
Da tempo mi chiedo qual è in realtà la funzione di un Parco. È solo quella di proteggere un certo tipo di fauna e di vegetazione? Se fosse così, sarebbe già qualcosa, ma non penso che basti a costituire un Parco. Il Parco include anche abitazioni, paesi, strade pubbliche ecc. Su queste zone abitate il Parco che funzione svolge? Quali sono i suoi vincoli, supposto che si possa parlare ancora di vincoli, visto che, non solo la Regione Lombardia li sposta come vuole, ma anche i Comuni interessati se ne fregano. Come mai ad esempio ci sono paesi - vedi Perego - che appartengono al Parco solo a zone? Con quale criterio è stato fatto questo?
Sono solo domande, visto che, all’occorrenza, quando si tratta di rendere edificabile una zona, subito si rivendica l’autonomia dal Parco. I Sindaci dei Comuni che ne fanno parte come collaborano con il Parco? Non mi pare che Perego abbia avuto nel passato un particolare feeling. Cito Perego, potrei citare anche Montevecchia, ai tempi in cui era sindaco Eugenio Mascheroni, l’attuale Presidente del Parco.
La gente qui non è che odia il Parco in quanto tale, ma è diffidente per tutta una serie di fattori che hanno talora una qualche buona ragione, vista l’incoerenza, e la poca trasparenza di un Ente che dovrebbe invece, prima di tutto, conquistare la fiducia della popolazione. E la fiducia la si conquista anche salvando almeno certe zone, quelle ancora non abitate, ricche di vegetazione, dalle speculazioni edilizie che, con tutti i vari cappelli dal pollice verde che volete, dovrebbero essere bandite.
Una particolare attenzione meriterebbero gli Agriturismi che, secondo il mio personale parere, dovrebbero sì promuovere i prodotti locali (è proprio così? o solo in parte?), ma non ristorazioni dai prezzi esorbitanti. Il Parco in senso stretto lo vedo come uno spazio provvidenziale per passeggiate distensive in mezzo alla natura, anche per dei picnic familiari, ma non per pranzi o cene come andare in un albergo. E così si è costretti poi a fare parcheggi per le auto, o si permette di parcheggiare per le vie del paese già a corto di posti di posteggio.
E c’è un’altra cosa che vorrei dire. È vero che il Parco non può avere il diritto di proprietà su ogni zona che fa parte del Parco, anche se ciò sarebbe l’ideale. Ma la proprietà privata, nel Parco, non può essere privata in senso assoluto. Tu, caro tizio o sempronio, non puoi mettere steccati o chiuderti dentro, proibendo il passaggio alla gente. Certo, lo puoi anche fare, ma dovresti essere sanzionato in un’altra maniera. Il Parco è di tutti, perché tutti hanno diritto a godersi sia la vista che il profumo delle piante o dei fiori.
Visto che mi si offre l’occasione vorrei a ripetere certe mie idee, meglio dire convinzioni. Parco sì Parco no, la proprietà privata ha in sé dei limiti, che riguardano il possesso della terra. La terra è di tutti, e nessuno può dire: questo pezzo è tutto mio! Ne faccio ciò che voglio. Nessuno può di per sé comperare la terra, e ritenerla propria. La terra non è in vendita: ha una destinazione universale. Per diritto naturale. Certo, puoi essere un amministratore, un affittuario, ma non un proprietario. Sulla terra, in altre parole, non può esistere il diritto di proprietà privata. Di conseguenza, ognuno può prenderne un pezzo, curarlo e custodirlo, ma deve rispettare anche il diritto dell’altro a curarne il proprio pezzo, se davvero la terra ha una destinazione universale. Per cui, per me, sei un ladro se tu possiedi più di quanto ti è dovuto, per il semplice motivo che togli ad un altro il suo diritto. Questo vale soprattutto nel Parco. Non è più accettabile che ci sia gente che si ritiene proprietaria di una enorme quantità di terreno. Già S. Ambrogio lo diceva: se tu possiedi più di quanto ti è dovuto togliendo ad un altro la possibilità di avere il suo, sei un ladro!
Sono solo mie idee? Forse. E in forza delle mie idee dico pubblicamente che chi, in un paese, possiede “troppo”, più di quanto è in suo diritto, stabilito questo diritto dalla destinazione universale dei beni della terra, non è altro che un ladro!
