L’Onu “incastra” il Cremlino: accertati stupri e più di 4mila civili trucidati

Le conseguenze dell’attacco missilistico russo al centro commerciale Amstor di Kremenchuk, nella regione di Poltava, in Ucraina, 28 giugno 2022 – VIGILI DEL FUOCO UCRAINA / ANSA
da AVVENIRE
30 giugno 2022
Ucraina.

L’Onu “incastra” il Cremlino:

accertati stupri e più di 4mila civili trucidati

Nello Scavo, inviato a Odessa
La Missione di monitoraggio delle Nazione Unite ha consegnato un duro rapporto al procuratore dell’Aja. Nella sola Bucha, le forze russe hanno ucciso almeno 50 persone inermi

La sera del 9 marzo un gruppo di soldati russi irrompe in una casa fuori Kiev. Ci viveva una giovane coppia con il loro bambino. Sparano all’uomo, e afferrano la donna: «Ora non ha più un marito». La violentano a turno. Torneranno altre tre volte, prima di dover fuggire in ritirata.

Non è un caso isolato quello riferito dalla Missione Onu per i diritti umani in Ucraina. L’ultimo rapporto è già sul tavolo del procuratore dell’Aja, con 108 stupri ricostruiti nei dettagli più brutali. I nomi dei comandanti dei sobborghi occupati all’epoca sono noti. E non potranno dire di non sapere.
Gli abusi sessuali sono una della armi non convenzionali adottate ancora in questi giorni dalle forze russe. Sebbene esistano alcune segnalazioni in corso di verifica a carico di militari ucraini, nel caso dell’esercito di Mosca si assiste ad azioni pianificate, reiterate su ampia scala.
Alla data del 15 maggio 2022, quando si è chiuso il periodo di riferimento, la Missione Onu di monitoraggio dei diritti umani (Hrmmu) era a conoscenza di 108 denunce di abusi sessuali contro donne adulte, ragazze minorenni, uomini e adolescenti in particolare nelle regioni di Chernihiv, Dnipro, Donetsk, Kharkiv, Kyiv, Kherson, Luhansk, Mykolaiv, Vinnytsia, Zaporizhzhia, Zhytomyr e in un centro di detenzione nella Federazione Russa.
«Le vittime di abusi sessuali spesso non sono in grado o non sono disposte a parlare», ha affermato Matilda Bogner, capo dell’Hrmmu. Che avverte: «Conoscere l’intera portata delle violenze sessuali in questo contesto potrebbe richiedere anni». Gli investigatori hanno verificato i primi 23 casi e stanno proseguendo con gli accertamenti per le altre denunce. L’orribile assortimento comprende varie gradazioni di crimini: stupro, stupro di gruppo, tortura, spogliarello pubblico forzato, minacce di violenza sessuale e altre forme di violenza sessuale. La brutalità non ha avuto freni, né è stata fermata dai superiori gerarchici presenti sul campo, dove sono avvenute «torture sessualizzate, palpeggiamenti sessuali indesiderati e minacce di violenza sessuale». Sui corpi di numerose donne gettate nelle fosse comuni sono stati trovati i segni delle violenze spesso perpetrate fino a uccidere le malcapitate. I presunti autori provenivano «dai ranghi delle forze armate russe in 87 casi; dai ranghi di gruppi armati affiliati alla Russia in 2 casi; dai ranghi delle forze armate ucraine, compresa la difesa territoriale, in 9 casi».
Il rapporto documenta le uccisioni illegali, comprese le esecuzioni sommarie di civili in una trentina di insediamenti nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Kharkiv e Sumy, commesse dalle forze armate russe mentre controllavano queste aree tra la fine di febbraio e marzo. Nella sola Bucha, definita a suo tempo come «scena del crimine a cielo aperto», la missione Onu ha verificato che almeno 50 civili sono stati uccisi dalle forze armate russe. In totale sono stati documentati anche 248 casi di detenzione arbitraria di rappresentanti delle autorità locali, giornalisti e attivisti. Dal 24 febbraio al 15 maggio 2022 gli investigatori hanno potuto accertare 8.368 casi di civili colpiti: 3.924 persone uccise e 4.444 feriti. Numeri riportati con una avvertenza: «Il dato reale è certamente molto più elevato ma a causa degli scontri non è ancora possibile esaminare tutte le segnalazioni».
