Domanda facile, risposta difficile

L’EDITORIALE
di don Giorgio

Domanda facile, risposta difficile

Spesso mi chiedo: come si fa a far ragionare una persona che ha idee confuse? La risposta potrebbe sembrare semplice, tanto è unica: far sì che riattivi l’intelletto forse del tutto spento. Ma se è spento come può capire che lo deve riattivare? Ha talmente idee confuse che non sa più come si deve comportare.
Ma il problema è che queste persone non se ne rendono conto di avere le idee confuse, e per loro tutto sembra così chiaro da dettare legge a tutti dicendo fesserie grosse come l’Everest, e pretendono con tanta saccenteria che si dia a loro retta. Entra in gioco quell’ego che vorrebbe sostituire l’intelletto acceso. E così la massa prende questi saputelli imbecilli come punti di riferimento, dissetandosi con acqua inquinata.
Purtroppo non siamo Gesù Cristo che ha convertito la donna di Samaria, offrendole un’acqua dissetante per la vita eterna. Ma non si è limitato a offrirle un’acqua fisica come fosse un “segno” dell’acqua eterna. Trattandosi di un’acqua invisibile ma reale Cristo ha discusso a lungo con quella donna che inizialmente non voleva cedere, accusando quell’ebreo di essere un suo nemico.
Forse dovremmo imparare molto da quel dialogo dialettico tra Cristo e la Samaritana, se volgiamo scoprire il Segreto per far ragionare le persone con le idee confuse. Occorre condurle al di là di un piano puramente carnale, dove si rimane sempre vittime di ideologie distorte, e perciò tutto il nostro sforzo di pensanti illuminati dall’Intelligenza divina sta nel testimoniare con la nostra vita che le nostre scelte attingono dall’Alto, e non dal basso di una carnalità che parla solo di carnalità.
Nessuno ha la pretesa di convertire il mondo intero, anche perché noi stessi siamo perennemente in uno stato di conversione. Occorre partire dal nostro piccolo, e il sasso gettato in uno stagno combina cerchi sempre più concentrici dal piccolo che si allarga al più infinitamente grande. Nessuno riesce a vedere fino dove il cerchio man mano si allarga. Non importa. A noi talora basta gettare un piccolo sasso in uno stagno, ovvero in una società che sembrerebbe refrattaria ad ogni scossone benefico.
19 settembre 2026
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