Torino, a 16 anni cambia il suo quartiere con un’Apecar: il gesto ha conquistato Mattarella che lo nomina Alfiere della Repubblica

dal Corriere della Sera
11 aprile 2026

Torino,

a 16 anni cambia il suo quartiere

con un’Apecar:

il gesto ha conquistato Mattarella

che lo nomina Alfiere della Repubblica

di Mattia Aimola
Davanti al liceo nasce ogni giorno una rete di aiuto spontaneo tra studenti, famiglie e cittadini. Un’idea semplice che unisce il quartiere: chi ha bisogno prende, chi può lascia qualcosa
C’è un’Apecar rossa parcheggiata ogni mattina davanti al liceo Cavour, a Torino, che, più di tante parole, racconta cosa significhi oggi fare comunità. È la CondividApe di Leonardo Figello, studente classe 2008, che grazie ad un gesto semplice e concreto è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Alfiere della Repubblica 2025.
Il riconoscimento, assegnato a 28 giovani presi a modello per senso civico e altruismo, premia in Leonardo la capacità di trasformare un sogno personale in un progetto collettivo. La sua Apecar, desiderata fin da bambino, è diventata infatti un punto di scambio solidale: sul retro, una cassetta invita chi passa con un messaggio tanto semplice quanto potente – «Serviti pure se hai bisogno, altrimenti se puoi, lascia qualcosa».

Solidarietà diffusa

Un’idea nata quasi per caso e cresciuta giorno dopo giorno, grazie alla partecipazione spontanea di studenti, famiglie e cittadini. Pane, pasta, vestiti, libri, piccoli oggetti: la “CondividApe” si riempie e si svuota continuamente, senza intermediari, in un flusso virtuoso di fiducia reciproca. Non è solo un gesto di beneficenza, ma un modello concreto di solidarietà diffusa, accessibile e quotidiana.

Un gesto che ispira

È proprio questo lo spirito che il Quirinale ha voluto valorizzare nel tema 2025, «Sperimentare e comunicare la solidarietà». Leonardo non si limita ad aiutare: coinvolge, ispira, dimostra che il bene può essere contagioso e persino di tendenza. Attorno alla sua Ape è nata una piccola rete di persone che, da beneficiarie, sono diventate a loro volta protagoniste di aiuto reciproco.

«Il bene lo fanno gli altri»

«Io apro la scatola, ma il bene lo fanno gli altri», raccontava con semplicità un anno fa a Corriere Torino. Ed è forse proprio questa consapevolezza, unita alla sua iniziativa, a rendere il suo esempio così potente: la solidarietà non come gesto straordinario, ma come abitudine quotidiana.

Motivazione del riconoscimento

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dal Corriere della Sera
1 aprile 2025

Leonardo, 16enne analogico: «Altro che app,

ho inventato l’Apecar solidale.

Chi può dona, chi non ha prende»

di Chiara Sandrucci
L’iniziativa a Torino. «Contribuisco al progetto, ma la maggior parte del bene la fanno le altre persone. Non lasciano solo cibo, ma vestiti, scarpe, giornali, biglietti del tram, giocattoli, regali»
Sul pianale della sua Ape 50 rossa qualcuno ha appena lasciato quattro filoncini di pane e tre pacchi di pasta. Il giorno prima aveva trovato due chili di sale e farina per la polenta. Tutte le mattine da oltre un anno Leonardo Figello, 16 anni, parcheggia l’iconico mezzo a tre ruote da lui ribattezzato «CondividApe» sul controviale di corso Tassoni davanti al liceo classico Cavour di Torino dove frequenta la terza E. Sul retro c’è un cartello con scritto «Serviti pure se hai bisogno, altrimenti se puoi, lascia qualcosa», una cassetta in legno con il coperchio da tenere aperto e una teca più piccola per lo scambio di libri.

Il sogno dell’Ape

«Quando ho realizzato il sogno di avere un’Ape, a ben vedere così superfluo, ho capito di avere già tutto il necessario e quindi ho deciso di mettere a disposizione del prossimo questa mia fortuna creando uno spazio di condivisione sul retro», spiega Leonardo, che frequenta le parrocchie Gesù Buon Pastore e Madonna della Guardia ed è entrato negli Scout prima ancora di imparare ad allacciarsi le scarpe, continuando la tradizione di famiglia del papà e dello zio. Sognava di avere un’Ape fin da piccolo, avendo vissuto i suoi primi 5 anni a Cantoira, nella Val Grande dove passava il tempo a giocare con i modellini Piaggio. Ora abita in città in Borgo San Paolo e quella passione si è trasformata nel progetto CondividApe.

Il motto

Una sorta di carrello solidale viaggiante in circolazione dal novembre 2023, ispirato al motto «chi ha metta, chi non ha prenda» di San Giuseppe Moscati, medico napoletano proclamato santo. «Il primo giorno ho lasciato nel cassone un cestino di vimini pieno di generi alimentari e un cartello scritto a mano con i pennarelli, ma quando sono tornato mi avevano portato via tutto: avevano preso alla lettera il messaggio del «serviti pure se hai bisogno — racconta sorridendo —. Il secondo giorno ho riprovato con una scatola di plastica e ho rifatto il cartello, ma ancora una volta al mio ritorno non c’era più nulla».

I beni donati

A quel punto ha deciso di realizzare con suo padre una scatola di legno su misura per il cassone e ha fatto stampare un cartello adesivo. Da quel giorno nessuno ha più toccato il contenitore dell’Ape, che si riempie e si svuota di volta in volta dei generi più disparati. «Non lasciano solo cibo, come avevo pensato all’inizio, ma anche vestiti, scarpe, giornali, biglietti del tram, fazzoletti, merendine donate dagli allievi della vicina scuola media Nigra, giocattoli e sotto Natale persino pacchettini regalo». La raccolta e lo scambio avvengono ovunque Leonardo parcheggi la sua Ape. Non solo a scuola, ma anche sotto casa, vicino alla chiesa, dagli amici o dai nonni. In sua assenza.

«Grazie a tutti»

«Io guido, parcheggio e mi limito ad aprire la scatola: contribuisco al progetto, ma è la gente che prende e che mette, la maggior parte del bene la fanno le altre persone», precisa Leonardo che si è convinto a parlarne solo per ringraziare tutti quelli che stanno partecipando (perché sostiene, citando Bartali, «il bene si fa, ma non si dice»). Nel giro di poche ore tutto viene preso. Nel caso rimanga qualcosa di fresco come il pane, allora è lui a consegnare a domicilio alle persone in difficoltà che conosce. Per il resto è un’azione collettiva, in continuo movimento, senza bisogno di intermediari.

Gli affezionati

Dopo qualche mese hanno iniziato ad aspettarlo davanti a scuola, c’è chi gli tiene il parcheggio alle 7,30 quasi tutte le mattine. «Sono i miei “affezionati posteggiatori”, cinque persone di diverse famiglie in difficoltà che prendono abitualmente dall’Ape e hanno creato una sorta di rete iniziando ad aiutarsi a vicenda». Se si chiede a Leonardo, affascinato dal mondo antico, cosa vuole fare da grande, risponde che vuole «essere un uomo felice». Ce l’ha con il consumismo, «un meccanismo malsano che induce a comprare, una ragnatela che intrappola da cui liberarsi». Per lui solidarietà significa «imparare a considerarsi tutti fratelli in un’unica grande famiglia», la CondividApe lo aiuta a vedere questo mondo a colori.

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