
La lettera prende lo spunto dalle polemiche - forse l’articolista pensava anche a me - per magnificare, giustamente, ciò che il Comitato ha fatto l’anno scorso, di questi tempi, per opporsi alla trivellazione petrolifera del Parco del Curone. A parte il fatto che ancora oggi non sono chiari i retroscena: tutto d’un colpo è apparso il mostro, ovvero la Po Valley, la quale naturalmente è stata così ingenua da presentare a tutti il suo biglietto da visita come se dovesse fare un parco giochi? Nessuno sapeva? Proprio nessun politico era al corrente? Le amministrazioni comunali non erano state avvertite del pericolo? Tutti poi in prima fila a protestare, scandalizzati! Di tutta questa faccenda io salverei solo la buona fede della gente!
E diciamo che la gente è stata coinvolta unicamente in vista di salvare il Parco da uno scempio ambientale a dir poco scandaloso, ed è stato questo, proprio perché si trattava del Parco, che è stata emotivamente coinvolta a ribellarsi. Emotivamente! Altra cosa è dire culturalmente! Ed è qui l’equivoco, l’essersi cioè illusi di aver risolto un problema, sottovalutando l’altro, quello del petrolio in sé. Non si risolvono i problemi locali, senza affrontare i problemi di fondo. Ciò che ho subito contestato è stato l’aver limitato la questione petrolifera alla zona ristretta di un Parco, come se, fuori, il problema non ci fosse. Andava fatta una sensibilizzazione culturale!
Passiamo al problema cementificazione. Non ho capito bene ciò che scrive il signor Alberto Saccardi. Cerca di coprire il vero problema, ovvero la cementificazione, con strani tentativi di bloccarla o vaghe proposte alternative? Un dato è certo: Parco o non Parco (il problema non cambia di molto) i nostri Paesi da anni sono soggetti ad una speculazione edilizia ormai inarrestabile. Non mi si dica che, oltre al sottoscritto, c’è stata qualche altra voce forte in difesa dell’ambiente! Quale? Comitati del cazzo che fate solo proclami, e spargete parole inutili! Mi sta bene che la gente si sia mossa contro la Po Valley, ma la stessa gente dov’è quando si tratta di salvare l’ambiente? In coma, o a sognare di poter rubare la casa dell’altro, o a spianare anche una collina pur di costruirsi un grattacielo! Brianzoli del cazzo!
Non basta fare Parchi di qua e Parchi di là, se poi le nostre brave amministrazioni comunali, magari di sinistra, se ne fregano dei bei principi o propositi, e appena possono permettono o favoriscono scempi ambientali.
Svegliamoci tutti quanti, e cominciamo a denunciare certi piani regolatori (oggi si chiamano diversamente, che me importa!), a contrastare opere pubbliche progettate con la testa del commercialista.
Riunioni, banchetti, commemorazioni, andate al diavolo!
Megafono in mano, e giù senza pietà a colpire porcate, privilegi vergognosi… che ci sono anche nel Parco del Curone!
dal Blog di No al pozzo di petrolio nel Parco del Curone e nella Provincia di Lecco
LETTERA APERTA AI FIRMATARI DELLA PETIZIONE CONTRARIA ALLA PERFORAZIONE DI UN POZZO PER LA RICERCA DI IDROCARBURI NEL PARCO DI MONTEVECCHIA E VALLE DEL CURONE
Gentili firmatari della petizione e sostenitori del Comitato "No al Pozzo", faccio seguito alle polemiche apparse a mezzo stampa ed in alcuni siti negli ultimi giorni relativi alla mobilitazione che giusto un anno fa respinse l'attacco di "Po Valley" ed "Edison" al nostro "Oro Verde".
La mobilitazione che caratterizzò l’estate scorsa è stata mossa da una sincera e consapevole opposizione all’idea di trasformare questa zona della Brianza lecchese in un distretto minerario. L’impegno quotidiano delle persone facente parte del comitato, la forza della gente e le prese di posizione di tutte le amministrazioni coinvolte, oltre che alcuni interventi a livello politico, hanno temporaneamente fermato la richiesta di perforazioni petrolifere. Come può ben immaginare questa può essere considerata solo una vittoria temporanea, prima o poi qualcun'altro si affaccerà alla porta. Ed è proprio in virtù di questa eventualità che il comitato ha deciso di non sciogliersi e di continuare a monitorare il territorio del Parco.
Innanzitutto come credo sapete, ci siamo fatti carico, attraverso la preziosa collaborazione di Paola Lazzarotto, della pubblicazione di un libro bianco: “Oro Verde – cronistoria di petrolieri e gelsi nel parco di Montevecchia” in cui oltre a raccontare gli avvenimenti di quei mesi, si sono raccolti tutti i documenti prodotti e si è esplicitata la strategia di opposizione civile e costruttiva intrapresa. L’obiettivo è stato mettere nero su bianco non solo una semplice testimonianza, ma creare un vero e proprio strumento di lavoro utile a chi si dovesse trovare nelle nostre stesse condizioni di un anno fa. A testimonianza di quanto sto dicendo molte persone che abitano in luoghi ben distanti dalla Brianza e stanno lottando contro le trivelle ci hanno chiesto copia del libro, che è stata sollecitamente spedita. A mio parere questo è un modo concreto per dare un contributo reale a chi si trova a dover fronteggiare lo strapotere dei petrolieri.
Finito il tema del petrolio si è aperto quello del cemento. Ovviamente non c’è sequenzialità tra i due temi, purtroppo è da decenni che il nostro territorio subisce costantemente l’aggressione della cementificazione. Ma restiamo sul pezzo e quindi sull’ipotesi di cementificazione all’interno del Parco di Montevecchia. Verso maggio di quest’anno ci siamo informati con gli organi amministrativi di competenza sulla reale consistenza di alcune ipotesi di edificazione all’interno del Parco e, benché la materia sia molto più complessa di quello che si può immaginare (ci sono dei regolamenti di carattere amministrativo che normano e tutelano il territorio, ma contestualmente anche eventuali diritti acquisiti, aree di competenza comunale altre di competenza dell’ente Parco etc.etc.), l’idea che ci siamo fatti è che, almeno per il futuro prossimo, gli enti di governo del territorio hanno seguito una linea di reale tutela del Parco. I fatti per il momento stanno dando loro ragione, vedi ad esempio l’evoluzione della pratica "allevamento Quadrifoglio" in Comune di Olgiate Molgora e quella dell’area Fornace a Rovagnate.
Nel frattempo il nostro contributo contro la cementificazione lo stiamo apportando collaborando attivamente alla costituzione di un nuovo comitato civico, costituitosi formalmente martedì 20 luglio 2010 presso la sala civica di Olgiate Molgora, il cui obiettivo è promuovere la trasformazione del Monte di Brianza e San Genesio in un parco locale. Il nostro impegno a questa iniziativa rappresenta un passo concreto per ottenere una nuova area verde protetta e continuare ad investire su un’idea di tutela e sviluppo virtuoso del nostro territorio.
Infine sul tema della strumentalizzazione del lavoro di Margherita D’Orsogna e sulle “voci” che qualcuno all’interno del comitato si sia mosso contro il petrolio per favorire il cemento, si tratta di affermazioni talmente assurde per cui mi capirete se non aggiungo altro.
Cordiali saluti,
Alberto Saccardi
Presidente del Comitato "No al Pozzo"
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VEGANCH’IO 2010







Commenti
Matteo
July 22nd, 2010
Rispondi
Caro Don Giorgio,
ci dica solo una cosa: a parte sbraitare continuamente dal suo pulpito, Lei concretamente cosa fa per l'ambiente??
Grazie
Matteo
don giorgio de capitani
July 22nd, 2010
Rispondi
A Matteo. Sei cieco, ottuso, ignorante! Se tu aprissi un po' gli occhi, sapresti cosa sto facendo! Tu parli perché sei invidioso, e non hai il coraggio di esporti come faccio io.
matteo
July 22nd, 2010
Rispondi
caro Don Giorgio, i suoi "complimenti" non mi turbano minimamente. Voglio solo ringraziare Alberto Saccardi, tutto il Comitato e tutti coloro che operano VERAMENTE in favore dell'ambiente.
don giorgio de capitani
July 22nd, 2010
Rispondi
A Matteo. Sei stato capace solo di mettere una firma (magari due o tre, come hanno fatto in tanti), oltre non sei andato! E sei rimasto lì a goderti quella firma!
Paolo Mauri
July 22nd, 2010
Rispondi
Egregio Don Giorgio
Mi spiace leggere certe sue parole così forti, fuorvianti e soprattutto poco corrette. Le spiego anche il perchè: quando parla di, cito, "Andava fatta una sensibilizzazione culturale!" lei evidentemente non è a conoscenza, per sua presa di posizione, di quello che il comitato ha fatto non solo CONTRO lo sfruttamento petrolifero (hic et ubique) ma che ha proposto, con discreto successo, una serie di conferenze nei vari comuni della Brianza aventi come tema il risparmio energetico nel senso più ampio del termine, ovvero sensibilizzare le persone verso delle fonti alternative cercando di far comprendere come sia possibile e reale una alternativa alla cultura del petrolio (veda il lavoro dell'ing. Ornaghi). Veda caro Don Giorgio, se lei fosse stato personalmente più presente alle iniziative del Comitato dell'anno passato, sicuramente ora potrebbe parlare a ragion veduta, invece di dare spazio a certe illazioni; ridicole peraltro.
Aggiungo dicendo che se si fosse interessato in prima persona ora saprebbe anche i retroscena del perchè di questa vittoria e di come si è arrivati alla concessione dei permessi di estrazione nel Parco. Passo alla cementificazione (non uso il plurale non parlando dal pulpito).
Ritengo che un ente come il Parco, unito alle amministrazioni locali, sia l'organo principe per frapporsi alla "speculazione edilizia" nella zona. In quest'ottica sostenere la nascita del PLIS del San Genesio come sta facendo il Comitato credo sia la strada giusta per dare un aiuto concreto. Davvero non capisco tutto questo suo livore. Il Comitato è stata una bella avventura a lieto fine che non è ancora finita, perchè come è stato più volte detto, non abbasserà la guardia contro future eventuali attività petrolifere. Da ultimo, le ricordo che la dott.ssa D'Orsogna, anzi, Maria Rita (crede davvero che il presidente non sappia il nome di battesimo? Orsù non faccia il pignolo per un refuso), che tanto si batte come una leonessa per il suo Abruzzo, ha imparato tanto da "noi" così come noi del Comitato abbiamo imparato da lei, e a dimostrazione di questo dovrebbe leggere "meglio" il suo blog o sentire come ha aggiornato le sue conferenze che tiene in giro per l'Italia.
Concludo dicendo che davvero consideravo al questione chiusa. Mi spiace vedere come lei continui, anche a male parole, a cercare la polemica e lo scontro dove non c'è niente su cui fare polemica. Se solo avesse avuto l'accortezza, illo tempore, di presenziare e avere parte attiva nel Comitato, invece di liquidarci con un "i brianzoli si vendono per un bicchiere di vino figurarsi per un barile di petrolio", forse ora parlerebbe con cognizione di causa.
Distinti saluti
Giovanni Zardoni
July 23rd, 2010
Rispondi
"Comitati del cazzo". Don Giorgio, quando parla così si squalifica da solo. Il comitato è stato un movimento popolare spontaneo a cui io, come "politico", ho dato tutta la mia disponibilità. Ci rinuncio ad avere un confronto civile con lei. Dimostri con fatti, non con fumus.
Margherita è stato un evidente refuso, a lei non capitano mai?
E la storia di quando e dove è comparsa Po Valley è riportata per filo e per segno nel mio blog http://noalpozzo.blogspot.com: legga i primi post, e si rinfrescherà la memoria...
don giorgio de capitani
July 23rd, 2010
Rispondi
Ai signori Mauri e Zardoni. La mia risposta meriterebbe un altro articolo, che farò. Dico solo che la signora D'Orsogna non è venuta per imparare da voi, ma casomai per dare la sua esperienza. Se fate attenzione, prendo di frequente i suoi articoli sul mio sito. proprio per sensibilizzare la gente al problema petrolio. Il vostro sito da quanto tempo non era più aggiornato? Rimasto fermo per quanti mesi? Questo significa sensibilizzare la gente? A proposito di un incontro pubblico civile, so come vanno le cose. Sapete usare bene l'arte delle leggi ad hoc! Ultima cosa e una proposta. Se la Po Valley avesse promesso dieci anni di buoni benzina a tutti i brianzoli, quanti avrebbero firmato contro? Ecco la proposta: perché non fare una seria inchiesta tra la gente di questi paesai e sentire come la pensa del Parco?
Matteo
July 23rd, 2010
Rispondi
Caro Don Giorgio, dato che sono cieco, ottuso, ignorante, mi illumini e risponda: Lei cosa ha fatto e cosa sta facendo concretamanete per l'ambiente? davvero pensa - per questo sito e per le sue prediche - di essere così migliore di tanta gente che ha messo tempo e denaro per combattere quella sacrosanta battaglia? p.s. parla tanto di berlusconi, ma feo che su FB si comporta allo stesso modo censurandomi i commenti che non le garbano.... complimenti!
Paolo Mauri
July 23rd, 2010
Rispondi
Egregio Don Giorgio
Questa è l'ultima volta che le rispondo perchè mi rendo conto che non merita risposte. La facevo una persona più intelligente, lei non sa certe cose, non è al corrente di come si siano svolti i fatti e quanto dice sulla dottoressa D'Orsogna (che ho già ringraziato) ne è la riprova. Lei continui a pensarla come crede e continui a sollevare polemiche e illazioni senza senso. Purtroppo troverà sempre persone che la seguiranno, del resto il popolo è bue.
