
da LA REPUBBLICA
CAGLIARI
Arcivescovo contestato
dai parrocchiani di Sant'Eulalia
Cacciato dalle urla e dai fischi dei fedeli che non hanno gradito il trasferimento del titolare della chiesa, don Mario Cugusi, che ha sempre combattuto per la valorizzazione del rione cagliaritano e per l'integrazione tra le diverse etnie che animano il quartiere
CAGLIARI - "Questa chiesa è una baracca". Le parole dell'arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Mani hanno scatenato il putiferio nella parrocchia di Sant'Eulalia, nel quartiere di Marina. Contestato dai fedeli, con cui aveva aperto un confronto dopo il trasferimento del parroco, don Mario Cugusi, beniamino del quartiere per le sue opere di carità e per l'attività pastorale interconfessionale, è stato costretto ad allontanarsi, tra fischi e urla dei parrocchiani.
La discussione, nei giorni scorsi, era passata per Facebook, ma il video dell'assemblea-scontro, immancabilmente, è finito su YouTube ed ha fatto il botto: nelle ultime 12 ore a Cagliari è nella hit parade dei filmati più visti.
La notizia della sostituzione di don Cugusi era trapelata nei giorni scorsi anche grazie ad alcune anticipazioni giornalistiche. Per gli abitanti del quartiere di Marina, un po' come se da un giorno all'altro avessero cambiato il nome di via Roma, la strada che si affaccia sul porto: impossibile da credere. E invece, quando si è scoperto che le cose stavano proprio così, dal rione è partita la richiesta di un incontro chiarificatore con l'arcivescovo ed ex ordinario militare.
Perché il quartiere è tanto affezionato al suo parroco è presto detto. Don Mario, in questi anni, ha conquistato tutti, parrocchiani, atei, ma anche extracomunitari di altre religioni per aver combattuto in trincea per la valorizzazione del rione e l'integrazione tra le diverse etnie che animano le viuzze che si affacciano sul mare: la Marina è il quartiere con la più alta percentuale (12,94%) di stranieri in città. Mobilitazione partita dal basso, poi, l'incontro che avrebbe dovuto chiarire tutto. Monsignor Mani ci stava anche riuscendo, in qualche modo. Stava spiegando che è nell'ordine delle cose, e delle regole della Chiesa, che ogni parrocchia cambi dopo un po' la sua guida. "Anch'io - ha detto - quando me lo chiederanno andrò via da Cagliari". Poi è arrivata una frase "questa non è chiesa, questa è baracca", che ha scatenato il finimondo.
Nessun attacco diretto a Sant'Eulalia, come qualcuno dei fedeli (la tensione era molto alta) forse ha pensato. Era la conclusione di un discorso più articolato in cui Mani spiegava in sintesi che gli avvicendamenti nel mondo cattolico erano "naturali". E che quindi, in generale, quelle erano le regole della Chiesa, altrimenti si stava parlando di qualcos'altro. Molti fedeli hanno protestato ad alta voce e allora Mani si è fatto il segno della croce e ha guadagnato la via dell'uscita. Tutti gli hanno chiesto di tornare indietro, ma Mani, ribadendo a più riprese le motivazioni del trasferimento e invitando i fedeli a un incontro in altre sedi, è stato irremovibile. Quando è salito sull'auto, però, sono volati i fischi e i cori.
Al posto di Cugusi arriverà don Marco Lai, altro religioso molto conosciuto in città: è il parroco, anche lui in trincea, di uno dei quartieri più difficili di Cagliari Sant'Elia. E anche lì il rione potrebbe non essere così contento di vederlo andare via.
(18 luglio 2010)
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LIBERTÀ PER MARCO CAMENISCH







Commenti
federico
July 18th, 2010
Rispondi
Che bello. Vedere queste immagini riporta slanci, entusiasmi. Sono immagini di gente genuina, che fanno rinascere il cuore ma anche, per contrasto, indignazione, rabbia. Quella verso i potenti, verso chi non ascolta ragione che quella dell'interesse.
