
da L’Unità
Da predicatore vaticano a supporter di Arkeon
di Giovanni Maria Bellu
Il processo è in corso a Bari. Gli imputati sono undici, accusati di reati quali associazione a delinquere, truffa, violenza privata, maltrattamento di minori. Il decreto che dispone il giudizio di Vito Carlo Moccia, inventore del metodo Arkeon, e presidente dell’associazione “Sacred Path”, è un repertorio di violenze psicologiche atroci. La più perfida consisteva nel fare credere agli adepti di aver subito nell’infanzia una violenza sessuale. Per questo si resta di stucco quando, nel leggere l’enorme materiale di documentazione sul “caso Arkeon”, si scopre che il più autorevole sostenitore di questa organizzazione è stato padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, il frate cappuccino che lo scorso 2 aprile, parlando in presenza di Benedetto XVI, ha scatenato uno scandalo planetario paragonando la campagna di stampa sulla pedofilia nella Chiesa con «gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo».
È una storia complicata che si sviluppa in un lungo arco di tempo. Conviene, dunque, andare con ordine. Fondata da Vito Carlo Moccia nel 1999, l’associazione “Sacred Path” (cioè “il sentiero sacro”) nel Duemila, con l’invenzione del metodo Arkeon, assume la natura che l’ha portata in tribunale. Ma in quei primi anni opera con discrezione, aumentando proseliti e profitti attraverso un discreto passaparola. Ha anche una buona stampa. La popolarità televisiva arriva l’11 settembre del 2004. E quel giorno che il nome di padre Raniero Cantalamessa compare per la prima volta accanto a quello di Vito Carlo Moccia. Il predicatore dedica una puntata della sua rubrica televisiva “A sua immagine, le ragioni della speranza”, che va in onda tutti i pomeriggi del sabato su RaiUno, al metodo Arkeon e conduce un'intervista encomiastica a Moccia sul rapporto padre-figlio.
Ancora del lato oscuro di Arkeon non si è parlato. Cantalamessa, dunque, potrebbe essere ignaro di tutto. Deve infatti passare un altro anno e mezzo prima che lo scandalo esploda. Il 20 gennaio del 2006, Maurizio Costanzo ospita nel suo “Tutte le mattine”, che va in onda su Canale5, la psicologa Lorita Tinelli, presidente del Cesap (Centro studi sugli abusi psicologici) e due ex adepti di Arkeon: un “maestro” e una “allieva”. La denuncia dei metodi di Moccia è precisa e circostanziata: le accuse che sono alla base del processo in corso a Bari per la prima volta diventano pubbliche. Ma Padre Cantalamessa non cambia idea. Al contrario. Un mese dopo a Milano, nella chiesa di S. Eustorgio, celebra una messa alla quale assistono Vito Carlo Moccia e centinaia di suoi discepoli. La cosa colpisce e sorprende quelli che già nutrono molti dubbi sulla vera natura di “Sacred path”. Perché il presentarsi come associazione non solo tollerata ma addirittura approvata dalla Chiesa è uno degli argomenti più forti di una campagna di proselitismo sempre più intensa: il numero degli adepti arriverà a sfiorare la ragguardevole cifra di ventimila.
L'Unità è in grado di raccontare quale fu il comportamento di padre Cantalamessa quando alcune persone si rivolsero a lui per segnalargli specifiche tragedie familiari prodotte dal metodo Arkeon. L’autenticità di questi documenti - che aiutano a ricostruire quale retroterra culturale e anche spirituale ci sia dietro la clamorosa gaffe su pedofilia e antisemitismo - è certificata. Sono stati, infatti, prodotti dai legali di Vito Carlo Moccia a sostegno di un atto di citazione contro il Centro studi sugli abusi psicologici. In sostanza Moccia, per difendersi, ha chiamato in causa - e difficilmente può averlo fatto senza esserne stato autorizzato - il predicatore della Casa pontificia. «Reverendo Padre», comincia così la lettera di un “musicista e studioso cattolico” di Rovereto (abbiamo i nomi degli autori di tutte le missive citate, ma li omettiamo per evidenti ragioni di discrezione, nda), il quale segnala a Cantalamessa il caso di una sua conoscente madre di un ragazzo che «da qualche tempo frequenta il movimento». «È preoccupata - scrive - perché il figlio «crede ciecamente ai poteri di Moccia, è aggressivo, ha abbandonato la fede e la parrocchia, sostiene la non divinità di Cristo e la sua equiparabilità ai vari profeti e santoni della storia. Sostiene, e qui sta il problema, che il movimento e il Moccia sono “benedetti” da lei padre Cantalamessa che di recente avrebbe celebrato una Santa messa con i diaconi di S. Eustorgio in Milano con il gruppo condividendone gli intenti». Quindi l’autore della lettera chiede al predicatore della Casa pontificia «il giusto consiglio da dare a quella mamma che da poco ha perso il marito e che, da buona cristiana, vorrebbe aiutare il figlio a recuperare la Verità e la Vita». La risposta arriva poco più di due settimane dopo, il 24 marzo 2006.
