C’è chi gli ha voluto male, e tuttora gli vuole male

 

di don Giorgio De Capitani

Più di uno ha voluto male a Carlo Maria Martini. Lo ha denigrato, detestato con tutta l’anima, e con tutta la propria fede nel Dio cattolico. Super-cattolico. Cattolicissimo, così tanto da farsi una oscena maschera di ipocrisia. Blasfemia!

Una cosa è certa. In tanti lo hanno quasi emarginato. “Quasi”, perché anche con tutti gli sforzi possibili e inimmaginabili nessuno è mai riuscito a farlo tacere. Emarginato in curia? Martini si prendeva gli spazi in Europa, e nel mondo. Pur stretto, e talora prigioniero in arcivescovado, il suo spirito volava altrove. Aveva sempre in riserva qualcosa che sorprendeva qualsiasi tentativo di chiuderlo in una prigione. Serviva il suo Dio, e non quello della istituzione ecclesiastica, e tanto meno si lasciava condizionare dalle strettoie delle menti curiali. Sceglieva lui i suoi collaboratori, ma, in qualsiasi caso, pur rispettandone le competenze, sapeva vedere oltre, e agire oltre. La curia si difendeva dalla lungimiranza talora scomoda del suo vescovo, e Martini talora ne soffriva, ma non cedeva ai ricatti.

La curia milanese – diciamo: qualsiasi curia diocesana – è fatta per non convertirsi alle aperture evangeliche: magari si adegua, ma finge, pronta a riverire il vescovo più accondiscendente. La prova è l’immobilismo perenne delle istituzioni curiali, che, nonostante le ventate di uno Spirito pentecostale, restano quelle che sono, continuano per la loro strada, prigioniere di se stesse.

Ma c’è di più. Il vescovo non è solo un prigioniero in casa sua, ma lo è anche in diocesi. La curia fa la sua parte, ma anche i preti e gli apparati ecclesiastici non sono di meno. Il vescovo prende la curia per quella che è, e se ne sfotte, ma con i preti e le comunità parrocchiali il discorso è diverso. Lui si sente padre dei suoi diocesani. Se non fosse così, la sua presenza non avrebbe alcun senso. Non può evadere dalla diocesi, in cerca di altre “soddisfazioni” pastorali. Se lo fa, è solo perché in tal modo arricchisce anche la propria diocesi. È stata anche questa una delle accuse rivolte al cardinal Martini: evadere dalla diocesi milanese, perché qui si sentiva stretto. Ma, accusandolo di evasione, si dimostra tutta quanta la propria “ignoranza” sull’apertura pastorale, che non significa di per sé extraterritorialità, ma Universalità. Sì, c’è il rischio che per essere troppo universali ci si dimentichi del locale. Anche Gesù disse che era venuto per le pecore perdute d’Israele, ma sappiamo quanto il suo Messaggio andasse oltre i confini della Palestina. Anche don Lorenzo Milani avrebbe più o meno detto che oltre i trecento metri dalla sua piccola parrocchia il mondo per lui non esisteva. Però faceva leggere ogni giorno ai suoi ragazzi il giornale e commentava le notizie che capitavano nel mondo, e ha fatto salire a Barbiana il fior fiore dei professori per conferenze e altro.

