Candy Bessel: confermati gli esuberi per 150 lavoratori tra Santa Maria e Brugherio
da Merateonline
Garantire il posto di lavoro a tutti i dipendenti, e la continuità dell'azienda in Brianza. Queste le richieste principali per il futuro degli stabilimenti Candy Bessel di Brugherio e Santa Maria Hoè, promosse dai rappresentanti sindacali durante l'incontro in Confindustria di questa mattina. Mentre fuori dai cancelli di Monza una settantina di lavoratori ha messo in atto un presidio, all'interno degli uffici si sono dati appuntamento i coordinatori regionali Fiom Cgil e Fim Cisl Pietro Locatelli e Stefano Bellaria, i referenti lecchesi Enrico Civillini (Fim) e Luigi Panzeri (Fiom) e quelli monzesi Gabriele Fiore (Fim) e Claudio Cerri (Fiom), le Rsu, il dottor Roberto Roncalli per l'azienda e il dottor Fabio Usuelli per Confindustria Monza e Brianza. "Quello di oggi è stato un primo colloquio, cui ne seguiranno altri due il 4 e 15 aprile, per cercare di costruire insieme una prospettiva futura per l'azienda che ha presentato un proprio documento e valuterà le nostre richieste" ha spiegato Luigi Panzeri "La proprietà, attraverso il suo portavoce, ha confermato di voler mantenere a Brugherio il nucleo progettazione/ricerca /sviluppo per la produzione di lavatrici, confermando però l'esubero di 150 lavoratori sui due stabilimenti. Il problema, già affrontato in passato, è che riconfermando 450.000 unità (macchine) prodotte in un anno su Brugherio non è possibile mantenere tutti i posti di lavoro attualmente presenti. Per questo abbiamo chiesto un incremento della produzione per andare a coprire il mercato europeo. In Nord Europa arrivano ogni anno 400.000 pezzi prodotti in Cina, mentre parte della produzione potrebbe essere spostata negli stabilimenti italiani come questi". La produzione degli oblò, ora appannaggio della sede di Santa Maria Hoè con 60 lavoratori in regime di contratto di solidarietà, verrebbe assorbita a Brugherio secondo i piani dell'azienda. "Il contratto scade alla fine dell'anno, ci è stato chiesto di anticipare i termini. Gli altri 70 ex lavoratori nella Brianza lecchese sono in cassa straordinaria fino a fine anno e si recano nell'altro stabilimento, la proprietà si è detta disponibile a riassorbirne solo una parte. Quando siglammo l'accordo le leggi sul lavoro erano diverse, si pensava che più persone sarebbero arrivate alla pensione. Abbiamo poi sottolineato che per evitare di perdere lavoratori sono necessari investimenti, che a suo tempo ci furono promessi. Chiediamo la continuità per tutti, anche nell'ipotesi che si spostino a Brugherio". Il confronto è più che mai aperto ma tanti sono i timori per il futuro dei 150 lavoratori.
R.R.


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