, economica e sociale sul bisogno di libertà del paese, sul pragmatismo che consente di affrontare la lotta a privilegi e corporazioni.

Abbiamo portato in dote al Governo Berlusconi la necessità, fatta maturare nella coscienza del popolo grazie alle nostre lotte, di superare le ricette antiquate di una cultura demagogica e populista che ha per parola d’ordine quella di sistemare parassiti ed assistiti, falsi cassintegrati, falsi pensionati, impiegati pubblici nulla facenti che svolgono poi altre attività ignote al fisco e agli economisti di questo paese.

La Lega ha portato in dote questa grande lotta per passare ad uno Stato liberale dove ci sia finalmente l’eguaglianza dei diritti e doveri dei cittadini. Una lotta di liberazione, la nostra, quando l’emblema della società dei consumi – tutto nel consumo, niente contro il consumo, nulla fuori dal consumo – si era fatalmente trasformato in un altro emblema, onorevole Presidente – tutto nello Stato, niente contro lo Stato, nulla al di fuori dello Stato – che poneva il problema del superamento del centralismo istituzionale con il federalismo.

I patti richiedevano inoltre l’immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse il monopolio della Fininvest e che favorisse il rinnovo strutturale della RAI-TV restituendo ai media la loro libera e democratica funzione per informare imparzialmente ed obiettivamente l’opinione pubblica. I patti richiedevano la netta separazione fra gli interessi personali del Capo del Governo e la sua funzione di altissimo pubblico ufficiale.

Lei in campagna elettorale ha promesso milioni di posti di lavoro, ha promesso di risolvere il secolare problema meridionale, di garantire la pace sociale, di sostenere la piccola e media impresa, di eliminare la partitocrazia e lo Stato padrone; insomma di fare dell’Italia un grande paese ad ispirazione liberaldemocratica. “Ho fatto un sogno: rendere perfettamente trasparente questa casa e restituire lo slancio alla società civile.” Si ricorda queste parole, Presidente Berlusconi? Lo sosteneva alla presentazione del Governo alla Camera.

In realtà, il sogno non ha fatto sognare che lei; avrà consolidato il suo potere personale, ma non ha risolto uno solo dei tanti fattori di crisi del paese che erano e restano i seguenti: la distribuzione e la dimensione della spesa pubblica, il carico fiscale, il reddito e la sua distribuzione sul territorio, l’efficienza o meglio l’inefficienza dell’apparato politico amministrativo dello Stato. Fattori di crisi che derivano dall’esistenza di uno Stato centralizzato, che svolge ormai solo funzione redistributiva e che costituisce la principale ragione del dissesto.

Si trattava e si tratta quindi di trovare le linee di fondo di un progetto di riforma federalista; e la Lega lo ha realizzato! Il ministro onorevole Speroni ha realizzato il progetto federalista che è un valore medio fra riduzionismo empirico e massimalismo astratto e che è il federalismo possibile! E Speroni ha dovuto preparare il proprio progetto federalista che le ha consegnato questa mattina e che diventerà disegno di legge in questa Camera fra il disinteresse e l’ostilità delle forze di Governo!

Insomma, un Governo che ha inteso la governabilità come fine a se stessa, il potere per il potere, la governabilità per la governabilità (la vecchia e collaudata massima di Bettino Craxi)! Si è trattato non solo di un Governo non intenzionato ai cambiamenti, ma di un Governo dei conflitti con la magistratura e con il sindacato, un Governo del controllo dell’informazione! Si è trattato di un’alleanza in cui c’è chi accusa le Lega addirittura di sovvertire lo Stato di diritto perché ha chiesto la verifica, e falsifica la verità dichiarando che questo Governo non sarebbe il frutto, come nel passato, di una contrattazione postelettorale, bensì sarebbe la conseguenza di un patto preventivo stipulato davanti agli elettori! E quindi solo a Berlusconi, se è vera la premessa, compete concedere la verifica e implicitamente mantenere o sciogliere le Camere. È una tesi che lede i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica e lascia trasparire il ritorno nella politica di dogmi antiliberali!

Questa non è e non sarà mai più, onorevole Belusconi e onorevole Fini, la Camera dei fasci e delle corporazioni!Onorevole Presidente, mi consenta di ricordarle che lo Stato non è lei! E dopo di lei non c’è il diluvio. Le chiedo: con quali diritti lei batte i pugni sul tavolo dichiarando la sua insostituibilità? Con quali diritti lei pretende di interpretare personalmente la Costituzione tuttora in vigore?

Onorevole Presidente, mi creda, lei non è l’uomo della Provvidenza, tutt’altro!

