Salvini ha tradito le origini della Lega

salvini boh
di don Giorgio De Capitani
Mai finora un politico mi aveva querelato. Eppure, chi non ricorda le mie dure invettive contro Silvio Berlusconi, anche ricoprendolo di insulti personali? Sostenevo che per lui non valeva la distinzione di Giovanni XXIII tra errore e errante: Berlusconi era tutt’uno indivisibile! E chi non ricorda le mie lotte politiche, altrettanto verbalmente violente, contro i capi leghisti? Roberto Castelli mi faceva sapere che ero sul filo della querela, tuttavia preferiva un’altra strada: scrivere al cardinale Dionigi Tettamanzi, ritenendolo responsabile del fatto che mi lasciava ancora a Monte a guidare una parrocchia.
 Forse erano altri tempi, e le armi si affilavano senza esclusione di colpi, a viso aperto, usando tattica e intelligenza, con quella studiata “cattiveria” politica che tonificava il confronto, senza comunque arrivare mai ai tribunali.
 Il giovane Salvini assisteva, impotente, senza rendersi ancora conto di quella bufera che avrebbe travolto la Lega fino a decimarla nei suoi capi storici. Egli si salvò e, rimasto quasi solo a guidare la barca sfasciata, tentò di riportarla a riva, per poi ripartire sperando in chissà quale provvidenza. E la provvidenza arrivò, con l’ondata inarrestabile dei migranti in fuga verso l’Europa, passando per l’Italia. Fu l’inizio della sua fortuna politica. Cavalcò una massa di disperati, battendo continuamente sul tasto dei disagi e dei malumori della pancia degli italiani. Oggi possiamo ben dirlo: senza la massa dei migranti alla ricerca di una nuova patria, la Lega non sarebbe risorta e Salvini non sarebbe il Salvini di oggi.
 Se la vecchia Lega era partita bene, sempre comunque sui malumori della gente locale, ma nel campo strettamente politico italiano, a causa di governi accentratori e lontani dai veri bisogni della gente comune, la Lega di Salvini dimenticò quasi subito le esigenze locali dei cittadini, per spostare il problema politico sul fenomeno migratorio, che riguardava più la nazione in sé che non la gente dei paesi. Ma probabilmente la gente non si accorse della nuova rotta, e oggi il nuovo capitano ama spingere l’acceleratore sulle paure globali, che naturalmente ricadono anche sulla gente comune.
 La Lega storica, più che razzista, era fortemente secessionista: puntava alla separazione del ricco Nord dal poveraccio Sud, tanto da voler creare una propria terra autonoma, la Padania. Salvini non parla quasi mai di secessione o di Padania: per lui è solo una questione di razza e di cultura; più che combattere una immigrazione selvaggia, egli teme un miscuglio razziale e culturale, forse per le concrete conseguenze negative sul primato della razza ariana.
 Non capisco perché all’interno della Lega non ci sia una dialettica, anche per arrivare ad una dichiarata opposizione, visto che ci sono numerosi leghisti anti-salvini. Prima o poi succederà una rivolta interna: solo così la Lega potrà salvarsi da una inevitabile auto-distruzione.
 Non credo che Salvini non se ne renda conto di essere fuori della storia, ma è l’uomo della concretezza, pragmatico anche se apparentemente ideologo, e conosce molto bene il debole del popolo italiano, che non è pronto al grande passaggio verso una nuova epoca che è già iniziata.
 Salvini fa presa sulle paure immediate della gente comune, anche se più mistificate che reali, senza per nulla credere o voler credere nelle immense capacità di un popolo di assorbire o integrare imprevedibili ricchezze di altri popoli. Sì, Salvini è il politico dell’immediato: a lui il passato non conta, nemmeno se lo ricorda; conta solo il presente che non è più presente, perché già aperto al domani.
 Salvini si trova, da una parte, a dover gestire ogni giorno un certo consenso popolare, sfruttando ogni opportunità, e, dall’altra, sa di avere a che fare con un forte senso democratico, con politici di un certo calibro, con istituzioni ancora sane, e, proprio per questo, va all’attacco come toro scatenato, offendendo a destra e a sinistra chi lo ostacola. Se la giustizia fa il suo dovere nei riguardi di qualche caporione leghista, Salvini attacca i magistrati, e se è il Capo della Stato a richiamare valori universali che sono in contrasto con le meschine visuali leghiste, Salvini lo insulta.
 E succede che, appena lui si sente offeso, querela, ma lui è in una botte di ferro, e si difende con l’immunità parlamentare.