Distinti saluti
Roberta Carcano
July 23rd, 2010
Rispondi
Non penso proprio che Margherita sia un refuso... un po' di serietà. Se mando una lettera, la rileggo prima di inviarla.
Caro Mascheroni, caro Comitato, perché tutta questa coda di paglia?
Roberta Carcano
July 23rd, 2010
Rispondi
A Mascheroni: vedo che si ostina a non capire. Nessuno ha mai scritto che "che qualcuno all’interno del comitato si sia mosso contro il petrolio per favorire il cemento". Scusi ma dove l'ha letto? O forse è un problema all'interno del vostro Comitato? Qui si sta solo constatando che contro il cemento vengono applicati pesi e misure diverse.
Roberta Carcano
July 23rd, 2010
Rispondi
Per quanto riguarda il materiale scientifico, le slide che il Comitato no Al Pozzo ha pubblicato vengono in gran parte da Maria Rita D'Orsogna. Inutile negarlo. Ci sia almeno l'onestà intellettuale di riconoscerlo. Mi sembra che la prof. D'Orsogna abbia molta più esperienza di voi nella lotta al petrolio. So che continuerete a negare, fatelo pure.
Renato Ornaghi
July 23rd, 2010
Rispondi
Caro Don Giorgio,
Non uso con lei parole forti solo perchè è un prete e, come dice il proverbio: "Nè per tort nè per reson, mett i man sul cappell di tri canton".
Mi permetto almeno questo: in questa imbarazzante pagina lei ha insultato il lavoro di centinaia di persone che si sono messe in gioco al 200% per fermare lo scempio e il degrado.
Mi chiedo lei dove era, in quelle concitate ore: non ricordo da parte sua una riga, un intervento, un comunicato, una polemica...
Il lavoro "sporco" per coinvolgere la popolazione e salvare il parco lo a fatto il comitato (Zardoni e Saccardi in primis, ma anche tanti tantissimi altri che non ci hanno messo solo la firma, dei quali sono stato testimone in presa diretta). Averne, in Italia, di comitati così!
Fossi in lei, chiederei scusa a loro su questo sito, per le farneticanti parole che ha usato. E soprattutto - glielo dico da tecnico - si documenti, prima di parlare. Non c'è niente di peggio di una persona disinformata che voglia dare lezioni con supponenza, denigrando il silenzioso ma ben più efficace lavoro di altri.
Con viva cordialità, nonostante tutto, da un "brianzolo del cazzo" quale mi onoro di essere.
Renato Ornaghi
Roberta Carcano
July 23rd, 2010
Rispondi
Eh sì, don Giorgio ha proprio ragione sui "brianzoli del c...o!".
Servi della gleba sono stati (a lavorare come buoi per farsi portare via tutto dai signorotti milanesi) e servi della gleba sono rimasti, svendendo la loro terra per quattro soldi ai nuovi signorotti. La Brianza è una terra di gente che pensa solo a spaccarsi la schiena per quattro soldi, allergica alla cultura e attaccata alla birra, alle salamelle e alle feste pseudo-religiose.
Giovanni Zardoni
July 23rd, 2010
Rispondi
Ha ragione il buon Renato. Prima di parlare bisogna conoscere. Don Giorgio ha una grande cultura e per ciò lo ammiro, ma allo stesso tempo è intransigente rispetto ad alcune sue idee radicali ma non deve pensare che gli altri si adeguino al suo modo di vedere.
Ma su temi come il cemento più o meno abusivo, bisogna conoscere prima di tutto la norma.
Parliamo di cemento a Monte? Parliamone anche davanti alla chiesa... Era il caso di fare un'opera del genere, così dispendiosa? Era il caso di mettere i costosissimi "pilomat" (ovvero paracarri mobili)? Non bastavano delle catenelle? Mi pare che sia stato Don Giorgio a richiedere i "pilomat": anche qui: a casa mia va bene ma se li mette qualcun altro è inutile sfarzo? Quanto costano tre pilomat e quanto costano tre catenelle?
Ma non voglio seguire don Giorgio nella sua piega criticatrice, preciso solo che:
il sito http://www.noalpozzo.org è il sito ufficiale del Comitato, dedicato alla lotta contro Po Valley ed alle altre attività del Comitato. Il mio blog http://noalpozzo.blogspot.com è dedicato alla sola vicenda Po Valley: è ovvio che, se non ci sono novità, non ci sono aggiornamenti. Il monitoraggio sulle vicende petrolifere mondiali è garantito da Stefano Dell'Orto con questo blog, che consiglio a Don Giorgio di guardare quanto quello della D'Orsogna: http://curonearticoli.blogspot.com/
A Roberta Carcano evito di dire qualunque cosa perchè tanto riesce sempre ad essere insoddisfatta e, se la cosa la può rincuorare rispetto alla pessima opinione che ha dei brianzoli, io sono fiero della mia Terra e di esserlo. E le assicuro che anche i "brianzoli del cazzo", nel loro piccolo, s'incazzano...
Maria Teresa (puglia)
July 23rd, 2010
Rispondi
Ok, quando sono entrata pensavo si parlasse finalmente di Nichi Vendola e dei "suoi" 5 inceneritori. Sarà per la prossima volta spero. Pensare globale agire locale, va benissimo. Ma il nostro locale "minaccia" di presentarsi alle primarie, apriamo gli occhi, potrebbe termovalorizzare un po' di più anche i vostri riciclatissimi rfiuti!
don giorgio de capitani
July 23rd, 2010
Rispondi
A Giovanni Zardoni. A corto di argomenti, Lei se la prende con il piazzale della chiesa di Monte, e lo fa stupidamente. Mettere una catenella non avrebbe creato dei problemi pratici? Questioni di costi o di contesto ambientale? Se è questione di costi, Lei non si preoccupi, non ho usato contributi del Parco! Certo, non sarebbero necessari né catenelle né pistoni autumatici, se ci fosse qui in Italia una maggiore coscienza civica. E, guarda caso, a creare problemi di posteggio sono proprio quelli che vanno nel Parco, lasciando l'auto nei posti meno adatti. E a proposito del piazzale, siccome siamo in argomento, a breve farò una relazione dettagliata dei lavori eseguiti e spiegherò tutte le magagne (di mezzo c'è il comune di Rovagnate, uno dei tanti che predicano bene e razzolano male). Non sanno cosa significhi fare opere pubbliche nel contesto ambientale. Davanti alla Chiesa, ho voluto un passaggio pedonale, che non era di competenza strettamente ecclesiastica. Uso pubblico e sociale! Pagato dalla parrocchia! E che dice, caro Zardoni, dell'idea di un orto botanico su un terreno della parrocchia? Magari sarete i primi a boicottarlo!