La Sardegna, bellissima terra... e pensare che non ci sono ancora stato, l'unica regione dell'Italia che ancora non conosco. Vedrò di riparare.
franco P
July 18th, 2010
Rispondi
Questa Baracca, denigrata da un arcivescovo, e' una Chiesa. Di che si occupa l'arcivescovo normalmente ? Di anime o di burocrazia. Si legga la parola di Dio, se ci crede ancora, ed eventualmente cambi professione.
isa
July 18th, 2010
Rispondi
Sono argogliosa di essere sarda e che finalmente i cagliaritani abbiano capito i danni che Mani ha fatto alla Sardegna.Quest'uomo è arrogante e servo del potere e ha contribuito, accogliendo e appoggiando berlusconi in campagna elettorale, alla sconfitta del mio sempre presidente RENATO SORU e all'elezione del babbeo(sua testuale ammissione)cappellacci anche lui servo e tappettino di Roma nonchè palo di ladri, ma ladri che la mia terra non aveva mai visto(premier, verdini,bertoladro. carboni .lombardi,ghedini, anemone,balducci ect....ect...ect....).Da quel momento la mia terra è tornata indietro di venti anni abbiamo perso le conquiste che il buon governo della giunta SORU era riuscita ad accumulare(fondi FAS,master and beck,costruzione di nuovi ospedali, finanziamenti alla scuola pubblica,legge salvacoste,tassa sulle grandi imbacazioni e aerei privati,riduzione del deficit regionale, recupero del credito regionale nei confronti dello stato,cosistenti in aiuti ai disabili e alle persone in difficoltà ,il G8 alla Maddalena e altro ancora che ora,anche grazie a mani non abbiamo più, tutto svanito nel miracolo berlusconiano.
lina
July 19th, 2010
Rispondi
Non conosco la situazione di Cagliari, ma cambiamenti si stanno verificando dappertutto.Anche nella mia città brianzola con la storia dei parroci e dei vicari, a causa della crisi di vocazioni, sono in atto tanti trasferimenti, alcuni francamente poco chiari e all'apparenza ingiustificati. Non sarà anche a Cagliari la stessa cosa e per gli stessi motivi? Anche ai fedeli delle varie parrocchie della mia città non va a genio questo nuovo metodo, ma ci dobbiamo rassegnare, pensando sia stato fatto tutto con competenza e discernimento.Poi si vedranno i frutti. Sento dire che alcune chiese dove è stato già applicato il metodo parroco unico per tre parrocchie e vicari parrocchiali, si sono un pò svuotate.Sarà vero? Fra qualche mese potrò verificarlo nella mia parrocchia.
Julia
July 19th, 2010
Rispondi
Ho gia` visto una scena simile qualche anno fa nella mia diocesi (Bs.) La protesa non ha servito a niente-al posto del prete profetico, voluto dai parrocchiani, e` arrivato ,come succede spesso, per spegnere qualsiasi soffio dello Spirito Santo, un tipo lefevriano.( con il nuovo vescovo qualcosa e` cambiata- in meglio).
San Pietro nella sua lettera dice-
'' Pascete il gregge di Dio che vi e` affidate, sorvegliandolo non per forza ma volontieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate....etc.'
Credo che il vescovo Mani anche se in buona fede, (spero), ha dimenticato che la chiesa e` la gente , l'assemblea, non e` la gerarchia.
Lion
July 19th, 2010
Rispondi
Cara Isa, hai ragione al 100%; io vivo nel Veneto e qui mai nessuno si sognerebbe di contestare un trasferimento. Tutti per il quieto vivere!
Ho più di 60 anni ed ho smesso da tempo di frequentare chiesa e preti di questo tipo (arcivescovo Mani di forbice), pronti a fare prediche dall'altare per poi sedersi a tavola con ricchi e potenti più o meno importanti.
Il Veneto, governato dalla Lega che si sta appropriando del territorio col potere della cementificazione con la stessa voracità che il pdl sta applicando in Lombardia e nelle altre regioni che si è preso, è sempre stata considerata una regione "bianca" fedele alla vecchia DC. Ruba più che puoi e fregatene del prossimo, della salute degli altri e dell'ambiente è il detto sottinteso che qui è stato seguito dal dopoguerra ad oggi.
