
Neppure davanti alle firme di numerosi cittadini ci si ferma!
Mi chiedevo oggi - arrabbiandomi leggendo la notizia che la Giunta Formigoni starebbe per preparare un blitz per rubarci uno dei maggiori beni universali - se veramente tutti i nostri bravi sindaci di sinistra sono stati entusiasti nel promuovere le firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua.
A me non sembra. Magari in prima fila per sostenere il Comitato No Pozzo petrolio in Valle del Curone. O magari ponendo ostacoli alla raccolta delle firme pro acqua.
Mi sto chiedendo se tutti coloro che hanno firmato contro il pozzo abbiano anche firmato per l’acqua.
Lascio ora la parola a Roberto Fumagalli che meriterebbe una maggiore considerazione di quanto ne stia ricevendo. Eppure da anni sta lottando contro la privatizzazione dell’acqua.
C'è il rischio che la Giunta Formigoni proceda all'approvazione di un progetto di legge per la privatizzazione dell'acqua in tutta la Regione!
Non si fermano nemmeno a ferragosto e di fronte alle 237 mila firme raccolte in Lombardia a sostegno del Referendum nazionale.
La notizia è stata anticipata sul Corriere della Sera di ieri, allego.
Occorre mobilitare al più presto i sindaci (che verranno esautorati...), le province e i consiglieri regionali.
Ognuno può iniziare a fare il tam-tam, per bloccare il blitz ferragostano di Formigoni!
Pensiamo magari ad un'azione come Comitati della Lombardia, pur avendo difficoltà per il periodo vacanziero (altrimenti avremmo potuto pensare ad un presidio davanti al Pirellone).
Saluti, Roberto Fumagalli
Corriere della Sera – 27.07.2010
Regione, svolta per l'acqua
«Gestione a Provincia e privati»
La Regione approverà in giunta prima dell'estate la nuova legge
MILANO - Addio acqua del sindaco. Il decreto Ronchi sulla liberalizzazione dei servizi pubblici sta per entrare in Lombardia. Il servizio di erogazione dell'acqua finirà nelle mani di tante società miste, controllate al 60% dalle singole Province. Le restanti quote azionarie saranno però messe sul mercato attraverso gare pubbliche, con la possibilità, tutt'altro che remota, che anche i privati entrino nel business dell'acqua. La liberalizzazione è pronta. La Regione Lombardia approverà in giunta prima dell'estate la nuova legge che recepirà le direttive del decreto Ronchi. Materia complicata, quella della gestione e dell'erogazione dell'acqua dei rubinetti. Il quadro legislativo è complesso e in continua mutazione. C'è il decreto Ronchi, ma c'è anche la bocciatura arrivata dalla Corte costituzionale alla precedente legge regionale. Un vuoto normativo a cui il Pirellone porrà rimedio già nelle prossime settimane. Ieri l'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi ha incontrato i presidenti delle province lombarde per concordare le linee-guida della prossima legge regionale.
Lo schema di partenza è confermato: ci sarà un soggetto gestore, la Provincia, che sostituirà gli Ato, le agenzie territoriali destinate a immediata scomparsa, e ci sarà poi un soggetto erogatore. La liberalizzazione imposta da Ronchi interverrà proprio qui: si creeranno, in pratica, tante società miste controllate dalle singole Province che dovranno però affidare, attraverso gara pubblica, la gestione del restante 40% del pacchetto azionario. L'opposizione di centrosinistra è scettica. «L'acqua - dice il capogruppo pd in provincia Matteo Mauri - è un bene raro e da preservare. Oggi più che mai deve diventare un diritto universale da garantire a ciascun individuo e in quanto tale non deve essere soggetto alle dinamiche di mercato e il suo servizio non deve essere determinato esclusivamente dall'incontro di domanda e offerta. Vigileremo e faremo la nostra parte fino in fondo per impedire che si privatizzi una risorsa così preziosa».
Anche in Comune ieri s'è parlato di acqua e dei suoi costi. Dopo l'aumento di sei centesimi al metro cubo (da 0,54 a 0,60) decisa settimana scorsa, il piano tariffario prevede un ulteriore ritocco di due centesimi per l'anno prossimo. «Ma nel 2027 - hanno assicurato l'assessore al Bilancio Giacomo Beretta e il rappresentante dell'Ato - l'acqua milanese costerà soltanto 0,72 centesimi». Soddisfatto il verde Enrico Fedrighini: «Il piano di investimenti sulla rete idrica pubblica milanese presentato in Commissione rappresenta una risposta credibile alle spinte legislative della Regione verso la privatizzazione del settore». Dall'acqua alle auto. Ieri i presidenti della Province lombarde si sono incontrati a Palazzo Isimbardi per parlare (anche) degli effetti della manovra di Tremonti. Al governo chiedono per il futuro fonti d'entrata certe e stabili. La riscossione del bollo auto, per esempio, da sfilare alle Regioni e da affidare alle Province. «Il bollo auto - ha spiegato il presidente milanese Guido Podestà - ci consentirebbe di modulare i nostri interventi su un gettito costante».
Andrea Senesi
27 luglio 2010
Trasmettiamo il comunicato stampa del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua, in merito all'approvazione al riconoscimento del “diritto umano all’acqua”, da parte dell'Assemblea generale dell'ONU.
Con preghiera di pubblicazione.
Cordiali saluti,
Roberto Fumagalli (Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua)
Milano, 29 luglio 2010 - Dopo alcuni anni di richieste alle Nazioni Unite e di proposte andate a vuoto avanzate dai Movimenti per l’acqua, attraverso i Forum Mondiali alternativi, per ottenere il riconoscimento del “diritto umano all’acqua”, finalmente una prima proposta è stata accolta ieri con 122 voti a favore e nessun contrario, dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
“Il risultato politico raggiunto è molto importante – dichiara Rosario Lembo Presidente del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua – e segna una inversione di tendenza. Dopo tanti tentativi per ottenere il riconoscimento da parte della comunità internazionale di questo diritto ancora oggi negato, le Nazioni Unite si sono convinte della necessità di ascoltare le richieste provenienti dalla società civile e dai governi dei paesi più poveri ed hanno abbandonato l’approccio adottato nella conferenza di Johannesburg di delegare alle imprese la “mission” di garantire l’accesso all’acqua ”.
E’ opportuno rilevare che nonostante l’accettazione della proposta fatta dal governo Boliviano la dichiarazione approvata ieri dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si limita a formalizzare in termini di principio il diritto senza precisare un quantitativo minimo di accesso (50 litri) e soprattutto le modalità con cui si intende garantire a livello internazionale questo diritto.
“Le proposte contenute nel Manifesto per un Contratto Mondiale sull’acqua, redatto nel 1998, ed avanzate dai vari Movimenti, di formalizzare un diritto minimo vitale per tutti, di costituire una autorità mondiale per l’acqua associata ad un impegno sulle modalità finanziarie con cui la Comunità internazionale intende dare risposte al mancato accesso per più di 1,2 miliardi di persone non è stato affrontato", sottolinea Rosario Lembo.
L’augurio del Contratto Mondiale dell’Acqua e di quanti in questi anni si sono battuti per questo pronunciamento da parte delle Nazioni Unite, è quello che questa importante inversione di tendenza delle Nazioni Unite sia un primo segnale a riprendere il controllo delle questioni sui diritti umani in sede ONU. E’ necessario che questo riconoscimento si concretizzi in successivi atti attraverso precise proposte a carico degli Stati e della Comunità internazionale che si spera siano contenute anche nel rapporto che l’esperta indipendente delle Nazioni Unite - Catarina de Albuquerque -, si appresta a consegnare all’Assemblea delle Nazioni Unite.
La risoluzione approvata, conclude Rosario Lembo, rende incompatibile la gestione dell'acqua per scopi di profitto come avviene con le multinazionale e con il partenariato pubblico-privato. Il diritto all’acqua dovrà essere pertanto riconosciuto anche nel prossimo Forum di Marsiglia del 2012 smascherando le imprese multinazionali, che si propongono come gli attori più efficienti per garantire il diritto all’acqua per tutti entro il 2015.
Per informazioni
Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua Onlu
subc@contrattoacqua.it, Tel 02 4079213
dal sito di Domenico Finiguerra
Il Pd fa acqua!
Acqua. Una grossa occasione di riscatto. Perduta. Il Partito Democratico avrebbe potuto cambiare strada e cercare di recuperare un rapporto con i movimenti. Giocare in prima persona (come dovrebbe fare un partito che ambisce a diventare una forza popolare) una partita strategica. Quella per l’Acqua Pubblica.
