La scelta di Mario Delfini fa parte della “politica omologante” di Bergoglio

di don Giorgio De Capitani
Vorrei essere chiaro. Come è nel mio stile. Ma lo sarò ancora di più, fino a sembrare implacabile, visto quello che è successo con la scelta di Mario Delpini a guida della Diocesi milanese.  
Dire che Bergoglio ha preso noi ambrosiani per il culo è un eufemismo: la realtà è ancor più allarmante. Ci troviamo di fronte al cosiddetto caso di un potere assoluto che si circonda di devoti lacchè, castrati a tal punto da non pensare e da non decidere in proprio. 
Papa Bergoglio, più che “intelligente” (la gerarchia non può permettersi il lusso di dare spazio all’”intelligenza”), è un furbo, un furbastro, un calcolatore, soprattutto un maniaco della propria immagine fino al punto da mettere in ombra i suoi collaboratori, scelti normalmente col criterio o della loro inferiorità culturale o della loro incapacità di farsi valere per evitare il rischio che a pagarla sia la popolarità del capo supremo.
Ma voi pensate che, tenendo conto dei precedenti, Bergoglio corresse il rischio, che aveva corso lo stesso papa polacco, che un altro vescovo come Martini potesse, benché involontariamente, contrapporsi all’autorità suprema della cattedra di Pietro?
Chiariamo. Qui non si tratta solo di autorità di comando, la quale è fuori discussione, fino a quando la Chiesa resterà monoliticamente monarchica: si tratta invece di gelosia, di quella meschineria che si chiama super-ego, che vorrebbe garantire a questo papa un certo predominio di consenso nel campo della fede e non solo della fede, assumendo perciò una tale aria da populista da toccare il grottesco e il ridicolo.
Milano, dunque, non poteva avere un vescovo tale da “offuscare” l’immagine populista di questo pontefice, che, come dice il nome “pontifex”, è abile nel lanciare ponti fasulli su pilastri di cartapesta, o sul vuoto di un nulla di Umanesimo, mancante della sua vera anima, che è l’interiorità dell’essere umano.
Milano, cioè, non poteva, non doveva mettere in ombra la luce psichedelica del Vaticano, propria di chi balla il tango o la milonga, tutto in allegria mentre si celebrano festini orgiastici.
Se Milano, in altri campi, da quello socio-politico a quello economico, batte Roma dieci a zero, ecco (dopo un cardinale/disastro, ma in ogni caso personaggio a modo suo più unico che raro, in tutti i sensi, anche in quello di un dogmatismo capace di coprire le ombre di un papato decadente) bisognava mettere come vescovo uno della stessa levatura di una qualsiasi virginia raggi.
Sia chiaro. Sono sicuro che, a differenza di Virginia Raggi di Roma, Mario Delpini ha qualcosa in più nell’arte oratoria: le omelie del neo vescovo di Milano sono piacevoli, gustose, quasi in pareggio con le parole del Sommo Pontefice, che però ha una marcia in più nell’improvvisare battute da bar, mettendo in scacco matto persino quel devoto laicismo di Eugenio Scalfari che, forse perché ormai prossimo a rendere conto al “buon Gesù”, s’è calato le braghe, forse imitando il Poverello d’Assisi, tranne che, a differenza di San Francesco che si è denudato anche dell’essenziale per riprendersi in toto lo spirito interiore, l’ultra novantenne giornalista della Repubblica ha perso anche quel minimo di dignità che ogni essere umano dovrebbe mantenere, in assoluta libertà, fino alla morte.
Papa Bergoglio che cosa ha di tanto speciale da stregare perfino gli atei, che più che devoti sono diventati rincoglioniti?
Certo, anche il cardinale Carlo Maria Martini aveva stregato i lontani e i non credenti, ma non certo alla stregua di una semplicioneria tipica di Bergoglio. Martini era un’altra roba! E se fosse diventato papa, forse la Chiesa non sarebbe diventata un’accozzaglia anonima di ferri arrugginiti, ma indorati da sembrare luccicanti.
Ed ecco che Bergoglio ha pensato bene (dicono che da più di un anno avesse deciso!) di mandare a Milano (pardon, era già di casa a Milano!) un “mediocre”, che sarà magari capace di dare qualche parvenza in più di credibilità ad una diocesi ridotta ad uno stoppino fumigante, ma sempre un “mediocre”, tra gnac e petac, nelle ganasce di un pontificato che vuole mettere in ombra qualsiasi pur timida voce di dissenso. Scherziamo! Il vero unico dissenso è lui, mister Bergoglio!
Milano poteva risorgere? No, “doveva” risorgere! E ora non basterà quel minimo di decenza ancora rimasto per permettere alla diocesi ambrosiana di prendere un po’ il largo. Bisognava “osare” con una nomina più forte, di uno che osasse rischiare.
Ma come si può chiedere ad uno come Delpini di “osare”, quando ha paura della sua stessa ombra, preferendo restare sotto l’ombra della Cupola di San Pietro?
Sarà Delpini un vescovo più alla buona, quando ad esempio tiene le sue “belle” omelie? Senz’altro!
Sarà un vescovo “illuminato” da una speciale fede tutta interiore? Può darsi!
Sarà un vescovo capace di un pensiero proprio, di quel Pensiero mistico che va oltre l’aspetto puramente religioso? Ne dubito fortemente!
Sarà in grado di condurre una diocesi fuori dallo scontato o dal già visto di un cristianesimo di massa di corpi affamati di cose? Sarà assai difficile!
Forse ci voleva un vescovo da fuori, che avrebbe potuto mettere in crisi lo stesso pontificato di Roma, puntando al massimo di una mistica rivoluzionaria, ma Bergoglio ha detto no: ha preferito donarci un vescovo “mediocre”, obbediente a Roma, succube di un pontificato che non ha più nulla da dire di veramente “sconvolgente”, al di là delle battute insopportabili, in una società in balìa di cretini che si credono intelligenti, e di intelligenti che vivono da cretini. A iniziare dalla gerarchia ecclesiastica!