Roberta Carcano
July 23rd, 2010
Rispondi
Caro Zardoni, forse non lo sa, ma anche io sono brianzola. Vivo in Brianza, conosco la Brianza, ma ho avuto anche la fortuna di andarmene per un po' ed aprire gli orizzonti mentali. Zardoni, si calmi un po', Lei non è il salvatore della Brianza. Anzi è forse una mosca bianca in questa terra! Se Lei non è soddisfatto nel proprio lavoro, per favore ci risparmi le sue prediche ecologiste e buoniste! E poi il cemento non equivale al petrolio... mah!
Giovanni Zardoni
July 23rd, 2010
Rispondi
Guardi don Giorgio, non sono proprio a corto di argomenti. E la sua risposta vedo che ha glissato sul punto più importante (i costi).
Sulla sua idea di orto. Mi pare buona, ma posso darle un consiglio? Crei un giardino della biodiversità. Richieda ai tanti che accorrono per sentire le sue omelie (che considero fatte bene, anche se un pò eccessive quando si scende ad implicazioni pratiche, su quelle dovrebbe fare un dibattito ogni settimana) di portarle vecchie cultivar per tramandarle ai posteri. Mi troverebbe collaborativo.
don giorgio de capitani
July 23rd, 2010
Rispondi
A Giovanni Zardoni. Non capisco perché vuole sapere i costi dei pistoni automatici. Mi dica piuttosto se aveva in mente un'altra soluzione. A parole sono capaci tutti di fare gli ingegneri. Il problema è di fare i lavori che siano efficaci, funzionali rispettando sempre il contesto ambientale.
Giovanni Zardoni
July 23rd, 2010
Rispondi
Caro don Giorgio, ho la fissa dei pistoni perchè avevo chiesto un preventivo per il mio Comune ed ho desistito per i costi eccessivi, scegliendo dei più classici e magari meno comodi, ma assolutamente più economici, archetti removibili. Soluzione alternativa: la cara vecchia catenella no?
Quei pistoni costano diverse migliaia di Euro.
A Roberta: guardi, son soddisfatto del mio lavoro. Quelle che scrivo qui son solo cose che faccio per senso civico e passione.
P.S. Per don Giorgio: concordo che a parole siam tutti capaci. Ogni tanto però ci pensi anche lei...
Renato Ornaghi
July 23rd, 2010
Rispondi
Gentile Roberta Carcano,
se lei davvero - come mi pare leggendola - misura le persone solo col metro della pratica intensa di salamelle & birra, troverà conforto nello scoprire che tale è la cifra culinaria di moltissime etnie, assai più evolute della brianzola: inglesi, tedesche, scandinave, francesi, nordamericane, ecc. ecc.
Etnie che lei avrà sicuramente conosciuto e apprezzato, aprendo i suoi orizzonti mentali al di fuori della "barbara" Brianza.
Mi faccia la cortesia, non pratichi anche lei lo sport dei più beceri radical chic: parlar male - da brianzola - dei brianzoli. Strizzando l'occhio con ironia alludendo ad essi come dei selvaggi. Si guardi intorno, e - da brianzola qual è - riconosca non solo i difetti (che sono tanti) ma anche i pregi. Che non sono meno.
Per quanto riguarda il "salvatore della patria brianzola" Giovanni Zardoni, come lei ingiustamente lo apostrofa, sminuendone il ruolo avuto con questa sua enfasi ironica. Egli si sa difendere benissimo da solo, io mi consento una amara constatazione leggendo le sue parole: quant'è facile fare ironia, quando tutto è finito a tarallucci e vino. Salvatore della patria brianzola lo è stato davvero, lo riconosca. Onore al merito. Egli da neo-Cincinnato se ne è tornato nel suo podere, tranquillo e con understatement dopo la vittoria ottenuta, ignorato se non dileggiato da persone come lei che, come si dice: passata la festa, gabbato lo santo.
Dio non voglia che del nostro ottimo Zardoni-Cincinnato non si debba aver bisogno, ancora, con il ritorno di qualche altro unno perforatore petrolifero. Mi piacerebbe davvero vedere lei in azione al posto di Giovanni, visto che ha tanto girato il mondo e aperto i suoi "orizzonti mentali".
Cordialmente,
Renato Ornaghi
don giorgio de capitani
July 23rd, 2010
Rispondi
A Giovanni Zardoni. Anche se costassero qualche migliaia di euro a Lei che importa? Cosa c'entra col discorso che stiamo facendo sul Parco? Ad ogni modo c'è stato qualche Sindaco che si è complimentato dicendo che mi avrebbe rubato l'idea. La vuole capire che la catenella non è pratica perché dovrei scendere dalla macchina, lasciarla sulla strada, in salita o in discesa, su una curva ecc. ecc., toglierre la catena per poi entrare in garage?
A Stefano che mi sta pesantemente insultando, gli ricordo che ho consegnato le sue parole alla Polizia Postale.
marco casati
July 24th, 2010
Rispondi
Sono arrabbiatissimo per le cose che Lei ha scritto e per le risposte della misconosciuta e non pervenuta sig.ra Carcano. Mi resta la consolazione che nonostante ci siano personaggi come Voi che hanno appena screditato il lavoro di 33,000 persone, (e ogni firma è un valore assoluto) quando andrò per quei boschi penserò a Lei e alla N.P. sig.ra Carcano e che potrete ancora usufruire di questi posti. E pensare che fino ad un certo punto ero anche d'accordo sulla questione da Lei sollevata, la cementificazione, ecc., ma mi sono accorto andando avanti che si stava solo vendicando del fatto che la storia l'ha sbugiardato. Ricordo benissimo infatti all'inizio della battaglia le sue parole: " il brianzolo lo corrompi con un bicchiere di vino, figuriamoci con un barile di petrolio" . Si sbagliava e non l'ha mai ammesso, ma non importa, nonostante le Vs critiche distruttive, ci sono persone che le cose le fanno lo stesso e il peccato grave che mette tutti noi nella posizione di giustificare i nostri sforzi, quando poi il ns interlocutore non è di certo Lei, ma le generazioni a venire che rappresentano le VERA motivazione di una battaglia come quella intrapresa.
don giorgio de capitani
July 24th, 2010
Rispondi
Signor Marco Casati, Lei ha le idee parecchio confuse e gioca sull'equivoco di identificare ogni firma con una singola persona. Mi spiego. Non è detto che ad ogni firma corrisponda una persona diversa. Alcuni hanno firmato più volte, dal momento che la raccolta firme è stata fatta col criterio cosiddetto alla buona o alla carlona, senza essere autenticata davanti ad un rappresentante legale. Il che non è successo con la raccolta firme ad esempio sull'acqua, che è stata una cosa seria. Quindi, non diciamo 33.000 persone. E poi sappiamo come vanno queste raccolte. Certo, è innegabile che l'opinione pubblica ha reagito, e bene. Il che non significa che ci sia stata una altrettanto opera di sensibilizzazione al problema petrolio in sé. Mi basta la tua firma! E via! E poi non dica che solo il Parco è sacro, quando lo è. Lo si maltratta proprio mentre si va nel Parco. Magari con la sigaretta in bocca! Tutta la terra è sacra, da rispettare. Senza specularci sopra, e senza pretendere di far valere diritti di proprietà oltre il limite della destinazione universale dei beni. Chi li oltrepassa è un ladro! Il resto sono balle che lasciano il tempo che trovano!
