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Alternativa Isaia: intervista: 13 video


L'Alternativa Isaia mi intervista

 

 

 

 

da Articolo21.info
Don Giorgio De Capitani,
sinistra evangelica dalla Brianza
di Mauro Mauri

 A leggere cosa scrive sul suo blog, un giorno sì e l’altro pure, bordate contro Berlusconi, la Lega, Comunione e Liberazione ed il capitalismo, chiunque potrebbe immaginare che Don Giorgio De Capitani, nato nel 1938 a Santa Maria, nella Brianza lecchese, sia un prete no global dall’aspetto tipo Don Vitaliano Della Scala, un prete-compagno dal look più da compagno che da prete, con tanto di barbetta ed occhialini tondi d’ordinanza: invece non è così.
Don Giorgio ha un sobrio aspetto da prete-prete, rigorosamente vestito come tale, indossa abiti neri o grigio scuro, colori che s’addicono alla chioma, tutta grigia e lievemente arricciata.
 
Da tredici anni –precisa l’interessato- non è Parroco, come impropriamente definito dai media, bensì sacerdote con incarico pastorale presso la Parrocchia di Sant’Ambrogio di Monte, un centinaio di case ubicate in cima ad una collina che costituiscono una microscopica frazione del Comune di Rovagnate, nemmeno tremila anime in provincia di Lecco.
Chiesa e Casa Parrocchiale, costruita con sassi a vista negli anni trenta in stile vagamente romanico, sono in una posizione davvero gradevole, un contesto da cartolina all’interno del Parco del Curone.
Sotto ai verdi campi ci sono grossi giacimenti petroliferi che una multinazionale australiana voleva estrarre, progetto abbandonato dopo una vigorosa sollevazione popolare.
 
Dunque Don Giorgio ha un aspetto da prete ordinario così come la sua Parrocchia e Casa Parrocchiale: alle mura ritratti di Gesù Cristo, niente foto del Che Guevara, immagini della Madonna, niente bandiere con falce e martello, fotogruppo di neo cresimati, niente “Quarto stato” di Pellizza da Volpedo.
Nel piccolo studio-cucina-locale internet della Casa Parrocchiale troneggia una foto del Cardinal Carlo Maria Martini suo mentore e punto di riferimento religioso. 
 
Alle Messe domenicali di Don Giorgio partecipano persone provenienti dalle provincie circostanti, attratte da sermoni con attacchi ai potenti della terra, a sostegno dei più deboli, dei lavoratori e dell’ambiente, argomenti affrontati con una visuale solidamente vincolata al Cristianesimo.
Le prediche riflettono il suo modo radicale di interpretare il Vangelo, pertanto è forte, molto forte il messaggio lanciato ai fedeli. Superfluo osservarlo, quelli che preferiscono partecipare ad una Messa con predica tradizionale si indirizzino verso altre chiese. 
"Don Giorgio non fa sconti a nessuno, nemmeno a me" se la ridacchia Marco Panzeri, cattolico del PD, giovane Sindaco di Rovagnate, qualche volta finito nel mirino del pulpito di Don Giorgio a causa di visioni contrastanti su problematiche locali.  "Ed è giusto così. Prenderlo o lasciarlo, è amato od odiato. Però a Monte tutti, incluso leghisti e gente di centrodestra, riconoscono che è davvero bravo a gestire Parrocchia ed oratorio, infatti sempre pieno di bambini" ed aggiunge: "Anche il titolare della trattoria sita di fronte alla Chiesa - un Leghista DOC che spesso ha come soddisfatti clienti i “milanesi“ che la Domenica usciti da Messa prima mangiano e poi fanno una passeggiata in prati e boschi circostanti- lo riconosce, osservando però come molti concetti possano anche essere condivisi ma che non dovrebbero esser espressi dal pulpito".
 Le parolacce durante la Messa non vanno proprio giù a Panzeri che rintuzza Don Giorgio "Giusto oggi l’ho incontrato ribadendogli il mio pensiero. In ogni caso ad averne di preti come lui…" 
 
INTERVISTA A DON GIORGIO
I suoi detrattori sostengono che il contenuto delle sue prediche le abbia causato contrasti con le istituzioni ecclesiastiche…"Non è affatto vero, Monsignor Bruno Molinari, Vicario Episcopale della diocesi, disse pubblicamente che, pur non approvando l’uso delle parolacce, condivideva i concetti espressi. Da quando sono a Monte i miei rapporti con lui ed il Cardinale Tettamanzi, già mio professore di morale in seminario,  sono su un piano di grande correttezza e sincerità. Mai avuto dissidi, checché abbiano sostenuto alcuni media legati a Berlusconi".
 