Ciao Isa, finirà la nottata
don severino
July 19th, 2010
Rispondi
Come mi è difficile fare un commento a questo fatto! chi ha letto i miei commenti sà bene che non sono tenero,ma in questo caso apprezzo solo il commento di don giorgio,sul fatto della bellissima reazione del popolo sardo e non del popolo,di un certo popolo del nord.Mons. Mani,forse molti dimenticano la sua storia prima di arrivare a Cagliari,è un capo in ogni senso e dopo l'esperienza come capo dei cappellani militari,luogo suo più consono! si è totalmente dimenticato che cosa sia lam Chiesa di Cristo,questo è il problema.Ma come sacerdote che nel 2001 ha dovuto per obbedienza lasciare la sua prima parrocchia dopo soli 7 anni perchè il mio esser prete verso gli ultimi e soprattutto il mio apostolato verso le persone che vendono il proprio corpo e le persone omosessuali che amano senza far male a nessuno,ha dato fortemente fastidio ad alcuni integerrimi miei parrocchiani ed alle gerarchie di roma,l'allora arcivescovo e cardinale Piovanelli,vero padre,mi chiese l'obbedienza di lasciare la parrocchia,ho obbedito ed ora sono sereno anche se segnato per sempre.Dicevo mi è difficile commentare,posso solo dire una cosa che il Vescovo,qualunque esso msia per chi ha fede è la volontà del Signore ed obbedire significa avere la garanzia che l'opera che compiamo è vera e la possiamo continuare altrove semmai anche meglio.Sono convinto che umanamente non è giusto,lo sono davvero,ma son convinto altresì che se il chicco di grano caduto a terra non muore (morire non solo fisicamente per sempre) non porta frutto,e l'obbedienza al Vescovo è il chicco che loro spesso buttano a terra nella speranza che muoia,invece vive e risorge più forte.
Marco Maggese
July 19th, 2010
Rispondi
Posso capire la delusione dei parrocchiani, però perchè non pensare che don Cugusi potrà andare a fare del bene anche altrove? In fondo Gesù non se ne è stato a seduto a Nazareth (e Gli avrebbe fatto molto comodo stare lì), ma ha girato per tutta la Palestina...
franco P
July 19th, 2010
Rispondi
Il problema non e' pensare che don Cugusi possa fare del bene altrove, ma il fatto che attraverso la frase "questa Chiesa e' una baracca", si sono palesate da parte del'arcivescovo le ragioni alla base del trasferimento nonche' un mal celato disprezzo per una comunita' di "baraccati". E giustamente i baraccati si sono arrabbiati.
federico
July 19th, 2010
Rispondi
dal filmato mi pare che quei parrocchiani fossero lì non per sentire le motivazioni dell'avvicendamento dei parroci, bensì con la pretesa di non sentire ragioni. Anche a me è sembrata una comunità, in quel frangente, da baraccone più che baracca.
ciao.
federico
Filemore
July 19th, 2010
Rispondi
Diamine! Uno ci mette anni per conquistarsi la fiducia dei parrocchiani, per rendersi conto dei problemi, per torvare soluzioni ed una volta che avvia tutto ciò,,,,trasferito!
E che cavolo!
Così non si va da nessuna parte.
Trasferimenti si...ma con criterio, apertura, franchezza e trasparenza.
don giorgio de capitani
July 19th, 2010
Rispondi
C'è un Federico che sostiene la comunità e c'è un Federico che ironizza. Non potreste distinguervi nel nome?
francesco
July 19th, 2010
Rispondi
per ulteriori approffondimenti:
http://www.ilsardegnablu.it/
Federico di Monza
July 19th, 2010
Rispondi
Ok, don Girgio. Io sono Federico di Monza, insegnante, quello del primo commento.
Ribadisco la mia piena solidarietà verso la gente del paesino sardo così la mia piena contrarietà verso ogni forma di arroganza.
Non importa da dove essa arrivi, se dal papa, se da un sindaco, se da un politico, se da un imprenditore, se da un operaio. Ribadisco la mia contrarietà ad ogni forma di prevaricazione, che - spiace dirlo - è spessissimo associata al potere. Anche quello clericale.
Vorrei a questo proposito, don Giorgio, ringraziarti per il tuo impegno.
