
di don Giorgio De Capitani
Ci sono cardinali, vescovi, preti e suore, nonché associazioni e movimenti cattolici, che non solo invitano a votare No per il prossimo Referendum costituzionale, ma mettono in campo tutte le loro abilità suadenti, che non sto a qui a descrivere, ma che conoscete molto bene, puntando soprattutto sul fatto che questo Governo andrebbe punito, per aver introdotto le Unioni civili.
Le farneticanti dichiarazioni, fatte attraverso Radio Maria, del frate domenicano P. Giovanni Cavalcoli, secondo cui i terremoti sarebbero punizioni divine, riferendosi in particolare alla introduzione della legge sulle Unioni civili da parte di questo Governo, sono più vaste di quanto possano sembrare, visto che, sotto altre forme, una grossa fetta del mondo cattolico è convinto che questo Governo, per la stessa ragione delle dichiarazioni di P. Cavalcoli, sia responsabile di ogni male, proprio per aver violato i cosiddetti valori cattolici, e che l’occasione migliore sarebbe quella di votare No al prossimo referendum.
Dunque, oltre alla fetta di cittadini che ce l’hanno a morte con Renzi, per ragioni certo diverse dai fondamentalisti cattolici, ma pur sempre meschine e che non hanno nulla a che fare con la democrazia. Dunque, per il No c’è un coacervo di animi accecati da ottusi pregiudizi e da vergognose vendette.
Certo, ci sono anche quelli per No che usano altri argomenti, ma sono pochi, inferiori al numero dei No irrazionali e vendicativi.
La mia denuncia è motivata, e vorrei che venisse tenuta in considerazione e va propagata come una grave forma di violazione di ogni diritto costituzionale, che parla di libertà di coscienza: tale libertà è in vista del bene comune del Paese, e non per scopi loschi e perversi. E ritengo una grave bestemmia appellarsi al dio vendicativo della religione, che non ha nulla a che fare con il Cristo autentico.
Passi pure la stupidità di cittadini che fanno del referendum una questione personale con Matteo Renzi, ma, come credente e come prete, non posso perdonare l’ottusità fondamentalista di chi usa anche il voto politico per contrastare il progresso umano e civile del nostro Paese.
Ci siamo giustamente scandalizzati per le farneticanti dichiarazioni di P. Cavalcoli, e perché si rimane indifferenti di fronte ai tentativi di plagio da parte di chi usa un voto democratico per scopi religiosi, per non dire blasfemi?
Non stupisce per niente,questo Premier non lo vedono tanto per i loro comodi, prima i privilegi e del popolo chi se ne frega.
Sarebbe interesse capire in quale Dio crede il reverendo padre Calvalcoli. Le sue parole non mi stupirebbero, anche se non riuscirei comunque a giustificarle, in bocca ad un discepolo di qualche rabbino alle prese con lo studio della Torah, ma stridono in maniera sorprendente se dette da un frate domenicano che dovrebbe avere ben altra cultura e ben altra visione della misericordia divina. Nel suo insegnamento Gesù non fa che ripeterci che Dio è amore e che non vuole la distruzione di nessuno, certo le sue vie sono misteriose e incomprensibili per la nostra intelligenza elementare, ma anche noi riusciamo a capire che il Padre eterno non può averci creati per il gusto di farci del male. Nell’antico testamento, invece, domina la figura di un Dio antropomorfo, geloso, possessivo, vendicativo e perfino dispettoso, che non farebbe altro che dispensare disgrazie sui nemici di Israele e, quasi quasi, indosserebbe anche lui l’armatura per combattere i suoi avversari, lasciando trasparire l’idea di un principio di causa ed effetto tra le cattive azioni e le punizioni divine, che spesso si manifestano sotto forma di disgrazie. Neanche si trattasse di una ordalia medievale, quell’usanza sciagurata conosciuta come “giudizio di dio”, a cui venivano sottoposti coloro che erano accusati di qualche reato grave se volevano dimostrare la loro innocenza, che avrebbe consentito loro di uscire illesi da duelli o torture. Che poi tutto si riduca a una punizione per aver consentito le unioni civili, la dice lunga sulla pretestuosità di queste argomentazioni.
Mi pare evidente che il fronte del No alle riforme costituzionali oggetto del prossimo referendum, non avendo argomentazioni valide per sostenere le proprie tesi, cerca ogni pretesto per mettere in ridicolo una consultazione di importanza fondamentale per le nostre istituzioni, riducendo il quesito ad una scelta tra appoggiare Renzi o mandarlo a casa. Mentre non c’è alcun bisogno di essere un sostenitore del presidente del consiglio e del suo governo per capire quanto sia necessario dare il via libera a queste riforme.
Chiedo scusa. Il mio commento cominciciava con queste parole: ” Sarebbe interessante…”
La posizione di padre Cavalcoli già è stata sconfessata dal Vaticano, anche perchè contraria al magistero.
Le benedizioni servono semmai contro presenze demoniache, ed ammesso che centri qualche zampino metafisico, in certe disgrazie, questo non riconduce di certo a Dio.
Quanto al referendum, purtroppo è stato usato anche come mezzo di ritorsione e di propaganda, per questioni che nulla hanno a che vedere con il referendum stesso.
Ci sono stati coloro che sono entrati nel merito delle questioni, ma molti l’hanno sicuramente inteso come strumento contro il governo, peraltro non solo perchè avrebbe approvato le unioni omosessuali.
Vedasi, ad esempio, tutta quella componente, più o meno riconducibile alla cosiddetta sinistra PD, che non ha mai digerito che Renzi sia divenuto premier e segretario del partito.
Scusa Giorgio ma non eri tu quello che invocava il Padre Eterno che mandasse un ictus a Berlusconi?. Ti è andata bene perché non ti hanno neanche scomunicato. Comunque io voterò SI.
Scomunicato no, ma emarginato in casa privata!
accidenti quanto hai ragione don Giorgio!