 

9 Commenti

  1. Paul ha detto:

    da tempo nella politica italiana gli ideali (e i progetti) non esistono più in nessun partito … tutto è ridotto ad un immenso “stipendificio” per parenti, clienti, lobbies ed amici
    per aver accesso alla sostanziosa “mangiatoia” bisogna trovare i voti che arrivano da un popolo “abbindolato” da anni di reality e fiction
    conseguenza è una politica fatta di “balle colossali” da parte di chi è al governo che manipola TUTTA l’informazione e i dati (i berlusconiani sono diventati magicamente renziani) costringendo l’opposizione a ricercare dei temi forti che facciano presa sulla gente
    Salvini, che, non a caso ha solo esperienza in radio-tv-comizi, lo ha capito benissimo e sfrutta lo schema a suo vantaggio ben sapendo che una volta al governo non cambierà nulla in meglio, come han fatto i suoi predecessori

  2. Luigi ha detto:

    L’ideologo della Lega Nord è stato Gianfranco Miglio, il quale puntava ad un Stato Italiano in senso federale o confederale. Fu senatore della Lega prima di “rompere” con Bossi e dar vita alla breve stagione del Partito Federalista. Da allora, a mio parere, è stato sempre un partito di “pancia” e non più di “testa”. Gli effetti si sono visti quando Bossi si alleò con Berlusconi. Per un “piatto di lenticchie” cominciavano a tradire le loro origini. Cominciavano a fare i cani da guardia del Cavaliere. Abbaiavano tanto, ma portavano a casa poco. Poi anche a loro la “Roma ladrona” offriva molte amenità. E che fa l’erede del popolo della “Roma ladrona”. Fa il tribuno del popolo romano per un candidato sindaco di un partito statalista. Non per niente si chiamano “Fratelli d’Italia”. E che fine ha fatto l’ideologia secessionista o federalista. Penso che Miglio si stia girando nella tomba mentre tanti leghisti si stanno turando il naso come consigliava Indro Montanelli quando invitava a votare lo stesso Democrazia Cristiana. Non sono, non lo sono stato e non lo sarò un leghista, anche se sono un figlio doc della Brianza. Quando mi chiedevano: “Te se un lumbard?”. Rispondevo: “No sono un cittadino del mondo”. Salvini non ha tradito solamente le origini della Lega, sta tradendo la sua umanità. Sai che ti dico Salvini: “Quando “vesti la giubba verde” c’è uno spirito ribelle dentro di te che intona un’aria musicale di Leoncavallo (già il nome ti fa incazzare) più conosciuta come “Ridi, pagliaccio””.

  3. diogene ha detto:

    per citare Crozza: Salvini da Trump a Philadelphia. “Avrei voluto essere una mosca…Per avere l’imbarazzo su chi posarmi”
    Altra querela?

  4. Giuseppe ha detto:

    Che Salvini stia cercando di uscire dal ghetto padano accantonando, almeno per il momento, i progetti di secessione che furono il tratto distintivo della lega, nel momento in cui piombò come un uragano nella routine trita e ritrita del nostro scenario politico, è un dato di fatto innegabile. Il suo è il tentativo ambizioso di un leader che aspira ad una visibilità che oltrepassi i confini italiani ed europei, e per questo cerca alleati, o quantomeno consensi, in personaggi che parlano un linguaggio simile al suo, come Marine Le Pen e Donald Trump. Allo stesso tempo non intende accontentarsi di un ruolo subalterno al tradizionale complice, ma mal sopportato Berlusconi, trovando una comoda sponda negli esponenti della destra xenofoba e nazionalista di Fratelli d’Italia, anche se ideologicamente da sempre rivali, intessendo proficue alleanze in vista delle elezioni amministrative. Nonostante questa apparente lungimiranza però, il personaggio è sempre lo stesso ed il suo modo di esprimersi è ancora quello delle origini, volgare e carico d’odio, anche perché fa presa più facilmente sui suoi ammiratori e sostenitori storici e attira nuove simpatie tra le squallide frange del razzismo più becero. Per quanto riguarda la querela a don Giorgio, mi sembra un segnale preciso dell’incapacità di accettare un contraddittorio, forse perché nel movimento che rappresenta non ce n’è alcuna traccia evidente, mentre dovrebbe essere la regola della dialettica politica. Chi per vocazione o ambizione si tuffa nell’agone politico, scegliendo di ricoprire un ruolo di primo piano, dovrebbe essere consapevole di esporsi alle critiche, anche pesanti e velenose dei suoi avversari e dell’opinione pubblica. Da sempre è così. E non c’è posto per qualsiasi forma di suscettibilità, anche perché se l’avversario dovesse accorgersene, probabilmente tenderebbe ad approfittarne, diventando ancora più aggressivo e provocatorio. In uno scenario del genere, ho l’impressione che il ricorso alla querela sia un segnale preoccupante di impotenza e di mancanza di argomenti validi.

