
Milano 4…
di Paolo Berdini
Non ha avuto molto risalto sulla stampa la dichiarazione del sindaco di Arcore, Marco Rocchini di tre giorni fa. Ha affermato che visto che il suo comune - come tutti gli altri - è strozzato dal patto di stabilità e dai tagli alla finanza locale, ha dato l’assenso al cambio di destinazione d’uso a 30 ettari di terreni agricoli che ricadono nel parco del Lambro. Sopra quei terreni, l’immobiliare Idra della famiglia Berlusconi realizzerà 400 appartamenti, qualcosa come 1.200 nuove persone. Si chiamerà Milano 4, in onore e ricordo di Milano 2 e 3 dello stesso ideatore-benefattore, Silvio Berlusconi.
Facciamo un po’ di storia e di conti. Berlusconi acquista i terreni agricoli negli anni ’80 ed il loro valore di mercato all’epoca si aggira ragionevolmente intorno a 5 miliardi di lire. Con la variante che si vuole approvare si concedono 150 mila metri cubi di residenze: un valore immobiliare pari ad almeno 200 milioni di euro.
Certo ci sono dei trascurabili intoppi da superare. I terreni sono ancora classificati agricoli e occorre fare una variante “francobollo” che li renda edificabili. Che problema c’è? Le leggi ci sono e il sindaco è dello stesso partito del proprietario dei terreni, e questo aiuta. C’è poi la seccatura di dover togliere il vincolo del parco, ma anche qui non sembra ci siano ostacoli insormontabili: basta con i vincoli che bloccano lo sviluppo. Sono infatti favorevoli l’assessore all’urbanistica della provincia di Monza Antonino Brambilla, e il presidente del Parco Valle del Lambro.
Visto che l’incidenza dell’area sul costo delle abitazioni è pari al 15-20 % del totale, quei terreni pagati trent’anni fa 2,5 milioni di euro ne valgono oggi 30 – 40. Un bel colpo davvero!. Solo con la variante urbanistica si guadagnano 30 milioni. E poi dicono che il nostro presidente del Consiglio non sia bravo.
A questo punto la commedia degli inganni appare con i contorni più chiari, perché il sindaco Rocchini afferma che il comune beneficerà delle seguenti opere a totale carico del benefattore: restauro e sistemazione di villa Borromeo col suo parco, piste ciclabili, sottopassi per gli attraversamenti ferroviari, ristrutturazione della stazione ferroviaria della Buttafava, un centro per anziani e abitazioni da affittare a canoni agevolati. Il valore di queste contropartite, affermano le cronache, è pari a 20 milioni di euro, e cioè meno di quanto il privato guadagna solo con la variante, poi verrà il resto dell’affare.
Un vergognoso esempio di urbanistica contrattata e di conflitto di interessi, perché non si deve andare molto lontano per trovare chi toglie i finanziamenti ai comuni per realizzare opere pubbliche normali come la manutenzione delle stazioni o il restauro della villa Borromeo. E’ sempre lui, il presidente del Consiglio Berlusconi. Un fatto così non sarebbe accaduto in nessun paese della civile Europa: da noi si accetta ormai ogni nefandezza.
E per finire lo scandalo più grave. La recentissima proposta governativa di variazione dell’articolo 41 della nostra Costituzione contiene anche una proposta di cambiamento dell’articolo 118, quello che regolamenta l’attività urbanistica delle regioni e degli enti locali. La proposta è la seguente (comma 3): “In materia urbanistica lo Stato, le Regioni, le Città metropolitane, le Province e i Comuni entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge costituzionale provvedono anche ad adeguare le proprie normative in modo che le restrizioni del diritto di iniziativa economica siano limitate allo stretto necessario per salvaguardare altri valori costituzionali”.
L’Italia lasciata in mano alla più feroce speculazione edilizia, altro che libertà d’impresa. Questo è l’obiettivo del Partito delle libertà.
da la Repubblica
Cemento al Parco Sud, milanesi svegliatevi
5 luglio 2010
di Adriano Celentano
Caro direttore, nel Comune di Milano si nasconde un incendiario molto più pericoloso di quel Nerone dell’Impero romano: si tratta della giunta terroristica milanese che, essendosi emancipata nel male, non usa il fuoco per distruggere. Le fiamme, pur se devastanti, una volta spente si estinguono senza lasciare traccia sull’autore dello scempio. E ciò risulterebbe deprimente per gli abitanti dell’inferno comunale che, non potendo dire quello scempio l’ho fatto io, hanno ben pensato di firmare i nuovi sfaceli con una colata di cemento che non avrà precedenti nella storia.