Un altro discorso meriterebbero le zone abitate. Come conciliare armonicamente lo sviluppo edilizio di un paese con i principi di fondo del Parco? Non si tratta tanto di concedere la licenza o no per un cancello, o per una siepe che dovrebbe essere di un certo tipo di pianta. E su questo si è estremamente rigidi fino al ridicolo, come si è grotteschi nel proibire una staccionata protettiva per i bambini e gli animali, in abitazioni dove, appena a un metro fuori di casa, c’è una riva così scoscesa da sembrare quasi uno strapiombo. Sì, si può fare una staccionata ma tale da essere inutile come protezione. E poi si permettono scempi ambientali?
Se i Sindaci virtuosi i cui paesi non appartengono ad un Parco si sono prefissati di non favorire, anzi di negare concessioni edilizie fino a imporre addirittura uno sviluppo zero, come mai i nostri bravi sindaci che fanno parte del Parco del Curone non hanno una altrettanta cura per lo sviluppo umano e sostenibile del loro paese?
È vero quanto loro dicono, e cioè che hanno le leggi contro, che la stessa gente spinge in un certo senso, ma non è vero - i sindaci virtuosi potrebbero provarlo - che non sarebbero più rieletti se dovessero imporre la politica di scelte radicali in favore dell’ambiente. La gente va educata, e non si può ingannarla a lungo con le solite ipocrite giustificazioni che, guarda caso, vanno sempre in favore di una certa categoria di persone.
Non basta, anzi è illusorio per non dire controproducente, spingere la gente a muoversi solo in determinate occasioni, per scongiurare ad esempio il pericolo di una trivellazione alla ricerca del petrolio, se poi tutto finisce lì. La gente va educata al rispetto dell’ambiente, a lottare al di là del locale, anche perché se crolla il mondo ne vado di mezzo anch’io, se l’Italia politicamente fa scelte sbagliate nel campo energetico, ne subisco anch’io le conseguenze dannose.
Che fatica ad esempio sensibilizzare le persone sul problema dell’acqua. Sì, sono state raccolte tante firme perché l’acqua non venga privatizzata. Ma non ho visto ad esempio i nostri Comuni della zona, tranne poche eccezioni, darsi da fare per creare la cultura dei beni universali che vanno tenuti fuori dalla legge del mercato. Sì, qualche sporadica iniziativa. Ma a che serve? Occorre un’opera culturale costante, la quale sarà possibile solo se i nostri Comuni avranno una visione diversa della politica, che non consiste solo nel saper amministrare materialmente il proprio paese, ma in uno sforzo continuo per portarlo verso una grande Idea, che è quella, magari azzardata, di un luogo ideale di convivenza civico-sociale.
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VEGANCH’IO 2010







Commenti
Giovanni Zardoni
July 17th, 2010
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Non sono d'accordo in questo caso. In Italia la proprietà privata esiste eccome. Il ragionamento secondo me è un altro: il tuo terreno privato, anche piccolo, è una tessera nel mosaico del paesaggio. Quindi hai l'obbligo di mantenerlo in buone condizioni, direttamente o affidandolo a terzi. Questo sì: o lo fai direttamente, o hai l'obbligo di affidarlo a qualcun'altro.
don giorgio de capitani
July 18th, 2010
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A Giovanni Zardoni. Non ho detto che la proprietà privata è un furto secondo le vigenti leggi cosiddette civili. E non riporto solo un mio pensiero personale. dicendo che non può esistere la proprietà privata sui beni della terra. La destinazione universale di questi beni è un diritto naturale che gli uomini hanno tradito. Almeno non favoriamo con privilegi ecc. l'accumulo dei beni, questo è capitalismo. Comunque, per una maggiore conoscenza su ciò che intendo per diritti universali dei beni della terra, vedere o leggere numerosi video e articoli che ho fatto o scritto.
andrea
July 18th, 2010
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Se la terra fosse di tutti, sarebbe di nessuno, e sappiamo bene come la gente tratta la roba che è pubblica, cioè di tutti, e allo stesso tempo di nessuno.
Basta fare un giro in un qualsiasi parco pubblico, e confrontarlo con un parco, o una pineta privati.
Il parco pubblico è pieno di cartacce di merda di cane!
Poi che le proprietà private non sono mai distribuite equamente, quello è un'altro discorso, ma non si può negare che in generale la gente ha molta cura di ciò che è proprio, e nessun rispetto di ciò che è pubblico(eccezioni a parte ovviamente, io x es non butto cartacce per strada, ma purtroppo il grosso della gente, usa il terreno pubblico come una discarica)