Stephen Spachtholz
July 24th, 2010
Rispondi
Carissimo Don Giorgio.
Il comitato si è mosso in virtù di nobilissimi principi ed ha cercato di contrastare l’intervento di Povalley al meglio delle sue possibilità. E’ mancata una visione del territorio all’esterno del parco, ma solo perché un quel preciso momento la priorità era quella. Ci sono state lunghe discussioni su come estendere il concetto di parco, anche se non siamo riusciti a trovare l’idea giusta. Abbiamo mancato a livello di imprenditorialità e di marketing, perché sembra così lontano dai propositi di un comitato come il nostro a rischia di essere visto come qualcosa di negativo; ma il segreto del successo passa anche attraverso l’uso attento delle tecniche più appropriate per il raggiungimento dell’obiettivo.
Quando è nato il comitato, abbiamo avuto l’illusione che questo non fosse politicizzato, ma ci siamo sbagliati. Ora non è più possibile dire a questo o a quell’amministratore di non costruire il tale albergo, o di rivedere il piano regolatore perché si tratta di un atto criminale.
Tutto ciò a causa della tacita consegna del comitato a politici locali da che ne fanno bella mostra nel curriculum, e che agiscono in opposizione alle intenzioni di chi ha lavorato per la raccolta delle firme e per cercare di informare i Cittadini per renderli più consapevoli.
Quando Povalley ha rinunciato, abbiamo cercato di sopravvivere alla mutata situazione, ci siamo trovati nella situazione di non poter interagire all’interno dell’ente parco, di non poter agire fuori di questo e di essere solamente una medaglietta in bella mostra sul petto di alcuni pseudo politicanti locali che certamente non hanno a cuore l’ambiente come vorrebbero far credere.
Viviamo in una delle zone maggiormente urbanizzate d’Italia, ma i piani regolatori continuano a sottrarre risorse al territorio in favore di cementificazioni senza senso. I piani regolatori non spuntano dal nulla, sono opera dei politici; quegli stessi politici che si fregiano dell’impegno di chi ha cercato di fare qualcosa di concreto per l’ambiente contro i pozzi di petrolio.
Purtroppo è stata buttata alle ortiche una buona opportunità di coinvolgere ed informare le Persone, forse a causa del fatto che la Presidenza del comitato ha cercato di sfruttare l’occasione per mettersi in vetrina a livello politico, e per fare ciò non ha voluto entrare in conflitto c on gli amministratori locali, forse per un futuro passaggio sul tram.
don giorgio de capitani
July 24th, 2010
Rispondi
Carissimo Stephen. Le sue parole dovrebbero far riflettere seriamente tutti quanti!
Giovanni Zardoni
July 24th, 2010
Rispondi
No caro Stephen, le tue parole sono poco rispettose dell'impegno che Alberto ci ha messo. Nessuno ha politicizzato il Comitato, che ha sempre avuto la libertà di agire. Nessuno ha messo il Comitato nel curriculum.
Poi ovviamente tutti hanno la libertà di pensare quello che si vuole. Sta di fatto che qui si è fatto il gioco di Po Valley: e tra distinguo e panni lavati in pubblico mi sembra che davvero sia stata gettata alle ortiche una buona possibilità: quella di non dilaniare il Comitato. Ad un nuovo attacco, che potrebbe essere imminente, per tutti questi mal di pancia la risposta non potrà più essere granitica come la prima. Pazienza.
A don Giorgio devo l'ultima sui pilomat: ha infatti ammesso che è come i brianzoli che si fanno comprare con un bicchiere di vino (" La vuole capire che la catenella non è pratica perché dovrei scendere dalla macchina, lasciarla sulla strada, in salita o in discesa, su una curva ecc. ecc., toglierre la catena per poi entrare in garage?"). Lui, in un momento di crisi come questo, ha speso migliaia di euro per non avere la scomodità di scendere dalla macchina a sganciare una catenella. E non mi si dica che Monte è un luogo con un traffico così elevato che la sosta per qualche secondo di un'auto possa creare pericolo e scompiglio. Vede: io sono uno di quegli amministratori che nella omelia di due settimane fa ha invitato mettere in un fascio e bruciare. Ma una spesa del genere, a carico dei miei cittadini, non mi sono sentito di farla. In un momento come questo. Ma lo sfarzo c'è solo a Galbusera Bianca, no? O forse anche in piazza don A. Rocca?
Stephen Spachtholz
July 24th, 2010
Rispondi
Certo che senza averti menzionato, vedo una coda di paglia in fiamme, sei un fenomeno, ti facevo un po’ più furbo….
Non sto mettendo in discussione l’impegno e la dedizione di coloro che si sono battuti, certo è che sono stati guidati in modo orrendo, e con scopi non chiari.
Se ritieni che stia sbagliando, ti prego di argomentare, e di non far polemica con Don Giorgio nella risposta che mi stai dando.
Paolo Mauri
July 24th, 2010
Rispondi
Giovanni ancora una volta ha fatto centro. Tutte queste fastidiose, inutili quanto false polemiche porgeranno il braccio solamente alle prossime compagnie petrolifere che si affacceranno nella nostra zona. Grazie.
don giorgio de capitani
July 24th, 2010
Rispondi
A Giovanni Zardoni. Finalmente qualcuno esce dall'anonimato e comincia a svuotare il sacco. Non mi aspettavo certo la confessione di Stephen che io, tra parentesi, non conosco. Dure parole che dovrebbero far tremare il Comitato. E Lei ce l'ha ancora con i miei pistoni elettrici! Forse non ha capito come agisco quando faccio qualcosa. Non penso affatto a me, che sono abituato a fare i sacrifici, altro che gli amministratori che si permettono il lusso di posteggiare anche nei posti proibiti, ma penso al futuro, ai futuri fruitori. E poi, per essere ancora più concreto, Lei lo sa che una catenella la può staccare anche un ragazzino? Dovremmo allora mettere un lucchetto e perdere altro che un minuto per staccarla? Infine chi ha detto che a pagare i pistoni siano i miei parrocchiani? Da quando sono a Monte ci ho messo sempre del mio, certo non vado a dirlo dal campanile. Non cambi discorso, signor Zardoni. Riflettete sulle parole di Stephen!