 

3 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Caro don Giorgio, ci risiamo? Non posso né voglio discutere su argomenti che tu conosci molto meglio di me perché li vivi interiormente e con sofferenza. Capisco anche che tu tenga in modo speciale alla diocesi in cui vivi ed operi, e posso comprendere la tua delusione per quella che, secondo te, è stata l’ennesima furbata di papa Bergoglio. Probabilmente in cuor tuo cullavi una piccola speranza, avresti tanto desiderato la scelta cadesse su qualcuno che ricordasse Martini (o al limite Tettamanzi), soprattutto dopo l’esperienza fallimentare di Scola, ma di personaggi di uno spessore simile, non mi sembra di vederne in giro…
    Quello che invece non capisco e non riesco proprio a mandar giù è il fatto che hai colto ancora una volta il pretesto di questo “sgarbo” per tornare a fare paragoni ingiusti e immotivati tra la tua Milano e Roma, ovviamente a tutto vantaggio del capoluogo lombardo. Ti seguo da tanti anni e spesso ho condiviso i tuoi giudizi, anche quelli più pungenti e rabbiosi, nei confronti di individui squallidi ed inqualificabili, ma quello che mi lascia senza parole e faccio fatica a capire è il tuo disprezzo verso Roma. Certo, sono anch’io di parte in quanto romano che ama la sua città (come tu ami la tua), ma non sono così cieco ed ottuso (o almeno spero di non esserlo) da non vedere i suoi difetti e maledirli, ciò non toglie però che tutta questa acredine mi sembra un po’ troppo esagerata.

    • Don Giorgio ha detto:

      Forse vedi solo le mie sparate contro Roma, o, meglio, contro chi governa Roma, ma non vedi o leggi le mie sparate con Milano. Pazienza! Non capisco la tua permalosità fuori posto!

  2. GIANNI ha detto:

    Bergoglio e Martini, si potrebbero definire due personalità di origine piemontese, ma molto diverse.
    Eppure…
    A ben vedere, tutto sta in quello che ho sempre detto, nell’equivoco storico che rinvia alla genesi di cristianesimo e cattolicesimo.
    Teoricamente, si potrebbe sostenere che il cattolicesimo ha in parte tradito il cristianesimo originario, quale sua errata interpretazione ecc ecc
    DI qui una corrente di pensiero, certo rappresentata da Martini e da altri, che vorrebbe almeno in parte tornare al medesimo.
    In realtà, sono due religioni diverse.
    Basta considerare tutto quello che deriva dalla religione mitralica, egizia, ecc. ecc. e dalle finalità di potere del cattolicesimo.
    Il cattolicesimo altro non è che quello che doveva essere, e da qui poi nacquero i vari protestantesimi.
    NOn siamo quindi, come dicevo, in presenza di personalità diverse, ma di esponenti di due religioni diverse, e per errore ed equivoco storico, alcuni si sono come dire..incardinati nel
    cattoliceismo pensando che fosse cristianesimo, quando il cattolicesimo con cristo ha a che fare solo in parte.
    Abbiamo quindi coloro che accettano il cattolicesimo per quello che è ed è sempre stato, nato con Costantino, non con Cristo, ed altri che, sapendo questo, cattolici non lo sono mai stati, ma cristiani sì.
    Al cattolicesimo, ripeto religione e non confessione, religione nata con costantino, non interessa il messaggio cristiano, se non per quella falsa interpretazione di una chiesa, intesa da cristo come comunità di credenti, e trasformata da costantino in chiesa di potere a sostengo del potere politico
    Non c’è mai stata una falsificazione, sin dall’inizio era questa la religione ( e non confessione) cattolica……
    Del resto, se non credete a quanto dico, andate a rileggervi cosa si diceva di mitra o del dio sole nella religione egizia.
    Nato da una vergine, annunciato da un angelo, scese agli inferi, ecc ecc. no…non parlo di cristo, ma del dio sole o di mitra, o di altri dei dell’antichità.
    Di tutti si dicevano le stesse cose.
    Quindi è da questo sincretismo che nacque il cattolicesimo, mentre il vero cristianesimo non centrava nulla con dei presi a prestito da altre culture a fini di potere.
    Non solo, anche i vari riti e i vari dogmi, dalla nascita verginale di tali dei, alla teofagia, si ritrovano tutti uguali in una miriade di culture diverse, e tutte rivolte al potere.
    Quale migliore occasione per costantino?
    I vari Bergoglio, ecc ecc altro non fanno che continuare il cattolicesimo, perchè il cristianesimo non è un’altra confessione, tradita dal cattolicesimo, ma un’altra religione, come lo sono islam e religione ebraica.
    Probabilmente qualcuno voleva cambiare il cattolicesimo nell’originario cristianesimo, pensando al cattolicesimo come particolare confessione, ma è sbagliato, perchè non di confessione trattasi, ma proprio di una diversa religione.
    Nel cristianesimo non abbiamo quei miti e quella finalità di potere che serve solo al potere, e quella struttura che serve ancora solo il potere, proprio perchè una religione nulla centrava con l’altra, ed in particolare il cristianesimo nulla centrava con costantino, con le sue mire, e con tutto quello che derivò.

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