Segnando una differenza importante con il centrodestra. Rispondendo con i fatti a chi l’accusa di essere il PDL meno L.
Da più parti, sopratutto dalla base, si sono moltiplicate le richieste e gli appelli ai vertici del partito, a Bersani &co, di stare dalla parte dell’Acqua Pubblica. Ma la cosa era, ovviamente, poco praticabile. Sarebbe stato necessario smentire un bel po’ di recente passato (mentre con quello più remoto forse ci si sarebbe riappacificati). Impossibile smentire coloro i quali, proprio nel PD e nei partiti originari, hanno preparato gran parte del terreno culturale su cui si è poi impiantata la stessa legge sulla privatizzazione del servizio idrico e di gran parte dei servizi pubblici. Oltre alla storia di Bersani, si sarebbero dovuti abiurare i vari Bassanini (marito dell’Ex Ministro Lanzillotta, trasmigrata nell’API di Rutelli) e i consoli, più o meno locali, che interpretando il motto “noi siamo liberisti come e più degli altri”, pensavano e pensano tutt’oggi che le privatizzazioni possano essere una soluzione, anzi la soluzione, per i problemi del paese. Privatizzazioni che, al contrario, hanno rappresentato un grande arretramento, sia in termini di qualità che di quantità, nei servizi pubblici ai cittadini, nonchè un generale impoverimento del patrimonio dello stato.
Molti pensano che il Partito Democratico avrebbe dovuto abbracciare (come hanno fatto molti circoli locali e militanti, cui va la mia totale simpatia e vicinanza), le migliaia di cittadini che si sono mobilitati in difesa di un bene comune, ritrovando un po’ di anima smarrita. Ma il segretario Bersani, dopo aver sostenuto in passato il processo di privatizzazione dell’acqua avviato proprio dal centrosinistra, non è potuto andare oltre un balbettio su una fantomatica petizione. Poi, subito dopo la consegna delle 1,4 milioni di firme in cassazione, si sono addirittura levate all’interno del PD voci contro il movimento per l’Acqua Pubblica, guidato da un gruppo di giovani (aspiranti classe dirigente) desiderosi di posizionarsi bene nell’evoluzione marketing-manageriale del PD. Voci che hanno costituito addiritura un comitato per il NO.
Così, riassumendo, la base, i circoli e i militanti sembra che stiano con i movimenti per l’Acqua Pubblica (almeno così dimostrano le centinaia di banchetti organizzati in tutta Italia per raccogliere firme a favore del referendum). Ma la svolta del vertice del Partito non arriva. Ne arriverà. Non potrà arrivare.
Perché? Perché il PD nazionale, sull’acqua, come su altri temi scomodi e scivolosi (gestione del territorio, nucleare, inceneritori) fa acqua. I suoi vertici, avendo condiviso la filosofia che ha portato alla legge approvata di recente dal centrodestra, sarebbero messi seduta stante sotto processo per tradimento dall’establishment economico che ha dettato questa privatizzazione (come tutte le altre). Sarebbero vanificati anni di lavoro per ottenere l’accreditamento presso le alte sfere del mondo che conta (di solito i soldi, perché ne ha molti).
Perché il PD fatica a ritrovare una sua anima. Una sua visione sui temi strategici e che segnano un discrimine con chi si colloca dall’altra parte del campo. E faticherà a lungo. Almeno fino a quando a guidarlo saranno dirigenti che, se una volta sognavano il sol dell’avvenir, oggi si accontentano di una comparsata nella commedia tragica del mondo globalizzato, dove il mercato selvaggio prevarica tutto e divora i beni comuni.
L’Acqua, la Terra, l’Aria e l’Energia.
Arriverà la primavera? Lo sperano in tanti. Dentro e fuori.
Il sito dongiorgio.it è uno spazio aperto a vostra disposizione, creato per confrontarsi direttamente. I commenti sono soggetti ad approvazione, non assicuriamo l'immediata pubblicazione del vostro commento. Si prega gentilmente di non inviare messaggi doppi. L'utilità del sito dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili dei vostri commenti.
Avvertenze da leggere prima di intervenire
Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post, per questi ultimi usare il guestbook
- messaggi pubblicitari, propagandistici e spam
- messaggi dal contenuto offensivo, razzista sessista o sessuale
- messaggi il cui contenuto costituisca violazione alle leggi italiane
Postando il vostro commento, acconsentite implicitamente a queste regole.