Stephen Spachtholz
July 24th, 2010
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A Don Giorgio
Non sto vuotando il sacco, sono le stesse cose che dicevo un anno fa nel direttivo del comitato, come quando ho suggerito di pressare Zardoni per il progetto di abbattere il consorzio agrario; sicuramente ricorderà…
Poi me ne sono andato perché non condividevo la gestione di un comitato fatto di brave Persone prese in giro; ho una dignità.
A Paolo
Il tuo concetto di democrazia non è corretto. Se come dici chi è in minoranza deve stare zitto, forse hai confuso il concetto di democrazia con regime. Sei giovane, avrai sicuramente tempo per studiare la storia….
Paolo Mauri
July 24th, 2010
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Stephen.
Credo che sia tu a dover argomentare visto che diffondi sospetti. Come ho detto altrove, fuori nomi e cognomi, e portare prove per favore. Io e Giovanni personalmente abbiamo più che argomentato sia qui che in altre sedi. Mi sembra che a voi, tu e Don Giorgio, manchino certe argomentazioni e che stiate facendo solo illazioni basate solo sui sospetti di chi è in mala fede o mosso da risentimenti personali per aver visto le proprie idee frustrate o per aver visto le proprie previsioni di fallimento smentite.
Paolo Mauri
July 24th, 2010
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Stephen
Grazie, la storia l'ho sempre studiata, è la mia passione. Vedi che però è il tuo concetto di democrazia ad esser fuorviante. Io non ho mai detto che chi è in minoranza debba stare zitto, ma la democrazia vuole che sia la maggioranza a decidere la linea d'azione e chi è in minoranza mi spiace ma non può farci nulla se non adeguarsi o restare la voce del dissenso. Nessuno chiaramente è obbligato ad adeguarsi, come invece era stato detto al sottoscritto in tempo di battaglia. Ora se la tua idea di democrazia sia che le decisioni vadano prese ascoltando la minoranza penso che tu abbia un concetto un po' sovietico di democrazia e quindi forse ti converrebbe ripassare la storia.
Stephen Spachtholz
July 24th, 2010
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A Paolo
Sei una brava Persona, animata dai migliori propositi e da nobili principi; di questo sono certo, e pronto a confermarlo di fronte a chiunque.
Nomi e cognomi: quanti presidenti ha il comitato? Si chiama Saccardi dov’è il segreto?
Non ho problemi nel dirlo e sono pronto e disponibile ad un confronto, ma con lui!
Paolo Mauri
July 24th, 2010
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Ho sempre pensato che la democrazia sia un esercizio per persone intelligenti. E nel nostro comitato abbiamo sempre esercitato questo diritto, tutte le decisioni venivano prese votando, mai nessuno ha imposto una linea da solo od in minoranza (si chiama dittatura od oligarchia questa). Ma le decisioni prese, piacciano o no, vanno rispettate.
Caro Stephen, il fatto che tu abbia potuto dire come la pensi e metterla ai voti è stato il livello più alto di democrazia. Poi non è "passata"? Succede. La persona intelligente e democratica, appunto, sa come prenderla e soprattutto può decidere di uscire senza doversi adeguare alla linea. Se fossimo in una "dittatura" come dici tu avremmo fatto a modo tuo, invece....
Giovanni Zardoni
July 24th, 2010
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E' brutto quanto dice Stephen, che tra l'altro stimavo. Io di coda di paglia proprio non ne ho: ed il mio blog noalpozzo è lì a dimostrare quanto mi son fatto il mazzo.
Accusare poi Alberto di aver guidato male il Comitato quando in poco più di un mese di attività il movimento popolare è riuscito a convincere qualcuno di potente a Roma di dire a Po Valley di rinunciare (e la motivazione l'ha scritta Po Valley, "in accordo con il Ministero") credo sia irrispettoso.
Quanto al Consorzio Agrario, ricordo, ci sono opinioni diverse, ma lì le regole del gioco le fa la Soprintendenza e la stessa ha autorizzato una sola demolizione parziale con salvaguardia della facciata. Quindi stai tranquillo: sappi solo che da amministratore ti trovi anche questi bivi, dove parte dei cittadini vogliono che tu faccia tabula rasa ed altri che vogliono mantenere il tutto.
Adriano
July 24th, 2010
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DON GIORGIO,
NON POSSO CONDIVIDERE IL SUO ASTIO VERSO IL COMITATO NOPOZZO, MI SPIACE MOLTO MA NON POSSO.
PERSONALMENTE SPERAVO CHE DAL SUO BLOG USCISSERO PAROLE DI INCORAGGIAMENTO
VERSO IL COMITATO, ANCHE CRITICHE PERCHE' NO;SPRONANDOLO A CONTINUARE CHIEDENDOGLI DI ESTENDERE
I IL CAMPO DI INTERESSE SUL PARCO CREANDO "UN OSSERVATORIO" PER ESEMPIO, SI E' DISCUSSO DI QUESTO ALL'INTERNO DEL COMITATO. MAI PERO' MI SAREI ASPETTATO DA LEI SIMILI ACCUSE.
LE RICORDO CHE NOI SIAMO CITTADINI COMUNI, CHE ABBIAMO TOLTO TEMPO ALLA FAMIGLIA PER QUESTO
E.... SIA CHIARO NON LO ABBIAMO FATTO PER FINI DI LUCRO.
PERSONALMENTE NON AVEVO MAI INCONTRATO ALBERTO SACCARDI PRIMA D'ORA, PERSONA CHE STIMO MOLTO.
NON HO QUI' LA DELEGA A PARLARE PER GLI ALTRI COMPONENTI DEL COMITATO; PARLO PER ME
DUNQUE: SONO UN CITTADINO QUALSIASI CHE CERCA DI STARE INFORMATO SUI FATTI, ESPRIMO
LE MIE OPINIONI SU QUESTI. HO PARTECIPATO FIN DALLA PRIMA RIUNIONE DI MAGGIO 2009
TENUTA AL BUTTO E LI' HO CAPITO CHE DOVEVO IMPEGNARMI, PER CUI HO DATO LA MIA ADESIONE.
IN QUEL MOMENTO NON MI SONO CHIESTO SE COSI' FACENDO AVREI PORTATO L'ACQUA AD ALCUNI POLITICI,
A ME INTERESSA L'ACQUA DEL CURONE E VISTO CHE STO PARLANDO CON UN PRETE LE CONFIDO
CHE PER ME QUELL'ACQUA E' SACRA,TANTO E' CHE HO DEFINITO "TABERNACOLO" IL PUNTO ESATTO
DELLA SORGENTE DEL CURONE. (VEDA IL MIO PPS PUBBLICATO SUL SITO WWW.NOALPOZZO.ORG
ALLA VOCE NOTIZIE DAL COMITATO, IL LAVORO SI CHIAMA: SI FA' PRESTO A DIRE PARCO).
LE CONFIDO CHE CI SONO STATI MOMENTI DURI E DI SCONFORTO, HO SEMPRE SAPUTO CHE C'ERA DI MEZZO
ANCHE LA POLITICA CHE, COME UNA PIOVRA,INCORPORA TUTTE LE COSE CREATE. A QUEL TEMPO IL MINISTRO
PER LE RISORSE ENERGETICHE ERA CLAUDIO SCAIOLA.
TORNANDO INVECE A NOI PERCHE' SI SCAGLIA CONTRO IL COMITATO NON MI E' DEL TUTTO CHIARO QUANDO
PENSO CHE A FARLO E' UN PRETE UN PRETE CHE HA CORAGGIO E PAGA DI SUO E CHE HA PROVATO SULLA
SUA PELLE COSA VUOL DIRE ESSERE DENIGRATO.
FRA TUTTE LE DOMANDE CHE LEI HA POSTO, QUELLA CHE MI INQUIETA DI PIU' E' STATA:
Nessuno sapeva? Proprio nessun politico era al corrente? DON GIORGIO PERCHE' LO CHIEDE A ME, OGGI?
OVVIAMENTE ANCHE IO FIN DA ALLORA MI SONO FATTO QUESTA DOMANDA E MI SONO DATO DELLE
RISPOSTE, MA MAI HO PENSATO CHE GIOVANNI O PEGGIO ANCORA ALBERTO SI FOSSERO SPESI
PER RAGIONI PURAMENTE PERSONALI.
CONCLUDO DON GIORGIO OSSERVANDO CHE CON IL SUO " EDITORIALE" DA OGGI IL COMITATO HA IL SUO OIL-SPIN.
CREDO CHE QUESTO SIA UNA SCONFITTA, SOPRATUTTO PER IL PARCO.
RICORDANDO ANCORA UNA VOLTA CHE HO PARLATO SOLO A NOME MIO, NON NASCONDO
CHE MI PIACEREBBE SI FERMASSE QUESTO LANCIO DI "STERCO" DA AMBO LE PARTI E FARE UN PEZZO DI STRADA
ASSIEME. UN PEZZO DI STRADA DA FARE NEL PARCO NATURALMENTE.
LA BRIANZA E' QUEL LIRIODENDRON DAI LUNGHI RAMI E ALLA SUA OMBRA STIAMO DISTESI, MA SIAMO FOGLIE
E FRA POCO ARRIVA OTTOBRE.
UN ABBRACCIO
ADRIANO
ps: mi chiedevo invece, se mai ne avesse la voglia, perche' non scrive sulle ordinanze emesse contro i poveri che chiedono
la carita? perche' non far conoscere l'insegnamento di MATTEO 7.9 . a questo punto credo abbia capito che questa non è una
provocatia da parte mia, non mi permetterei mai.
Stephen Spachtholz
July 24th, 2010
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Concordo con Adriano: ci stiamo scannando per nulla, avendo comunque quasi tutti gli stessi obiettivi; anche se con una visione su come intervenire assai diversa.
Dall’interno del comitato ho tentato più volte di illustrare la mia visione della situazione e le azioni che a parer mio erano da intraprendere, ma senza risultato. Alla fine, nel rispetto degli altri, ho deciso di allontanarmi dalle Persone che fino a quel momento erano state i miei compagni di viaggio.
Raccomando a tutti di ascoltare le parole di Don Giorgio per l’utilità che possono avere nel migliorare l’attuale punto di vista. Alcune Persone riescono ad essere veramente urticanti, ma ciò è in misura di quanto possano scuotere i pregiudizi e la convinzione che possiamo avere di essere nel giusto. Non è necessario condividere ciò che ci viene detto, ma è utile per comprendere dove possano celarsi porzioni anche grosse di ragionamenti che per qualunque motivo non avevamo ancora affrontato.
Sono stato educato ad ascoltare per prime le Persone che non la pensano come me, e solo dopo a far finta di confrontarmi con chi ha le mie stesse opinioni. Dico far finta perché ritengo che l’identità di vedute non possa convivere con un reale confronto: si deve dissentire pur su qualcosa, altrimenti dov’è il contraddittorio?
Domando scusa a tutte le Persone che possano essersi oltraggiate dalle mie parole, non era mia intenzione offenderle; spero che con il tempo possano comprenderle, almeno in parte.
Marco Bruno
July 25th, 2010
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Mi spiace leggere così tanta polemica. Con il senno di poi si è tutti bravi a criticare chi ha fatto cosa. Va bene ve lo siete detti reciprocamente, ma adesso? In così tante parole sbaglio o non ho ancora letto una proposta su come affrontare i tanti problemi citati? Perchè non si decide di confrontarsi a carte scoperte sui buoni propositi, prima di agire in modo che le critiche siano costruttive anzichè che sterile polemica a posteriori. L'idea del parco botanico è senza dubbio una buona idea per stimolare magari i più giovani (le future generazioni a cui ci vogliamo rivolgere e per cui tanto abbiamo lottato per lasciare i pozzi di petrolio solo sulla carta). Le GEV fanno questo senza aver bisogno di una piccola porzione di terra, usano da anni tutto il Parco con iniziative intelligenti e rivolte anche ai più piccoli. Confrontiamoci su qualcosa di concreto e vedrete che i brianzoli continueranno a rompersi la schiena comunque con o senza le vostre polemiche.
Non conosco Don Giorgio e la Sig.ra Carcano, ma con gli altri ho avuto già il piacere di condividere l'esperienza di un anno fa del Comitato. Mi sento vicino ad Adriano e Stephen ma vi prego di non essere intransigenti. Che queste opinioni contrastanti possano essere di spunto per migliorarci tutti per le future nostre azioni. Il passato è quello e oramai tutti son buoni a dirci su quel che vogliono! Quindi personalmente ringrazio chi ha un'opinione diversa dalla mia e me ne voglia far dono (senza accusarmi a priori magari su qualcosa che non conosce). Una domanda di chiarimento sul mio operato merita risposta, una accusa o un insulto chiama solo un altrettanto sgradito insulto e questo scusate lo ritengo stupido e perditempo.
Se vorrete condividere con me le vostre proposte pratiche e magari se vorrete chiedere il mio aiuto, sarò lieto di potervi aiutare.
Questo vale per tutti, Don Giorgio, anche se non seguo le sue omelie mi reputo sufficientemente itteligente da riconoscere una proposta interessante a cui voler dedicare del tempo libero.
Le scelte per cambiare, per aumentare cultura e consapevolezza le facciamo ogni giorno nel nostro piccolo! Educando i figli, leggendo il giornale o un blog, differenziando i rifiuti, acquistando consapevolmente, spegnendo la luce e non sprecando l'acqua. Se questi piccolissimi sforzi li uniamo a quelli del nostro vicino, così cambieremo e miglioreremo il mondo! Che tu sia di destra o di sinistra, cristiano o mussulmano. Non serve un etichetta per riconoscere una brava persona!
Un cordiale saluto a tutti.
Marco
Roberta Carcano
July 26th, 2010
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Cari tutti,
anzitutto "misconosciuti" e "non pervenuti" sarete voi. Aprite gli occhi: la Brianza (per fortuna) non si riduce solo a voi. Ad Ornaghi: lasci stare paragoni storici arditi. Ho letto il suo libro su Sant'Agostino e le consiglio la prossima volta di "sciacquare i panni in Arno" prima di mandare un suo scritto alle stampe.
Detto ciò: non avete risposto ancora alle mie domande. Avete solo mostrato di avere una coda di paglia e molta intolleranza. Si vede proprio che non siete aperti al dialogo pacato. L'arte della dialettica è per voi cosa sconosciuta. Statevene nel vostro podere dei giusti e saccentoni! Quanto agli altri popoli, è vero sì che mangiano salamelle o bevono birre, ma hanno un rispetto molto più grande per l'ambiente ed organizzano numerose attività culturali (caro Ornaghi, si faccia un bel viaggetto in Germania quest'estate)...
In bocca al lupo con il vostro Parco del Curone!
Roberta Carcano
July 26th, 2010
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Casati, cosa intende per "non pervenuta"? Forse non avete trovato la mia firma tra le 33mila? Se questo è il caso, allora mi arrabbio, visto che avevo portato il 12 luglio 2009 ai vostri banchetti tre fogli piene di firme da me raccolte. A proposito, sono poi state consegnate le firme alle varie autorità? Dove sono conservate? Esigo risposte alle mie lecite domande.
Paolo Mauri
July 26th, 2010
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Egr. Sig.ra Carcano
Le risposte le ha avute e da più fonti, se lei non vuole "digerirle" non è affar nostro. Le schede delle firme sono conservate in un luogo sicuro di cui a lei e ad altri non deve interessare. Verrà consegnata copia digitale alle autorità a tempo debito.Noi non neghiamo assolutamente nulla, siamo cristallini e pronti al dialogo dove questo sia costruttivo e chiarificatore; non so che slide abbia visto ma il decalogo del risparmio energetico è frutto del lavoro dell'ing. Ornaghi e molti dei volantini tecnici sono opera mia, Maria Rita ci ha aiutato nella conferenza di un anno fa ed il suo lavoro, debitamente corretto da noi è stato prezioso. Si risparmi il tono marziale, nessuno può "esigere" alcunchè soprattutto rimanendo dietro uno schermo di pc come fa lei. Non risponderò più alle sue piccole e alquanto inutili provocazioni, fermo restando che per altri chiarimenti civili io sono sempre disponibile.
Cordialmente.
Roberta Carcano
July 26th, 2010
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Caro Casati, le sue parole si commentano da sole: "in un luogo sicuro di cui a lei e ad altri non deve interessare". Quanto siete trasparenti e democratici! Quanto siete tolleranti!
In bocca al lupo a voi tutti, cemento o trivelle che siano!
Renato Ornaghi
July 26th, 2010
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Gentile Roberta Carcano,
In merito al suggerito viaggio in Germania la tranqulillizzo: tengo con reciproca gioia familiare frau e kinder tedeschi, da oltre 20 anni la Germania è la mia seconda patria.
Per quanto riguarda il suo giudizio - impietoso ma legittimo - sui miei scribacchiamenti, lo aggiungo serenamente e pacatamente ai tanti già ricevuti. Anche se francamente non aggiunge molto al dibattito, nel quale invece lei si è mostrata subito irrispettosa dei brianzoli toti, definendoli in maniera tranchant (si rilegga, che fa bene rileggersi a volte) "del c...o" e "servi della gleba".
Se le parole hanno ancora un senso, io quelle espressioni le definisco un insulto bello e buono, peraltro esteso e generalizzato alle centinaia di degnissime persone (brianzole) che nella vicenda di cui qui si parla si sono prodigate oltre ogni ragionevole sforzo.
Valuti lei il grado di sobrietà e civiltà di quelle parole, pronunciate senza provocazione alcuna, per di più. Altro che venire a parlarci di Germania Felix...
Paolo Mauri
July 26th, 2010
Rispondi
Sono Mauri non Casati signora Carcano.
Sì. Siamo tolleranti e democratici a priori, anche verso di lei che ci critica con le classiche "fette di salame (brianzolo?) sugli occhi", ma anche riservati a tutela di informazioni e materiale sensibile (le firme). Spero capisca ma viste le sue "iterate" ho i miei seri dubbi in merito.
Cordialmente
Paolo MAURI.
Stephen Spachtholz
July 26th, 2010
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A tutti
Non conosco la Signora Carcano, ma credo che se qualcuno si prenda la briga di menare qualche ceffone, abbia a cuore l’argomento e soprattutto le Persone alle quali sta menando fendenti; quindi suggerisco di accogliere le critiche, e di farne un uso costruttivo, come spesso proclamato in passato….
A Paolo
Le firme non sono state ancora consegnate? Ne abbiamo parlato al direttivo del comitato un anno fa; le avete usate per imbottirci i cuscini? Nel caso in cui non fossero state ancora consegnate, ne rimarrei profondamente deluso; non sarebbe rispettoso nei confronti di chi ha sottoscritto la petizione. Se non ricordo male, erano il valore aggiunto e la conferma della bontà del nostro intervento per salvare il parco. Avrebbero inoltre dovuto essere lo slancio verso una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica locale sui temi ambientali (veri); servendo quindi da deterrente contro possibili attacchi futuri.
Giovanni Zardoni
July 26th, 2010
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Per Stephen: come ben sai il luogo giusto per recapitarle è la Regione Lombardia, direttamente nelle mani del Governatore. Come ben sai ci sono state le elezioni regionali. La nuova Giunta ha iniziato a funzionare da poco, si pensava di consegnare il tutto a settembre. Sembra un investimento utile ai prossimi cinque anni, tanto più ora che i Comuni non potranno partecipare ad un eventuale conferenza dei servizi per un nuova istanza di Permesso di Ricerca. In ogni caso il peso delle firme è stato ribadito almeno in tre occasioni al funzionario responsabile delle procedure minerarie in Regione Lombardia, il quale è pienamente a conoscenza di quanto successo in Brianza. Il peso delle firme ha fatto sì che a Roma qualcuno invitasse Po Valley a ritirare l'istanza. Il peso delle firme ha fatto sì che la vicenda brianzola venisse citata in un reportage di Repubblica TV sulla corsa al petrolio nazionale. Il peso delle firme ha fatto sì che il Comitato venisse invitato in Abruzzo a portare la sua testimonianza. Quindi le firme non hanno imbottito alcun cuscino.
Propongo a tutti di vederci per un dibattito costruttivo, non credo che con questi batti e ribatti si faccia molta strada. Leggete la mia risposta all'altro post di Don Giorgio sul tema Comitato.