Non ce l’ho con il paese di Perego, ma con quanti l’hanno distrutto

scempio amb
di don Giorgio De Capitani
Hanno fatto di tutto, tanto da farmi odiare il mio paese: Perego. Sì, quasi non lo sopporto più, tanto l’hanno distrutto nella sua bellezza naturale. E non solo.
Non lo riconosco più. Mi sembra un altro paese o, meglio, un’altra cosa.
Come posso far finta di nulla?
– Ormai è irrecuperabile. I danni fatti sono irreversibili!
Sì, è vero. Ma quanto vorrei che qualcuno tentasse almeno di restituirmi in parte l’amore antico!
Sarà anche per uno spirito di vendetta che ora tiro fuori tutta la mia rabbia nel constatare quanta idiozia politico-amministrativa sia ancora presente tra quanti vorrebbero di nuovo prendersi carico di un Comune, La Valletta Brianza, nato anche con l’intento di evitare che Perego crollasse definitivamente.
La sfida per i nuovi amministratori non consisterà solo nel saper guidare una nuova realtà politica, la fusione di Perego con Rovagnate, ma nel far sì che Perego possa rivivere, se non altro mettendo fine alle politiche distruttive del passato, anche recente.
Non è che il paese di Rovagnate sia del tutto sano! Problemi se ce sono, e andranno risolti con una nuova e saggia visione politica! Rovagnate deve uscire dal suo buco quasi di privilegio, non per far sentire ancora di più il suo senso di superiorità, ma per riprendere quota, dopo aver vissuto anni e anni di un “fai da te”, che l’ha anche portato a grettezze oggi non più sopportabili. Anche Rovagnate non poteva più camminare da solo! Già l’Unione ha fatto da traino per la salvezza della Valletta.
Dunque, per La Valletta Brianza occorrono energie nuove e aperte, determinate e coraggiose, fuori dai soliti giochi politici, senza ombre di un passato che pesa tuttora, senza quelle logiche politiche di praticoni senza futuro, tanto praticoni da scambiare un pezzo di collina come una possibilità economica!
Credo nella buona fede della gente, e quando metto sotto accusa gli amministratori non lo faccio tacciandoli per forza di disonestà morale. La mia accusa è nei riguardi della loro inettitudine politica, della loro misera visione del Bene comune. A parte casi isolati di palese ingiustizia, che comunque pesano tuttora su famiglie oneste, contesto duramente quella maniera di amministrare un paese, un po’ alla carlona, senza avvedutezza lungimirante, creando di conseguenza disastri ambientali, uno sviluppo selvaggio del paese. Questo è quanto è capitato a Perego, dove, dal punto di vista amministrativo, è successo di tutto, con l’alternarsi di amministrazioni che peggioravano di volta in volta la situazione, ereditando dalle precedenti tutta una serie di scelte sbagliate, senza far nulla o quasi per arginarle.
Bisogna dire BASTA!
Da lunedì prossimo, per chi vincerà cesserà di colpo la campagna elettorale con le promesse da marinaio. Bisognerà subito rimboccarsi le maniche, e prendere coscienza della “realtà”, togliendo i vari coperchi. Occorrerà, dunque, andare a fondo, senza timore di fare qualche danno a parenti o amici. Basta dire: “IO NON LO SAPEVO”. Adesso te ne devi rendere conto, e risalire, risalire, risalire fino a quando non avrai trovato l’origine del marcio.
Sì, via i legami di parentela, affettivi o di amicizia, basta con certi miti del passato. Ci sono stati troppi inciuci.
Le cose anche belle scritte sul vostro programma non devono rimanere lettera morta. Dalle parole ai fatti, e i fatti non bisognerà attenderli dopo anni di rodaggio. E non devo più sentir dire: “Vedremo quali saranno le priorità!”. A furia di dire “vedremo”, le cose si rimandano, e non si capisce quali siano in realtà le priorità.
La priorità assoluta, secondo me, è questa: analizzare la “realtà” dei due ex Comuni oculatamente, obiettivamente, prendendo tutto il tempo necessario. E non voglio più sentire dire: “Che dobbiamo fare? Non è colpa nostra! Non si può cambiare nulla! I permessi ci sono!”. Se ragionerete così, dimostrerete di essere peggiori dei vostri predecessori che hanno fatto disastri su disastri. C’è di più: dando la colpa ai vostri predecessori, non fate altro che risalire ad Adamo ed Eva, giustificando sempre e in ogni caso i vostri amici, quelli della vostra cricca.
NOTABENE 1
Ho notato che su Merateonline “NOI La Valletta” sta facendo da più giorni una notevole pubblicità della propria lista, che occupa addirittura tre spazi e che è presente anche all’interno  degli articoli riguardanti per qualsiasi ragione i paesi della Valletta. Qualche domanda me la sono fatta. Che Fagnani e company siano a corto di soldi per la campagna elettorale tanto da non poter sostenere neppure le spese per pubblicare per intero il loro programma elettorale? Non entro nel merito, ma un’altra domanda riguarda la lista “NOI La Valletta”: era proprio necessario spendere mille e più euro (forse di più!) per farsi una pubblicità così martellante su Merateonline? È vero che non ho tirato fuori di tasca mia nemmeno un euro, ma se l’avessi fatto, mi sarei fortemente arrabbiato. C’è di più. Il Comitato promotore della fusione si era limitato al minimo, e pensare che, in quell’occasione, avevo chiesto sì di fare maggiore pubblicità, dal momento che la vittoria del sì non sembrava scontata.
NOTABENE 2
Anche la lista “NOI La Valletta” ha aperto durante la campagna elettorale una pagina su Facebook: non saprei con quali risultati, visto che è rimasta quasi inutilizzata. Ogni tanto inviavo ai responsabili della lista qualche critica nei loro riguardi, che mi perveniva tramite il mio sito, ma nessuna di queste critiche è stata presa in considerazione, per cui sono ancora qui a non sapere se le critiche avessero un fondamento di verità o fossero del tutto infondate. È seria una campagna elettorale all’insegna dello snobbare gli “avversari”? 

 

 

2 Commenti

  1. GIANNI ha detto:

    Come recita un antico detto, a pensar male si commette peccato, ma spesso e volentieri ci si azzecca.
    Ma entriamo nel merito.
    Premetto, a scanso di equivoci per i potenziali lettori di questo commento, che NON sono del posto.
    Lo dico perchè già qualcuno ha commesso questo errore.
    Al tempo stesso, chiarisco che talune cose si possono comprendere, anche non essendo del posto, vuoi perchè si tratta di cose che capitano anche altrove, vuoi perchè don Giorgio è sempre chiarissimo nello spiegare certe situazioni e farle comprendere a tutti, anche a chi non sia residente.
    Detto questo, concordo, ed in particolare osservo quanto segue.
    Di scempi ambientali è piena da nord a sud la nostra penisola, talora ad opera di amministratori disonesti, cioè per lucro personale, talora per negligenza, perchè amministrazioni miopi non hanno visto quali sarebbero state le conseguenze di certe scelte.
    Una osservazione specifica sulla nota numero 2:
    conferma, secondo me, quanto si diceva in altri articoli.
    La lista avversaria non fa l’avversaria, mi riferisco a Fagnani e sua lista, ma, a quanto pare, l’altra fa orecchie da mercante.
    Cioè: a fronte di critiche, anche scomode, poi non replica, non risponde.
    Come si dice…il buon giorno si vede dal mattino…..e se il mattino è questo…ognuno tragga le sue conclusioni.
    Poi, anche questo lo disco a scanso di equivoci, forse i migliori, o quelli considerati tali, potranno magari realizzare l’auspicio che i buoni propositi elettorali non rimangano lettera morta.
    Lo auguro a tutti i residenti.

  2. Antonio ha detto:

    Secondo me l’urbanistica e l’edilizia sono tra gli argomenti di maggiore importanza e che dovrebbero stare maggiormente a cuore agli amministratori e agli abitanti. Io non conosco le persone della lista del suo “nuovo comune”, anche se Rovagnate, Monte e Perego li conosco molto bene. Mi auguro, per voi che lì abitate, che il lista non ci sia il solito corteo (oppure che rientrino dalla finestra nominati assessori esterni) di geometri, ingegneri, architetti, preferibilmente liberi professionisti, che “si prodigano”, “donano generosamente il loro tempo”, “soffrono”b per il bene del proprio comune e intanto… fanno incetta di progetti e… progettano le peggiori schifezze e distruzioni ambientali, eludendo ogni controllo, perché sono lì presenti, condizionano, si adoperano per agevolare pratiche e così via… con questa storia vecchia e bolsa. Avete la sensazione che il mio sia un discorso “lunare” o, forse, queste mie considerazioni vi ricordano tanto di personaggi, con nome, cognome, titoli e attività professionali, che vivono tra voi? Non abbattetevi, però, non siete voi i soli, la lebbra imperversa ovunque,. Io penso che ipocrita e pilatesco sia il legislatore, che non detta precisi limiti a certe attività professionali: se uno fa il progettista, in quel comune non fa né il sindaco, né l’assessore, né il consigliere e non entra nelle commissioni del paesaggio:basta, stop! Altrimenti per il dio denaro, senza controlli, si andrà di male in peggio quanto a qualità dell’ambiente. Quando si dice che il livello culturale è basso si intende anche che gli elettori dovrebbero avere il senso di discernimento di non consentire tali commistioni, altrimenti è come dare in custodia al lupo (certi tecnici di cui si è detto) l’agnello (l’ambiente e il paesaggio), salvo poi lamentarsi che quello sbrana questo…