È una difesa accorata di Moccia e dei suoi metodi. C’è solo una vaghissima, e reticente, presa di distanze; «Non ho celebrato la messa per loro. Hanno chiesto di partecipare a una messa da me celebrata per la parrocchia di S. Eustorgio e sono stati accolti da me e dal parroco. Erano in 400 e hanno edificato tutti: molti si sono confessati e moltissimi hanno fatto la comunione». È vero. Cantalamessa, però, non dice che l’incontro con Moccia si protrasse oltre la celebrazione, proseguì nella sacrestia. Forse non sapeva, né immaginava, che quei momenti erano stati filmati e trasferiti in un Cd promozionale poi diffuso da “Sacred path”.
Il successivo capoverso della lettera è significativo per le analogie che presenta con gli argomenti utilizzati da chi, all’interno della Chiesa, vorrebbe negare il problema della pedofilia. È la tesi del “caso singolo”. «Il campo in cui opera Vito - scrive Cantalamessa chiamando confidenzialmente per nome il capo di Arkeon - è delicato e non meraviglia che ogni tanto ci sia qualcuno che, per motivi umani spesso complessi e talvolta inconfessati, sparga sul suo conto le voci più allarmanti, giudicando da un caso singolo tutto il complesso dell’opera». Ma la vera sorpresa è alla fine: il predicatore della Casa pontificia non si limita a difendere il capo di “Sacred path” ma si premura di informarlo della denuncia che gli è stata confidenzialmente rivolta. In calce alla lettera c’è, infatti, una nota manoscritta: «Caro Vito, ti invio una lettera che ho ricevuto e la mia risposta, perché, penso, è giusto che sia informato. Con affetto ti abbraccio e ti benedico. P. Raniero».
Qualche tempo dopo, a Cantalamessa giunge un’altra segnalazione allarmata. A inviargliela, il 5 aprile del 2006, è una signora di Magenta: «Molto reverendo padre, mi rivolgo a lei per chiederle aiuto. Una mia cara amica è disperata perché i suoi due figli, entrambi laureati e coniugati, con le loro rispettive famiglie hanno da tempo aderito ad una organizzazione che ha completamente stravolto in senso negativo la loro mente, il loro comportamento e il loro modo di vivere. Essi dicono di dover obbedire ad un certo “maestro”, fondatore e capo, rifiutano i contatti con la loro madre, non le lasciano avvicinare i nipoti. Seguono riti strani e pericolosi … L’organizzazione si chiama Arkeon».
Il comportamento di padre Cantalamessa è sbalorditivo. Nella documentazione non c’è, come ci si aspetterebbe, la sua risposta. C’è invece (datata 19 aprile 2006) una lettera, scritta dalla stessa città, di un signore che poi è il marito dell’amica disperata della signora di Magenta. Questo signore, al pari dei due figli, ha aderito ad Arkeon o, almeno, ce l’ha in grande simpatia. E fa riferimento al contenuto della lettera inviata a Cantalamessa dall’amica della moglie. Come è potuto succedere? L’unica spiegazione è che anche questa volta Moccia sia stato informato e che abbia chiesto all’adepto di Magenta di scrivere qualcosa di rassicurante all’autorevole sponsor cattolico.
