Il buonismo della Chiesa a Natale è davvero “osceno”!

di don Giorgio De Capitani
Gerarchi, preti e credenti d’ogni risma,
tutti sullo lo stesso letto di una cattolicità tutta pelle,
come una terra arida screpolata dal sole cocente,
parlano e straparlano in nome di un dio fattosi uomo,
– sempre comunque mascolinità, carne maledetta –:
ma il Natale è solo un ricordo, ovvero ricordi di ricordi
di un nudo bambinello, deposto in una mangiatoia
tra una madre obbligata a sorridere,
e un padre putativo a cui non è permesso nausearsi.
Sono statuine più o meno artistiche, e nulla più:
eppure, quanto fascino emanano
in un mondo fatto di statuine,
che fingono a Natale di essere un’anima!
Ma quale anima?
L’anima incartata come oggetti confezionati
per convenzionali doni di Natale!
Ma il mondo di belle statuine natalizie
è nato quando i primi cristiani,
stanchi di un Cristo troppo sofferente e poco risorto,
avevano sentito il bisogno di fantasticare
sulle origini di quel Gesù di Nazaret,
che, fattosi adulto, nessuno aveva ascoltato,
ma era stato tradito e messo su una croce maledetta.
Arrivarono le persecuzioni,
e forse tornò il ricordo del Cristo sofferente e risorto,
ma arrivarono anche i tempi d’oro,
quando i perseguitati diventarono persecutori.
E così nacque la festa del Natale di Gesù
sulle ceneri di una festa “pagana”,
fatta a pezzi da una Chiesa prepotente,
alleatasi coi prepotenti più balordi e opportunisti
per uccidere il grande Pensiero di Dio
che si era rivelato ancor prima che il Cristo nascesse.
E il Cristo non è nato per fare violenza
al suo stesso Intelletto di Figlio di Dio!
Figlio o non Figlio eterno di Dio,
uno del Mistero Trinitario, che c’importa?
Ma c’importa, se a crederlo è la Chiesa
che lo riduce ad un tenero bambinello:
micro-idolo strumentalizzabile ogni anno
per dare spettacolo, in un contesto da fiera,
dove in vendita hanno messo anche la dignità dell’essere umano.
Ogni anno i baracconi natalizi aumentano,
anche perché il vuoto chiama il vuoto,
e le benedizioni papali e clericali sembrano convalidare il tutto,
per coprire il nulla di una religione tutta pelle,
che si serve di pastori mercenari,
ma abili nell’accalappiare le pezzenti menti
di chi ieri sembravano eredi del grande Pensiero.
Dire che siamo nauseati di ogni Natale
è un eufemismo:
ciò che si pontifica in questi giorni è solo bestemmia,
una dissacrazione della realtà più pura,
una esecrabile strumentalizzazione
di ciò che è rimasto ancora di Umano.  
Tutto è così insopportabile
da desiderare che arrivi la quaresima penitenziale,
almeno così ci viene voglia di essere noi stessi.
Ed è insopportabile una Chiesa che si fa buonista,
parlando di poveri e di migranti, solo perché è Natale,
e ogni parola di pace universale si perde
tra le volute dell’incenso che riempiono le cattedrali.
Sì, come profumato incenso che si disperde
è il Natale cristiano,
ma sento ancora il buon incenso
che onorava le Divinità pagane,
a cui il grande Pensiero si inchinava
onorando quell’Essere Assoluto,
scoperto e riscoperto nel Risveglio dello grande Spirito,
oggi offeso da celebrazioni senza Spirito,
da omelie senza Spirito,
da pastori senza Spirito.
Tutto è a fior di pelle,
e la gente si commuove,
la politica più di sinistra si commuove,
perfino si commuovono il bue e l’asinello della grotta,
forse gli unici ad essere ancora Umani!

 

2 Commenti

  1. Paolo ha detto:

    L’idolatria ha ormai preso il sopravvento sulla profezia nel cristianesimo e nelle chiese in generale, mentre la via dello Spirito è preclusa ai molti. Da dove ripartire? Dalla Bibbia e da quella sapienza pagana che la precede forse… Ma quale può essere il ruolo della religione oggi?

  2. ANTONIO ha detto:

    IL MACCHIAVELLI DISSE: LA RELIGIONE E’ LO STRUMENTO PER REGNARE.