In un comunicato aveva sostenuto che spesso i giovani vivono e muoiono da coglioni…
"Qualcuno mi rimprovera un linguaggio poco adatto ad un prete: se una parola forte serve a scuotere le coscienze, inducendo a riflettere, la uso senza pormi alcun problema".
 
Prete di sinistra o compagno prete?
"Non ci si deve scandalizzare se un prete è un compagno, già nel lontano 1945 don Primo Mazzolari aveva scritto un libro titolato “Il compagno Cristo”. La mia scelta è la sinistra evangelica, concetto espresso dall’ “I care” di Don Milani. E non dovrebbe essere differente per un ministro di Cristo ed i cristiani che professano autenticamente la propria fede. Vorrei essere compagno di tutti e distribuire il pane necessario alla nostra società che ha bisogno di alimentarsi con la cultura dell’essere e non dell’avere".
 
Dal pulpito, sermoni o comizi?

"Quando nelle prediche il prete và giù duro, anche il padrone -se è del posto- sta attento nel trattare i lavoratori in quanto sa che avere il parroco contro significa avere contro la popolazione. Incarnare il Cristianesimo significa affrontare anche tutte le problematiche che vivono gli uomini:  lavoro, casa, tutela dell’ambiente".
 
Quante persone partecipano alla Messa domenicale? "Alle tre messe in totale partecipano circa 500 persone, ma dopo i recenti fatti la chiesa, che può ospitare al massimo 250 fedeli, era piena ed alcuni hanno dovuto restare in piedi".
 
Chi sono i Giuda odierni?
"Quelli che vendono Gesù Cristo indossando i guanti bianchi, con la faccia pulita, tramite la legge del mercato. Per loro tutto è lecito pur di far soldi".
 
Perché tanto astio nei confronti di Berlusconi?
"Non ce l’ho con Berlusconi persona ma con la sua cultura, il Berlusconismo, la cultura dell’avere, perché conosco il male che provoca all’umanità. Berlusconi l’ha inculcata nella testa di milioni di italiani tramite TV e giornali, forse perché a lui non interessa comunicare idee che comunque non credo abbia. Ha cavalcato astutamente un momento di grande vuoto politico riempiendolo con la sua cultura. Mi preoccupa il fatto che il virus della berlusconite ha contaminato ormai tutto, anche la sinistra" .
 
Come debellare il virus del Berlusconismo?
"Immettendo energie nuove di giovani senza paraocchi, credenti e non credenti".
 
Pochi giorni addietro Avvenire ha attaccato la condotta di vita del Premier…
"Ritardatari ed ipocriti: dopo averlo sostenuto, ignorando il suo stile di vita, antitesi del cristianesimo, davanti all’evidenza dei fatti incluso il frequentare le escort, il quotidiano della CEI non poteva che agire così".
 
Nell’ultimo discorso su Youtube ha martellato pesantemente CL: già il titolo: “La mafia nella tana di Dio”… In sintesi paragona la modalità con cui agisce CL a quella della mafia..
"Ho semplicemente detto la verità: CL –seppur in modo lecito- agisce per brama di potere, nella loro azione non c’è la minima applicazione del messaggio evangelico, il loro obiettivo è il potere. Così c’è gente –vedi il Dott. Alberto Zangrillo, medico di Berlusconi, ma ce ne sono tanti altri- improvvisatasi ciellina al fine di star vicino a chi c’è nella stanza dei bottoni. Una volta nella sanità lombarda se non eri un uomo di Craxi non facevi carriera, ora devi essere di CL, che inoltre si muove -fortunatamente non sempre con successo- anche all’interno della Chiesa, tentando di piazzare i suoi sacerdoti nelle Parrocchie più importanti" 
 
In Lombardia CL è Formigoni…
"Con il passaggio del testimone a Formigoni cadremo dalla padella alla brace. Se è facile capire che tipo è l’uomo di Arcore, Formigoni e CL agiscono in modo più subdola in quanto la religione viene utilizzata per fini di potere, diffondendo così la berlusconite. CL –ribadisco- è una setta ramificata che ha puntato alla conquista della cultura, di scuole ed università, dei mass media, di ospedali, chiese ed oratori".
 