Nel giugno del 2006 viene avviata l’inchiesta giudiziaria. E a ottobre di quello stesso anno, il “caso Arkeon”, come ormai si chiama, riesplode sugli schermi. Questa volta in una puntata di “Mi manda Rai 3” dove sono presenti gli accusatori (tra i quali la psicologa Lorita Tinelli) e il leader degli accusati, Vito Carlo Moccia. C’è anche un ragazzo che racconta di essere stato obbligato a chiedere l’elemosina con appeso al collo un cartello con su scritto «sono schizofrenico». Sua madre in seguito racconterà di aver segnalato il dramma del figlio a padre Cantalamessa fin dal 2004, dopo aver assistito sgomenta all’intervista di Moccia nella rubrica del predicatore, e di non aver mai avuto risposta. L’immagine dell’associazione ne esce a pezzi davanti all’opinione pubblica. Ma, ancora una volta non davanti al predicatore della Casa pontificia. Ecco come risponde a una lettera inviatagli qualche giorno dopo da un’aderente al Cesap: «Ho visto la trasmissione e mi ha dato l’impressione di un penoso linciaggio. Agli accusati non è stato permesso di terminare una sola frase. C’è stato, mi sembra di capire, un caso di un operatore che ha effettivamente abusato della propria posizione che, però, è stato per questo sospeso (…) Non si dovrebbe fare di ogni erba un fascio. Chi si sognerebbe di voler mettere fuori legge la Chiesa cattolica o l’associazione degli psichiatri perché qualche loro membro ha abusato del suo ufficio?».
Due mesi dopo, il 30 dicembre 2006, si verifica l’evento televisivo più importante. E anche più significativo rispetto ai rapporti tra Cantalamessa e “Sacred path”. Nella settimanale puntata della sua rubrica, il predicatore pontificio manda in onda la registrazione di un’intervista. Nello schermo appare una giovane coppia con un bambino di circa tre anni tenuto in braccio dal padre. Il padre dice di chiamarsi Luca, afferma di «essere stato» omosessuale e di essere «guarito» grazie ad Arkeon. Curiosamente, nel presentare il filmato, Cantalamessa non nomina l’organizzazione ma la definisce semplicemente «gruppo di sostegno». Né, naturalmente, dice chi ha realizzato il filmato, né di chi è la voce fuori campo che pone a Luca domande sul suo percorso. Eppure lo conosce benissimo: è, infatti, Vito Carlo Moccia.
La puntata non passa inosservata. E non solo perché, in seguito, molti riconosceranno in quel Luca il «Luca era gay» della canzone di Povia. Interviene il garante della privacy che rivolge alla Rai e al conduttore un ammonimento per aver violato le regole deontologiche che tutelano i minori. Il bambino di Luca non solo era perfettamente riconoscibile ma, osserva il garante, ha dovuto assistere a un’intervista che riguardava «anche aspetti estremamente delicati relativi a vissuti dolorosi di uno dei genitori: gli abusi sessuali subiti da parte di un familiare». Se potevano esserci ancora dei dubbi sulla gravità e sulla serietà delle accuse a “Sacred path”, essi vengono a cadere il 10 ottobre del 2007 quando a Moccia e agli altri dirigenti vengono notificati gli avvisi di garanzia. La notizia fa clamore e la tv torna ad occuparsene.
Questa volta è Striscia la notizia che scopre e manda in onda spezzoni dell’intervista-spot a Moccia andata in onda nel 2004. L’effetto è sconvolgente per il contrasto tra la figura del predicatore e i fatti raccontati dai testimoni. Cantalamessa è costretto a intervenire. È una presa di distanze imbarazzata e tardiva, come le scuse alla comunità ebraiche dopo la gaffe sull’antisemitismo. Scrive il predicatore: «Personalmente io non sono venuto a conoscenza di nessun abuso, che altrimenti sarei stato il primo a denunciare e condannare». È falso. Padre Raniero Cantalamessa fu informato dei comportamenti di “Sacred path” sicuramente nelle due lettere che abbiamo riportato. Non solo non fece alcuna denuncia ma, come abbiamo visto, informò il capo dell’organizzazione. Proprio come quei prelati che, davanti alle denunce di casi di pedofilia, non si rivolsero alla magistratura ma alle autorità ecclesiastiche gerarchicamente superiori.
09 aprile 2010
da L'Unità del 10 maggio 2010
La lettera: padre Cantalamessa all'Unità
di Padre Cantalamessa
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, a proposito dei suoi rapporti con l’associazione “Sacred path”.