Il cardinal Martini capiva che non si poteva allargare i confini pastorali della propria diocesi restando chiuso tra le quattro pareti. Ma, nello stesso tempo, voleva seminare nella sua Diocesi la parola di Dio che apre nuovi orizzonti. Ci è riuscito? La Diocesi come ha corrisposto? Qui non si può non toccare il punto dolens, ovvero il clero milanese. Se i preti rimangono chiusi al messaggio rivoluzionario del loro vescovo, la Diocesi non cammina. Martini ha sofferto per l’ottusità del suo clero, per quell’attaccamento ad un certo innato immobilismo che ha sempre caratterizzato il clero lombardo, praticone, organizzativo, tutto fare, creativo ma nell’inventare strutture sempre più moderne, spento in fatto di profezia. I preti lombardi non vedono al di là del loro naso: certo, si danno da fare, meravigliano per il loro attivismo, ma dire che sono “avanti”, d’avanguardia evangelicamente parlando, sarebbe una bugia. Martini lo sapeva, ci ha provato, li ha scossi, ma il miracolo non c’è stato. Almeno, sembra. Finora. Certo che il seme produrrà i suoi frutti col tempo. Così si spera. Ma il tempo passa, e nel frattempo arrivano altri vescovi con altre idee, con altri intendimenti, con altre visuali. E così il seme può bloccarsi. È vero che lo Spirito santo ha risorse imprevedibili, percorre vie misteriose, ma qualcosa dovrà pur scattare nella coscienza della Chiesa, e delle chiese locali. Qualcosa dovrà pur succedere nella testa chiusa dei ministri di Cristo.

Non possiamo certo dimenticare, anche se non so fino a che punto valga la pena, quei mentecatti ottusi difensori della fede nel Dio cattolico, ritagliato su misura del loro vestito di paglia. Cultori di un dio lugubre, senza futuro. Un dio tombale. Che puzza. Che emana odori acri. Ne hanno dette contro il cardinal Martini. Senza pudore. Con tutta quella bile che li caratterizza quando si tratta di parlar male di profeti che aprono un po’ le finestre per dare aria alla casa, per eliminare un po’ di quel tanfo che vi si è ristagnato nei secoli.

Potrei tirar fuori tutta la mia inventiva per trovare termini nuovi in grado di definire questi esseri immondi, spettri osceni. Ma a che servirebbe? Eppure la Chiesa di Cristo è ancora prigioniera di questi luridi bastardi che si credono gli unici eredi del cattolicesimo più puro. Bruciarli non vale la pena: le loro ceneri coprirebbero tutto il fuoco dello Spirito santo. Ignorarli, forse, ma,… quando è troppo è troppo, e succede anche che riescono a dare l’impressione che la loro sia la vera Chiesa di Cristo.

Martini è stato compreso dai lontani, e rifiutato dai vicini. Non è capitato anche a Cristo? “I suoi non lo hanno accolto” (Gv 1,11). Quelli di casa, quanto sono ottusi! Come può la Chiesa di Cristo farsi ben volere dai “suoi”, quando sa di essere nelle mani sbagliate?

Le serpi la Chiesa ce le ha nel suo grembo. Altro che evangelizzare i lontani! Sono i vicini da convertire! E i vicini sono i veri nemici, gli eletti del demonio!

Poveretti, quanto mi fanno pena questi miseri pazzoidi, che sembrano ombre di un passato che tarda a morire. Sì, mi fanno pena anche perché, da quanto ho potuto constatare, si tratta per lo più di giovani “castrati” nei loro ideali più nobili, nei loro sogni più grandi: ripiegati su se stessi, sotto il peso di un cielo corrucciato e minaccioso. Almeno osassero qualcosa di nuovo! No, vivono nel sacro terrore che qualcuno – si chiami Martini o Mazzolari o Milani o Turoldo o altri – li distolga dal loro secolare torpore.

Come si può sopportare ancora una Chiesa con queste mummie, incatenata da paranoici così nostalgici di un passato che al solo pensarci anche il sole si oscurerebbe di vergogna?

La Chiesa, a parte queste remore di dementi accecati dalla loro presunzione di essere i possessori della Verità, è ancora ferma su se stessa, si muove a rilento, compie passi di lumaca, teme ogni rinnovamento, vive di auto-celebrazioni di massa, tanto invoca il “Veni sancte Spiritus” quanto pensa a come spegnerne i bollori, non vede oltre il diritto canonico, teme i raffreddori a causa di correnti d’aria, parla di diritti e di doveri ma nello stesso tempo non esce dalla gabbia di dogmi dottrinali e morali, tanto rigidi quanto disumani. Eppure sa che sta perdendo il passo della Storia, quella di Dio, e di proposito la confonde con la storia di errori e di eresie, come se la colpa di ciò che succede nel tempo è tutta da imputare agli atei e ai credenti ribelli, nascondendo la testa nella sabbia, quando Dio stesso, attraverso segni misteriosi, fa capire che la responsabilità è anche e soprattutto di una Chiesa che predica bene e razzola male, di una religione che preferisce adorare il vitello d’oro invece che spogliarsi di tutto quel superfluo che ha coperto l’Essenziale.

Se è vero che, come ha detto recentemente il cardinale Scola, citando un grande poeta svedese, Pär Fabian Lagerkvist, “Dio è sempre a un millimetro da ogni uomo”, forse bisognerebbe aggiungere che Dio si è tanto allontanato dalla Chiesa da superare chilometri e chilometri di distanza. E anche l’Umanità ne sta soffrendo. Sono i “suoi” fedelissimi, quelli che credono di essere i suoi più intrepidi difensori, ad aver allontanato Dio. Ne hanno inventato un altro, il “loro” dio, e lo hanno intronizzato nelle chiese e nei santuari, in ogni luogo sacro, così da sedurre la gente più rassegnata, proibendo di vivere nella pienezza della libertà del Cristo radicale. 

17 Commenti

  1. michele ha detto:

    Tanto rimane la verità detta da Paolo VI: da qualche fessura è entrato nella Chiesa il fumo di Satana. E questo sito è molto fumoso…

  2. bobby sands ha detto:

    più girovago in rete e più mi rendo conto che “l’area” cattolica è davvero variegata. dalla teologia della liberazione di noi siamo chiesa e don giorgio, a una sorta di via di mezzo rappresentata, credo, da cl, e ac ai tradizionalisti della messa in latino. il Signore ha scelto di continuare la sua presenza nel mondo attraverso gli uomini e credo che tutte queste espressioni gli siano congeniali, perciò, ben vengano. l’importante è riuscire a guadagnarsi la vita eterna anche seguendo strade diverse

  3. michele ha detto:

    C’è chi ama gli applausi umani, e d’altronde guardate chi aveva come figlioccio teologo (V.M.). Ricordiamoci il messaggio di cordoglio della Massoneria!

    • valerio ha detto:

      ti sembra che Mancuso scriva delle sciocchezze? E’ uno dei pochi teologi attuali che non vivono a corte (poco curiali se preferisci). Magari prova a leggere qualche suo libro invece di fidarti di cio’ che scrivono su siti tipo messainlatino…la libertà dei figli di Dio è anche libertà interiore

  4. Massimo ha detto:

    Don Giorgio sei un grande, da un po’di tempo non visitavo il tuo blog, ma devo dire che sei rimasto fermo e profondo nel tuo impegno a diffondere e servire il Cristianesimo. Questo ricordo che ci hai fatto del nostro Carlo Maria Martini mi ha entusiasmato, quoto in toto quanto hai scritto e mi associo al disgusto nel vedere come è stato ripagato un uomo davvero radicale e che ha evangelizzato instancabilmente tutta la sua vita.
    Don giorgio non mollare, mi raccomando!!! Il Signore ti dia la forza di perseverare , la Fortezza ed il Consiglio del Santo Spirito soffino sempre su di te……..sulla diocesi vedo un po’ più stanco questo soffio, ma non mettiamo limiti alla potenza di Dio.
    Un abbraccio
    Massimo T.

  5. Patrizia ha detto:

    Io penso che l’odio a Cristo sia ben espresso da questa Chiesa,che non gli somiglia per niente,tanto meno al messaggio che ci ha lasciato.