A quando le ferie in Puglia?
livio
July 19th, 2010
Rispondi
qui mi pare che stiamo perdendo il senso di ruoli. a decidere chi deve andare dove è il vescovo! mica la comunità! e il vescovo può dare spiegazioni se vuole, ma i mille motivi di un trasfrimento a volte non è possibile spiegarli. se non siete d'accordo e volete la chiesa democratica, fatevi valdesi
Franco P
July 19th, 2010
Rispondi
Commento per Livio.
Il senso dei ruoli 'istituzionali' non implica necessariamente l'arroganza dell'uso del potere e la denigrazione contenuta nella infelice espressione dell'arcivescovo. Questo agire e' comunque indipendente dalla professione di fede e si applica ad ogni gruppo religioso o non religioso. In ogni caso continuando il ragionamento di Livio meglio la democrazia e condividere la fede in una comunita' valdese.
PAOLO69
July 20th, 2010
Rispondi
contro Livio : e perchè no ? I parrocchiani dovrebbero eleggere i parroci (succede per antico diritto in alcune parrocchie) e i preti eleggere il pastore che preferiscono , Per esempio a Coira nel Canton Grigioni in Svizzera è il capitolo della cattedrale che propone una terna al papa e a lui tocca sciegliere 1 dei 3 (naturalmente uno più progressista dell'altro:se ne prendono di rivincite gli indomabili Svizzeri !) ; è solo dall'età moderna che i pastori vengono nominati dai papi : è una democrazia più che legittima non in contrasto col Vangelo :certo non si puo' mettere ai voti se Dio esiste o no...
Quanto ai Valdesi : godessero i cattolici della universale stima che a questa chiesa evangelica in Italia è riconosciuta da tutti...non li ho mai visti finire nelle barzellette o nelle cronache giudiziare...e non permetterebbo mai a un loro pastore di portare gradi militari nemmeno da caporale...
Daniele
July 19th, 2010
Rispondi
Concordo con Livio. Il Vescovo è il successore degli apostoli ed in quanto tale pastore delle anime della sua diocesi. Quale che sia il suo giudizio sul parroco ha tutto il diritto di spostarlo dopo i 9 anni canonici. Se la comunità si ribella al Vescovo sbaglia. Anche i laici devono vivere la dimensione dell'obbedienza, i voti evangelici non valgono solo per i religiosi ma per tutti i cristiani.
Emanuele
July 19th, 2010
Rispondi
Io ero presente e vi assicuro che i fedeli erano li per ascoltare (è possibile poi che vi fosse qualche persona interessata solo a fare baldoria) ma vi assicuro che la maggior parte dei presenti erano curiosi di conoscere le motivazioni di un trasferimento inspiegabile visto l'impegno che don Mario ha dedicato a quella parrocchia ed al quartiere. Non è il trasferimento che si mette in dubbio, si mette in dubbio un pastore che ha dimostrato di non ascoltare le preoccupazioni del suo gregge, anzi l'ha offeso e sbeffeggiato (ha esordito affermando "Non avevo mai visto la chiesa così piena" e si sa come è finita). Non si vuole una chiesa democratica, si vuole una chiesa trasparente.
Sil
July 20th, 2010
Rispondi
Tronfi, prepotenti, calano tutto dall'alto, autoritari... Non per niente è amico del "devoto" di Arcore, il signor vescovo-capo dei cappellani militari col grado e lo stipendio di generale di corpo d'armata.
Carla
July 20th, 2010
Rispondi
Partecipo alla protesta dei miei vicini di casa per la decisione del trasferimento di Don Mario.In tutte le aziende decidono di trasferire le persone da una sede all'altra e le ragioni possono essere tante, ma la Chiesa per tutti i Parrocchiani è vissuta come una Comunità in cui c'è equilibrio e continuità e se viene a mancare il loro Pastore potrebbe sentirsi perduta. Spero solo che chi arriverà sia in grado di conservare e preservare la loro dignità e la loro Fede.
