ambiente
7 luglio 2010

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Ognuno fa il Ponzio Pilato. E chi se ne frega… se ne frega!


Rispondo ad alcune critiche che sono state rivolte al mio articolo-video su alcune cose strane che succedono nel Parco del Curone.

Anzitutto, non ho parlato di illegalità.
Mi basta restare nella cosiddetta legalità per farmi star male, e contestare tutto un mondo di ipocrisie che danneggiano il Bene comune, più di quanto possano farlo certe illegalità, le quali, se non altro, appaiono tali, pur camuffate.
Siamo al solito punto. La legge viene rispettata, senza capirne lo spirito che va oltre la lettera. Lo diceva già un certo Gesù Cristo. Ma lasciamolo fuori, perché altrimenti anche i bigotti invocherebbero, senza capirlo, il tanto sbandierato laicismo che fa comodo soprattutto quando si vogliono coprire le porcate istituzionali.
La legge! O, meglio, le leggi! E le leggi servono a coprire il culo di un sistema che sta in piedi a furia di puntellarlo proprio con le leggi “ad sistemam”.

Torniamo al Parco del Curone. Non ho contestato perché illegale il complesso edilizio che sta sorgendo in Galbusera, vicino alla chiesetta in onore di S. Francesco (povero santo, cosa sarai costretto a vedere fra poco!).
Bisognerebbe proprio essere pazzi in questo caso a violare le norme. È vero che c’è sempre a disposizione la possibilità di un eventuale condono, ma non so fin dove è opportuno rischiare.
Il problema non è solo una questione di volumetria da mantenere. Il problema è anche la tipologia delle costruzioni che, oltre a rispettare il più possibile quella precedente, non può essere un pugno nell’occhio nel contesto ambientale.
E non mi si dica che la casa è sempre un diritto primario del cittadino. La prima casa, certo, ma anche questa nel contesto ambientale. La seconda casa però non è un diritto. È un lusso che il più delle volte, oltre ad essere una bestemmia alla povertà, danneggia l’ambiente. Per di più, magari usata poche volte l’anno. In questo caso è un furto nei riguardi di chi ne avrebbe diritto come prima casa.
Avrei preferito toccare con mano un maggior impegno, da parte di ogni ente responsabile, dal Parco al Comune, perché si mettesse qualche stanga tra le ruote, cercando ogni cavillo pur di contrastare un piano su cui tutti quanti ci pentiremo di aver taciuto.
Invece no. La legge è legge, si è detto. E va rispettata. Certo, va rispettata, ma anche la legge della natura, la quale, purtroppo, non ha le protezioni che hanno i ricchi.
Un paese, perché sia vivibile, deve rispettare la natura. Altrimenti, prima o poi, finiremo tutti quanti in qualche casa di cura. Per lo stress causato da una miopia politica veramente assurda.

Passo all’altra contestazione. Riguarda lo spostamento di terra con il rischio di mutare la morfologia dei vari terrazzamenti. Denuncio il fatto, non solo per una mia tendenza quasi maniacale alla immobilità o allo status quo ambientale, ma anche per una ragione che lo rende ancor più deprecabile. Quando vedo una piantagione che, l’anno seguente, finisce al macero, e tutto questo succede sistematicamente, allora non c’è che una domanda: tutto questo è legale? Non ragiono appellandomi ad altri valori. Sarebbe impossibile con certa gente. E il Parco tace? Come si può far nascere o crescere una pianta, e poi distruggerla? Le assicurazioni che scopo hanno?

Sì, vorrei ripeterlo, ognuno fa il Ponzio Pilato. E chi se ne frega… se ne frega!

 

Tra i commenti al mio primo intervento, riporto quello di Giovanni Zardoni, vicesindaco di Cernusco Lombardone e fa parte del Consiglio di Amministrazione del Parco del Curone.