Nel 2004 ho conosciuto Vito Carlo Moccia che partecipò ad una puntata della Rubrica televisiva “A sua immagine" e venni a conoscenza della Associazione da lui fondata. Mi sembrò che tale Associazione svolgesse un’opera molto bella, ma tutto finì lì, io non ho mai partecipato a nessun incontro, né mi sono mai interessato di quel che accadeva nell’Associazione e intorno all’Associazione. È vero che ad una mia Celebrazione a Milano, partecipò Vito Carlo Moccia e tanti suoi discepoli, ma non ero lì per loro, né erano stati invitati da me. Non avevo approfondito i dubbi che intanto sorgevano su questa Associazione e, comunque, non vedo cosa ci sia di negativo il salutarli in sacrestia... È vero che qualche persona mi segnalò sue specifiche tragedie familiari prodotte dal metodo Arkeon, ma ricevetti anche tante dichiarazioni da persone che dicevano di essere state salvate da suddetta Associazione; io non appartengo a tale Associazione, non l’ho mai frequentata e Vito Carlo Moccia mi ha sempre dato l’impressione di una persona onesta, per cui ho cercato di incoraggiare queste persone, ritenendo che l’errore di singoli “maestri” non dovessero portare al giudizio negativo per tutta l’Associazione.
Carissimo giornalista, sig. Bellu, questo non è un negare l’esistenza di fatti ed è la stessa cosa che riaffermo anche per quel che riguarda la Chiesa: il problema della pedofilia è reale e i sacerdoti che hanno sbagliato devono pagarne le conseguenze, ma non si può penalizzare tutta la grande massa di sacerdoti “sani e onesti” che danno la loro vita per il bene delle persone a loro affidate! Non può negare che numerose Associazioni, per i più svariati motivi, ricevono accuse e denuncie ed io pensavo che anche le accuse mosse ad Arkeon facessero parte di queste, proprio per questo motivo, avvisai Vito Carlo Moccia perché potesse rendersi conto di cosa stesse accadendo all’interno della sua Fondazione. Era sorta in me la convinzione che qualcuno dei “maestri” avesse abusato della fiducia di Vito Carlo Moccia, ma non pensavo alla negatività dell’ Associazione, perciò, in un’altra puntata della Rubrica religiosa “A sua Immagine”, intervistai una persona che aveva ricevuto dei benefici da Arkeon, ma volutamente non feci cenno alla suddetta Associazione, non per dare l’impressione di non conoscerla, come si insinua nell’articolo, ma proprio perché a me interessava solo il messaggio religioso e non fare propaganda ad Arkeon.
Poi c’è stato il servizio di Striscia la notizia... ed anche ora io ripeto che personalmente non sono venuto a conoscenza di nessun abuso, che altrimenti sarei stato il primo a denunciare e condannare: non si denuncia, se non si è testimoni, non si denuncia solo per aver ricevuto due lettere e, ripeto, informai Vito Carlo Moccia perché accertasse la verità. Da allora il mio rapporto, tra l’altro saltuario, con Vito Carlo Moccia si è interrotto, in attesa che si pronunci la Magistratura. Un’ultima parola sulla frase «presa di distanze imbarazzata e tardiva, come le scuse alla comunità ebraica dopo la gaffe sull’antisemitismo»: le mie scuse ai fratelli Ebrei erano reali e convinte perché non intendevo offenderli, le mie intenzioni erano ben altre e, se essi, andranno a rileggere i miei passati interventi sull’Ebraismo, troveranno sempre e solo stima e amicizia, sentimenti che in me non sono mutati. Mi è sembrato doveroso chiarire questi punti perché è giusto che chi legge, sappia il parere di tutte le parti in causa, quel che mi dispiace è che in questo momento storico, ogni cosa serve per buttare fango sulla Chiesa, come in questo caso di Arkeon, solo perché ho il compito di Predicatore della Casa Pontificia.
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VEGANCH’IO 2010







Commenti
giovanniDE
April 9th, 2010
Rispondi
i soldi, i soldi, i tanti soldi fanno diventare potenti e superman; peccato che il cervello di certa gente si fonde in acqua... Cantalamessa torna a fare il capuccino... umile e povero
nando
April 10th, 2010
Rispondi
Basta la gente non nè può più dei Cantalamessa... Non è questo che voleva Gesù Cristo, in questo momento si starà rivoltando e nauseando di questi falsi predicatori, e di questa gerarchia ecclesiastica, ad incominciare dal papa.Dovrebbe dimettersi per tutto quello che ha combinato, e per l'aver tenuto nascosto la questione della pedofilia e di altri scandali all'interno del palazzo pontificio e non.
Zac(c)aria
April 10th, 2010
Rispondi
Dato il personaggio, non stupisce che Cantalamessa sia stato turlopinato.