Volevo poi dire a FEDERICO DI MONZA che il paesino sardo di cui parla è la CITTA' di CAGLIARI con circa 160.000 abitanti.
enrico
July 20th, 2010
Rispondi
Invidio questa comunità: è la rappresentazione vivente e vivace della parrhesìa. E condivido appieno il suo commento, don Giorgio.
federico da bergamo
July 20th, 2010
Rispondi
faccio parte di una parrocchia di oltre 20.000 persone. Nei miei oltre quarant'anni di partecipazione alla vita parrocchiale, non mi è mai capitato di assistere a scene da baraccone quali quelle viste nel filmato.
E se ne sono avvicendati parecchi di sacerdoti da noi, tutti ottimi. è ovvio che il distacco pesa quando ci si affeziona a delle persone valide. Ma, scusate, la salvezza dipende dal prete di turno? invece di fare scenate, quei parrocchiani si diano da fare per aiutare il prossimo prete a compiere la sua missione!!
ciao.
federico da bergamo
Sil
July 20th, 2010
Rispondi
Il baraccone l'ha fatto il vescovo con la sua saccenza e arroganza.
I preti dovrebbero crescere e stare nelle comunità che scelgono e non essere calati dall'alto come è prassi nelle chiese e religioni autoritarie.
Pino
July 25th, 2010
Rispondi
Quando un prete viene ammesso all'ordinazione risponde con "eccomi", e questo eccomi deve essere pronto a ripeterlo ogniqualvolta il vescovo lo invita ad andare in un altro posto...questa è la vocazione, non quella di "stare" ma di "andare"...e questo ogni prete che diventa parroco lo perchè viene detto a lui e ai fedeli il giorno della presa di possesso della parrocchia ed è scritto nel decreto di nomina e sa che il vescovo in qualsiasi momento può mandarlo in un'altra comunità. Un casoanalogo lo aveva avuto papa Luciani quando era vescovo di Vittorio Veneto; un gruppo di parrocchiani si separò assieme al prete che essi volevano e passarono alla chiesa ortodossa. Oggi quel gruppo non esiste più invece la parrocchia continua ancora...Sono amareggiato sentire da gente che si dice cristiana-cattolica sparare giudizi sul vescovo mani che io non conosco come non lo conoscono certo quelli che lo giudicano, forse neppure quelli della parrochia in questione lo conoscono bene...è il parroco che lo rappresenta che deve conoscere il proprio vescovo: dall'intervista che ho sentito quel parroco non mi sembra in comunione con il suo vescovo, e quindi è lui che lo mette in difficoltà relazionale con i fedeli. E poi che esempio di obbedienza dà ai suoi fedeli un prete che non è in comunione con il suo vescovo?.Basta leggere quello che sceiveva san paolo ai cristiani di Corinto che si era schierati chi per uno, chi per un altro, e chi per paolo... Basta leggere e il parroco di Cagliari se recita il breviario l'avrà mediato le settimane scorse, quanto scriveva S: Ignazio di Antiochia circa questo argomento sulla necessità della comunione dei presbiteri, diaconi e fedeli con il vescovo...Che pessima figura sta facendo una parte di quella comunità...e mi meaviglio che un prete come il "padrone" di questo sito, elogi la disobbedienza di quella gente solo perchè si mtte contro il vescovo. Bell'esempio che don Giorgio...applausi. Io mi meravilgio che Tettamanzi lo lasci ancora fare il parroco perchè non costruisce la comunità e sta facendo del gran male. Mi sarebbe piaciuto che avessecambiato registro in questo anno sacerdotale appena concluso: è proprio vero il male dentro la chiesa, e il primo male è al disgregazione del tessuto ecclesiale con la disobbedienza. nella ns. diocesi quest'anno sono incorso vari cambiamenti, circa 70, ma in nessuna parocchia si verifica quello che sta succedendo a Cagliari e questo perchè i consigli pastorali e i coordinamenti vicariali sono già al corrente degli avvicendamenti dei parroci...seconod il progetto pastorale diocesano: c'è una continuità portata avanti da chi subentra.. Penso che chi critica sia gente che nonconosce nè la parrocchia, nè le persone e tanto meno quello che è lo spirito che deve animare le nostre comunità.