La nostra mozione di sfiducia non è provocatoria né in contrasto con la Costituzione. È solo la conseguenza dell’impantanamento del suo Governo, la conseguenza delle due tensioni che si annullano all’interno del Governo stesso fra una destra assistenzialista e monopolista – che rappresenta null’altro che il tentativo di ripristinare la filosofia del vecchio pentapartito scardinato dall’avanzata della Lega – e la destra liberista e federalista, europea e moderna, incarnata dalla Lega e mi auguro anche da una parte di Forza Italia.

L’Italia, colleghi, è una Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i Governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede e fa parte del Governo: il tradimento è solo di chi, ad un paese disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia di potere e minacce di tumulti! La Lega, onorevole Presidente, una responsabilità ce l’ha (io ho una responsabilità): quella di far finire oggi finalmente la prima Repubblica. La Lega, onorevole Presidente, le toglie la fiducia!

(Ndr: questo intervento del senatore Bossi è stato rimosso dal sito web della Lega)

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Commenti
  1. ..."LIBERA NOS DOMINE!"...



  2. giuseppe casiraghi

    Rispondi

    Beh. tutti sanno com'é andata in quell'occasione: i leader del centrosinistra di allora avevano promesso a Bossi la poltrona di presidente del Consiglio se avesse fatto cadere Berlusconi; vi ricordate le pazzesche incensate di D'Alema e Fassino? 'Bossi é un grande leader, solo un po' ruspante", "La Lega é il più grande partito operaio del Nord", "La Lega é una costola della sinistra". Ovviamente, passata la festa, gabbato il Santo: l'accordo -ovviamente- non é stato rispettato, ed é stato creato l'assurdo governo 'tecnico' di Lamberto Dini, con il conseguente crollo borsistico che tutti abbiamo pagato.
    Per qualche anno Bossi, per ricostruirsi l'immagine, si é rifugiato sull'Aventino dell'utopia secessionista, del Dio Po ecc. ecc., poi come sappiamo é tornato ad allearsi col centrodestra. E allora, come da copione, non é stato più 'la costola della sinistra', ma è magicamente tornato ad essere razzista, xenofobo, intollerante, ecc.
    D'altra parte, é una regola: la sinistra ha sempre il massimo rispetto dell'avversario, eccetto quando la fa perdere!


    1. @giuseppe casiraghi. Un ottimo e preciso ricordo storico di quel "ribaltone" altrettanto storico (e inconcludente!). Anno 1994, dopo soli sette mesi di un governo scelto dalla maggioranza degli italiani.


  3. Ecco! L'importanza della memoria, i giovani leghisti ovviamente non sanno queste e moltisime altre cose, perchè come il sottoscritto, all'epoca erano bambini, ecco un esempio di programmi scolastici assurdi, che fanno sempre finire la storia al 1945.
    Guerra Fredda...
    Per noi giovani non esistono 60 anni di storia, più importante parlare (comunque superficialmente del medio evo o dell' olocausto, dimenticndosi dei più recenti Jugoslavia, Burundi o Cecenia) oppure si "studia" nei film americani come ad esempio la guerra del Vietnam".
    Sarebbe interessante spulciare le "Padania" di quel periodo e farli leggere ai coetanei ingnoranti.


  4. Fulgido esempio di contratto diabolico ben stipulato. Bossi ha venduto l'anima al diavolo e tutto il resto (compresa la "rimozione" del suo discorso) fa parte, ovviamente, del contratto.


  5. @Giuseppe Casiraghi

    ...così come Baffino e Fassino sono quello che sono, anche Bossi è quello che evidentemente si vede e si sente: approfittatore (roma ladrona ma poi là s'abbuffa), voltagabbana (federalismo e poi va col peggior polpulista), parolaio (e anche parolacciaio), nepotista (vedi "la trota") e anche un po' xenofobo (mai sentito criticare Gentilini e Borghezio).

    e intanto il t-italic affonda... nella m...


    1. @Valdo.
      Urgono soluzioni efficienti di una maggioranza che sappia durare nel tempo! Gli esempi del recente passato politico (governo di centrosinistra Prodi finito assai anzitempo...) non sono consolanti. A noi pare che sia tutta una situazione di stagnazione generale. Abbiamo una valida, credibile alternativa?


  6. RAVVEDUTI ?
    Nel Paese l’onda dell’insofferenza verso il potere pubblico bipartisan ormai sta raggiungendo altissimi livelli . Nella sostanza una buona politica dovrebbe premiare le capacità di PRODURRE RICCHEZZA, che se non vien prodotta non può essere distribuita , e la capacità di affermare il riconoscimento di Diritti che bilancino le inevitabili disuguaglianze.
    Il terremoto causato dalla bolla finanziaria ha dimostrato chiaramente l’incapacità di promuovere la creazione di BENESSERE da parte della Destra, mentre la Sinistra è rimasta a guardare. … Tutti i parlamentari sono nominati e non eletti, molti di quelli della maggioranza sono anche dipendenti personali del Premier . L' Opposizione,sebbene con fatica, pur avendo conquistato tre volte la Maggioranza, non solo non ha mai annullato alcuno degli arbitrii berlusconiani, ma addirittura li ha convalidati utilizzandoli , mentre contribuiva con convinzione ad indebolire i Sindacati, oltre che al saccheggio delle casse pubbliche e dei diritti dei deboli, emarginando progressivamente con astuzie diaboliche lo Statuto dei Lavoratori , per non parlare delle Privatizzazioni prodiane, fino al finale delle micidiali Leggi Elettorali semplicemente antidemocratiche !
    Il nemico comune è diventata la COSTITUZIONE perché le Costituzioni, ed in particolare la nostra, nata dalla Resistenza, sono esattamente il Tempio della sovranità popolare, sostenuto dai pilastri dei poteri di controllo .
    L’italiano, ora si trova esattamente a questo punto: travolto giorno dopo giorno con le giustificazioni più immaginifiche il rispetto della Costituzione, è privo di difese da parte dello Stato di Diritto, dove dominano sfacciatamente coloro che dispongono della forza.
    Chi calpesta la Legge dovrebbe affrontare i Giudici, ma se non vuole ammettere i propri delitti, ecco che contesta i Giudici con un crescendo di iniziative finalizzate,con martellante insistenza, a dequalificarli nell’Opinione Pubblica.
    L’Opposizione, finalmente cosciente di aspirare al ruolo di Sinistra di Governo si dedicherà alla sua ricostruzione ideologica? C'è tra le sue fila un personaggio non compromesso con gli ultimi 30 anni di miserie?
    Per adesso lasci che la Maggioranza imploda, aiutando il fenomeno con il sostegno chiaro, evidente, indiscutibile alla Magistratura ed alle Forze dello Stato là dove restano le uniche garanti della Sicurezza dei Cittadini.
    Qualcuno, all’interno della Magggioranza, un po’ per vergogna, un po’ per ambizione , in presenza dell’implosione potrebbe partecipare al ripristino della Legalità con gli strumenti necessari. Speriamolo.

    ·


  7. Ma in definitiva, oggettivamente, quale alternativa o soluzione maggioritaria politica è possibile? Una maggioranza coesa e stabile, che faccia gli interessi della Nazione... Utopia?


  8. @Alternativa
    Potremmo avere ottime alternative se solo venisse lasciato loro spazio. Ad es. Marino, Sarrachiani, Vendola, Soru, Crocetta e tanti altri bravi sindaci e amministratori che oltre la passione potrebbero portare competenza. Comunque meglio di quel immenso catafalco di conflitti d'interessi e sodali.
    Democrazia è pluralismo è confronto è partecipazione NON è l'uomo forte ( uso le parole del marchese del grillo "io so' io e voi non contate un ca**o").


    1. @Valdo.
      "Potremmo avere ottime alternative se solo venisse lasciato loro spazio".
      ;a da chi deve essere dato questo spazio? Da altri "padroni"?


  9. E allora, chi più ne ha più metta !La LEGA, un partito sempre coerente. ( Sempre valido il "libera nos domine!")
    "E' semplicemente paradossale che Silvio Berlusconi, presidente della Fininvest all'epoca dei fatti oggi interesse dell'azione dell'autorità giudiziaria, fosse all'oscuro del versamento di ben 10 miliardi presi dalle casse della sua azienda e dati a Bettino Craxi. Dato che una somma simile ben difficilmente è stata data a Craxi dalla Fininvest nel 1991 senza che il proprietario stesso della Fininvest, Silvio Berlusconi, ne sapesse nulla, si pone un altro quesito: Silvio Berlusconi è anche uno spergiuro?" (Roberto Calderoli, Ansa, 23 novembre 1995).


  10. Ce lo chiediamo in tanti. E non soltanto per Berlusconi, ma anche per Fini . Aggiungerei una correzione: non ha cambiato idea 16 anni dopo, ma molto prima: anche per le elezioni del 2001 si alleò, e governò poi per 5 anni, o sbaglio ?


  11. Nel '94 Bossi si vide tolta la ribalta da Berlusconi, ricordiamoci che a Milano nel '93 la Lega arrivò al 42 %. Con Berlusconi in campo si ritrovò al 9 %. E' ovvio che Bossi si diede alla guerra contro Berlusconi e si alleò con la sinistra. Sinistra che se lo coccolò non poco (una costola della sinistra...un vero movimento popolare eccc...). In seguito visto che da sola la Lega non poteva far nulla, si è riavvicinata a Berlusconi ed ecco l' alleanza. La politica è fatta così è tutto un gioco di scacchi e le valutazioni morali non c'entrano nulla..per nessuno.



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