Al fondo c'e' il substrato magiko della chiesa. A quanto pare, per ben tre volte, Papa Woytila celebro' un rito segreto per "la conversione della Russia". Famose poi furono le battaglie di Pade Pio con il demonio nella sua cella monastica, dalle quali il Padre ne usciva con visibili escoriazioni ed ammaccature. Recentemente Padre Amos ha pubblicato un autobiografia dove si parla di ventimila esorcisimi compiuti. Un Porta a Porta con filmati di indemoniati schiumosi e digrignanti ne ha dato rabberciante pubblicita'.
Magia bianca contro magia nera.
D'altra parte nel vangelo si parla di Cristo che libera un ossesso dai demoni. Questi invadono i corpi di una mandria di maiali, che si precipatano ad annegare nel fiume.
Ma ha senso tutto cio'? come si concilia con tutto questo il Cristo radicale?
mauro
April 10th, 2010
Rispondi
Penso che alla base di tutto ci sia la difficoltà delle persone "semplici" ad accettare l'idea che il Cristianesimo non sia una religione ma una fede. Solo così si può tenere ben distinta la figura del "religioso" esemplare o deviato che sia dall'uomo di fede senza perdere di vista l'integrità della figura di Dio. In troppi ambienti, piccolo borghesi, in troppe realta al limite del fanatismo bigotto, in troppe iniziative mediatiche radio-televisive si ha paura perfino di dire con serenità che rendere onore a Dio non vuol dire rendere necessariamente sommo onore al clero...
E lo dice uno per cui la figura del sacerdote è e resta un bisogno interiore..
Disintossicarsi dalle tossine di un apparato e di una sovrastruttura ormai secolarizzata e capitalizzata è una sfida che chiama le coscienze di tutti gli uomini di buona volontà. Proviamoci.
Impressioni?
April 10th, 2010
Rispondi
Al di là del fatto indicato oggi nel post si viene letteralmente "bombardati" da notizie incredibili, ogni giorno.
Un vero e proprio assedio mediatico di tante realtà, casi, situazioni clamorose, in ogni senso.
Quello che ci fa altrettanto specie è l'indifferenza, il disinteresse pressochè generalizzato della gente che è opinione pubblica, che non vuol ricordare, nè sentire...
E' soltanto una nostra impressione?
Rosella
April 10th, 2010
Rispondi
@Impressioni?
Troppa gente, anche nel mondo religioso, ama vivere sotto i riflettori dei mass media quasi a diventare e a ritenersi idoli, dèi, mostri sacri...
Siamo noi, la gente, a dover ragionare con la nostra testa e cercar sempre di "perseguir virtute et conoscentia".
Ascoltando altre voci, anche le più criticate... magari frequentando siti e blog - come quello che ci ospita! - che buttan là tante occasioni di verità, per criticare, verificare, confrontare, sapere...
Julia
April 10th, 2010
Rispondi
Quando per disgrazia vedevo apparire Cantalamessa in T.V. cambiavo subito canale.
Con questo credo di aver gia`detto tutto!
@zac(a)ria-gli antichi non conoscevano le malattie.
Nella bibbia i demoni sono le malattie.
Quello che ci hanno insegnato nelle parrocchie come ho gia` detto altre volte spesso e volentieri c`entra ben poco con la chiesa voluto da Cristoe
Niki
April 10th, 2010
Rispondi
Sono uno che ha sofferto di depressione e pure tremendamente ed una cosa che mi è sempre sembrata strana come zingari, fattucchieri feticisti, impostori di varia natura millantatori capiscano con uno sguardo il bisogno del prossimo quando i medici veri e propri non lo capiscono mai o quasi salvo casi ispirati come Sabin o Swaitzer o Maria Montessori , anche io sono stato vittima di raggiri brancolavo talmente nel buio che finii pure da un prete esorcista ma era molto bravo poi mi affidai alla psicoterapia sistemica tradizionale, nel 2004 scrissi a Padre Cantalamessa e lui mi rispose ma parlai di religione non dei miei problemi altrimenti mi avrebbe spedito ad arkeon e mi avrebbero rovinato, penso che ricerca spirituale e psicoterapia siano utili l'una all'altra per sconfiggere il male di vivere ma come ho scritto all'inizio è un proliferare di santoni che circuiscono e già li mettevano in galera trent'anni fa e sono ancora in giro a fare danni quelli hanno sempre troppo ascendente sulle persone e ogni giorno che passa la chiesa perde di credibilità e mi sembra quasi impossibile come una super potenza morale come questa fondata su quella famosa pietra evangelica possa essere vittima di un complotto. La rovina sono i soldi ed il potere e l'esercizio abusivo del potere e della ricchezza più che i demoni qui c'è un messaggio evangelico di un giovane rabbì della casa di Davide abbondantemente tradito.
