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È pericolosissimo tenere in giro Sacerdoti come Don Giorgio, come Don Vitaliano e come Don Gallo


In data 21 settembre 2009 è stata scritta la seguente lettera che mi è arrivata via posta il giorno 2 ottobre.
L’autore (che si firma) dice di averla inviata al Papa, al cardinale di Milano e al sottoscritto.
Leggiamola.

Sono un Catechista di Comunità Neocatecumenale da circa venticinque anni e Ministro Ausiliario dell'Eucaristia; sono rimasto sconvolto dal linguaggio di Don Giorgio, usato per gli eroi di Kabul.
È veramente sconcertante che alcuni Sacerdoti usino quel linguaggio, che esprime la sensibilità dei loro cuori, la carità, il perdono, l'ubbidienza verso i Superiori ed il pressappochismo della loro cultura teologica; infatti Don Giorgio parla di Elia contro i Baal e ricorda che i Profeti hanno sempre lottato da soli contro i nemici e che i nemici della Lega e del PDL si rechino pure nel suo territorio parrocchiale; questo preticello Comunista dicendo queste cose dimentica che non erano i nemici a recarsi nei territori dei Profeti, ma l’inverso; Elia andò nel territorio dei Baal sfidando la cattiveria di Gezabele, Giona e Geremia tentarono di scappare per non andare nei territori pericolosi dei pagani, immaginando quale potesse essere la loro fine; Don Giorgio vorrebbe che i pagani si recassero nel suo territorio, lasciandolo nei suoi agì, nelle sue comodità di prelato che non deve rischiare nulla e che, senza far nulla, riceve lo stipendio e gli aiuti della sua Comunità Parrocchiale, senza dover stentare di trovarsi un lavoro.
Don Giorgio vada a difendere i poveracci nei loro territori pericolosi. metta a rischio la propria vita per il Cristo e consideri che anche oggi, se si dice che il criminale Komunismo non esiste più si dice una falsità, vada nei Paesi dove ancora imperversa e rischi la sua vita, non rimanga comodo, in pantofole nella sua poltrona.
Stamattina recitando l'Ufficio delle Letture e le Lodi Mattutine, ho riflettuto sulla Parola di Dio che parlava dei falsi Pastori e diceva: guai a quei Pastori che disperdono il gregge, che non curano le pecorelle ammalate, che non vanno alla ricerca delle smarrite, riportandole nel gregge e considerando i gravissimi errori di comportamento di Don Giorgio, mi sono ricordato di alcuni versetti evangelici: guai a coloro che scandalizzano i più piccoli, sarebbe stato meglio per loro se non fossero mai nati ed ancora: sarebbe stato meglio se avessero messo una macina al collo e si fossero precipitati nel mare. A Don Giorgio ricordo che gli Operai, i lavoratori in genere hanno ben compreso la falsità del messaggio Comunista e per questo lo hanno cancellato; Don Giorgio mi sembra quel soldato che continuava a combattere nella foresta, non avendo compreso che la guerra era finita.
Chiedo perdono al Buon Dio per i tanti peccati di giudizio che ho commesso contro Don Giorgio ed a differenza sua lo perdono e pregherò per la sua anima.
Alle Autorità Ecclesiali mi permetto di dire che quei pochissimi Sacerdoti che ancora esistono e che parlano ed agiscono come Don Giorgio. vanno ridimensionati ad altri incarichi che li espongono molto meno a gravi insegnamenti di disobbedienza ai propri Superiori, a scarsissima umiltà, al perdono ecc. Chiedo scusa a Sua Santità ed a Sua Eminenza Tettamanzi, per averli disturbati, ma ricordo Loro che è pericolosissimo tenere in giro Sacerdoti come Don Giorgio, come Don Vitaliano e come Don Gallo. Rimasi a dir poco sconvolto, quando Don Gallo, in una trasmissione televisiva, diceva di fumare spinelli e di aiutare ad abortire quelle donne che non potevano mantenere i figli.
Perdonatemi e pregherò sempre per la nostra Chiesa, i più deferenti ossequi
(lettera firmata)

