
di don Giorgio De Capitani
Appena ho letto la notizia su “La Provincia di Lecco”, di venerdì 18 settembre 2015, in mattinata mi sono recato a Imberido, a un 1,53 km da Oggiono, per constatare di persona l’attendibilità di ciò che la giornalista Patrizia Zucchi ha scritto nell’articolo.
Anzitutto, Imberido è una frazione del Comune di Oggiono, non tanto piccola se oggi conta circa 1.500 abitanti.
Fino a pochi anni fa, Imberigo era una parrocchia a tutti gli effetti, perciò con un proprio parroco. I fedeli, tra tanti sacrifici, anche impegnandosi settimanalmente a dare un loro contributo finanziario, avevano permesso al loro prete di risiedere in un’abitazione decente: uno stabile composto di due piani (compreso quello rialzato) e di un seminterrato con garage e altri locali. Lo scopo era anche quello di usare alcuni (compreso un bel salone) per usi pastorali.
Dal 1° settembre del 2008, la parrocchia di Imberido, con le parrocchie di Annone Brianza, Ello e Oggiono, fa parte della Comunità Pastorale San Giovanni Battista. La casa parrocchiale, senza prete, è rimasta aperta per attività pastorali (uffici vari, corale ecc.).
L’articolo (che potete leggere alla fine delle mie riflessioni) contiene inesattezze e pone perplessità.
Partiamo dal titolo: “Già a disposizione…”. Da quando? Venerdì 18 settembre, lo stesso giorno in cui è uscito l’articolo, recandomi a Imberido ho visto alcune persone che stavano liberando i locali: la canonica non era perciò ancora pronta per essere abitata.
Nel sottotitolo si parla di “piccola struttura pastorale…”. Da quanto ho già detto e dalle foto non si può proprio dire che si tratta di una “piccola” struttura.
L’articolista poi scrive che il cardinale Scola Angelo non aspetterà di andare in pensione, ma usufruirà della casa parrocchiale appena potrà, saltuariamente, “in occasione di brevi periodi di riposo o studio” (parole di don Maurizio Mottadelli, parroco della Comunità pastorale). Nulla di male! Qualche problema però me lo pongo: la casa o la villa di Lorentino, frazione collinare di Calolziocorte, residenza estiva di Angelo Scola da più di dieci anni, (casa di amici, in affitto o di proprietà del cardinale?) sarà tenuta o lasciata? Anche nel caso in cui Scola avesse deciso di lasciare Lorentino per Imberido, non è un po’ strano che, già da ora, prima di lasciare la Diocesi fra un anno circa, egli abbia scelto di abitare, benché saltuariamente (oltre le ferie estive), a Imberido? Doppia abitazione! Alla faccia dei profughi!
La cronista de “La Provincia” arrampica sui vetri per trovare le motivazioni per cui Scola avrebbe scelto Imberido, tra cui un particolare legame con Oggiono. Ma il vero motivo è un altro: Imberido è stato suggerito al Cardinale da un prete della Curia, che, a parte le sue origini oggionesi, era stato l’ultimo parroco della frazione.
Ancora. L’articolista riporta le parole di don Mottadelli: “a fronte di alcuni piccoli disagi, come spostare gli uffici parrocchiali in altra sede, liberare gli spazi da materiale vario accumulato negli anni, trovare un’altra sede per le prove della corale di Imberido, rimangono la gioia e la trepidazione per questo dono inaspettato e arricchente”. “Piccoli” disagi? E per quanto riguarda la gioia della presenza del cardinale, caro don Maurizio, perché non lo chiedi a tutta la popolazione? A me non è sembrato di respirare tale generale entusiasmo!
Inoltre, che significa ciò che dice sempre don Maurizio, elogiando “la grandezza di un gesto come quello compiuto dall’arcivescovo che sceglie di rimanere nella diocesi anche al termine del suo mandato, vivendo in semplicità all’interno di una parrocchia e di una comunità pastorale”? Di quale “semplicità” si parla? Semplicità non fa rima con abitazione di una decina di locali! E poi chi ha assicurato che Angelo Scola resterà a vivere “semplicemente” a Imberido, quando si sa che andrà in Germania a insegnare, prendendo la casa parrocchiale solo come un punto di appoggio?