Pare che Milano abbia perso più di 700.000 abitanti negli ultimi anni (perché le condizioni di vita sono troppo costose, non adatte alle coppie giovani con bambini che crescono asmatici e allergici in una città inquinata oltre ogni norma, poverissima di verde e quel poco di bellezza rimasta ha già un piede nella fossa), perciò non si capisce la velleità del Comune di Milano (sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza) di preventivarne il ritorno di circa mezzo milione, se non per soddisfare i bisogni degli investitori immobiliari, considerando inoltre che il tipo di costruzioni non sono alla portata della maggioranza delle persone che vivono di stipendio.
È così che coi lineamenti di Ligresti, la giunta ci mostra il suo nuovo spaventoso sembiante: con la scusa di salvare l’economia, il Comune ha deciso di rendere edificabile gran parte del Parco Sud. Ma non basta. L’inghippo è molto più diabolico. L’edificabilità del Parco Sud sarà virtuale. Ma cosa significa? Milano è stata così assassinata che forse sarebbe indecente e vergognoso da parte del Comune rendere edificabile ciò che, per gli spazi ormai ridotti all’impossibile, non potrebbe essere edificabile. Per cui urge una legge per continuare a distruggere. Ecco perché si è deciso di rendere edificabili milioni di metri cubi dividendoli in tanti mattoncini pari ad occupare gran parte del Parco Sud e metterli in banca come dei lingotti d’oro. Che a piacere se ne possono prelevare tanti quanti ne servono per la costruzione di un nuovo mostro, non necessariamente al Parco Sud, anche in Piazza del Duomo, visto che la legge lo permetterebbe.
L’ambigua banda comunale si difende col dire che il Parco Sud sarà sì edificabile ma rimarrà agricolo. Ma allora perché renderlo edificabile vi domanderete voi milanesi. Perché quando spunterà il nuovo “albero di 200 piani” in Piazza Castello e qualcuno dovesse reclamare, il Comune gli risponderà: “C’è un decreto che dice che noi possiamo lapidare Milano fino all’ultimo metro di edificabilità. E, siccome la cubatura a nostra disposizione, è grande come il Parco Sud, noi lapidiamo”.
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VEGANCH’IO 2010







Commenti
GIAMPAOLO
July 6th, 2010
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Ma questi costruiscono per costruire o per vendere.E se costruiscono per vendere ci sarà qualcuno che compra e ci va ad abitare? E se non compra in quel posto o resterà ad abitare dove si trova adesso forse in un posto disagiato o comprerà in un altro posto. Non capisco perché gli uomini non dovrebbero costruire mentre gli ucelli ogni anno si fanno il nido nuovo. L'esigenza della casa é una esigenza primaria
certo non si deve costruire in maniera scriteriata ma purtroppo in Italia il territorio é così tanto urbanizzato che é difficile conciliare il rispetto del territorio con l'esigenza di una nuova casa.
filippo trippanera
July 6th, 2010
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Caro don Giorgio; sarò monotono e monocorde, ma io non riesco a vedere nella follia del mattone e del cemento altro che mafia e riciclaggio !
Io credo che il problema vero per uno sviluppo serio della società e dell'economia sia quello di decementificare, Sono antico se sogno i tempi dell'albero degli zoccoli ? Siamo sicuri che lo sviluppo sia solo il mercato e il cemento ?
don giorgio de capitani
July 6th, 2010
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A Filippo Trippanera. Tanti parlano di sviluppo sostenibile o di decrescita felice. È la via da percorrere.
Filemore
July 6th, 2010
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Non si cotruisce per vendere ma per far salire le azioni della propria società. Non ho capito molto ma pare che funzioni così..
Mia azienda vale = 1000
Costruisco spendedo 100.000
Mia azienda assume un valore (fittizio) di 1.000.000 con quitazione in borsa a salire.
Vendo a 2.000.000....e prendetevela nel c***o.