Un commento telegrafico. 1) la vicenda Galbusera Bianca è stata lunga, il progetto è stato rimpallato per anni, ha avuto tutte le pubblicazioni del caso sia come Piano di Recupero in Comune che come convenzione con il Parco e forse c'è stata una sola osservazione. Ovviamente il progetto è in regola con le normative edilizie e del Parco vigenti. 2) per quanto riguarda Cereda, il soggetto è noto per come agisce. L'ultimo mio verbale da Guardia Ecologica Volontaria (e siamo nel 2000) prima di mettermi in "aspettativa" in quanto Amministratore, verbalizzava i primi enormi spostamenti di terra. Si è andati al processo (penale) ed in sede di dibattimento è stata data ragione dal Giudice al soggetto, che aveva dichiarato di avere portato "solo" 10 camion di terra (quando ne aveva portati più di cento) e siccome non si è riusciti a dimostrare (almeno secondo il giudice) che erano cento si è persa la causa. A volte gli agricoltori o presunti tali sono forse eccessivamente tutelati.

Vorrei chiedere solo una cosa a Giovanni Zardoni: a parte il fatto che poco importa se il soggetto in questione (mi riferisco al proprietario del vivaio di Cereda) è quello che è (se fosse fuori-legge non andrebbe in ogni caso denunciato, fino a metterlo alle strette?), è vero o no - vorrei essere smentito - che in sede di dibattimento nessuno del Parco si era presentato come testimone dello spostamento abusivo del terreno?

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Commenti
  1. Caro don Giorgio, chiamato direttamente in causa non posso esimermi dal rispondere, come abitualmente faccio: chi mi conosce sa che dico sempre quel che penso.
    Una precisazione: sono sì Vicesindaco di Cernusco Lombardone, ma non sono più nel Consiglio di Amministrazione del Parco dal 2007. Partecipo all'Assemblea Consortile del Parco quale delegato permanente del mio Sindaco.
    Sulla vicenda di Cereda, da quel che ricordo, è andata proprio così. Mentre il proprietario del vivaio aveva prodotto i testimoni per confutare quanto da noi verbalizzato (fu il mio ultimo verbale, quindi la cosa mi da' ancora più fastidio) il legale del Parco non aveva ritenuto necessario produrre testimoni, perchè aveva valutato che lo spostamento di terra era notevole (si parlava di più di cento camion). Fu una evidente leggezza. I teste della controparte (e che testimoni - un familiare, uno dei camionisti ed il ruspista...) dichiararono di avere portato solo 10-12 camion di terra ed il giudice valutò il tutto come "normale pratica agricola". Dovrei forse avere in giro qualche documento, lo cercherò!


  2. A Giovanni Zardoni. Lo ringrazio per la precisazione del suo attuale incarico in senso al Parco e lo ringrazio per la sua onestà intellettuale. Ed è stato finora l'unico a intervenire e a dire le cose come stanno, rivelando retroscena ancor più allarmanti di quanto pensassi. Sul Parco avrei altre cose da dire, e le dirò, come sulle Amministrazioni comunali, latenti dal punto di vista ambientale e non solo.


  3. Roberta Carcano

    Rispondi

    A questo punto erano meglio le trivelle nel parco. Scusate, ma a che ci sta a fare il Parco? A me viene il sospetto che molti non volevano le trivelle perché avrebbero rovinato altri progetti.
    Comunque la Brianza è allo sbando. Amministratori senza idee che lasciano costruire dappertutto. Servi della gleba ignoranti eravamo e servi della gleba siamo rimasti. Siamo destinati a diventare (se già non lo siamo) periferia di Milano.
    Caro Zardoni, se è vero come Lei dice, che sono state commesse "leggerezze" da parte del Parco, beh come minimo mi aspetto le dimissioni degli amministratori. Ma che ci stanno a fare, e pure stipendiati? Se le trivelle dovessero tornare alla carica, stavolta sarò io ad agire alla Ponzio Pilato.


  4. Cara Roberta,
    precisiamo subito che gli amministratori del Parco sono tutti volontari e non percepiscono alcun emolumento e/o rimborso spese. E' tutta gente motivata, glielo assicuro.
    La leggerenza venne forse fatta dal legale, ritenendo la partita vinta, ma in Italia non vi è mai certezza del diritto purtroppo. Non facciamo però paragoni con le trivelle, per favore!