Il villaggio di Yahidne, vicino Chernihiv, dal 3 al 31 marzo era sotto il controllo russo: 360 residenti, tra cui 74 bambini e 5 disabili, sono stati imprigionati per 28 giorni nel seminterrato di una scuola. «Non c’erano servizi igienici, acqua o ventilazione. A causa delle condizioni – riporta il dossier che conferma precedenti inchieste giornalistiche – dieci anziani sono morti».
Mariupol resta il caso più eclatante, ma non l’eccezione. Perché rappresenta un modello operativo seguito dalle forze di aggressione in tutto il Paese. I cosiddetti “corridoi umanitari”, che sono stati oggetto di negoziati a metà marzo, «erano troppo pochi, inaffidabili e poco sicuri per permettere a molti civili di uscire», denunciano i ricercatori Onu che ribadiscono di avere prove a sufficienza per dimostrare quali violazioni vengano commesse nei “campi di filtraggio”». L’intento apparente è quello di «identificare gli attuali o gli ex ufficiali delle forze dell’ordine ucraine, i funzionari statali e i membri delle forze armate ucraine». Un pretesto per “rieducare” la popolazione al rispetto dei nuovi padroni. «La pratica – si legge ancora – mostra che qualsiasi individuo percepito come favorevole all’Ucraina o contrario alla Russia viene identificato e sottoposto a violazioni e abusi». Gli addetti al “filtraggio” esaminano gli effetti personali, compresi i dispositivi mobili, perquisiscono e palpeggiano. Gli osservatori sono riusciti a provare che talvolta gli interrogatori avvengono facendo ascoltare alle donne «suoni sessualmente degradanti».
E vengono considerate credibili le notizie di «bambini separati dai loro genitori durante e dopo il processo, quando l’adulto che li accompagnava non ha superato il “filtraggio”». Nessuno sa che fine abbiano fatto i piccoli. Come se la distruzione e i lutti non fossero una tragedia sufficiente, a molti capita di venire internati «nel famigerato centro di detenzione Izoliatsiia a Donetsk», spiega la missione Onu. È un nome di cui prendere nota per quanto si svolgeranno i processi in Ucraina è, auspicabilmente, davanti al tribunale internazionale. A Izoliatsiia i profughi sono «esposti a un rischio particolarmente elevato di tortura e maltrattamenti».
E non deve essere una coincidenza se le autorità russe e quelle delle repubbliche separatiste continuano a vietare alle agenzie umanitarie Onu l’accesso ai centri di detenzione. Nella contabilità dei crimini vengono calcolati anche gli attachi deliberati contro luoghi di culto cristiani, ebraici e islamici: 34 centri sono risultati distrutti e 40 seriamente danneggiati. «Ciò ha avuto un impatto particolarmente negativo sulle comunità religiose e – sottolinea l’Onu – sulla capacità degli individui di esercitare il diritto alla libertà di religione o di credo». Perché anche pregare che tutto finisca, è diventato un atto ostile. Mentre intanto piovono gli ordigni trappola, come missili Tochka-U «armati con munizioni a grappolo». Il report accusa anche Kiev di averli usati occasionalmente: «Non sono precisi e sono in grado di trasportare testate con 50 sub-munizioni». Mosca aveva spergiurato di averli dismessi. Ma, ancora una volta, mentiva.

1 Commento

  1. Giuseppe ha detto:

    Se si fosse verificata anche solo la centesima parte di queste violenze, sarebbe comunque disumano. Ai “pacifisti” dei senza se e senza ma, vorrei che venisse spiegato che la PACE non si realizza con omicidi e violenze di massa e che la brutalità di una divisa macchiata di sangue non può mai giustificare.

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi