
Si può anche votare no al quesito referendario di ottobre, ma che sia un voto inerente la riforma costituzionale: ma che si voti contro Renzi e il Governo per fargliela pagare, questo è veramente vergognoso.
Già per un mio istinto naturale non sopporto i fondamentalisti ottusi e beceri, non sopporto i movimenti ecclesiali che vorrebbero strozzare il Vangelo di Cristo con la corda di una miopia religiosa, degna del più lurido oscurantismo medioevale, neppure sopporto questo Papa che ogni giorno sorride e fa battute popolar-accalappia mosche, ma di fronte a vendette programmate non ci vedo più: spedirei subito all’inferno gentaglia come Massimo Gandolfini, lurido pezzente indegno di toccare un fiore.
Eppure, ci sarà tanta gente, oltre alla massa di coglioni che parlano di Costituzione e non sanno che cosa sia, che voterò No per vendetta, per ripicca, per odio.
Povero Paese, povera Chiesa, poveri tutti noi in balìa di una società perversa e di una Chiesa malata!
Bisogna uscire da questo circolo maledetto! Occorre riprenderci l’anima perduta, appellarci al grande pensiero, riattivare la coscienza addomesticata.
Questa gentaglia che sodomizza ogni giorni cittadini e credenti, mandiamola in fondo al mare!
Ma dove sono gli spiriti liberi e forti, dove sono gli scomodi profeti?
È l’ora della riscossa!
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da L’Unità
Unità.tv
28 maggio 2016
Referendum,
i promotori del Family day si schierano per il no
Presso l’Auditorium Antonianum, si terrà la convention di presentazione del ‘Comitato famiglie per il No al referendum’
Via la prima parte della legge sulle Unioni civili con l’obiettivo di “sbarrare” la strada alle adozioni e distanziare ancor di più le Unioni gay dai matrimoni. A quindici giorni dallo storico sì al ddl Cirinnà il fronte parlamentare del no concretizza la sua trincea presentando in Cassazione l’annunciato referendum abrogativo. Quesito che, precisa il Comitato per il NO, lascia intatti i diritti legati alle convivenze stabili ma elimina, di fatto, lo scheletro del provvedimento Cirinnà.
E oggi a Roma, presso l’Auditorium Antonianum, si terrà la convention di presentazione del ‘Comitato famiglie per il No al referendum’, animato dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli (Cdnf), promotore dei due Family Day di giugno e gennaio.
I rappresentati del Comitato guidato da Massimo Gandolfini spiegheranno le ragioni dell’impegno per il ‘no’ al quesito referendario di ottobre e i motivi che legano la riforma costituzionale ai rischi di “un calo delle garanzie democratiche stabilite dalla costituzione vigente”.
Parteciperanno, tra gli altri, Maurizio Belpietro, Mauro Ronco, presidente del Centro Studi ‘Rosario Livatino’, Maria Hildingsson, segretario generale Forum delle famiglie Europeo (Fafce) ed il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.
“Il nuovo assetto istituzionale, anche a causa alle riforma elettorale, accentra il potere nella figura del premier e verrà utilizzato, come dicono pubblicamente gli stessi vertici del Pd, per completare la trasformazione del tessuto sociale italiano – spiega Gandolfini -.
Le unioni civili sono infatti solo il capo fila di una politica tesa all’approvazione delle adozioni per tutti, dell’eutanasia, dell’estensione della procreazione artificiale a coppie gay e single; delle leggi liberticide sulla trans-fobia e omo-fobia, del divorzio express e della legalizzazione delle droghe”.
“La migliore risposta possibile ai promotori del referendum contro le Unioni civili – ha ribattuto la madrina della legge, la senatrice Pd Monica Cirinnà– qualora dovesse mai celebrarsi, verrà direttamente dagli italiani la gran parte dei quali non intende far fare passi indietro al nostro Paese sul fronte dei diritti, proprio ora che ci siamo riavvicinati al resto d’Europa. Ogni qualvolta gli italiani sono stati chiamati a decidere se confermare o abrogare leggi che ampliavano i diritti hanno sempre scelto di rendere l’Italia un Paese più libero, democratico e inclusivo”, prosegue l’esponente dem.
“Poiché la legge sulle Unioni civili -aggiunge- rispetta pienamente la sentenza 138 del 2010 della Corte costituzionale non credo che la stessa Corte che ha chiesto al Parlamento di provvedere ‘con estrema sollecitudine’ al riconoscimento delle coppie e della vita familiare di persone dello stesso sesso, possa colpire una norma attesa da 30 anni che finalmente dà riconoscimento e dignità a milioni di italiani discriminati solo per il loro amore”.
E’ un po’ che cerco di trovare le parole giuste per rispondere al suo grido di dolore “Povero Paese, povera Chiesa, poveri tutti noi in balìa di una società perversa e di una Chiesa malata!”. Leggo in questo suo grido, il grido dei profeti e di Gesù stesso quando nel tempio scaccia i mercanti che avevano trasformato lo spazio nel tempio lasciato ai gentili per pregare, in uno squallido mercato. La rabbia di Gesù che scaccia questi mercanti e al loro posto accoglie ciechi e storpi. “Il cieco e lo zoppo non entreranno nella casa” (Secondo libro di Samuele 5,7). E non solo li accoglie, li guarisce pure, cioè ridà a loro una vita dignitosa, una vita che sia vita. Non si può negare i diritti che sono di tutti e non di una sola parte. Cattolici fondamentalisti meditate! Non con lo stupidario di chi chiede un direttore spirituale ad uno che ha il coraggio di un comportamento profetico. O peggio la perizia psichiatrica. La Binetti che usa il cilicio ed è una psichiatra di chi e che cosa ha bisogno? A David Turoldo la chiesa romana di allora nella persona del card. Ottaviani aveva intimato di “farlo girare” per tutto il mondo fuori dall’Italia per il suo scomodo linguaggio profetico di allora.
Fondamentalisti? Urge visita psichiatrica d’urgenzs.
Pardon: urgenza.
“…Eppure, ci sarà tanta gente, oltre alla massa di coglioni che parlano di Costituzione e non sanno che cosa sia, che voterò No per vendetta, per ripicca, per odio…”
ed anch’io come voterò NO… 🙂
Nessuno te lo proibirà. IO VOTERO’ SI.
In effetti l’animo del vero cattolico non dovrebbe covare odi o rancori e tantomeno mettere in campo ricatti
Che la consultazione referendaria di ottobre sulle riforme istituzionali abbia una connotazione politica ben precisa è, ahimé, un dato di fatto. Anche perché, come sempre succede in queste occasioni, le persone chiamate ad esprimere il proprio voto saranno informate poco e male sull’argomento, visto che molto difficilmente si sorbiranno la lettura dell’intera legge o anche solo dei punti salienti della stessa, mentre saranno più propensi ad ascoltare le solite dichiarazioni sguaiate e meschine di chi disapprova a priori le iniziative e l’operato del governo che, nell’immaginario comune rappresenta superficialmente il nemico, e torna sempre comodo etichettare come il perfetto capro espiatorio per qualsiasi problema piccolo o grande che ci affligge. Oltretutto nella politica urlata ed esibizionista dell’epoca che stiamo vivendo, la normale dialettica è venuta meno e, peggio ancora, si è spostata mano a mano dai luoghi deputati del confronto istituzionale alle pagine virtuali e spesso senza contraddittorio dei social network e dei numerosi siti e forum che agitano il mondo di internet. Ho l’impressione che questo referendum stia quasi a sintetizzare uno scontro di mentalità da sempre contrapposte e perennemente in guerra tra loro. Da una parte c’è chi cerca di avere una mentalità aperta e per questo tenta di portare miglioramenti alle cose che non funzionano o funzionano male, accogliendo suggerimenti e punti di vista anche non convenzionali e non precludendosi comunque alcuna via per il cambiamento. Dall’altra invece troviamo i sostenitori del pensiero unico, che si sentono i depositari della verità e non ammettono discussioni che possano anche solo mettere in dubbio le loro convinzioni e la loro idea di società, di famiglia e di religione. Poco importa che i tempi cambino, gli usi, le tradizioni e le abitudini si trasformino e il contatto con altre realtà possa influire sui nostri punti di vista e perfino arricchirli, facendo impallidire quelli che erano ritenuti dei capisaldi della nostra filosofia di vita e del nostro modo di esprimerla: l’importante è tenere il punto, al di là di ogni evidenza. Se la storia dell’umanità ci ha insegnato qualcosa, non credo ci possano essere dubbi su quale parte sia meglio schierarsi.
Io non sono in grado vista la complessita della costituzione entrare nel merito del si o del no.Mi affido quindi agli esperti che si sono gia pronunciati in merito alcuni per si altri per no.Che fare nel dubbio lascio cosi come e’ visto che il problema del paese non e’ la costituzione elaborata dai padri i quali sicuramente piu lungimiranti e competenti dei politicanti attuali altra pasta.Cio che ferma il paese e’ la stupidita dell’ elettore che dovrebbe dare il51 % a una forza politica anti populista e non corrotta in grado di mitigare le lobby e creare agio ai 21 milioni di lavoratori dipendenti e ai 22 milioni di pensionati la maggioranza del popolo.Di fatto divido l’italia in due chi andra ‘a motecarlo una volta in pensione e chi invece si rechera’ all’ inps a ritirarla mensilmente falcidiata dal caro vita.Purtoppo questi italiani x pochi denari riescono ancora ad essere divisi di fronte al becero mercantilismo spinto dai politici lobbisti che attuano il volere di una elite a scapito dei molti.Che dire speriamo che la natura svolga velocemente il suo corso se li porti via prima possibile.
Negli ultimi tempi hanno conquistato la ribalta mediatica temi diversi, che rischiano una erronea sovrapposizione.
Direi, quindi, di distinguere le due questioni referendarie.
Un primo referendum si terrà sicuramente, ed è quello previsto dalla costituzione sulle modifiche inerenti alla costituzione stessa.
A differenza dei tradizionali referendum relativi a leggi ordinarie, che sono abrogativi, il referendum costituzionale è invece di tipo confermativo, quindi chi vota no, vota no alla modifica della costituzione.
Sul punto le opinioni sono molte, espresse anche da varie associazioni, e con polemiche di vario tipo, come quella ingenerata dall’ANPI.
Da questo referendum va nettamente distinto quello sulla legge Cirinnà, referendum che ancora non si sa se verrà indetto o meno.
In tal caso, si tratterrebbe di classico referendum abrogativo, quindi chi vota no, sarebbe favorevole alla legge ed a mantenerla nella versione attuale, mentre chi vota sì, sarebbe favorevole ad una modifica.
Quali modifiche, ufficialmente ancora non è dato sapere, visto che prima occorre la valutazione sulla ammissibilità da parte della magistratura.
Prima ancora, però, ci sono le elezioni amministrative, ed insomma..di temi su cui riflettere tra referendum ed elezioni, ce ne sono diversi.
Sarebbe quasi inutile, da parte mia, soffermarmi sui vari pro e contro delle diverse posizioni, e quindi preferisco soffermarmi, invece, su un aspetto politico rilevante, che prescinde dal merito della varie opinioni.
Mi riferisco al significato complessivo che avranno le elezioni amministrative ed il voto sul referendum costituzionale.
Al di là del significato specifico, non potrà mancare un riflesso a livello politico generale, perchè, inutile negarlo, si tratta comunque anche di test rilevanti per la tenuta dell’esecutivo stesso.
Un risultato complessivamente non favorevole all’attuale maggioranza nelle amministrative difficilmente andrà indenne da ripercussioni sulla tenuta dell’esecutivo stesso e della relativa maggioranza, mentre il test costituito dal referendum costituzionale, visto che la riforma è voluta, in primis, dal governo stesso, parimenti avrà sicuramente effetti politici generali.
Credo, quindi, che nel votare sia per le amministrative, che per il referendum costituzionale, si debba tener conto anche di questo.
Discorso distinto farei per l’eventuale referendum sulla legge Cirinnà, in quanto, trattandosi essenzialmente di legge in cui la libertà di coscienza dovrebbe avere la prevalenza, prescinde da schieramenti politici di maggioranza e di opposizione.
Caro don Giorgio, sinceramente non capisco come tu possa insultare Massimo Gandolfini perché non la pensa come te. Chi voterà NO al referendum avrà esercitato il proprio diritto come chi avrà votato SI. Permettimi di ricordarti che le idee si combattono con le idee come mirabilmente hai fatto molte volte e non con gli insulti che spesso squalificano chi li usa! Non ti pare?
Non vedi che essere immondo è Massimo Gandolfini? Un cervello ottuso e bastardo! Che dialogo puoi avere con gentaglia simile che vorrebbe ripristinare i tempi dell’Inquisizione e delle Crociate?
caro don, perché non cerchi un buon direttore spirituale?
ciao.
federico
Stupidotto da quattro soldi. Esci da questo sito perché sento la tua puzza. Non spendo soldi per un deficiente come te.