Notate.
Anzitutto, l’autore della lettera è un neocatecumenale (già questo mette in allarme); inoltre è un ministro ausiliario dell’eucaristia (con quale stato d’animo distribuisce la Comunione non lo so). Commenta a modo suo la Bibbia, il che fa capire quanto poco gli sia servito appartenere al Movimento dei neocatecumenali per 25 anni. Mi invita ad andare a rischiare la vita tra i pagani. Dimentica che sto rischiandola tra le terre cristiane da parte di cristiani.
Ma forse la cosa più allarmante è quella ostinata idea che persiste tuttora di voler convertire gli altri. Che significa convertire? Fare proseliti? Non sarebbe ora di smettere di imporre agli altri una religione che, in quanto tale, non fa che procurare danni a sé e al mondo intero? Convertire non è la stessa cosa che portare salvezza. Cristo è venuto per salvare l’umanità, e non per fondare una nuova religione.
Prima mi uccide con le sue parole, e poi chiede perdono a Dio, giudicandomi incapace di perdonare. Bella umiltà! Ma sappiamo quanto la presunzione di ortodossia e di santità sia una qualità determinante tra i vari Movimenti ecclesiali, i quali, tutti quanti, chi più chi meno, hanno una strana concezione della virtù.
Ma la cosa ancor più paradossale è quanto segue la lettera: si tratta di alcune considerazioni, scritte a mano, che dimostrano con quale spaventosa ipocrisia il soggetto sia capace di  cambiare volto: nella lettera ufficiale che ha inviato al Papa e al mio Cardinale, egli sembra una persona tutto casa e chiesa, mentre nelle considerazioni post scriptum diventa un demonio che se potesse mi manderebbe all’inferno a bruciare tra le fiamme.

P.S. Ero un komunista poi ho compreso l’ideologia criminale mai rifiutata ed ho compreso che nei komunisti italiani, nella loro ideologia, nel loro DNA, nel cuore e nel sangue c’è quella mistificazione assassina e l’ho cancellata. Come dicevo lei è l’unico soldato giapponese che continua a combattere nella foresta, non avendo compreso che la guerra è finita e l’avete persa. Bisognerebbe che i Sacerdoti come lei venissero cancellati dalla faccia della terra, ma sarà Iddio a cancellarvi.
Per grazia di Dio abbiamo Lega Nord e Berlusconi e voi komunisti siete precipitati nel vostro posto: il water.
Continuando così i vostri Parrocchiani la lasceranno da solo e lei si crogiolerà dell’orgoglio assassino usato contro i Cristiani della Parrocchia.
Con quelle mani insulse di odio e di rancore che ha nel cuore il perdono sarà difficile per lei.
Faccia come i vari Profeti, parta e vada nei territori pagani a convertire, in nome di Dio corra il rischio di essere ucciso, ma non lo farà mai, perché diabolicamente lei ha scelto di fare il male qui in Italia, ottima e migliore democrazia.
Menomale che Silvio c’è, se non ci fosse stato lui chi vi avrebbe spazzati via?

Notate.
L’odio dove alberga? In me o in queste frasi allucinanti di un povero demente?
Io sarei un assassino, lui, Silvio, il messia!
Un meridionale che crede nella forza liberante della Lega Nord! Questa non è pazzia?
Voi mi direte: ma è un poveretto esaltato!
Non è così! Come lui, la pensano in tanti, ed è spaventoso il solo pensarci!
Una Chiesa così orrenda ci porterà ben lontano dall’Umanità che Cristo è venuto per riscattare, e sapeva che altri giuda, milioni di giuda, l’avrebbero tradito…
Come possiamo, di fronte al tradimento di una povera Chiesa, fatta di dementi di tal genere, tacere, demordere, far finta di nulla?
È giunto il momento di gridare, di testimoniare quel Vangelo radicale che riporterà la Chiesa sulla strada della saggezza. Sarà un cammino lungo? Dipende dalla forza della profezia e dalla testimonianza dei suoi martiri.

Alcune lettere che mi danno dire che non tutto è perduto

Caro don Giorgio, da amici missionari in terre di missione mi viene confermato che il Cristianesimo radicale è davvero uno spartiacque tra la coerenza della verità e ... il bla-bla-bla. "L'uomo nella prosperità non comprende; egli è simile ad animali, che periscono" dice da millenni il Salmista.
Quanta ipocrisia in chi, bocca piena, pancia piena, fienili pieni, ama il dio-quattrino, l'avere, il possedere ingordo, anziché Dio Trino, l'Essere, l'altruismo.
Sei in una posizione splendida per ribadire a tutti che l'onestà intellettuale nasce dal cuore puro e semplice, che ama l'Assoluto, che cerca di vivere da creatura del proprio Creatore...
Qui stiamo diventando tutti dei padre-eterni assoluti, pieni di sé, arroganti, prepotenti, superbi: "tu non sai chi sono io!".
La tua posizione, sofferta, piena di attacchi indiscriminati, diventa uno spartiacque per chi vuole vedere!
Don Giorgio, al di là di tutto e tutti, stai vivendo un martirio non a sciabolate ma a spilli quotidiani; tu come chi davvero cerca la Verità. Un testimone e un profeta...
Cordialmente, fraternamente. Carlo.