claudia-ts
April 11th, 2010
Rispondi
Ho conosciuto una donna meravigliosa,splendida come madre e, poi, come nonna. Ma per gli illuminati suggerimenti di uno di di questi guru para-pseudo cristiani di passaggio, (non faccio nomi) è stata letteralmente ostracizzata da una nuora che le ha negato " a vita " l'incontro con i nipoti. E' morta di crepacuore, chiedendosi fino all'ultimo dei suoi giorni perchè.Questa nuora non ha mai dato una minima spiegazione. Personalmente resto della convinzione che certe colpe si pagano su questa terra.E' questione di tempo.
@Julia. Anch'io cambiavo canale..Quel fare mellifluo, quella studiata mitezza..Noi donne abbiamo il sesto senso, altrochè !
Julia
April 11th, 2010
Rispondi
@claudia-ts,
A proposito di Cantalamessa-brava-e` proprio cosi`-una brutta sensazione di viscido e falso.
Hai ragione anche per le colpe-e` una questione di tempo.Chi fa del male al prossimo si auto distrugge.
Io sono credente e nei vangeli l`inferno non esiste.Lo creiamo noi ,qui e adesso.
Gesu` stesso ha detto che non e` venuto per giudicare il mondo ma per salvarlo.
Siamo liberi di agire per il bene o per il male e paghiamo le conseguenze delle nostre scelte.
paolo69
April 14th, 2010
Rispondi
Cantalammessa ma sbaglia sermone : Raniero ha fatto una mistificazione oscena ,sconfessato da Lombardi ,portavoce del Papa =carriera stroncata...però di una tale mistificazione oscena si rese responsabile mesi fa su Mediaset al Maurizio Costanzo Show paragonando l'eutanasia allo shoah...il Card (!!!) Ersilio Tonini ...che mente.... : è proprio un vizio di famiglia ! Tanta porpora fu per privilegio divino esantato dal dare spiegazioni per una simile ignorante blasfemia ?
franco
April 19th, 2010
Rispondi
forse non è un argomento inerente alla discussione, ma credo che c'entri un poco l'ipocrisia della chiesa e del potere.
sabato mia moglie guardava i funerali del compianto raimondo vianello, ad un certo punto la mia signora mi chiama e mi dice" ma quello non è l'ometto di arcore?" "si rispondo perchè? lo sai che deve apparire ora et semper" al che la sciura mi dice " ma scusa ma se è divorziato perchè ha fatto la comunione?" a questo punto ritenendo la cosa sicura al 90% ( una svista può capitare) mi domando se la cosa è vera perchè nessuno a detto niente? perchè ad un comune mortale divorziato non è accessibile il sacramneto dell'eucarestia?
Simone
May 6th, 2010
Rispondi
Immagino che chi ha scagliato pietre in questi commenti e' cosi' certo in avere incontrato Cristo o di non averlo incontrato nella propria vita che ha buoni motivi per erigersi a giudice... Immagino anche che chi giudica lo fa con la Misericordia di questo "Cristo radicale" di cui si parla tanto in questo sito, vero? Immagino che chi annuncia il "Cristo radicale" conosca anche l'amore radicale che il Cristo ha per la Sua Chiesa, giusto? E... provo ad immaginare... che sia per il giudicante molto difficile parlare di Cristo e la Chiesa di fronte ai propri colleghi, amici, parenti, figli, genitori...Difficile vivere la propria fede, difficile sopportare inutili ciarle effuse e profuse da "omini, omuncoli e quaqquaraqquà" che si dovrebbero sciacquare la bocca prima di giudicare la Chiesa (e fare invece - ogni tanto - un po' di autoanalisi) ... facile invece non fare tutto questo! E scrivere 2 righe qua e la'... tanto per fare un po' di sport... di tiro al Cristiano... meglio se Cattolico... perche' la preda cattolica, si sa, tende a stare ferma, in silenzio come l'agnello che sta per essere ucciso.... A domenica 16 maggio... vi saluteremo da San Pietro!
Antonella
June 27th, 2010
Rispondi
Che caso, padre Cantalamessa. Al mio paese una comunità, Piccolo nido francescano, messa in piedi con grande dispendio di denaro pagato anche dai parrocchiani, è fallita miseramente. L'autorità spirituale di questa comunità era proprio lui. A meno che non sia un ingenuo fraticello...