VEGANCH’IO 2010







Commenti
Luca ot
July 29th, 2010
Rispondi
Vorrei metterla sul comico, fors’anche sull’umoristico interpretando le volontà o le voluttà di certa gente che persegue strenuamente la finalità del razziare dove è possibile, magari all’insaputa della Popolazione. In effetti l’acqua, per sua costituzione fisica, è più maneggiabile dell’aria: questi sono i primi esperimenti, il prossimo bene sarà gassoso.
Nando
July 30th, 2010
Rispondi
Ormai iI PD è diventato un comitato d'affari... Spero che i suoi militanti incomincino ad aprire gli occhi.
daniele
July 30th, 2010
Rispondi
Penso che sul tema dell'acqua ci sia molta disinformazione e anche ignoranza.
Oggi come viene gestita la fornitura d'acqua?
L'acqua non è in mano ai comuni, ma è dato in concessione a delle ditte (private) che ne assicurano i servizi: depurazione, qualità, ecc.
Tutto questo è controllato da un ente creato a proposito che si chiama ATO (costituito dai primi cittadini dell'ambito di pertinenza) che ne definisce i prezzi al metro cubo.
L'ATO di per sé non produce reddito, ma produce spesa, e costi perchè gli amministratori che vi fanno parte e il presidente dell'ente, sono stipendiati, i soldi provvengono dalle tariffe dell'acqua che decidono, quindi noi cittadini oltre a pagare l'acqua paghiamo anche l'ATO.
Su proposta della LEGA NORD è stato deciso di eliminare questo ente inutile, e passare la gestione all'ente provincia, senza costi aggiuntivi.
C'è anche da dire che grazie ad un'emendamento sempre della LEGA NORD i comuni montani e con meno di 10.000 abitanti (se non erro) sono esenti nel passare alla gestione cosí detta privata, e possono continuare con la gestione pubblica.
Comunque l'operazione che stà facendo la regione Lombardia, è proprio quella di tutelarsi, e l'acqua verrà controllata per un 60% dal pubblico e un 40% dal privato, un po' come stà già funzionando adesso niente di nuovo.
Cosí facendo la regione avendo la maggioranza, avrà sempre il controllo sul prezzo dell'acqua, il privato non ha questa possibilità e facoltà, non la aveva prima e non la avrà mai, proprio perchè la legge tanto contestata cita esattamente, che uno dei principi fondamentali da savaguardare è il principio di economicità, e in questo modo verrà garantito tutto ció.
giovanni non padano
July 30th, 2010
Rispondi
@daniele
Non sarai così ingenuo da pensare che il potente 40% privato non sia in in grado di condizionare quel povero 60% che rimane.
Fosse anche l'1%, il privato non va bene perchè sull'acqua nessuno ci deve guadagnare, deve essere garantita per tutti al prezzo più basso possibile. E' fondamentale capire che non è una merce e quindi non può essere fonte di guadagno per nessuno, pubblico o privato che sia.
Per quanto riguarda gli Ato se ne può discutere.
andrea
July 30th, 2010
Rispondi
Secondo questo articolo le cose stanno un po diversamente da come dicono i contrari alla privatizzazione
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=9471
giovanni non padano
July 30th, 2010
Rispondi
@ andrea
l'autore dell'articolo da te citato è direttore di un istituto definito il tempio del liberismo più estremo.
Pretendi forse che parli bene della cosa pubblica?
Giuseppe
July 30th, 2010
Rispondi
Ieri don Giorgio poneva alla nostra attenzione i “Fratelli De Rege” della maggioranza di governo, una coppia di imbecilli più dannosa che divertente, anche se involontariamente comica. Ed eccoci adesso ad un aspetto, se possibile, ancora più preoccupante: il fiorire dei tantissimi dilettanti della politica il cui solo scopo è acquistare un po’ di visibilità, infischiandosene allegramente della natura e delle motivazioni dei provvedimenti che vengono presi. Nella confusione che regna sovrana non c’è da stupirsi se a mercanteggiare un bene prezioso come l’acqua, fondamentale per la vita umana, ci sia il più perverso dei “trasversalismi” quasi a confermare che ormai non c’è più molta differenza tra amministratori di destra o di sinistra (etichette ormai obsolete), nella corsa forsennata a distruggere quel poco di buono ancora intatto che resta del nostro paese.