  6. Giulio ha detto:

    Personalmente credo che Martini dovrà spiegare non poche cose a Dio, se poi vogliamo analizzare il suo programma pastorale credo che sia normale che un sito come Pontifex non si allinei al plauso generale nei suoi confronti.
    Matrimonio per i sacerdoti, per i gay e comparazione di Gesù Cristo agli altri idoli creati dagli uomini, quindi un ecumenismo a tutto tondo. La carica che ricopriva all’interno della Chiesa lo ha reso 100 volte più responsabile di qualsiasi altro cattolico.
    Idem per Paolo VI e Giovanni Paolo II, responsabili 1000 volte di più dei molti guasti ed eresie che si stanno consumando sotto i nostri occhi, rendendo più forte il braccio armato dei nemici della Chiesa e di Gesù Cristo che l’ha istituita.
    Primi fra tutti i protestanti, i testimoni di geova, gli avventisti etc…tutte ramificazioni del talmud, noto per l’odio al Cristo e quindi della Chiesa, basta enumerare i parecchi infiltrati al suo interno, riconoscibili da atti e parole.

    • valerio ha detto:

      spero che tu non consideri Pontifex come un sito cristiano e/o di opinioni cristiane (sembra piuttosto il punto di ritrovo di persone senza idee…una specie di centro di salute mentale dove pero’ manca il medico curante). Se acquisti un firewall aziendale Pontifex è un sito non accessibile di default in quato razzista e che incita all’odio

  7. Luciano ha detto:

    Ciò che il cardinale Carlo Maria Martini ha trasmesso con la sua vita e con la sua testimonianza di Fede vissuta e incarnata dai versetti del salmo a lui cari “Luce dei miei passi e Guida del mio cammino”, non verrà dimenticata. Anzi, sono convinto che è germogliata e continuerà a fiorire, nonostante le tante e troppe figure mediocri presenti che pensano di eesere i veri custodi della cristianità. Quest’uomo è stato un profeta che ha saputo trasmettere l’Amore di Cristo che abita in ogni uomo che abbia la saggezza del cuore. Tutto il resto è noia e vuoto.

  8. Paix ha detto:

    Eh, no, don Giorgio.
    Lei che parla di bile degli altri proprio no! (per di più in un intervento che rigurgita astio ed odio da ogni parola).
    Ma un po’ di esame di coscienza se lo fa, di tanto in tanto?

    • caiomerlinobritanno ha detto:

      Se non ci fosse da piangere a leggere certe stupidate, verrebbe da ridere. Da ridere a leggere un vecchio malvissuto di manzoniana memoria che, mentre santifica il Carlo Maria (che personalmente rispetto anche per le sofferenze che ha patito in terra ma che non considero certo un Santo), che ho avuto l’onore di conoscere di persona, getta merda su tutti gli altri che LEGITTIMAMENTE la pensano in maniere diverse. Personalmente spero che possa bruciare all’inferno molto presto, lei e il suo astio. Lei mi ispira schifo e pietà Don Giorgio. Ma forse anche per lei Dio sarà così misericordioso da girarsi dall’altra parte quando conterà i suoi peccati di astio superbia e quant’altro. Nell’attesa, spero breve per lei, di vederla sotto due metri di terra, provi a convertirsi davvero. Nel frattempo SI VERGOGNI. CHE SCHIFO DI PRETE!

  9. Gianni ha detto:

    A parte che …nemo profeta in patria….
    mi pare interessante, questo articolo, non tanto sulla figura di Martini, di cui abbiamo detto più volte.., ma proprio a conferma di certe categorie storiche.
    L’ho già detto e lo ripeto:
    cos’è il cattolicesimo oggi?
    Come una delle tante categorie storico/filosofiche e religiose, una serie di concezioni non sempre condivise.
    Proprio l’aspra dialettica tra “riformisti”, “iperriformisti” e” conservatori”, se mi si lasciano passare talune semplificazioni, me lo conferma.
    In comune, tutto sommato c’è ben poco, direi il credo in una dimensione metafisica tradottasi poi in esperienza umana e letteraria, tramite il Vangelo.