Se invece di tante chiacchere si pregasse di più penso che tanti problemi si risolverebbero. Se i preti passassero più tempo davanti all'Eucaristia invece di sceivere sui blog, o facebook, sull'esempio del curato d'Ars, il loro ministero sarebbe più fruttuoso. Vedo che nessuno parla di questo che invece è la cosa fondamentale. E poi, per favore, smettiamola con i soliti luoghi comuni...mi sembrate tutta gente rimasta indietro nel tempo, al '68. Buona notte.
Pino
July 27th, 2010
Rispondi
Una risposta costruttiva che bisognerebbe sentire da qualche "pastore d'anime" che invece incita alla ribellione e all'insubordinazione. L'obbedienza il prete l'ha promessa al suo vescovo e ai suoi successori, al momento dell'ordinazione sacerdotale. Bisogna poi che la pratichi durante la vita pastorale, quando gli viene richiesta. Nell'intervista (che ho ascoltata dalla sua vivavoce), il parroco in questione dice che ci sono tante cose da portare avanti nella comunità per cui non è bene chelui cambi, ma questo capita da per tutto; si dovrebbe dedurre che allora non si può fare alcun avvicendamento nelle parrocchie se si ragiona in questo modo. Ci vuole più umiltà, più preghiera e più spirito di servizio, aperto a tutti. e poi c'è tanto di Diritto Canonico che parla chiaro...insomma chi intraprende la strada del sacerdozio sa a che cosa va incontro anche al trasferimento di parrocchia e di incarico... Occorre pregare di più per i ns. preti e vederli come uomini di Dio, che agiscono "nella persona di Cristo", costruttori di comunità cristiane, misionari disposti a "lasciare la propria terra" sull'esempio di Abramo ns. padre nella fede e non degli operatori sociali, o dei giornalisti, o degli agitatori politici. Comunque sia, passa tutto,fra poco di questa vicenda nessuno parlerà più /ricorda i fatti dell?Isolotto di firenze degli anni 68 - 70? Chi ne parla più...sono scomparsi nell'blio i protagonisti, ma la chiea di Firenze c'è ancora!), solo Dio rimane e la sua Chiesa che ne ha viste di tutti i colori ed è ancora qui, con la santità di quei preti che nel silenzio, nel lavoro assiduo per il regno di Dio e la salvezza delle anime continuano a testioniare l'amore di Cristo nella "fedeltà" al lro vescovo, anche se non la pensano come lui... Diceva un laico cristiano di cui è introdotta la causa di beatificazione, Vinicio Dealla Vecchia che si salvano più anime "con le ginocchia" che non con tante imprese. Comunque, congratulazioni a Federico per le sue sagge parole, ci volevano per sollevare il tono degli interventi, la maggior parte dei quali molto "stonati". Cordiali saluti.
Cattolica ferita
July 21st, 2010
Rispondi
Sono una "indisciplinata" che sabato era presente all'incontro con Sua eccellenza l'Arcivescovo Mani: forse a qualcuno non è chiaro lo spirito con cui la comunità si è riunita. E' evidente che le cose sono precipitate, grazie alla pessima dialettica e scarsa capacità di rapportarsi di Sua Eccellenza, ma la comunità si è riunita, spaventata, in cerca di spiegazioni e rassicurazioni.
Il quartiere della Marina è, come giustamente riportato dal La Repubblica, il quartiere più multietnico della città, e se non si sono mai verificati disordini o malesseri è solo perchè le comunità locali e quelle straniere si sono talmente ben amalgamate tra loro, e non si limitano alla sopportazione come spesso accade (e che spesso sfociano in terribili fatti di cronaca), sopratutto per la paziente e saggia coordinazione del nostro parroco, don Mario, che non ha fatto integrazione, ma ha fatto Chiesa, quella con la C maiuscola di cui si parla nei Vangeli e che il nostro Mani ha definito "baracca".
Quanto dolore e sgomento sono scaturite da quelle parole, ho visto uomini adulti piangere,e donne sagge e pacate perdere il controllo...quella in cui vivo non è solo una comunità "con le palle" che contesta, ma una comunità di ESSERI UMANI con una profonda dignità, Cristo è venuto a consegnarci la dignità di figli di Dio, che sabato hanno rivendicato il loro diritto ad essere rispettati, e se proprio il loro pastore manca in questo, perde automaticamente la sua autorità. I fatti di sabato non sono una disobbedienza e non scaturiscono da una presa di posizione contro S.Madre Chiesa, bensì adempiono al dovere di denuncia, alla Santa Sede stessa, della cattiva condotta di un uomo, con pregi e difetti, ma che è apparso ai più in preda a manie di onnipotenza.