Una lettera che è apparsa su vari Giornali e anche su Merateonline

Egr. Direttore,
domenica scorsa preso dalla curiosità sono stato a S. Ambrogio in Monte, la frazione di Rovagnate in provincia di Lecco, alla Santa Messa celebrata da un parroco sino a pochi giorni fa per me sconosciuto, Don Giorgio De Capitani, un prete che in queste giorni non si è unito al coro della retorica che ha travolto il nostro Paese dopo la morte di sei militari in Afghanistan, definito dalla stampa nazionale essere sulle orme di don Primo Mazzolari e di Don Lorenzo Milani, due profeti della Chiesa Cattolica del XX° secolo, riconosciuti tali anche se solo ora dalla stessa gerarchia.
La prima sensazione che ho provato è stata quella di essere presente in una Comunità viva, con una grande partecipazione alla Eucaristia da parte di tutta la gente del paese, con tante giovani coppie e soprattutto tanti giovani, come purtroppo non se ne vedono più dalle nostre parte: mia moglie ha contato 32 chierichetti in una piccola frazione che forse conta poco più che 500 abitanti. Il vangelo di domenica era la parabola del Buon Samaritano, un passo della Parola di Dio tra i più forti e provocatori. L’inizio del commento è stato in sordina ma via via si è accalorato per concludersi con un appello: Questo mondo si potrà salvare solo se tutte le religioni si uniscono in un nuovo umanesimo. Nella sua omelia ho sentito un uomo scosso da una profonda sofferenza, la sofferenza del Cristo sulla croce, non solo per le polemiche e gli attacchi vergognosi di cui è stato oggetto in questi giorni, ma una sofferenza per l’amore nei confronti della sua comunità e della sua Chiesa, messa in pericolo dalle insidie presenti oggi nella nostra società, soprattutto per quanta riguarda le giovani generazioni e che sono il nostro futuro. Quello che ho visto domenica è un prete che ama i suoi parrocchiani, con  lo stesso affetto che univa don Mazzolari con gli abitanti di Bozzolo e don Lorenzo con i suoi ragazzi di Barbiana. E quando un prete ama la sua comunità e non si limita ad essere solo un dispensatore domenicale di sacramenti, non può che non soffrire per le menzogne e le ipocrisie di cui è piena la nostra società e che giorno dopo giorno insidiano e corrompono le nostre coscienze. Don Giorgio è un prete che ha la forza d’animo di dire quello che pensa, ha il coraggio della verità come don Primo e don Lorenzo.
Poi al pomeriggio sono ritornato a casa e sul “Corriere della Sera” – un giornale che non può essere certamente tacciato di estremismo – ho letto un articolo penso di un commentatore americano, tale David Brooks che a pagina 14 parlando della missione in Afghanistan “Non esistono guerre leggere: più uomini per vincere a Kabul” terminava il suo scritto citando il Presidente Obama che qualche mese fa ha dichiarato “Non si tratta di una guerra arbitraria ma di una guerra necessaria, fondamentale per la nostra sicurezza”. Quindi giù tutti la maschera: L’Italia è in guerra e nessuno partecipa ad una missione di pace perché oggi l’unica condizione per lasciare vivere in pace il popolo afgano è quello che si ritirino al più presto tutte le forze militari presenti sotto il comando della Nato. Del fallimento della missione militare in Afghanistan per combattere il terrorismo oramai lo riconoscono tutti, compresi gli americani, e tutti oggi discutono di come uscirne al più presto e in maniera onorevole. Non si comprende quindi perché qui in Italia si tenta di criminalizzare coloro che sostengono della inutilità della presenza militare italiana in un contesto di guerra che è contro i principi della nostra Costituzione sulla quale hanno giurato i nostri ministri, il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica. C’è un solo modo per onorare i militari caduti in Afghanistan ed evitare altri lutti: ritirare al più presto tutti i militari presenti in Afghanistan e stanziare tutti i soldi mercenari che si sono spesi in questi anni per la guerra per opere di pace: ospedali, scuole, strade. Pensate a quanto opere umanitarie si sarebbero realizzate senza inviare eserciti, sconfiggendo con queste vere missioni di pace, il terrorismo, ma pensiamo anche alle centinaia e migliaia di vittime civili che si sarebbero evitate senza la nostra presenza militare.
Alla comunità di S. Ambrogio in Monte un augurio e un auspicio: tenetevi stretti il vostro parroco perché domani potrebbe essere definito un grande, mostrategli tutta la Vostra solidarietà con la speranza che a portare solidarietà domani siano in tanti. Non lasciamo soli chi testimonia sulla propria pelle le sofferenze del Cristo sulla croce. Coloro che poi vogliono conoscere meglio questo prete, possono collegarsi al suo sito -
www.dongiorgio.it - è un esempio di una fede coraggiosa.
Emilio Vanoni – via Milano 16 – 21056 Induno Olona Tel 0332 200286

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