  5. Roberta Carcano

    Rispondi

    Caro Giovanni, da persona che ha più volte ricorso a dei legali per fare valere i propri diritti, le posso assicurare che il cliente magari sente più di un parere e in qualche modo esamina in maniera critica quanto dice il legale e non prende il tutto per oro colato. Poi, di fronte a quella situazione, io personalmente mi sarei documentata sulle irrogolarità con testimoni, foto, etc. Diciamo che gli amministratori sono stati un po' sprovveduti e non solo il loro legale.
    Per quanto riguarda il paragone trivella o petrolio, per me equivalgono. Scusi ma che differenza fa una torre di petrolio da una colata di cemento? Io non so dove Lei viva e quanti anni Lei abbia. Io ho visto la Brianza venire deturpata da condomini, villette e capannoni e da migliaia di macchine. Gli effetti a lungo termine sulla salute e sul territorio non sono certo benefici... Guardi, onestamente, i Parchi in Italia non sono gestiti in maniera seria. Sono altamente politicizzati (e non lo può negare) e non hanno praticamente alcun potere (infatti il Curone è stato salvato a Roma da dei politici spaventati dalla mobilitazione di gente). Comunque la Brianza è giusto che faccia la fine che si merita: ha scelto di puntare sulle fabbrichette inquinanti e sul ruolo di dormitorio di Milano... che non si lamenti poi! In Toscana hanno fatto altre scelte. All'estero, la vecchia Brianza di Leonardo da Vinci non l'avrebbero mai fatta diventare quello che è.
    Ancora una volta ribadisco: se le trivelle dovessero tornare alla carica, io farò come Ponzio Pilato... visto che al cemento o a dei prepotenti nostrani viene lasciato spazio di azione. Cordiali saluti.


    1. Daniele De Salvo

      Rispondi

      Bisogna solo ringraziare Giovanni Zardoni per l'aiuto che ha dato al comitato No al pozzo. E' anche grazie al lui se il Parco del Curone è salvo. Chi ha partecipato a quella grande battaglia di civiltà sa quanto è stato difficile vincerla, si ricorda le notti insonni davanti al Pc a studiare le carte, le riunioni serali, i pomeriggi ai banchetti per raccogliere firme... E' che poi chi si espone e si rimbocca le maniche come Giovanni si espone nel contempo alle critiche, ma altri bisognerebbe criticare, non lui


  6. Scusi, Sig. Giovanni Zardoni, facciamolo invece questo paragone coi pozzi di petrolio.
    Il comitato "No pozzo" ha mobilitato persone e volontari in BUONA FEDE per difendere il Parco dalle trivelle, e poi magari adesso salta fuori che questa battaglia ha favorito (indirettamente, spero! spes ultima dea) altri
    interessi, magari immobiliari?

    Se così fosse, mi indignerei, e non poco. Mi farebbe piacere che qualcuno del comitato "No Pozzo" dicesse qualcosa di chiaro e ufficiale in materia, perchè nel mio piccolo nella battaglia contro il pozzo mi ci sono spesa.

    E lo sa bene che a pensare male si fa peccato, ma si indovina.

    Anna


  7. Non conosco la realtà brianzola, ma so qualcosa del resto d’Italia e della cementificazione selvaggia che sta deturpando il paesaggio di quello che fu il Bel Paese. Negli ultimi 30 anni (e forse più) se siamo riusciti a salvare un po’ di natura, lo dobbiamo alla nuova cultura ecologica sbocciata grazie a quei “rompicoglioni” dei Verdi, che non hanno mai cessato di ricordare che la nostra salute e quella del pianeta in cui viviamo sono strettamente connesse ed hanno cercato nel loro piccolo di far seguire i fatti alle parole. L’attuale governo e la maggioranza che lo esprime, che controlla gran parte delle regioni, hanno per il territorio e l’ambiente la stessa considerazione che hanno per i pensionati, i dipendenti pubblici, gli operai, i terremotati, i disabili, le minoranze etniche e più in generale quella cittadinanza dimenticata, a cui poi hanno il coraggio di chiedere il sostegno elettorale…


  8. In altri stati i giudici non sono oberati di lavoro e la polizia locale fa la polizia locale avendo a disposzione mezzi moderni ed efficienti.
    Il che vuol dire che in breve si sarebbe finito in tribunale per valutare se era o non era comune pratica agricola.


  9. Paolo Dal Cin

    Rispondi

    Don Giorgio questa domanda non centra per nulla con l'argomento trattato, ho già espresso un parere nell'altro articolo. Le volevo chiedere come possa ancora credere nel comunismo. Per due motivi fondamentali:
    1 il comunismo nei paesi dove è stato applicato ha sempre fallito e ha fatto danni sociali e anche ecologici, tanto per rimanere un po' in tema
    2 Lei dichiara apertamente di non credere nel popolo che a suo dire è una massa di rimbambiti, coglioni, shiavi... il comunismo si fonda sul popolo ora se lei non crede nel popolo non può credere nel comunismo.
    Mi risponda con chiarezza e possibilmente senza insultarmi, la mia non è una critica ma una domanda che credo sia legittima.


    1. Io aggiungerei anche una terza obiezione:
      Come creare una società più giusta, di promuovere una maggiore giustizia sociale , solamente con l'eguaglianza economica, e con la creazione di una dittatura (il comunismo di stampo marxista, contemplava appunto la dittatura , il potere assoluto per imporre l'uguaglianza economica con il terrore, con la forza delle armi, quindi in Urss, ed oggi in Cina c'è la perfetta realizzazione pratica delle teorie di Marx, sbaglia di grosso chi dice che il comunismo non è mai stato realizzato).
      Poi la proprietà privata è solo la proprietà della roba? basta avere tutti il salario uguale, perchè ci sia più giustizia sociale? qual'è la peggiore forma di proprietà? non è forse il potere?? e allora in un regime comunista, in realtà c'è un partito, c'è una numenklatura di partito, che possiede anche le vite degli altri, che possiede praticamente tutto, e una massa di poveracci, che non posseggono quasi nulla, ma sono tutti uguali! uguali nella miseria, non è una gran consolazione, a meno che non vogliamo considerare il mal comune, un mezzo gaudio!
      Quindi non è megli una società di individuoi dotati di proprietà privata, con salari proporzionati al proprio lavoro? non è meglio puntare su una maggiore meritocrazia, e una maggiore giustizia sociale, piuttosto che sul totale appiattimento economico, del comunismo?
      L'unica forma di comunismo accettabile, non è il marxismo, ma è l'associazionismo comunista volontario, tipo i Kibbuts israeliani degli inizi del '900, quando lo stato sionista non era ancora sorto, ma i primi ebrei aveavano già iniziato ad aquistare terreni, nella zona, e creare delle piccole comunità comuniste, basate sull'accordo volontario, e non sulla coercizione statale!


  10. Al punto 1: basta sostituire il termine comunismo con comunisti e la risposta viene da sola.

    Al punto 2 la domanda è strettamente personale e comunque in poche comunità, quasi sempre monastiche, il comunismo funziona e quindi può funzionare e comunque non può essere proibito sognare un modno migliore.


    1. L'unica forma di comunismo che può funzionare, è quella volontaria, dell'associazionismo in stile Kibbutz Israeliano, il comunismo dittatoriale e statalista, come ha già dimostrato abbondantemente la storia, può portare solo miseria, violenza e ingiustizie!


  11. Voglio associarmi a Daniele nel ringraziare Giovanni Zardoni per tutto il tempo che ha speso a favore della battaglia contro i pozzi; io faccio parte del comitato No Pozzo,non so Anna Maria - che insinua cose strane che respingo fermamente -cosa vorrebbe sentire da noi; io non posso che confermare quanto detto da Daniele sull'impegno e sulla buona fede di Giovanni e di altri amministartori come Marco Panzeri.


  12. Movimenti di terra strani anche a Sirtori in Località Borno'. Il Parco e' stato avvertito da numerosi cittadini, abbiamo scritto, fornito documentazione fotografica ma ad oggi nessuna risposta: le autorita' aspettano che i lavori siano terminati e poi valuteranno!!! Che risposta e'? E quando il danno e' stato fatto come si ripara? Chi ha la forza e l'autorita' di fare rispettare la legge? I cittadini si sentono presi in giro anche dal parco e dai suoi funzionari!



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