  10. william ha detto:

    Purtoppo il web e alcuni giornali italiani sono infestati da miserabili fascisti. Sconfitti dalla storia. E probabibilmente anche dalla vita. Sto leggendo un bellissimo libro di George Huber dal titolo Dio è Signore della Storia. Lo consiglio a molti. Se analizziamo la storia vediamo che le grandi dittature fautrici di atrocità e assissini immani come nazismo, fascismo e comunismo sono stati sconfitti dalla storia. Così come il potere temporale del Papa e dei suoi fedelissimi è stato sconfittto per sempre dai bersaglieri a Porta Pia.
    Anche l’influenza che la Chiesa ha ora sulla società italiana presto o tardi finirà. Perché arriverà presto tardi l’unione politica, GLI STATI UNITI D’EUROPA, ed allora tutti i benefici di cui la chiesa cattolica ancora gode finiranno. Non ci sarà più l’ora di religione cattolica, che abbiamo solo noi in Italia. Ma un ora di religione laica aconfessionale. Perché piacenti o volenti in uno stato laico le religioni sono tutte uguali.
    E magari chissà… quando ci saranno gli stati uniti d’Europa, gente miserabile come Franscesco Agnoli che ha definito Carlo Maria Martini un antipapa, espatrieranno. E non saremmo più costretti a leggere i loro scritti clerico fascisti su giornali come IL FOGLIO che vivono con i finanziamenti pubblici. Qunindi lo stipendio ad Agnoli lo pagherà più il contribuente italiano ma qualcun altro.
    Ora io mi chiedo perchè in tutta Europa la stampa ha dei minimi finanziamenti da parte dello stato e noi non diamo un reddito di cittadinanza ai giovani italiani senza lavoro, ma finanziamo Giuliano Ferrara e Agnoli e tutti questi personaggi di bassa lega che la storia porrà nel loro giusto posto: l’oblio.

  11. Giuseppe ha detto:

    Ancora una testimonianza forte, senza peli sulla lingua, di quelle che sarebbero piaciute tanto al cardinal Martini. L’attuale chiesa restauratrice, nostalgica dei riti in latino (la madre delle lingue) e delle funzioni sfarzose in cui il rigore del cerimoniale prevale sulla sostanza di ciò che si celebra, sta tradendo lo spirito profetico del Concilio Vaticano II e dei suoi ispiratori. In una parola, benché ci tenga moltissimo al titolo di cattolica, l’universalità del messaggio di cui è portatrice. Per non parlare dell’aspetto “sociale” dove fa di tutto per sposare gli interessi dei potenti e dei corrotti, anziché andare incontro agli ultimi e diseredati. Eppure la lezione di vita che ci viene dagli insegnamenti di Martini e degli altri preti che don Giorgio ha menzionato non verrà mai dimenticata, nonostante l’ostinazione della chiesa di Scola, Formigoni e di Pontifex Roma.

  12. mariella ha detto:

    I Profeti non sono accolti a casa propia…grazie Don Giorgio dona a Cristo attraverso la Verita’ il Suo vero Volto attraverso.. i veri grandi della Chiesa le lascio un sorriso di gioia:))

  13. filippo ha detto:

    Grazie, don Giorgio, per queste sue testimonianze e per la sua bella riflessione.
    Il Card. Martini é nel cuore della Chiesa, come confessava Teresa di Lisieux, e nel cuore della Chiesa é l’amore che salva, innalza, illumina e giuda !

    • antonietta ha detto:

      Don giorgio il cardinale e’ stato pane spezzato per noi e ora noi dobbiamo esserlo per gli altri,e’ questa la moltiplicazione dei pani,noi che sappiamo dobbiamo spezzare questo vero pane che ci ha lasciato il cardinale martini ,,io anche sono disgustata da come hanno trattato il cardinale,almeno al funerale potevano gratificarlo con qualche parola di verita’,invece sempre nascosti dietro al mistero,il papa assente e tutte quelle mitrie in su’puntate verso la menzogna…..sono amareggiata con loro ,il cardinale carlo m.m. ha portato a compimento la parola di dio e loro continuano a mentire e a dare gas sulla fiamma del peccato ,sono loro che devono dare conto a dio ogni giorno,nn il cardinale martini ,loro non sono neanche degni di avere la salma del cardinale nel duomo ,io credo che lui doveva essere seppellito all’aria aperta ,magari nel giardino in gallarate ,almeno li c’e’ aria e non certo la tanfa delle loro menzogne…!