Chi salva a destra?

"Cristo ha detto “maledetti voi ricchi”. Di questa destra politica intesa come ideologia capitalistica salvo nulla. Sugli uomini di destra non esprimo giudizi, vorrei solo che aprissero gli occhi".
 
E la sinistra?
"Ho forti riserve, non abbiamo politici con gli ideali, gente che un tempo aveva smosso milioni di lavoratori. Oggi i politici di sinistra sono litigiosi per brama di potere, preoccupati di salvare il proprio cadreghino, vendono il povero per un pezzo di sedia. Comunque voterò sempre a sinistra, senza preferenze di partito. La mia scelta -ribadisco- è la sinistra evangelica".
 
La Chiesa oggi…
"Amo i preti d’avanguardia, i teologi sudamericani della liberazione, i dissidenti, i teologi protestanti fuori dalle righe. Sono allergico alle parole ufficialità, gerarchia e dogma. Interessante il rapporto tra cristianesimo e religione. Vorrei che la Chiesa di oggi fosse più “politica”, che incarnasse i valori di Cristo affrontando i problemi sociali dell’Uomo" .
 
Il Cardinal Martini…
"Alla fine degli anni settanta, quando ero a Sesto, per tre anni fu il mio Cardinale, un punto di riferimento importante, persona corretta e sincera che si prendeva a cuore i casi particolari di preti poco amanti delle strutture, innovatori e perciò emarginati. Anch’io sono stato un caso particolare per lui, e lo ringrazio".

 
dal sito Informazione dal basso
 
6 agosto 2009

 Cacciamo i mercanti dal tempio 

Se vuoi ascoltare l’intervista clicca qui

È quello che dovrebbero fare gli uomini di chiesa che invece sempre più spesso con i mercanti ci vanno a braccetto…

I nostri moderni” mercanti” hanno nomi e cognomi, si chiamano :Silvio Berlusconi adoratore del potere fine a se stesso, auto nominatosi “unto dal signore”. Si chiamano Umberto Bossi che ha capovolto i precetti cristiani secondo cui siamo tutti uguali davanti a Dio, ma i ” padani” sono più uguali degli altri, ed è il bello che questi signori si professano anche cattolici!

Si chiamano imprenditori-predoni, e qui l’elenco sarebbe lunghissimo, gente che si arricchisce mettendo in atto uno sfruttamento scientifico e costante dei loro dipendenti pagati spesso una miseria.

Ma saremmo ingiusti a fare  di tutta un’erba un fascio, infatti l’eccezione è Don Giorgio De Capitani. Un sacerdote coraggioso al quale tutto questo non và giù. Dalla sua parrocchia, in un piccolo paese della provincia di Lecco, non si fa problemi a dire liberamente quanto è marcia la nostra attuale classe dirigente.

In questi tempi di oscurantismo del pensiero e dell’informazione il coraggio di questo prete non può che fare notizia, ed è per questo che il blog informazione dal basso è ben lieto di offrire il suo spazio a quest’uomo di chiesa, una chiesa che se fosse coraggiosa, non sussiegosa verso i potenti vedrebbe aumentare i suoi ”frequentatori”.  Ci farebbe piacere che i Don Giorgio si moltiplichin e non dovrebbe essere questo una cosa strana , perché è nel loro magistero di stare dalla parte dei poveri e degli oppressi  denunciando le porcherie della casta  politico–affaristica-mafiosa.

Questo dovrebbe fare la chiesa, senza se e senza ma !

NOI SIAMO CON DON GIORGIO

 

 

 


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