Filemore
July 30th, 2010
Rispondi
Minchia gente! in fatto di corruzione e degrado morale voi polentoni ci state superando alla grande!Altro che mafiosi!!
Il messaggino, tempo perso, è destinato ai leghisti, non sono tanto stupido da abbassarmi al loro livello, lo scempio, comunale, regionale, nazionale o mondiale si riversa comunque addosso ai miei figli.
Stiamo facedno il gioco delle multinazionali e delle grandi società. Si cemetifica, si cementifica, si costruisce case a iosa ma il cittadino comune vive sempre in casa d'affitto o in case di proprietà inferiori a 80 m2.
I rom si devono contentare dei ponti, fino a che non li sgomberano.
Ma quando ci svegliremo. Quando capiremo che ciascuno di noi ha diritto ad una sola casa di 100 m2 + cantina + giardino, in gestione per tutta la vita, una ed una sola, e con l'obbligo di piantare almeno 20 alberi durante la propira esistenza.
A limitare in ns egoismo, il ns fabbisogno, ad elimnare le insulsaggini che ci convincono a comprare e le porcherie che ci fanno mangiare. Mah!
Riscoprire la microecomia locale...
Valdo
July 30th, 2010
Rispondi
i nativi ai colonizzatori dicevano: " quando avrete inquinato l'ultimo fiume, tagliato l'ultimo albero, ucciso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, vi resterà solo il vostro danaro da mangiare"
e ancora.... "ricordatevi che la terra non l'abbiamo avuto in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli, e così deve continuare ad essere"
AdrianoB
July 30th, 2010
Rispondi
... Mi sto chiedendo se tutti coloro che hanno firmato contro il pozzo abbiano anche firmato per l’acqua......
Caro Don Giorgio, presente.
Ho firmato contro i pozzi di petrolio nel Parco del Curone e per il referendum dell'acqua.
Non saprei dire degli altri.
La Brianza è quel Liryodendron dai lunghi rami e alla sua ombra stiamo distesi, facendo finta di non vedere che ci stanno deviando il Curone.
Cari saluti.
AdrianoB
claudia-ts
July 30th, 2010
Rispondi
Filemore ha ragione da vendere. Al sud nel frattempo ci hanno fatto il callo e hanno sviluppato gli anticorpi dell'arte di arrangiarsi. A noi, sudditi disciplinati,non resta che roderci il fegato.Per il momento.
Filemore x claudia
July 30th, 2010
Rispondi
Abbiamo fatto il callo un paio di palle! Le tasse le paghiamo, l'IVa la paghiamo, ed in aggiunta paghiamo pure il pizzo alla mafia sui prodotti che compriamo.
Questi soldi vengono lavati in NordItalia dove c'è un giro di corruzione ENORME ma il risultato finale è sempre uno: in quel posto lo prendiamo entrambi.
In tutto questo giro la Lega la fa da padrona che non ha mai fatto nulla per invertire il giro ovvero: pagare le tasse al proprio comune, tutte le tasse al proprio comune che deve avere capitoli di entrata ed uscita, ovvero; AUTONOMIA FISCALE.
E' più facile controllare la corruzione.
claudia-ts
July 31st, 2010
Rispondi
Caro Filemore, mi trovo proprio in un paese del centro sud, che, da un anno all'altro, cambia volto, a suon di ville e villette nuove di zecca, costruite in un batter d'occhio, dove prima c'erano aranceti e uliveti. A nessuno degli amici e conoscenti che frequento fa un emerito baffo: a loro va bene, sembra tutto bello,e persone come te e me sono considerate con fastidio. Il mare si sta mangiando la spiaggia, prima protetta da una ferrovia ora dismessa, ma il mantra è che i comuni non hanno un euro .Però ogni sera feste patronali, sagre, fuochi d'artificio, anche con la pioggia.Non mi piace ? Sono stata invitata ad andare in Austria, visto come la penso. Il fatto è che lì, un mare così me lo sogno. Tant'è.Buone vacanze a tutti.
Filemore
July 31st, 2010
Rispondi
Dobbiamo riscoprire l'onestà....il parlarne è già un buon inizio...ma cerchiamo anche di viverla l'onestà.
Forse usando una superiore educazione verso i cafoni e ladri? (Gli insulti servono a poco...sembra che si rafforzino)