Infine, don Mottadelli evidenzia la “delicatezza” di Scola per aver chiesto, tramite “i funzionari diocesani”, la disponibilità della casa parrocchiale, attraverso il consiglio pastorale. Anch’io, prima di vedere la casa, avevo ritenuto una follia l’aver interpellato pubblicamente il consiglio pastorale. Ora che ho visto di persona la casa, la trafila seguita da Scola la ritengo per lo meno “doverosa”, per non dire “furbastra”. Non poteva farne a meno. Propiziarsi il Consiglio pastorale è come conquistare mezzo paese.
Concludendo, tutta questa faccenda non mi convince. Già l’ho detto, ma ora lo confermo: il mandato di Scola non arriverà alla fine dell’anno prossimo. Certo, Papa Francesco dovrà metterci del suo. Comunque, non solo l’unico a sperare in un ricambio del Pastore: la Diocesi di Milano non può più attendere!
Che Angelo Scola prenda definitivamente casa a Imberido, ma chissenefrega? Contenti quelli del posto? Contenti anche noi! Che Scola vada in Germania a insegnare, libero di farlo: non diventerò certo, benché da lontano, suo allievo! Me lo toglierò presto dalla testa, sperando che Papa Francesco scelga un successore che si prenda subito a cuore la Diocesi di Ambrogio, come il Buon pastore che, come nella parabola, lascia le poche pecore rimaste per abbracciare tutti, vicini e lontani, e anche quei preti “allontanati” e “lasciati marcire” nella solitudine e nella disoccupazione forzata.











«Ma il vero motivo è un altro: Imberido è stato suggerito al Cardinale da un prete della Curia, che, a parte le sue origini oggionesi, era stato l’ultimo parroco della frazione…». “il vero motivo”… ma come fai ad avere queste certezze così granitiche? Hai forse chiesto all’ultimo Parroco? Le affermazioni o le presunte rivelazione dei bene informati vanno attentamente verificate! Attento che stai dicendo falsità… quindi anche don Giorgio sbaglia!!
No, dico certezze, signor dubbioso!
l’importante è che vada in pensione, poi dove stabilirà la residenza è secondario, dico ciò perché circolano notizie preoccupanti sul suo operato
http://www.ilgiornale.it/news/politica/trame-dei-tradizionalisti-e-mosse-scola-1077999.html
Quello che posso dire è che non mi paiono piccoli fastidi il liberare l’immobile (ne so qualcosa anche per i lavori che ho dovuto fare quest’estate…) ed anche la corale:
occorre quanto meno trovare un locale adeguato, anche dal punto di vista fonico, ed anche qui, come organista, posso dire una cosa: è tutt’altro che facile trovare locali adeguati per ampiezza e caratteristiche foniche.
Comunque, sopratutto, non capisco una cosa: a maggior ragione se il cardinale non ci va ancora ad abitare stabilmente, ma solo occasionalmente, non poteva limitarsi ad occupare anche solo una stanza, o comunque non tutta la casa?
Cosa se ne fa di una casa di tre piani?
Magari si salverà la faccia, prendendo come portinaio un extracomunitario.
Viste le tue competenze, per i lavori dell’estate è in qualità di organista, potresti proporti come consulente del cardinale
Magari una casa di tre piani potrebbe anche essere insufficiente
Che ne sai !!!
PS: per curiosità: ma tu vivi in una ma stanza ??
non ho bisogno di vivere in una villa a 3 piani,
e mi risulta che il duomo di Milano i suoi organisti li abbia già….
quanto ai lavori, se qualcuno ne ha bisogno dalle mie parti mi è già capitato di dare una mano per sgomberare ecc……
Don Giorgio detective ??
meglio del tenente Colombo
Le fotografie poi sono da professionista
Don Giorgio ma non hai altro da fare ???
Hai ragione, coglione! Non ho altro da fare, per colpa di Scola!