Come cattolica mi ha addolorata profondamente vedere un Arcivescovo trattato in quel modo, ma se il popolo ha osato tanto è solo perchè, nella persona di Giuseppe Mani, non ha riconosciuto il suo pastore nè tanto meno il volto di Gesù, e quindi si è sentita libera di trattarlo da semplice uomo, arrognate e irrispettoso, che li aveva appena offesi.
Chiedo scusa per la lunghezza del mio intervento, ma volevo fosse chiaro che alla base di tutto non c'è una comunità ribelle, ma un Arcivescovo che deve preoccupare per la sua condotta, se la Marina ha un merito è solo quello di obbedienza a Santa Madre Chiesa, tanto da esporsi affinchè in Vaticano sappiano a cosa un loro pastore sta riducendo la sua missione apostolica...
don giorgio de capitani
July 21st, 2010
Rispondi
Alla signora "cattolica ferita". Ho voluto dare importanza al Suo commento mettendolo anche nella sezione "Scelti per voi". La ringrazio.
Cattolica ferita
July 21st, 2010
Rispondi
La "signora" Cattolica Ferita è una ragazza di 28 anni, non sono abituata a sentirmi chiamare così...Sono io a ringraziare per l'attenzione, sono davvero stanca di vedere il mondo "non praticante" attaccarsi ad ogni minimo scandalo per criticare un qualcosa a cui hanno scelto di non aderire (!) e rimango sempre un pò sbalordita nel constatare che esistono persone che si professano credenti e praticanti che non hanno mai incontrato un certo Gesù Cristo, quello che ci ha dato dignità di figli di Dio, che ha sempre messo l'Uomo davati alla legge...Quanti sfortunati bisognosi si imbattono sulla via dei sacerdoti che scendono al tempio, e per un samaritano che si incontra....non ci resta che pregare per le loro anime, per la loro conversione!
Pierangelo
July 22nd, 2010
Rispondi
Grazie "cattolica ferita" del commento significativo letto con attenzione. Siccome ho postato il video su altro spazio virtuale a disposizione di chi scrive e chi legge, prelevo il commento e lo posto anche la.
Julia
July 22nd, 2010
Rispondi
@Cattolica ferita,
Non capisco perche` lei rimane sbalordita da quello che vede, presumo, nelle parrocchie? E` la norme nelle comunita` cristiane che io ho sempre viste.
I sacramenti sono distribuiti a tutti - i 'fedeli' sono clienti e tanti parrocci, purtroppo, si lasciano manipolare da chi non sta cercando Cristo( non frequenta) ma vuole soddisfare qualche bisognino spirituale/ magico. Esigenza anche legittima ma che non si soddisfa strumentalizzando la chiesa di Cristo.
Ma se tutto va via liscio come l'olio?
P.S. La salvezza e` per tutti. Non e` necessario diventare cristiano per essere 'salvato'.
Cattolica ferita
July 22nd, 2010
Rispondi
Pierangelo, posso sapere dove hai postato il mio intervento?
(Accidenti, non mi aspettavo tanta attenzione!) :-)
don giorgio de capitani
July 26th, 2010
Rispondi
A Pino. Anzitutto, togliti la maschera prima di sparare giudizi su di me, codardo! Poi hai detto un mucchio di stronzate sulla trasparenza delle parrocchie. Non è vero ciò che hai detto: i consigli pastorali non sanno mai nulla dei vari trasferimenti se non a fatti compiuti. E si sentono impotenti. A differenza di mons. Manni che è quello che è, lo sanno tutti, ho la fortuna di avere ancora un grande cardinale che sa rispettare la persona! L'anno sacerdotale doveva essere l'anno della conversione del vaticano, la mafia della Chiesa!
don giorgio de capitani
July 27th, 2010
Rispondi
E così Pino preferisce tenere la maschera e pontificare dalla sua torre d'avorio!