
I crimini del fondamentalismo islamico sono contro l’Umanità,
la Chiesa non salga in cattedra per dare lezioni al mondo intero
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nell’omelia pronunciata venerdì 29 agosto, presso il santuario della Madonna della Guardia, nell’anniversario dell’apparizione della Vergine, tra l’altro ha detto: «Di fronte alla crudele persecuzione che tormenta e uccide tanti cristiani e altre minoranze religiose in Iraq, Nigeria, in diverse parti della Terra, allora la nostra coscienza deve ribellarsi. Dobbiamo a una voce gridare che sono crimini contro l’umanità. Dobbiamo gridare che se dalla comunità internazionale non si leva univoca, chiara, forte e insistente la condanna e la presa di distanza dalla inaccettabile vergogna, è un atto di viltà imperdonabile».
Di nuovo rimango allibito di fronte a queste affermazioni come se tutto ciò che sta succedendo in questi giorni in Iraq o altrove fosse opera anzitutto di un fondamentalismo violento e disumano di tipo religioso. Ma non è così. Anche i nostri ciellini, con a capo Angelo Scola e company, e i fondamentalisti cristiani (in primis Antonio Socci) nei giorni scorsi hanno invocato un esplicito intervento di papa Francesco e hanno invitato ripetutamente le comunità cristiane a pregare perché Dio illumini… Chi? Il tutto per salvare anzitutto la libertà religiosa?
Si tratta in realtà di criminali, a cui non importa proprio nulla né di Allah né dei cristiani in quanto cristiani, ma che hanno in mente un piano ben orchestrato, che prende la religione solo come un pretesto per raggiungere i loro scopi espansionistici. Con tutti i mezzi a loro disponibili. Violando ogni diritto umano. Sembra di tornare ai tempi della barbarie più atroce.
Non sono d’accordo nel trovare sempre qualche ragione per giustificare questi fondamentalisti del crimine come se si ribellassero all’imperialismo occidentale. Certo, è un dovere di giustizia cercare gli errori del passato commessi da una politica dissennata. Ma non è una buona ragione per battersi il petto, lasciando che nel frattempo dei criminali uccidano generazioni di innocenti. E non sono d’accordo nel tentare un dialogo con loro.
Certo, bisogna reagire da parte dell’Onu o di chi ha i mezzi per farlo. Ma non tanto per difendere i diritti dei cristiani perseguitati, quanto per salvaguardare la vita dei più deboli e degli innocenti in quanto esseri umani.
E la Chiesa non salga in cattedra per dare al mondo intero lezione di Umanità, anche se oggi non ricorre più all’Inquisizione o alle guerre di religione. Ma è fuori dubbio che in fatto di tolleranza religiosa la Chiesa deve fare ancora oggi un serio esame di coscienza, ponendosi alcune domande: che significa libertà religiosa? c’è forse solo la Chiesa cattolica? che dire dei diritti civili che essa non vuole riconoscere? è più importante la libertà religiosa o il rispetto per i valori semplicemente Umani?
Di fronte a crimini come quelli perpetrati dal fondamentalismo islamico non possiamo tacere, ma non possiamo neppure tacere di fronte a crimini che riguardano la Coscienza dell’essere umano. È un gesto brutale tagliare la testa di un traditore, ma che cos’è violentare la libertà di coscienza, la libertà di pensiero, il dissenso verso una struttura che predica bene e poi razzola male, che alza la voce per difendere i diritti di una libertà religiosa che, a riflettere bene, non solo nel passato ma ancora oggi impone un dogmatico credo a culture forse più civili di noi?
don Giorgio De Capitani (Cereda, frazione di Perego)
Qualcosa di intelligente, finalmente, la scopro anche nelle sue parole caro Capitani,
Manca solo un fatto. Quando si toglierà e rinuncerá all’abito talare?
Così avrà più tempo, legittimamente, per scrivere ciò che più le aggrada.
Lasciando la cura delle anime a chi è più degno di lei.
Grazie, Roberto.
se c’è qualcuno che abita in zona,
SIRIA : QUALE BALUARDO RIMANE PER I CRISTIANI ?
LUNEDI 8 SETTEMBRE ORE 21
PRESSO Sala dell’Unione Industriali, Via Caprera, 4 Lecco
Incontro con SAMAAN DAOUD, Cristiano di Damasco
Testimone della tragedia di Maloula, citta dove si parla
la lingua di Gesù.
Presenterà il suo documentario
Che altro si può aggiungere?
Grazie don Giorgio.