  5. zorro ha detto:

    Per onor di cronaca bisogna anche dire che una parte dei mille euro vengono dati dalla UE all’italia.E ribadisco che dove e’ possibile bisogna promuovere l’economia nei paesi di origine x i migranti economici mentre x i rifugiati non si puo fare altro che dividerli a quote nell’europa.Poi bisogna intervenire anche sui migranti che ormai presenti sul territorio non sono economicamente auto sufficienti e qui si hanno solo due strade rimpatriarli o sostenerli con reddito se le finanze lo permettono.Pensare poi alla cittadinanza oggi mi sembra utopico x l’italia se pur vero ha bassa natalita ma ha un esercito di pensionati a cui provvedere quindi le eventuali risorse vengano distribuite a chi e gia cittadino.Il salvini politico non fa altro che cercare voti cinicamente come fanno tutti lui batte sui migranti altri magari piu acculturati sul falso efficentismo etc..

  6. GIANNI ha detto:

    Vorrei partire, in questo mio commento, dalla questione della querela.
    Approfondendo quanto già detto in altra occasione, ci troviamo, a mio modesto avviso, quanto meno di fronte ad una cosiddetta scriminante putativa, che toglie ogni illeità al fatto.
    Nel senso che le cosiddette scriminanti non operano solo quando effettivamente sussistenti, ma anche quando ritenute esistenti, per fondato motivo, come il ritenere di aver agito in stato di legittima difesa, ad esempio, quando vi sia fondato motivo di ritenerlo.
    In altri termini: la diffamazione sussiste solo se esiste violazione della reputazione, ma Salvini si ritiene offeso, ritiene veramente offesa la sua reputazione?
    Evidentemente no, o quanto meno si deve ritenere che egli consideri un certo tipo di linguaggio e di argomento consentiti verso gli avversari, visto che egli stesso li usa.
    Pertanto questo costituisce appunto fondato motivo di ritenere sussistere un diritto di usare certe espressioni ed argomentazioni in ambito politico verso lo stesso Salvini, visto che il medesimo ritiene di usarle verso gli avversari, considerandole consentite, una sorta, quindi di esercizio di un diritto, quanto meno in forma putativa.
    Quanto alla questione storica, la lega, almeno originariamente, si presentava come movimento federativo, come ce ne sono stati tanti nella storia di diversi paesi.
    DA foedus, patto, fondava la propria azione sull’idea di un patto sopratutto tra comunità locali e stato, e storicamente è da questa idea federativa, che si originarono gli USA.
    Noi abbiamo avuto ben altra storia, da cui quel movimento di reazione, poi sfociato in vero e proprio secessionismo.
    Ricordo che ai tempi di Bossi cera una dialettica tra feralisti e secessionisti, da cui poi sorsero movimenti diversi.
    Ora non so se queste idee permangano nell’attuale lega, che sembra molto concentrata su immigrazione e poco altro.
    Ma, più probabilmente ancora, il vero obiettivo di SAlvini sarebbe quello di divenire nuovo leader di un centro destra, che ormai fondi la propria fortuna sulla rottamazione del precedente leadere, Berlusconi.
    Vedasi, al riguardo, cosa sta succedendo nelle elezioni amministrative a Roma.

  7. gio ha detto:

    “a lui il passato non conta, nemmeno se lo ricorda” non è che non se lo ricorda non lo sà perchè non ha mai studiato. è un qualunquista egoista e rozzo.

  8. Alcise ha detto:

    Per Salvini è abbastanza facile cavalcare, come dice lei, l’onda dei migranti perché il loro costo sociale è quasi completamente a carico degli italiani. Se le Nazioni Unite si facessero carico della loro accoglienza e del loro mantenimento nessun problema Lega esisterebbe o quasi. Quello che invece dà fastidio al semplice cittadino è vedere lo stato spendere 1.000 Euro al mese per ogni profugo mentre molte famiglie devono vivere con meno di quella cifra e moltissimi pensionati devono farcela con 500 Euro. E’ vero, questo problema non ha una soluzione immediata se non quella di blindare le frontiere lasciando fuori migliaia di disperati che hanno perso tutto, ma non è neppure giusto obbligare gli italiani a pagare di tasca propria il loro mantenimento. Molte persone si ribellano votando Lega e altre si ribelleranno forse con le armi se le cose continueranno in questa direzione. Fantasia? Speriamo di sì.