Omelie 2016 di don Giorgio: DOPO L’ASCENSIONE

8 maggio 2016: DOPO L’ASCENSIONE
At 7,48-57; Ef 1,17-23; Gv 17,1b-20-26
Cristo ha scardinato i due pilastri della religiosità ebraica
Partirei dalla domanda: Gesù Cristo che cosa aveva combinato di così blasfemo da meritare la condanna a morte? Non ho che una risposta: Cristo si era permesso di fare ciò che nessun buon ebreo avrebbe potuto fare, ovvero scardinare i due pilastri della religiosità ebraica: la Legge e il Tempio.
La vera ragione dei duri contrasti, tanto drammatici da arrivare a diversi tentativi di lapidazione, tra Cristo e i suoi nemici storici, ovvero i capi ebrei, sia religiosi che di potere, non consisteva nel fatto che Gesù compiva grandiosi miracoli, ma nel fatto che li compiva in giorno di sabato. E una delle accuse che gli sono state rivolte durante il processo davanti al Sinedrio era la dichiarazione di Gesù: “Posso distruggere il tempio e riedificarlo in tre giorni”. Certo, non avevano capito che si riferiva al suo corpo, ma per il Sinedrio già pronunciare la parola Tempio era una bestemmia.
Se Cristo tornasse di nuovo
Immaginate: se Cristo tornasse di nuovo sulla terra e dovesse mettere in crisi tutto l’ordinamento della Chiesa e la maestosità dei luoghi sacri, che cosa succederebbe? Non sarebbe di nuovo condannato? Non è quanto è successo ai tempi dell’Inquisizione, quando furono mandati al rogo quei mistici, giudicati e condannati come visionari e pericolosi, perciò eretici, solo perché si erano permessi di ricordare alla gerarchia della Chiesa le parole radicali di Cristo sulla Legge e sul Tempio? Certo, oggi sembra che la Chiesa si sia addomesticata, almeno nei suoi metodi violenti, ma mi chiedo che differenza ci sia tra far morire le persone fisicamente o farle morire togliendo loro la libertà di pensare e di agire. La ragione, comunque, dell’apparente addomesticamento, che qualcuno chiama pacifica sopportazione o, ancor peggio, abilità diplomatica di vanificare la dissidenza, sta forse nel fatto che oggi sembrano spariti i profeti o i mistici. Oggi ciò che fa paura è l’omologazione generale ad una Chiesa-struttura che, nonostante tutto, continua imperterrita a idolatrare la Legge e il Tempio. Eppure, ogni domenica, la Liturgia ci ripresenta brani della Bibbia, in particolare dei Vangeli, che dovrebbero farci riflettere, ma probabilmente torna comodo fingere di non capire la Parola vivente, o forse abbiamo perso effettivamente la capacità di capirne il messaggio.
Perché, dunque, Cristo è stato ucciso?
Anch’io devo ammettere, purtroppo, di aver vissuto tanti anni, troppi, del mio ministero pastorale, come se Cristo fosse venuto sulla terra per dare la sua vita per il genere umano, dando alla parola sacrificio (da qui il sacrificio della Messa) un qualcosa di fine a stesso, senza chiedermi: ma perché ha scelto di morire? Non me lo ero mai chiesto, anche perché sarebbe stato sconvolgente a quei tempi, negli anni giovanili della mia vita sacerdotale, che Cristo fosse stato condannato per una ragione per la quale valeva la pena di affrontare la condanna e la morte. Secondo voi, basta dire: Cristo ha scelto la croce, perché ci ha amato?
Tutto cambia se il Figlio di Dio si è incarnato, non per andare a morire su una croce, ma per fare rivivere il genere umano, scardinando sì la Legge e il Tempio, ma perché questi avevano esteriorizzato il credente, togliendogli il suo mondo interiore per renderlo funzionale ad una religione, che era arrivata al punto di sacrificare la dignità dell’essere umano, in funzione della Legge e del Tempio.
Il Figlio di Dio si è incarnato per riportare l’essere umano nel suo stato di essere umano, per farci riscoprire la realtà dello Spirito, che è il fondo dell’anima, come dicono i Mistici. E allora capite perché Cristo se l’è presa con la religiosità ebraica, proprio perché aveva estromesso lo Spirito dall’essere umano. In breve, la religiosità ebraica aveva tradito l’essere umano nella sua più autentica dignità interiore. Basterebbe citare le note parole di Gesù: “Il sabato (o la legge) è al servizio dell’essere umano e non l’essere umano al servizio del sabato (o della legge!)”, oppure le dichiarazioni di Gesù alla donna samaritana: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre”. Ecco la stoccata contro il Tempio. Poi aggiunge la stoccata contro la legge: “Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”. Potrei aggiungere il bellissimo dialogo tra Gesù e il fariseo Nicodemo. Gesù parla di rinascita spirituale, ovvero interiore, parla di Spirito che è libero di agire, come il vento che soffia da ogni parte senza poterlo guidare.
I cieli aperti
Il primo brano della Messa parla del diacono Stefano, che, poco prima di essere preso a sassate da furibondi giudei, esclama: “Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio”. Nell’espressione “cieli aperti” c’è tutto il nuovo mondo inaugurato da Gesù. Quando Gesù uscì dalle acque del Giordano dopo il battesimo di Giovanni il Precursore, “si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio… venire sopra di lui”. La religione ebraica aveva chiuso i cieli, Cristo li ha aperti, come alle origini del mondo.
Ogni religione chiude i cieli
Non posso soffermarmi sul brano del Vangelo, ma ci sarà un’altra occasione per parlare dell’unità divina e dell’unità mistica dell’essere umano con il divino. Preferisco, in questi ultimi minuti, chiarire una cosa.
Ho parlato della religione ebraica contro cui Cristo si è scagliato, ma non vorrei che si pensasse che Cristo, inaugurando un nuovo Ordine, non si rendesse conto degli eventuali pericoli e tradimenti, a cui sarebbe stata esposta anche la Chiesa. Cristo, contestando la Legge e il Tempio della religione ebraica, ha voluto contestare, nello stesso tempo, l’esteriorità della legge e l’esteriorità del tempio presso ogni religione. E, dal momento che la religione in sé è un rischio strutturale, Cristo non ha voluto istituire una nuova religione. I primi cristiani l’avevano capito chiamando “Via” il cristianesimo. Ma questa originaria intuizione svanirà presto di fronte allo sviluppo inarrestabile del cristianesimo che assumerà man mano il volto di una nuova religione, cadendo negli stessi errori in cui era caduta la religione ebraica. A prevalere, ancora una volta, sarà la Legge e il Tempio, nei loro reali rischi di offuscare e di far tacere la voce del mondo interiore o dello Spirito, chiudendo così di nuovo i cieli infiniti.

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